Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Iniziative per le scuole

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L'agenda dell'antimafia 2010
Il lavoro delle scuole

I.C.S. "A.Ugo" - Palermo
Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Ai Dirigenti Scolastici
Ai Docenti Referenti di Educazione alla legalità

Oggetto: AGENDA DELL'ANTIMAFIA 2010

Il Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato", diretto da Umberto Santino e Anna Puglisi, assieme al Consorzio di scuole che stanno realizzando il progetto "La memoria e il progetto" (scuola capofila l'ICS "A. Ugo"), dopo il successo dell' Agenda dell'Antimafia 2008 e 2009, intendono dedicare la proposta 2010 al lavoro delle scuole sul tema della lotta alla mafia e dell'educazione alla legalità democratica. Attraverso l'Agenda dell'Antimafia 2010 si intende dare visibilità all'importante lavoro di sensibilizzazione e di diffusione di valori svolto dagli istituti scolastici siciliani.
Tutte le scuole interessate sono invitate a inviare materiale significativo, possibilmente in formato informatizzato, sotto forma di disegni, brevi racconti, poesie, schede progetto, resoconti delle attività, ecc. prodotto a partire dagli anni '80, al fine di documentare anche l'evoluzione nel tempo delle proposte didattiche realizzate nei diversi livelli scolastici.
Il materiale dovrà pervenire al CSD "G. Impastato", via Villa Sperlinga 15, 90144 Palermo, tel. 091.6259789, fax 091.7301490, e.mail: csdgi@tin.it, sito: www.centroimpastato.it, entro il 30 aprile 2009.
Un comitato di redazione appositamente costituito procederà alla selezione dei lavori da inserire nell'Agenda.
Si ringrazia per la collaborazione.

La Dirigente Scolastica
Pia Blandano


Via E. Arculeo, 39 - 90135 Palermo Tel. 091/211794 Fax 091/6524184 C.F. 80020780823
pamm03200a@istruzione.it icsaugo@icsaugo www.icsaugo.it




La memoria e il progetto

Il Centro Impastato, assieme all'Istituto comprensivo statale "Antonio Ugo" di Palermo, ha in corso di svolgimento il progetto in rete dal titolo: "La memoria e il progetto", a cui aderiscono scuole della città e della provincia di Palermo.


I.C.S. "A.Ugo" - Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" Onlus

PROGETTO IN RETE

"LA MEMORIA E IL PROGETTO"
Per la creazione di un memoriale-laboratorio

nell'ambito della circolare n.4/2007 dell'Assessorato beni culturali ambientali e della pubblica istruzione dipartimento pubblica istruzione relativa a
Interventi in favore delle scuole e delle facoltà universitarie siciliane per lo svolgimento di attività per la formazione civile degli alunni
articolo 14 della legge regionale 13 settembre 1999 n. 20. Es. fin. 2007


Palermo e la Sicilia hanno bisogno di recuperare la loro identità e la loro storia, che non è fatta solo delle stragi e dei crimini della mafia ma anche delle lotte che l'hanno contrastata e hanno cercato di costruire una realtà diversa e che, in certi periodi, come per esempio con le lotte contadine, a cui si affiancavano le lotte degli operai del Cantiere Navale, hanno generato mobilitazione di massa tra le più grandi e significative d'Europa. E le mobilitazioni degli anni '80 e '90 e degli ultimi anni, il lavoro nelle scuole, l'uso sociale dei beni confiscati fanno parte di una storia che merita di essere documentata adeguatamente e .rilanciata.
In altre città sono sorti spazi della memoria, come i Memoriali della Resistenza, e riteniamo che Palermo debba dotarsi di uno spazio adeguato, insieme memoria storica della sua Resistenza al dominio mafioso e progettazione di un presente e futuro di Liberazione.

Si tratta di pensare uno spazio polivalente, che sia fisico ma principalmente "mentale" dove strutturare dei veri e propri "itinerari della memoria" che illustrino la realtà della mafia e della lotta contro di essa., attraverso mostre, prodotti multimediali, laboratori per la progettazione partecipata
.
La proposta in prospettiva doterebbe Palermo di uno spazio che dovrebbe inserirsi in una riprogettazione del patrimonio museografico e culturale della città.

La memoria richiede immagini, volti, documenti, ricerche, ricostruzioni di luoghi e di storie,

Scuole, associazioni, realtà culturali, in rete, insieme possono mettere a punto la proposta del "Memoriale- Laboratorio".

Destinatari
SCUOLE ADERENTI: ICS "A. Ugo" ( scuola capofila), D.D. "Bonanno" di Palermo, D.D. di San Giuseppe Jato, I.P.A. di San Giuseppe Jato ( sez. staccata dell'Istituto Superiore "Basile" di Monreale, I.T.C. "Crispi" di Palermo, IPSSCT "Einaudi" di Palermo, ICS Manzoni di Montelepre, D.D. di Belmonte Mezzano.


N. 100 alunni per scuola, dal secondo ciclo della scuola primaria, alla scuola superiore di primo e secondo grado ( età 9-18 anni). TOTALE 800 ALUNNI


CONTENUTI
Mafia e antimafia: stereotipi e paradigmi.
Storia della mafia e dell'antimafia
I protagonisti: dalle lotte contadine all'impegno della società civile
Il ruolo delle donne


IL PERCORSO
Nell'attuale contesto culturale e sociale si rende sempre più necessario trovare semplici strategie operative che suscitino nei ragazzi interesse per alcune tematiche fondamentali utili alla formazione dello studente-cittadino.
Questo percorso propone un'attività educativa e didattica che favorisce la riflessione e l'approfondimento delle problematiche relative ai diritti, ai doveri, all'impegno per la legalità, attraverso il recupero della MEMORIA.
Il percorso si articola attraverso le seguenti direttrici di intervento che convergono nella realizzazione del prodotto finale:
- riflessione sul concetto di legalità e analisi dei comportamenti legali ed illegali a livello quotidiano e nel territorio. Legalità formale e sostanziale.
- ricerca e studio di documenti (libri, articoli di giornali, inchieste televisive, film, testi di canzoni, poesie…) su eventi significativi riguardanti il fenomeno mafioso ma principalmente la lotta alla mafia.
- elaborazione di semplici testi e disegni, video e altri materiali, sulle tematiche approfondite.

Obiettivi
Formativi:


- distinguere comportamenti legali e illegali nella vita quotidiana e più in generale nel contesto sociale e istituzionale
- comprendere che in una società civile l'organizzazione della vita personale e sociale si fonda sul rispetto della legalità democratica
- riconoscere le influenze "ambientali" negative che incidono sui comportamenti propri e altrui
- conoscere le fasi significative e i principali protagonisti della lotta contro la mafia
- elaborare semplici strategie di contrasto a comportamenti illegali
- capire che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, vanno perseguite, volute, conquistate, protette e difese.
- costruire percorsi di cittadinanza attiva

Cognitivi:

- decodificare vari tipi di testo
- servirsi di diversi linguaggi per comunicare un messaggio
- scrivere un testo in forma breve ed esauriente
- condurre una ricerca storica
- cogliere analogie e differenze tra eventi e situazioni
- applicare teorie, concetti noti ad eventi nuovi
- ipotizzare strategie per raggiungere un risultato

Attività
Laboratori con le classi
Formazione dei docenti

Metodologia di lavoro

Il percorso della memoria dovrebbe articolarsi dedicando alle varie scansioni temporali un tema specifico, corredato da informazioni relative all'argomento trattato e brevi annotazioni riguardo ad alcuni movimenti e personaggi significativi; saranno inoltre riportati testi di canzoni, brani letterari, discorsi di uomini famosi, poesie, rapporti di organizzazioni. I ragazzi lavorano in piccoli gruppi per la realizzazione delle varie sezioni, l'insegnante guida la riflessione sugli argomenti problematici, orienta e facilita la progettazione del lavoro e la ricerca del materiale.
Il percorso può essere avviato e supportato dai materiali prodotti dal Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" e dall'intervento di esperti del Centro di documentazione "Giuseppe Impastato" e del Comitato ESSERCI.

Per informazioni: Centro Impastato: tel. 0916259789, mail: csdgi@tin.it
Istituto Antonio Ugo: tel. 091211794, mail: pia.blandano@tiscali.it




L'attività del Centro per le scuole dal 1980 a oggi

L'attività del Centro Impastato nelle scuole è cominciata nel 1980 con iniziative rivolte a stimolare e qualificare l'applicazione della legge della Regione siciliana 4 giugno 1980 n. 51, "Provvedimenti a favore delle scuole siciliane per contribuire allo sviluppo di una coscienza civile contro la criminalità mafiosa": costituzione di un comitato di coordinamento con la CGIL scuola e l'Arci, circolari ai presidi con suggerimenti per la stesura dei progetti, svolgimento di seminari, conferenze e dibattiti, produzione di materiali destinati alle scuole (libri, opuscoli, bibliografie, mostre fotografiche ecc.).


Circolare del Centro Impastato alle scuole, settembre 1983
Suggerimenti per la stesura dei progetti in attuazione della legge della Regione siciliana 4 giugno 1980, n. 51.

1. Costituzione di una biblioteca di Istituto, o suo arricchimento, con l'acquisizione di materiali che servano allo studio e all'aggiornamento dell'analisi del fenomeno mafioso. La biblioteca, oltre che ad uso interno, dovrebbe essere anche a d uso dei cittadini che abitano nel territorio della scuola. Studiare, attraverso le iniziative appresso indicate, forme di coinvolgimento degli "esterni" nell'analisi delle forme concrete del fenomeno mafioso.
2. Svolgimento di ricerche e inchieste sui temi seguenti: mafia ed edilizia scolastica; mafia ed uso del territorio; ricerche sul quartiere o sul paese: edilizia, condizioni igieniche, servizi sociali, condizioni di vita, reddito, occupazione, i giovani, la condizione femminile, la violenza; la mafia nei giornali locali e nazionali; le idee correnti sulla mafia; mafia e traffico di droga; la tossicodipendenza nella società contemporanea; mafia ed enti pubblici; mafia e banche; mafia e traffico di armi; aspetti economici e culturali del fenomeno mafioso.
3. Dibattiti e incontri con studiosi, magistrati, giornalisti, politici, operatori dei pubblici servizi. Per evitare la conferenza generica e sporadica, si consiglia che i dibattiti e gli incontri seguano le ricerche e inchieste, anche soltanto avviate, e siano su temi circoscritti e si svolgano possibilmente su domande e risposte.
4. Seminari per i docenti su aspetti storici e attuali, locali, nazionali e internazionali del fenomeno mafioso; i seminari dovrebbero riguardare i vari aspetti (economici, sociali e culturali) del fenomeno e mirare alla elaborazione di strumenti adatti al mondo della scuola, coinvolgendo professori ed alunni: mostre, audiovisivi, spettacoli etc.
5. Incontri tra più scuole su problemi riguardanti il territorio: edilizia scolastica e edilizia in generale, economia del territorio, mercato della droga e tossicodipendenza etc. Incontri di gruppi di ricerca, attivi di docenti, assemblee di studenti di varie scuole su punti precisi e con lo scambio dei risultati delle ricerche e la programmazione di piani di studio comuni.
6. Proiezioni cinematografiche. Trattandosi quasi sempre di prodotti discutibili sia dal punto di vista dei contenuti che da quello qualitativo, la proiezione va accompagnata da presentazioni e dibattiti.


Pubblicazioni del Centro Impastato per le scuole

Per gli insegnanti e gli alunni delle scuole medie superiori

1. Felicia Bartolotta Impastato, La mafia in casa mia, a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino, La Luna, Palermo 1986, ristampa 2003, 69 pagine, Euro 9. La storia di vita della madre di Giuseppe Impastato. Va chiesto alla casa editrice La Luna, Via A. Di Giovanni 14, 90144 Palermo, tel. 091-344403, o al Centro Impastato.
2. Umberto Santino, Giovanni La Fiura, Dietro la droga, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1993, 300 pagine, Eu. 13,43. Testo base di un'unità didattica polimediale, prodotta dal Centro Impastato in collaborazione con il CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud), con il sostegno della Comunità Europea, destinata agli insegnanti, agli studenti universitari e delle ultime classi delle scuole medie superiori e agli operatori dello sviluppo. Va chiesto al Centro Impastato.
4. Umberto Santino, La borghesia mafiosa. Materiali di un percorso d'analisi, quaderno del Centro Impastato, Palermo 1994, Eu. 12. Va chiesto al Centro Impastato.
5. Augusto Cavadi, Liberarsi dal dominio mafioso. Che cosa può fare ciascuno di noi qui e subito, Edizioni Dehoniane, Bologna 1993, ristampa 2003, pagine 47, Eu. 3,50. Un vademecum dell'impegno antimafioso. Va chiesto in libreria.
6. Augusto Cavadi (a cura di), A scuola di antimafia. Materiali di studio, criteri educativi, esperienze didattiche, quaderno del Centro Impastato, Palermo 1994, 200 pagine, esaurito; ristampa ampliata e aggiornata, Di Girolamo Editore, Trapani 2007, 293 pagine. Un libro destinato in particolare agli insegnanti. In libreria.
7. Umberto Santino, La mafia interpretata. Dilemmi, stereotipi, paradigmi, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995, 167 pagine, Eu. 6,2. Esaurito.
8. Umberto Santino, La mafia come soggetto politico, collana appunti del Centro Impastato, Palermo 1994, 62 pagine, Eu. 2,50. Va chiesto al Centro Impastato.
9. Amelia Crisantino, Capire la mafia, introduzione di Nicola Tranfaglia, La Luna, Palermo 1995, 132 pagine. Esaurito. Una storia della mafia scritta appositamente per le scuole. Il libro è adatto anche agli alunni delle scuole medie inferiori. Va chiesto alla casa editrice La Luna. Se ci sono richieste si può chiedere la ristampa.
10. Umberto Santino, Oltre la legalità. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafia, collana appunti del Centro Impastato, Palermo 2002, 94 pagine, Eu. 5. Adatto per corsi di aggiornamento per insegnanti, ma anche per studenti delle scuole medie superiori. Va chiesto al Centro Impastato.
11. Umberto Santino, Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all'impegno civile, Editori Riuniti, Roma, 2000, 400 pagine, Eu. 19,63. La prima storia delle lotte sociali contro la mafia, dai Fasci siciliani ai nostri giorni. In libreria.
12. Umberto Santino, La cosa e il nome. Materiali per lo studio dei fenomeni premafiosi, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2000, 248 pagine, Eu. 12,39. Uno studio sulla lunga fase di incubazione del fenomeno mafioso, con un'ampia appendice di documenti. In libreria.
13. Amelia Crisantino, Della segreta e operosa associazione. Una setta all'origine della mafia, Sellerio, Palermo 2000, 283 pagine, Eu. 16,53. La storia degli "Stuppagghieri" di Monreale, condotta su materiali d'archivio. In libreria.
14. Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio. La Relazione della Commissione parlamentare antimafia sul delitto Impastato, Editori Riuniti, Roma 2001, 246 pagine, Eu. 9,30. In libreria.
15. Giuseppe Impastato, Lunga è la notte. Poesie, scritti, documenti, quaderno del Centro Impastato, Palermo 2002, 2003, 2006, 232 pagine, Eu. 10. Una raccolta completa degli scritti di Impastato. Va chiesto al Centro.
16. Anna Puglisi, Donne, mafia, antimafia, DG Editore, Trapani 2005, Eu. 14. Raccoglie saggi, interventi e una bibliografia. In libreria.
17. Anna Puglisi - Umberto Santino (a cura di), Cara Felicia. A Felicia Bartolotta Impastato, quaderno del Centro Impastato, Palermo 2005, 245 pagine e 16 pagine di fotografie, Eu. 10.
18. Umberto Santino, Dalla mafia alle mafie. Scienze sociali e crimine organizzato, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006, 329 pag., Eu. 22. In libreria.
19. Anna Puglisi, Storie di donne. Antonietta Renda, Giovanna Terranova, Camilla Giaccone raccontano la loro vita, Di Girolamo, Trapani 2007, 190 pag., Eu. 16,50. In libreria.
20. Umberto Santino, Mafie e globalizzazione, Di Girolamo, Trapani 2007. In libreria.

Mostra fotografica: Peppino Impastato. Ricordare per continuare. 24 cartelli, formato 70x100, Eu. 60 (+ IVA 20%); cartella-catalogo, Eu 10 (+IVA 20%).


Corsi di formazione e di aggiornamento per docenti
e seminari per docenti e studenti

Il Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato" svolge corsi di formazione e di aggiornamento per docenti e seminari per docenti e studenti sui seguenti temi:

1. Cos'è mafia
Analisi delle idee correnti: stereotipi: subcultura della popolazione della Sicilia occidentale, emergenza (la mafia esiste quando spara…), antistato (i delitti contro uomini delle istituzioni visti come guerra allo Stato); paradigmi (associazione a delinquere tipica, impresa).
Paradigma della complessità: crimine, accumulazione, potere, codice culturale, consenso. Associazione criminale e sistema relazionale: blocco sociale transclassista, borghesia mafiosa. La società mafiogena.
Storia: continuità e trasformazione. 4 fasi: fenomeni premafiosi nel processo di transizione dal feudalesimo al capitalismo, mafia agraria, urbano-imprenditoriale, finanziaria.
Mafia e politica: mafia come soggetto politico, interazione con le istituzioni.

2. Lotta contro la mafia
Dalla lotta di classe all'impegno civile.
Anni '90 XIX secolo - anni '50 XX secolo: Movimento contadino, dai Fasci siciliani (1891-94) al secondo dopoguerra. Sconfitta ed emigrazione. Una storia contro gli stereotipi: familismo amorale (Banfield), mancanza di senso civico (Putnam). In Sicilia ci sono state lotte di massa, con l'impegno di partiti, sindacati, leghe, cooperative ecc.
Anni '60-'70: fase di transizione. L'analisi sulla borghesia mafiosa e l'esperienza di Peppino Impastato.
Anni '80-'90: l'escalation della violenza mafiosa, l'antimafia istituzionale (legge antimafia, arresti, processi, condanne) e l'impegno della società civile. Limiti: emergenzialismo, discontinuità, mancanza di un progetto. Movimento antimafia e movimenti sociali degli ultimi decenni. Indicazioni per un progetto. L'attività nelle scuole, le associazioni antiracket, l'uso sociale dei beni confiscati, la lotta per l'occupazione e lo sviluppo, l'uso razionale delle risorse pubbliche, la partecipazione democratica (lo Stato diffuso).

3. Ruolo delle donne
Nella mafia: organizzazione mafiosa formalmente monossessuale, rigidità formale ed elasticità di fatto. Ruolo attivo, già prima e negli ultimi anni.
Donne nell'antimafia: ruolo attivo nel movimento contadino (Fasci di sole donne), donne collaboratrici di giustizia, Associazione donne contro la mafia: la prima associazione di massa.

4. Chiese e mafia
Il ruolo delle Chiese nella mafia e nella lotta contro la mafia.
Dalle complicità e dal silenzio alla presa di coscienza.
Dai preti cattolici uccisi negli anni venti al sacrificio di padre Puglisi e di don Diana.

5. Dalla mafia alle mafie
Mafia siciliana e altre organizzazioni criminali di tipo mafioso in Italia.
Le mafie internazionali.
Globalizzazione e crimine transnazionale.

6. Per una pedagogia antimafia
Microdelinquenti e mafiosi: stereotipi e pregiudizi.
I minori come materia prima di produzione mafiosa, come vivaio di ricambio della militanza mafiosa, come potenziale disturbo del sistema mafioso.
Visione del mondo mafiosa, cultura borghese, cultura cattolica. Ipotesi operative.

7. Legalità formale e sostanziale
L'educazione alla legalità secondo la circolare del Ministero della Pubblica Istruzione del 1993. Crisi dei valori: delitti di mafia e corruzione. Mafia come "emergenza speciale della nostra società". Stereotipo dell'emergenza. Mafia e corruzione: emergenze speciali o fenomeni sistemici?
Legalità formale: rispetto delle leggi a prescindere del loro contenuto. Legalità sostanziale: valutazione del loro contenuto. Legalità e democrazia. Indicazioni per un'alternativa: la democrazia come cittadinanza - partecipazione attiva, l'economia sociale, un'etica condivisa.

8. Esperienze di lavoro nelle scuole
Attuazione della legge della Regione siciliana 4 giugno 1980, n. 51. Circolare del Ministero della pubblica istruzione sull'educazione alla legalità 25 ottobre 1993, n. 302. Altri provvedimenti.
Progetti di educazione alla legalità: analisi e suggerimenti.

9. Saper leggere di mafia
Una guida bibliografica ragionata.
Indicazioni per un'analisi critica della letteratura sulla mafia.

10. Informazione e mafia
Informare in Italia: un mestiere a rischio. I giornalisti uccisi dalla mafia.
L'"emergenza mafia": il boom degli stereotipi.
La controinformazione: l'esperienza di Radio Aut.
La televisione tra talk show e piovre non stop.

11. Letteratura, mafia e antimafia
Da Pirandello, attraverso Levi, Sciascia, Fava, ai nostri giorni.
Mafiofili e mafiosi: Puzo e le autobiografie apologetiche.
La satira: più vignette che parole...

12. Cinema e mafia
Il cinema apologetico: Il Padrino e i suoi eredi.
Il cinema satirico: Allen, Huston, Benigni...
Il cinema di impegno civile: Rosi, i Taviani, Ferrara, Scimeca, Giordana...
Peppino Impastato tra storia e fiction.

Testi base
Umberto Santino, Dalla mafia alle mafie; La mafia come soggetto politico; L'alleanza e il compromesso; Oltre la legalità; Storia del movimento antimafia; La cosa e il nome; Mafie e globalizzazione; Una ragionevole proposta per pacificare la città di Palermo; Breve storia della mafia e dell'antimafia.
Augusto Cavadi, Liberarsi dal dominio mafioso; A. Cavadi (a cura di), A scuola di antimafia; Il Vangelo e la lupara.
Felicia Bartolotta Impastato, con Anna Puglisi e Umberto Santino, La mafia in casa mia.
Anna Puglisi, Donne, mafia e antimafia; Storie di donne.


Augusto Cavadi, Idee per un piano d'interventi didattici(*)

In A scuola di antimafia ho riportato un Progetto per attività didattiche finanziabili con la legge regionale 51/80 finalizzato alla costituzione di un "Osservatorio scolastico sulla mafia" a carattere permanente1. L'esperienza ormai quasi decennale mi suggerisce che si trattava di un progetto organico e lungimirante, ma probabilmente troppo impegnativo: la sua effettiva realizzazione implicherebbe una presenza simultanea, nello stesso istituto e per uno stesso periodo, di soggetti convinti e coerenti che, possibile in astratto, è assai arduo registrare in concreto. Secondo quell'ipotesi 'massimalista', infatti, l'Osservatorio avrebbe dovuto seguire "dalla scuola e con i metodi specifici della scuola (…) i fenomeni mafiosi dentro e fuori la scuola": ma dove si trovano un dirigente scolastico, un'équipe di insegnanti e un certo numero di alunni disposti a farsi le competenze "cognitive" e "operative" necessarie per lavorare sinergicamente ad un obiettivo così ambizioso? Senza contare che passare dal piano delle chiacchiere più o meno edificanti all'azione precisa di monitoraggio di un territorio delimitato comporta una dose di onestà e di coraggio che non è poi così facile da incontrare.
Queste difficoltà sono state sempre riscontrabili ma il contesto socio-culturale complessivo, che ha visto un graduale calo di attenzione e di tensione nei confronti della fenomenologia mafiosa da parte delle istituzioni e dell'opinione pubblica, le ha aggravato: la scuola, come in ogni altra fase della storia, non è né migliore né peggiore della società in cui è inserita e ne subisce le oscillazioni.
Intanto anche la normativa è mutata e testo di riferimento è diventato l'articolo 14 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, modificato dall'articolo 81 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 62. Alla luce di queste novità, quali idee prendere in considerazione per redigere un piano d'interventi didattici finalizzati ad una coscienza democratica in generale e antimafiosa in particolare?


1. Ricognizione del contesto ambientale

Innanzitutto bisogna basarsi su un'attenta ricognizione della situazione di partenza, con particolare attenzione alle condizioni 'ambientali' o 'di contesto'. In numerose scuole, infatti, si vive in un'atmosfera impregnata di dirigismo manageriale (soprattutto da parte del dirigente scolastico), di inefficienza organizzativa (soprattutto da parte del personale amministrativo) e di clientelismo (si ottiene la sezione prescelta su 'segnalazione' e il padrinato, ad opera soprattutto di docenti, accompagna amorevolmente lo scolaro sino alle soglie dell'università): quando queste patologie non si danno, spesso comunque gli organi collegiali non funzionano e la democrazia è ridotta ad etichetta retorica. Ebbene, bisogna saperlo e dirlo con chiarezza: in una comunità scolastica in cui la democrazia come partecipazione, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno, è un'esperienza sempre più ardua, ridicolizzata, rara, non è il caso di attivare nessun progetto educativo in funzione antimafiosa. Tutto ciò che si può ottenere, in questi casi, è lo scoraggiamento degli alunni di fronte all'evidenziazione delle contraddizioni 'oggettive' del sistema scolastico in cui sono inseriti.
Là dove, al contrario, un'analisi preliminare della situazione 'ambientale' consente, con ragionevole supposizione, di prevedere che l'intervento educativo antimafioso non si configuri in termini schizofrenici ed alienanti, si può passare alla fase programmatica.
Distinguerei almeno tre livelli.


2. Alfabetizzazione primaria

Ad un primo stadio si tratta di approntare i 'pre-requisiti' senza i quali docenti ed alunni mancano del linguaggio per potersi confrontare seriamente sulle questioni in gioco. Se questo confronto dev'essere incisivo, non può restare occasionale: tutto il Piano dell'offerta formativa (POF) di una scuola (o, per lo meno, di un consiglio di classe se non si può aspirare ad un coinvolgimento più esteso) deve prevedere l'educazione alla legalità democratica come una delle dimensioni qualificanti, permanenti e trasversali dell'intera impresa pedagogica. Questo, in concreto, significa che - nel pluralismo ovvio degli orientamenti ideologici e ideali - insegnanti e alunni dovrebbero condividere uno stile di libertà e di senso critico. In troppi casi l'insegnamento mira all'apprendimento delle nozioni piuttosto che alla personale formulazione di giudizi; in troppi casi l'alunno è scoraggiato - mediante censure esplicite o subdole - ad esprimere a voce e per iscritto ciò che pensa autenticamente; in troppi casi, insomma, la scuola è palestra di conformismo e di maldestro adeguamento alla società così come è in quel determinato frangente. La difficoltà relazionale s'intreccia con i difetti della comunicazione e si traduce nella mancanza di un 'vocabolario' comune: senza il quale non ha neppure senso discutere di etica, di politica o di diritto.
Se non è facile, a meno di un paziente lavoro autocritico da parte dei professori, rivedere e re-impostare lo stile abituale del proprio rapporto con gli alunni, meno arduo potrebbe risultare l'obiettivo di superare la Babele delle lingue in modo da poter condividere, se non le soluzioni, almeno la formulazione dei problemi. A tale scopo sarebbe necessaria un'alfabetizzazione primaria, di cui dovrebbero farsi carico lungo l'intero anno scolastico tutti i docenti - e in modo tematico l'insegnante di educazione civica (che, nella stragrande maggioranza dei casi, resta invece la Cenerentola delle discipline cui viene negata persino un'ora alla settimana) - e che potrebbe concretizzarsi anche in appositi seminari tesi ad approfondire, con l'apporto degli insegnanti interessati, alcune questioni radicali:
* che cosa si è inteso nella storia occidentale con 'politica' e che cosa intendiamo noi oggi?
* perché la difficoltà di fare politica nelle aggregazioni tradizionali (partiti, sindacati)?
* è possibile un'attività politica anche in aggregazioni civiche 'nuove' (associazionismo, movimentismo, volontariato critico)?
* in base a quali presupposti etici impegnarsi per la polis?
* alla luce di quali teorie politiche generali (o 'ideologie') progettare il futuro?


3. Lo specifico mafioso

Solo all'interno di un quadro terminologico e valoriale in qualche misura condiviso ha senso, a mio sommesso avviso, entrare nello specifico del fenomeno mafioso. Per non disperdere l'attenzione in mille rivoli, sarebbe auspicabile concentrarla anche qui su poche ma decisive questioni:
* che cosa è stata effettivamente la mafia dal 1860 ad oggi?
* è esistito, in parallelo e in contrasto con lo sviluppo del sistema mafioso, un movimento antimafia?
E' psicologicamente e pedagogicamente saggio, infatti, non limitarsi al racconto delle attività criminose e all'analisi delle conseguenze disastrose che tali attività hanno implicato nello sviluppo economico, socio-politico e culturale del Meridione italiano (e, di riflesso, dell'intero Paese), ma accompagnarlo col racconto, per certi versi motivante e quasi entusiasmante, di tutte le strategie, attivate lungo i decenni, che hanno fatto di Palermo e della Sicilia anche le 'capitali' dell'antimafia.


4. Costruire una democrazia 'compiuta'

Un piano d'interventi didattici sarebbe incompleto se non aprisse anche, alle coscienze giovanili, delle prospettive d'impegno personale e collettivo. Prevederei, perciò, un terzo livello di seminari tesi a rispondere - essenzialmente - ad una questione:
* che cosa possiamo fare, come 'semplici' cittadini, qui ed ora, per costruire una democrazia 'compiuta'?
Per la natura peculiare di questi seminari riterrei importante che il momento della testimonianza fosse prevalente, o almeno equivalente, rispetto al momento informativo: inviterei perciò a turno delle personalità che, negli ultimi decenni, hanno vissuto da protagonisti le loro battaglie per una società meno iniqua. Ancor meglio, se si trattasse di persone che hanno raccontato in qualche libro (da leggere sia come preparazione all'incontro che come approfondimento successivo del messaggio emerso) il senso del loro impegno nel sociale.


5. Alcuni materiali didatticamente fruibili

Mi limito a suggerire testi reperibili in commercio che siano agili, leggibili da adulti e giovani (al di là della scuola media inferiore) e di costo contenuto.

* Per inquadrare nella sua complessità la problematica della legalità: U. SANTINO, Oltre la legalità. Appunti per un programma di lavoro in terra di mafie, CSD "G. Impastato", Palermo 1997, 1998, 2002;
* Sui nuovi modi di intepretare l'attività politica e sulle sue possibili motivazioni etiche: A. CAVADI, Ripartire dalle radici. Naufragio della politica ed etiche contemporanee, Cittadella, Assisi 2000.
* Sulle proposte politiche prevalenti: A. CAVADI, Le ideologie del Novecento. Cosa sono state, come possono rifondarsi, Rubbettino, Soveria Mannelli (Cz) 2001;
* Sull'intreccio, dal 1860 al 2000, di mafia e lotta alla mafia: U. SANTINO, Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all'impegno civile, Editori Riuniti, Roma 2000;
* Sulle iniziative praticabili dalla società civile: A. CAVADI, Liberarsi dal dominio mafioso. Che cosa può fare ciascuno di noi qui e subito, Dehoniane, Bologna 1993;
* Su alcune storie di personalità impegnate direttamente: AA.VV. (Rita e Salvatore Borsellino, G. C. Caselli, A. Caponnetto, M. Del Gaudio), a cura della Caritas Diocesana di Trivento, Il sogno di Paolo Borsellino: organizzare la speranza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996; F. BARTOLOTTA IMPASTATO, La mafia in casa mia, La Luna, Palermo 1986, 2000; A. PUGLISI, Sole contro la mafia (storie di vita di Michela Buscemi e Pietra Lo Verso), La Luna, Palermo 1990; G. FALCONE - M. PADOVANI, Cose di cosa nostra, Rizzoli, Milano 1991; G. DI LELLO, Giudici, Sellerio, Palermo 1985; C. SCORDATO, Uscire dal fatalismo, Paoline, Milano 1993 oppure Le formiche della storia, Cittadella, Assisi 1995; S. MAFAI, Un lungo incantesimo. Storie private di una comunista raccontate a Giovanna Fiume, Gelka, Palermo 1999; AA.VV. (S. Antiochia, T. Anselmi, R. Borsellino, D. Lo Moro, N. Rizzi, Maria C.S. Abriego), A testa alta. Storie civili al femminile, Edizioni Gruppo Abele - Paravia, Torino 2000; A. PUGLISI, Storie di donne. Antonietta Renda, Giovanna Terranova, Camilla Giaccone raccontano la loro vita, Di Girolamo, Trapani 2007.

Note

(*)Il testo riprende una mia relazione su Scuola e legalità al seminario promosso da un gruppo di associazioni palermitane il 18 novembre 2000 su Antimafia oggi, presso il Centro di spiritualità dei padri Agostiniani della Rocca (Palermo). Ho poi rivisto e ampliato lo scritto in occasione di un intervento alla tavola rotonda sul tema La legalità è neutra? Dall'emergenza illegalità alla legalizzazione dell'illegalità svoltasi presso la Scuola media statale "Antonio Ugo" di Palermo per i 25 anni di attività del Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato".
1A. CAVADI (a cura di), A scuola di antimafia. Materiali di studio, criteri educativi, esperienze didattiche, Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato", Palermo 1994.
2L.R. 13 settembre 1999, n. 20. Titolo III: Misure a sostegno delle scuole e di istituzioni impegnate nella lotta alla mafia, ai fenomeni delle estorsioni e dell'usura, nonché nella affermazione della legalità. Art. 14: Interventi in favore delle scuole e delle facoltà universitarie siciliane per lo svolgimento di attività per la formazione civile degli alunni. 1: La Regione, per contribuire all'educazione della legalità e per consolidare una nuova coscienza democratica per la lotta contro le organizzazioni mafiose ed i poteri occulti, sostiene con l'erogazione di contributi nella misura e nella forma stabilita dal presente articolo iniziative per l'aggiornamento dei docenti e per il coinvolgimento degli studenti di ogni ordine e grado e delle facoltà universitarie attraverso borse di studio, di indagine, di ricerca, documentazione di carattere scientifico e gemellaggi con scuole di ogni ordine e grado ed università di altre regioni italiane e di paesi appartenenti all'Unione europea. 2: I contributi sono erogati anche per la realizzazione di manifestazioni, di incontri e di iniziative formative che hanno come tema i problemi legati alla lotta contro la criminalità mafiosa ed ai poteri occulti. 3: Per ciascun anno scolastico, l'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato, a titolo sperimentale, a concedere contributi alle scuole, istituti o facoltà di cui al comma 1, per iniziative riguardanti attività integrative, di documentazione, di approfondimento, di studio e di ricerca sul fenomeno della mafia in Sicilia, rivolte sia agli studenti sia ai cittadini del territorio sul quale insistono le istituzioni scolastiche. I contributi di cui al comma 1, nella misura massima di lire 10 milioni, sono concessi per tutte le spese relative all'acquisto di materiale bibliografico e didattico per l'organizzazione di: incontri e laboratori con esperti o con realtà associative che operano sul territorio, indagini nel territorio, mostre e raccolte di documenti. 4: Per la concessione di contributi di cui al presente articolo, il legale rappresentante della scuola, dell'istituto o della facoltà deve presentare all'Assessore regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione apposita domanda, corredata da un preventivo di spesa e da una dettagliata relazione illustrativa dell'iniziativa che si intende promuovere dal rispettivo consiglio di facoltà o, su proposta del collegio dei docenti, dal consiglio di circolo o di istituto. I contributi sono concessi a quelle iniziative che risultino più rispondenti, per gli obiettivi educativi, le tematiche prescelte, le metodologie suggerite, alle finalità di cui al presente articolo". I successivi commi riguardano la copertura finanziaria della legge. Ogni anno un'apposita circolare assessoriale specifica modalità tecniche e scadenze.

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