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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato"La mafia ai cantieri navali |
10 maggio. Gioacchino Basile presenta un esposto alla Procura di Palermo, in cui denuncia la presenza della mafia nel Cantiere navale. L'esposto viene firmato da 120 lavoratori. L'iniziativa viene osteggiata e Basile si sente isolato all'interno della CGIL, a cui è iscritto dal 1971. In seguito alla presentazione dell'esposto al Cantiere si forma una cooperativa, la Naval Service, di copertura alla presenza mafiosa.
Ricordando quei giorni, nel memoriale inviato nel 1990 alla direzione nazionale della CGIL, dopo l'espulsione dal sindacato, scriverà: «A quel punto, avendo intuito il grave isolamento nel quale mi trovavo, per tutelare almeno il mio posto di lavoro (...) aderii al sindacato CISAL, nel quale non accettati cariche dirigenziali, precisandone ai suoi dirigenti la mia adesione provvisoria per motivi di opportunità».
10 giugno. Basile viene ascoltato dai carabinieri ma l'inchiesta non avrà seguito.
Ottobre. Sul periodico del Cantiere «Dopolavoro Notizie» Basile pubblica una «lettera a un compagno», denunciando il disimpegno di sindacalisti e militanti di sinistra.
Vertenza al Cantiere: 5 giornate di sciopero e manifestazioni. Durante una manifestazione un gruppo di dimostranti mette a soqquadro la città. Basile denuncia la loro azione, sostenendo che si tratta di teppisti pagati dai mafiosi. In un articolo pubblicato sul periodico del Cantiere si chiede: «Gli infiltrati nel nostro corteo del 9 ottobre 1987 furono inviati e pagati dalla mafia di borgata di sua volontà o dietro mandato di un bieco potere?».
Novembre. Basile rientra nella FIOM-CGIL.
Aprile. Lettera alla segreteria nazionale del PCI, sottoscritta da 518 operai del Cantiere navale. Senza risposta.
Ottobre. Lettera dei sindacati confederali «a tutte le associazioni ed i movimenti impegnati sul fronte della lotta contro la mafia»: propongono un incontro per organizzare una risposta «alla ipoteca mafiosa sulla nostra città». Non aderiscono all'incontro Città per l'Uomo e l'associazione Coordinamento antimafia che rimprovera ai sindacati, tra l'altro, compromissioni nella gestione del collocamento e gli attacchi alla giunta Orlando.
Il Centro Impastato, in seguito all'omicidio del giudice Saetta e del figlio e di Rostagno, propone di costituire una convenzione unitaria contro la mafia ed elabora un documento che serva da base per la discussione. Aderiscono alla convenzione i sindacati, non aderisce il Coordinamento antimafia
30 ottobre. Si sigla l'accordo sindacale per il Cantiere navale. Prevede il prepensionamento a 50 anni, contiene clausole sul lavoro nero e sulle nuove assunzioni. Basile critica l'accordo, sostenendo che esso porta a una perdita di 475 posti di lavoro e sancisce la «morte sociale del Cantiere».
22 novembre. Comincia lo sciopero dei comunali che si protrarrà per 13 giorni. Durante una manifestazione vengono portate due bare per simulare il funerale del sindaco Orlando e del vicesindaco Rizzo. Successivamente (5 dicembre) il sindacalista della Cisl Luigi D'Antoni della CISL grida, tra gli applausi dei manifestanti: «Se lottare per i lavoratori significa essere mafiosi, allora viva la mafia». In seguito a questi avvenimenti si disdice la convenzione e si rompe il tentativo di lavoro unitario tra associazioni e i sindacati.
30 novembre. In seguito alla richiesta di rinnovo del Consiglio di fabbrica del Cantiere, sottoscritta da più di 800 operai, si svolgono le elezioni del nuovo Consiglio. Basile viene eletto.
29 dicembre. Durante la riunione del Cdf di componente Basile denuncia i legami di imprese operanti nel Cantiere con la mafia, sottolinea le carenze del sindacato e chiede le dimissioni dei segretari. I titolari delle imprese erano informati delle denunce di Basile in sede sindacale.
Nei giorni successivi a casa di Basile arrivano telefonate notturne con minacce e vengono tagliate le ruote della sua macchina. Basile vuole sporgere denuncia, il dirigente sindacale Giuseppe Romancini lo distoglie dal suo proposito, promettendo che la presenterà il sindacato, ma la denuncia non verrà presentata. L'atmosfera al Cantiere si fa sempre più difficile e Basile subisce anche l'aggressione di un sindacalista della CISL (Salvatore Lo Nero), già noto per atteggiamenti violenti.
23 gennaio. Accordo tra Regione e Fincantieri per la ristrutturazione dei bacini galleggianti. Il protocollo d'intesa che stanziava 52 miliardi per i bacini era pronto dal 1985 ma la CEE aveva impugnato la legge regionale di finanziamento per i bacini. L'impugnativa era stata successivamente rimossa. La Fincantieri nel frattempo aveva posto 824 operai in cassa integrazione per l'inattività dei bacini galleggianti da 19 e 52 mila tonnellate.
19 febbraio. Intervista al direttore del Cantiere Antonino Cipponeri pubblicata dal «Giornale di Sicilia». Il direttore sottolinea la necessità di un recupero di produttività del 40-50 per cento e si dimostra abbastanza ottimista sul futuro del Cantiere.
Marzo. La direzione del Cantiere svende 40.000 tavole in ottimo stato alla società SI.PU.RI.NA, impresa in odore di mafia, il cui amministratore dichiara di non avere procedimenti penali in corso e di non essere sottoposto a misure di prevenzione in attuazione della legge antimafia. Successivamente parte delle tavole saranno restituite «per erroneo invio». Basile, in base a una serie di elementi, esprime dubbi sulla correttezza dell'operazione.
16 maggio. Manifestazione degli operai del Cantiere. Denunciano: il Cantiere navale sta morendo e accusano di disinteresse la Fincantieri.
23 maggio. Petizione firmata da 750 operai del Cantiere al sindaco Orlando, alle forze politiche e sindacali sulla crisi dello stabilimento. Chiedono l'apertura di un dibattito pubblico sulle sorti del Cantiere. In quel momento, per effetto della cassa integrazione, i lavoratori attivi erano 700 su 1750.
Maggio. Basile assume l'incarico di segretario del Dopolavoro del Cantiere.
Luglio. Basile chiede l'iscrizione all'associazione Coordinamento antimafia, dopo la condanna di quest'ultima per diffamazione. Farà parte del direttivo dell'associazione.
Su «Dopolavoro Notizie» di luglio-agosto Basile pubblica una lettera aperta al direttore del Cantiere, che minaccia di querelarlo.
Ottobre. Al Cantiere vengono eseguite le riparazioni alla nave OBO-VEGA. Basile denuncia: è una nave ad altissimo rischio. 2 anni prima era esplosa la cisterna, provocando la morte di un operaio. I ponteggi non erano praticabili, ma gli operai dovevano lavorarci ugualmente.
25 ottobre. Danneggiamento dei locali del Dopolavoro del Cantiere. In seguito Basile, considerando in fatto un «avvertimento» per le denunce pubblicate sul giornale aziendale, si dimetterà da segretario del Dopolavoro. L'azienda aveva bloccato il contributo per la pubblicazione e lo riattiverà dopo le dimissioni di Basile.
2 Novembre. Assemblea-sciopero degli operai del Cantiere. Si decide di fare uno sciopero della fame e di occupare lo stabilimento, ma la protesta viene sospesa dopo 24 ore. Le richieste: eliminare la cassa integrazione e approvare la legge sul prepensionamento a 50 anni.
16 novembre. La cooperativa «Rinascita Picchettini» comunica alla Fincantieri che essa «non smaltisce, né ha mai smaltito per Vostro conto e in assoluto rifiuti di ogni genere e in special modo rifiuti tossici e nocivi». La Fincantieri replica diffidando la cooperativa a comunicare con l'azienda «adoperando frasi tendenziose quando asserite «rifiuti tossici e nocivi», non essendo le Vostre affermazioni supportate da alcun dato».
Basile a più riprese chiederà chiarezza sulla destinazione dei rifiuti.
Febbraio. Operazione Sea-port riguardante un traffico di cocaina attraverso il porto di Palermo, organizzato dai cartelli colombiani e dal clan Madonia. Arresto di 14 persone tra Palermo e la Florida.
In un'intervista il ministro della Marina mercantile Vizzini dichiara: il porto di Palermo è pulito.
6 maggio. Elezioni amministrative. Basile si candida con i Verdi, ma non viene eletto.
26 maggio. Durante la riunione del Cdf Basile chiede le dimissioni dei segretari accusandoli come contigui alla mafia. Viene accusato di voler costituire un nuovo sindacato.
31 maggio. Nel corso di uno sciopero di protesta, Basile viene schiaffeggiato dal rappresentante sindacale della CGIL Vincenzo Cangemi e successivamente distribuisce un volantino in cui denuncia l'accaduto. L'esecutivo del Cdf replica sostenendo che Basile aveva aggredito tutto l'esecutivo «con frasi oltraggiose, con offese e minacce».
5 giugno. L'operaio del Cantiere Sebastiano Saiola per protesta minaccia di buttarsi da un torre alta 35 metri. Qualche giorno prima Saiola era stato espulso dalla CGIL, con la motivazione che stava costituendo un sindacato autonomo e il 22 giugno sarà licenziato dall'azienda. Si apre una lunga vertenza che porterà alla riassunzione dell'operaio, poiché il licenziamento viene dichiarato illegittimo.
Giugno. Ennesimo avvertimento a Basile: durante i preparativi per un dibattito sull'omicidio Bonsignore, avvenuto il 9 maggio, trova nella macchina un canarino morto.
8 luglio. Espulsione di Basile dalla CGIL, con la motivazione che vuole costituire un nuovo sindacato. In seguito all'espulsione, Basile, iscritto alla CGIL dal 1971, presenta un memoriale di 30 pagine al sindacato nazionale, ricostruendo tutta la sua vicenda.
17 ottobre. Basile scrive una lettera al Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
31 ottobre. La Fincantieri invia una lettera di contestazione a Basile: aveva affermato che l'azienda smaltiva in modo irregolare rifiuti tossici e nocivi.
7 novembre. Viene data notizia che Basile ha denunciato che al Cantiere c'è stato un incidente: un operaio è volato con il ponteggio su cui lavorava. A fianco di Basile gli operai delle cooperative «Rinascita Picchettini» e «Pontisti e carenanti riuniti Palermo». La Fincantieri smentisce.
12 novembre. In seguito a denuncia di Basile, secondo cui la Fincantieri smaltisce in modo irregolare rifiuti tossici e nocivi, il deputato regionale Piro presenta un'interrogazione all'assessore al territorio.
13 novembre. La Fincantieri invia la lettera di licenziamento a Basile. 24 consiglieri comunali firmano un ordine del giorno di solidarietà. Basile ricorre al pretore del lavoro. Nella vertenza con la Fincantieri lo assisteranno gli avvocati Galasso, Gervasi e Schifani.
16 novembre. La Fincantieri querela Basile per diffamazione. Difenderanno Basile gli avvocati Guarnera, Fragalà e Gervasi.
20 novembre. I parlamentari Onorato e Pollice presentano un'interrogazione ai ministri delle Partecipazioni statali e del Lavoro sul licenziamento di Basile.
1° dicembre. Il giudice del lavoro Ardito reintegra Basile nel posto di lavoro. L'azienda gli paga lo stipendio (dal 13 novembre 1990 al 6 ottobre 1994) ma gli impedisce di entrare nel Cantiere e di lavorare.
18 dicembre. Basile querela il segretario generale della Camera del Lavoro di Palermo, Italo Tripi. In una lettera al segretario genetale della CGIL Bruno Trentin, Basile scrive: «Secondo Tripi, io sarei un istigatore al soldo della Fincantieri, avrei un fratello mafioso e avrei attaccato la FIOM per delegittimarla». Tripli replica: «Basile deve dimostrare quando e dove ho detto le cose che mi attribuisce. Se c'è qualcuno che ha usato frasi diffamatorie quello è proprio Basile che ha chiamato mafiosi i compagni della FIOM e i componenti dell'esecutivo del consiglio di fabbrica». La querela non avrà seguito.
8 gennaio. Per l'esplosione in un troncone in ferro utilizzato per allungare una nave muore arso vivo l'operaio del cantiere Filippo Innaimi.
Giugno. Arrivano nuove commesse al Cantiere navale.
Ottobre. Cade da un'impalcatura Agostino Onorato, di 15 anni. Il padre sosterrà che il ragazzo si trovava nel Cantiere per caso, ma in realtà lavorava per la ditta Todaro, che eseguiva in subappalto le riparazioni su una nave e di cui il padre del giovane era dipendente. Alcuni anni dopo il giovane Onorato sarà ucciso: lo zio, il collaboratore di giustizia Francesco Onorato, sosterrà che è stato ucciso dai mafiosi dell'Acquasanta.
Dicembre. Si costituisce il sindacato FLM Uniti. Basile è il segretario provinciale.
13 marzo. Il giudice del lavoro Antonio Ardito dichiara illegittimo il licenziamento di Basile e condanna la Fincantieri a pagare i danni.
17 marzo. L'auto di Basile viene cosparsa di benzina ma gli attentatori non riescono ad appiccare il fuoco. Basile denuncia il fatto al commissariato Molo, dichiarando di poter fornire elementi per risalire gli autori dell'attentato, ma non verrà sentito.
29 maggio. Basile viene condannato per diffamazione su querela del direttore del cantiere Cipponeri e successivamente ricorre in appello. A dire di Basile c'è stato qualche problema nella determinazione della linea difensiva.
29 giugno. Basile presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo in cui denuncia la costante presenza dei fratelli Raffaele e Vito Galatolo nel Cantiere e ritorna sul tema delle tavole svendute alla SI.PU.RI.NA.
Gennaio. Appello dei sindacati contro la privatizzazione del Cantiere.
Febbraio. Esce il libro Aerei di carta, di Gaspare Miraglia, direttore di «Dopolavoro Notizie», che ha condiviso e appoggiato le battaglie di Basile e per questo ha ricevuto minacce. Il libro racconta le vicende di un ragazzo, figlio e nipote di operai del Cantiere navale, e descrive il degrado della fabbrica e le meschinità di sindacalisti e padroni.
26 febbraio. Incendio alla sede del Dopolavoro del Cantiere. I sindacati definiscono l'episodio un atto terroristico per condizionare il rinnovo «libero e democratico» del Consiglio di fabbrica, le cui procedure di elezione vengono invece considerate da Basile «antidemocratiche».
Nel 1987 si era già verificato un atto vandalistico, con l'intento di distruggere incartamenti. Basile sostiene che in tal modo si era voluto impedire che, una volta eletto segreterio del Dopolavoro, potesse effettuare controlli.
7 maggio. Interrogazione presentata dal parlamentare della Rete Nuccio sul Cantiere navale, in particolare sugli appalti dati a ditte esterne e sulla situazione di Basile: viene pagato ma non può lavorare.
18 giugno. Esposto di Basile al nucleo operativo protezione ambiente del comando di polizia municipale sullo smaltimento di rifiuti nocivi, tra cui l'amianto, al Cantiere navale.
2 settembre. 160 frequentatori del corso di formazione politica organizzato dalla Rete a Filaga scrivono al procuratore Caselli: Basile ha denunciato più volte la mafia ma non è successo nulla. Non si può chiedere ai cittadini una maggiore collaborazione con le forze dell'ordine, quando chi denuncia viene emarginato, rischia la vita e non si risponde con tempestività e rigore.
Fine settembre. Sciopero al Cantiere deciso al di fuori dell'assemblea sindacale.
6 novembre. Il Cantiere vara il traghetto «Lazio» su commessa della Tirrenia. Il settore costruzioni sta allestendo la nave 5924, ma non ci sono altre commesse. Il direttore Cipponeri dichiara che la crisi attuale del Cantiere non è peggiore delle precedenti.
11-12 novembre. Durante la notte vengono tagliate le gomme della macchina di Basile che denuncia il fatto al commissariato Molo.
Febbraio. Inchiesta sul commissariato Molo: lascia le denunce nei cassetti e insabbia le inchieste.
Marzo. Prepensionamento di 280 operai del Cantiere.
Aprile. Accordo sindacati-Fincantieri. Si prevedono interventi sulla organizzazione del lavoro e il miglioramento della produttività ma la riduzione dell'organico continua inesorabilmente: per l'azienda c'è «una esuberanza strutturale di 298 unità».
Fine agosto. Lettera di Basile al sindaco Orlando, al ministro degli Interni, al presidente della Commissione antimafia, in cui chiede di poter tornare a lavorare al Cantiere. L'azienda continua a pagare il salario ma non gli consente di lavorare.
6 ottobre. Il Tribunale di Palermo, riformando la sentenza precedente, dichiara legittimo il licenziamento di Basile.
20 ottobre. La presidente della Commissione antimafia Tiziana Parenti ascolta Basile.
21 novembre. In seguito all'invio di 52 preavvisi di cassa integrazione occupazione simbolica del Cantiere. Il PDS parla di gravissime responsabilità del direttore del Cantiere: in questi anni ha agito con l'obiettivo di chiudere lo stabilimento.
25 novembre. Attentato intimidatorio contro Leonardo Manganello, segretario provinciale dell'UILM.
8 marzo. Vito Galatolo incontrando Basile lo apostrofa come «sbirro» e lo minaccia di morte. Basile gli scrive una lettera, in cui dice «Sbirri sono coloro che si nascondono, che sono costretti a rinnegarsi: gli uomini liberi non sono sbirri... Gli uomini che possono fregiarsi d'onore sono i Giovanni Falcone e i Paolo Borsellino e non certo coloro che con i loro cadaveri si portano dietro il nulla di cui sono protagonisti». E aggiunge: «La mia scelta esistenziale non nasce da rancori o risentimenti personali, ma dalla consapevolezza che solo l'impegno concreto di noi cittadini e lavoratori potrà salvare la nostra comunità dalla cancrena politico-mafiosa». la lettera è inviata per conoscenza alla Procura della Repubblica, alla Commissione antimafia e alla stampa.
Marzo. In appello il licenziamento di Basile viene giudicato legittimo.
28 aprile. L'operaio Vincenzo Zaccaria viene colpito alla testa da una puleggia. Morirà dopo due giorni di coma.
Giugno. Lettera di Basile al procuratore Caselli: «Da ben dodici anni ho denunciato la presenza organica di Cosa Nostra dentro i Cantieri Navali (...). In occasione di due atti intimidatori contro la mia persona, ebbi a dichiarare e sottoscrivere che avrei riferito, ai magistrati, fatti testimoni e protagonisti che avrebbero potuto consentire d'arrivare sia ai mandanti che agli esecutori (marzo 1992 e novembre 1993), eppure nessun magistrato mi ha mai convocato. (...) La mia storia è un classico da scuola, la mia sconfitta è anche e soprattutto la vostra...».
Dall'ottobre del 1995 al marzo 1996, Basile lavora in provincia di Catania.
17 novembre. Ricorso in Cassazione contro la sentenza dell'ottobre 1994 con cui veniva dichiarato legittimo il licenziamento di Basile.
16 febbraio. Basile sentito dall'autorità giudiziaria conferma le denunce e riferisce ulteriori circostanze utili alle indagini, in particolare sui rapporti tra i Galatolo e alcune imprese operanti al Cantiere.
20 febbraio. Alle tre di notte ignoti appiccano il fuoco al negozio di calzature gestito dalla moglie di Basile. Tre giorni dopo, durante i lavori di ripristino, il fratello di Basile, Giuseppe, fracassa con una mazza ferrata la vetrina. Basile definisce il gesto del fratello «un atto d'amore». Il negozio riapre qualche giorno dopo. Solidarietà a Basile, che dichiara: «Troppo tardi». Dice di aver deciso di andare via. Per due mesi si reca a lavorare nel Nord Italia.
1° aprile. Il collaboratore di giustizia Marco Favaloro accusa i Galatolo, confermando le denunce di Basile.
2 aprile. Arresto di Vito Galatolo. Basile dichiara che l'arresto non è collegato alle sue denunce.
28 ottobre. Il collaboratore di giustizia Francesco Onorato conferma le accuse di Basile ai Galatolo e rivela che Basile è stato condannato a morte dalla mafia. Nel 1992, in occasione dei festeggiamenti per la prima comunione del figlio, si volevano danneggiare alcune auto posteggiate davanti al luogo in cui si teneva la festa, per dare un ultimo avvertimento a Basile, ma i mafiosi che avevano ricevuto l'incarico, tra i quali c'era Onorato, dovettero desistere perché nel frattempo era arrivato il sindaco Orlando con la scorta.
Novembre. La figlia quindicenne di Basile, Marianna, scrive una lettera aperta al capo dello Stato, al prefetto e ad altre autorità, rivelando che il padre doveva ritrattare, ma non si è sentito di farlo. Lei gli ha detto: «Papà, siamo con te».
Marzo. I dirigenti della Fincantieri comunicano: «Mancano 60 saldatori che non si trovano. Li cercheremo altrove». Arrivano centinaia di richieste di giovani che si affollano davanti ai cancelli, telefonano a giornali e televisioni, ma non hanno risposta. Si sparge la voce che l'azienda cerca gli operai per conto delle ditte dell'indotto. I dirigenti della Fincantieri non daranno spiegazioni del perché sia stata sparsa la falsa informazione.
9 aprile. Al processo contro Galatolo, per le minacce a Basile e al parroco dell'Acquasanta Gregorio Porcaro, la moglie di Basile, Rosalia Messina, racconta che i mafiosi avevano ordinato a un'agenzia di pompe funebri un funerale per il marito. La bara era stata recapitata sotto casa. Padre Porcaro deponendo al processo dichiara di aver chiesto l'aiuto dei boss per recuperare oggetti rubati: i beni erano di un ragazzo della parrocchia, inizialmente c'era la volontà di resistere al ricatto dei mafiosi, ma non se la sono sentita di andare fino in fondo.
5 maggio. Al processo Galatolo Francesco Onorato parla del ruolo della famiglia Galatolo nel Cantiere.
13 maggio. Al processo Galatolo depone il direttore del Cantiere Antonino Cipponeri: dichiara che al Cantiere non c'è mai stata mafia. Il pentito Favaloro dichiara invece che le famiglie mafiose al Cantiere facevano quello che volevano.
29 maggio. Basile deponendo al processo parla dei subappalti al Cantiere gestiti dai mafiosi.
17 giugno. Nuova deposizione di Basile al processo Galatolo. Dichiara: i miei familiari volevano che ritrattassi.
9 luglio. Al processo Galatolo requisitoria del pm Luigi Patronaggio: richiesta di 9 anni e 8 mesi di carcere per Vito Galatolo.
10 luglio. L'Ufficio per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo emette un'ordinanza di custodia cautelare per 29 persone, per le infiltrazioni mafiose al Cantiere navale, utilizzando le denunce di Basile confermate dai collaboratori di giustizia Marco Favaloro, Francesco Onorato, Giovan Battista Ferrante, Vito Lo Forte.
Grande attenzione della stampa per Basile. Richieste da più parti che venga riammesso nel sindacato e riassunto dall'azienda. La Direzione nazionale della CGIL si dichiarerà favorevole alla riammissione di Basile nel sindacato.
17 luglio. Il Tribunale di Palermo condanna Vito Galatolo a 6 anni di carcere.
25 luglio. Nella sede della Camera del lavoro di Palermo conferenza-stampa di Alternativa sindacale e del Centro Impastato. Dopo la conferenza Basile incontra il segretario Emilio Miceli, recandosi nel suo ufficio, e viene riammesso nella CGIL.
28 luglio. Trasferimento di Basile e dei suoi familiari in località segreta.
9 settembre. Rottura delle trattative tra Fincantieri e sindacati confederali.
10 settembre. L'assessore regionale all'Industria Castiglione si dichiara d'accordo con il piano di ristrutturazione della Fincantieri.
26 settembre. Viene data notizia che il segretario provinciale della FIOM Rosario Rappa ha ricevuto minacce. Attestati di solidarietà di esponenti politici, sindacali e dell'associazionismo.
27 settembre. Manifestazione indetta dalla R.S.U. del Cantiere: operai e familiari in piazza Politeama informano i cittadini sulla lotta per salvare il Cantiere e chiedono solidarietà.
30 settembre. Appello di Alternativa sindacale e Centro Impastato: «Salviamo il Cantiere navale. La vertenza-Cantiere diventi la vertenza-Città». Aderiscono: Arci, Lega Ambiente, Centro sociale S. Francesco Saverio, Centro studi Una Città per l'Uomo, le riviste «Città d'utopia» e «Segno». Successivamente aderisce la R.S.U. della Ericsson di Palermo e della Intelpa.
1° ottobre. Manifestazione degli operai alla Regione. Il presidente Provenzano non è in sede.
Legambiente, su segnalazione anonima, denuncia che al Cantiere navale da una nave in riparazione sono stati scaricati materiali tossici e nocivi, tra cui amianto. I lavori vengono bloccati. I sindacati confederali presentano un esposto alla Procura. La CISAL denuncia: già in passato ci sono stati fatti simili e non si è preso nessun provvedimento.
4 ottobre. Conferenza nazionale indetta dai sindacati confederali: «La nave a Palermo. Un cantiere al passo con gli altri». Vi partecipano rappresentanti delle istituzioni, forze politiche ed esponenti della società civile. Assente il governo regionale.
8 ottobre. Lavoratori dell'indotto del Cantiere navale denunciano episodi di illegalità (le imprese non pagano gli stipendi) e chiedono di iscriversi ai sindacati.
9 ottobre. La Commissione antimafia ascolta Basile e i rappresentati dei sindacati confederali e della Fincantieri. Basile conferma tutte le sue denunce.
L'Ausl 6 dichiara che dalle analisi non risulta un rischio amianto. La CISAL sostiene che si tratta di analisi approssimative e la Legambiente annuncia la presentazione di un dossier.
10 ottobre. L'ex operaio Pietro Cipolla denuncia: ho contratto l'asbestosi maneggiando amianto al Cantiere navale. La vedova di un operaio sostiene che il marito è morto a causa dell'amianto.
13 ottobre. Nell'incontro con i sindacati la Fincantieri espone il suo piano: scorporare il Cantiere, ridurne l'attività, mantenendo soltanto le riparazioni, e cederlo ai privati.
14 ottobre. Manifestazione degli operai del Cantiere e vertice in prefettura. I sindacati chiedono la presenza del ministro dell'Industria al tavolo delle trattative.
Alternativa sindacale polemizza con l'esponente del PDS Gianfranco Zanna che aveva dichiarato che per il rilancio del Cantiere occorre potenziare il settore delle riparazioni e rimandare a futuri finanziamenti il rilancio delle altre missioni produttive (costruzioni e trasformazioni), definendola una dichiarazione improvvida e richiamando i contenuti della piattaforma sindacale che assegna importanza decisiva alla compresenza delle tre missioni. Il segretario della Camera del lavoro Miceli dichiara: «Zanna ha deciso di accelerare l'agonia dei cantieri facendoli chiudere, perfino i male informati e i distratti sanno che puntare solo sulle riparazioni significherebbe ridurre di due terzi le maestranze». Anche il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Forgione, dichiara di non condividere la tesi di Zanna e lo invita alla cautela per evitare di «fare il gioco dell'azienda».
Manifestano anche gli operai della Keller: l'impresa, con 700 dipendenti, è in crisi da 5 anni, ha un indebitamento di 90 miliardi e le commesse stanno per finire.
15-17 ottobre. Altri cortei degli operai del Cantiere, con lancio di uova alla sede della Presidenza della Regione e del «Giornale di Sicilia» che aveva dato risalto agli effetti sul traffico delle manifestazioni precedenti. Viene danneggiata l'auto di un giornalista RAI. I sindacati parlano di «episodi deprecabili» e di eccessi provocati dal disagio.
Il segretario generale della CGIL Sergio Cofferati a Palermo per un attivo unitario critica la Fincantieri e il governo nazionale per la sua assenza sul problema del Cantiere.
17 ottobre. Le analisi di laboratorio commissionate dai sindacati confermano il rischio amianto al Cantiere navale.
20 ottobre. Assemblea all'interno del Cantiere navale. Comune, Provincia e Regione si impegnano ad appoggiare unitariamente la vertenza del Cantiere. Il presidente della Regione Provenzano si dichiara pronto a cedere la quota della Regione dei bacini alla Fincantieri a patto che il Cantiere rimanga nel gruppo nazionale. 350 operai si recheranno a Roma per fare sentire la loro voce durante la ripresa della trattativa con la Fincantieri a cui parteciperà il ministro dell'Industria Bersani.
22 ottobre. Il sindaco di Palermo Orlando e il presidente della Provincia Puccio indirizzano una lettera al ministro dell'Industria Bersani chiedendo un impegno del governo nazionale per il rilancio del Cantiere.
23 ottobre. Incontro dei sindacati confederali con il ministro dell'Industria: la Fincantieri congelerà il progetto di scorporamento del Cantiere. È il primo passo per la ripresa della trattativa. Il prossimo incontro sarà il 29 ottobre.
Ispezione nei locali del Cantiere: funzionari dell'INAIL, dell'INPS, dei carabinieri, coordinati dall'Ispettorato del lavoro verificano la situazione di venti imprese subappaltatrici, per accertare se ci sono lavoratori in nero, se usufruiscono di sussidi pubblici e se vengono impiegati nelle lavorazioni operai in cassa integrazione o in mobilità, senza versare i relativi contributi. L'ispezione fa seguito alla denuncia dei sindacati che hanno segnalato irregolarità all'interno del Cantiere.
Viene data notizia che l'impresa Industrial Naval Service non farà più le pulizie al Cantiere. L'incarico è stato affidato alla Super, un'impresa romana che assumerà i 36 dipendenti della ditta uscente.
29 ottobre. L'incontro per la ripresa della trattativa con la Fincantieri viene rinviato al 7 novembre. Il 6 si svolgerà un incontro sui problemi della Keller.
All'Assemblea regionale siciliana viene approvata una mozione che impegna il governo regionale a intervenire a favore del rilancio del Cantiere.