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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Settembre 2002 | ||
| Aperta un'indagine in Grecia per ricercare i complici della mafia turca, che in quel paese traffica in esseri umani, in seguito al ritrovamento dei cadaveri di cinque curdi, morti per soffocamento in un Tir di una ditta romana proveniente dalla Bulgaria. | ||
| 3 Settembre 2002 | ||
| Ucciso a Siracusa il giovane Gaetano Zappulla. Secondo gli investigatori il delitto potrebbe essere collegato a quello di Gaetano Barberi, ucciso il primo luglio. Contro Zappulla era stato emesso un ordine di custodia con l'accusa di essere stato tra gli organizzatori dell'omicidio e di essere legato a Umberto Piantini, affiliato al clan Santa Panagia, ma era stato scarcerato per mancanza di gravi indizi. | ||
| 4 Settembre 2002 | ||
| Alla commemorazione, svolta a Palermo, del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, nel ventennale del suo omicidio assieme alla moglie e all'agente della scorta, il procuratore Pietro Grasso conclude il suo intervento facendo riferimento al progetto di modifica del codice di procedura penale: "Non privateci delle intercettazioni come mezzo di prova, non costringeteci ad avvisare immediatamente chi è destinatario di un'indagine, lasciateci il coordinamento e la direzione delle indagini, soprattutto quelle antimafia. Oggi si gioca una partita nella quale lo Stato uscirà vincitore se eviterà di delegittimare la magistratura, facendola apparire come interamente politicizzata, approvando leggi che diano la possibilità di contrastare il fenomeno criminale". Le parole di Grasso vengono criticate dal senatore Renato Schifani come "valutazioni squisitamente politiche". Rimosso a Isnello (Pa), per volontà del nuovo sindaco di centro-destra, il cippo in ricordo di Peppino Impastato, posto dalla giunta precedente, retta da un sindaco di Rifondazione comunista. Proteste di associazioni e forze politiche che organizzeranno una manifestazione nella "piazza Impastato" il 22 settembre. Rinviato a giudizio, per una querela del generale dei carabinieri Roberto Giallombardo, lo storico Giuseppe Casarrubea di Partinico (Pa), figlio di un militante comunista ucciso della banda Giuliano nel giugno del 1947, in uno degli attentati alle Camere del Lavoro avvenuti dopo la strage di Portella delle Ginestre. L'episodio per cui è stata sporta querela riguarda l'uccisione del bandito Salvatore Ferreri (Fra Diavolo), confidente dell'Ispettore di polizia Messana, avvenuta il 27 giugno 1947. Il bandito, ferito in un conflitto a fuoco, venne ucciso all'interno della caserma di Alcamo e Giallombardo, allora capitano, sostiene che ci fu una colluttazione; Casarrubea pone in dubbio la versione dell'ufficiale e si chiede come mai Fra Diavolo sia stato eliminato pur essendo noto il suo ruolo di confidente, richiamando il ricorso sistematico all'illegalità che caratterizzò la strategia di eliminazione dei banditi, per nascondere i loro legami con rappresentanti delle istituzioni. | ||
| 6 Settembre 2002 | ||
| Viene reso noto il bilancio dell'operazione di polizia contro la microcriminalità, denominata "Vie libere", condotta dal 23 agosto in 32 province di 12 regioni. Sono state 314 le persone arrestate, di cui 223 per droga e le altre per reati che vanno dalla prostituzione ai reati contro il patrimonio, e 765 quelle denunciate. Sono stati sequestrati 13 chili di cocaina, 8,7 di eroina, 51 di ecstasy e 48,30 tra hashish e marijuana. Secondo due rapporti, uno del Sisde e l'altro dello Sco (Servizio centrale operativo della Polizia criminale), la mafia si prepara "ad un'operazione di forte impatto con ricadute destabilizzanti sul piano politico e comunque idonea a far capire allo Stato che i capi di Cosa nostra non intendono accettare lo statu quo". Ciò perché sono ancora ferme due proposte (la Saponara-Pepe e la Pittelli) di modifica del codice di procedura penale che renderebbero possibile la revisione dei processi. Secondo alcune informazioni sono in pericolo i deputati Marcello Dell'Utri e Cesare Previti, ma già sarebbero in atto manovre "non percettibili all'opinione pubblica", come quella riguardante il viceministro Gianfranco Miccichè. Già a luglio capimafia reclusi avevano lanciato avvertimenti ad alcuni avvocati parlamentari che non avrebbero mantenuto le promesse fatte. Dell'Utri chiede che gli sia revocata la scorta, affidatagli d'ufficio, dicendo che sul rapporto del Sisde si è fatta "bassa speculazione". | ||
| 7 Settembre 2002 | ||
| Sciolto il Consiglio comunale di Portici (Na) per infiltrazioni camorristiche. Il sindaco Leopoldo Spedaliere, dei Ds, alla guida di una maggioranza di centrosinistra, dichiara che si tratta di "un linciaggio orchestrato dagli avversari per mettere in discussione l'attività svolta per stabilire la legalità a Portici". | ||
| 8 Settembre 2002 | ||
| Morto per overdose a Torino un giovane tossicodipendente. E' il decimo in un mese. | ||
| 9 Settembre 2002 | ||
| Emessi 5 ordini di custodia per persone ritenute appartenenti alla mafia del rione Brancaccio di Palermo. Sono accusate di avere taglieggiato alcuni imprenditori delle Madonie (che hanno denunciato le estorsioni) per conto della mafia di San Mauro Castelverde (Pa). | ||
| 10 Settembre 2002 | ||
| Arrestate tra Palermo, Scicli (Rg), San Cataldo (Cl), Favara (Ag) e Campobello di Mazara (Tp) 33 persone accusate di traffico e spaccio di cocaina. I "grossisti" dei vari paesi si rifornivano da Salvatore Buccafusca, capomafia del rione "Porta nuova" di Palermo, che gestiva il traffico con la complicità della moglie, Giuseppina Di Fiore, e di altri appartenenti alla cosca. Secondo gli inquirenti, l'ordine di grandezza della cocaina spacciata sarebbe di alcune decine di chili, ma i finanzieri sono riusciti ad intercettare soltanto un carico di due chili e mezzo, nel novembre del '99. La droga proveniva dalla Calabria, dove Buccafusca aveva dei legami con il clan di Polistena (RC), in particolare con Vincenzo Candiloro, scomparso per lupara bianca due anni fa. Uno degli arrestati è Giuseppe Lucà che riforniva frequentatori di alcuni locali (bar, enoteche) più in vista di Palermo ed è amico di Alessandro Martello, il palermitano coinvolto nell'inchiesta sullo spaccio di cocaina a Roma. | ||
| 11 Settembre 2002 | ||
| Viene reso noto che, con un provvedimento firmato il 9 settembre, il gip di Milano Fabio Paparella ha chiesto alla Procura di considerare estinta l'accusa di falso in bilancio per Berlusconi e gli altri 24 imputati nell'inchiesta "All Iberian 2" riguardante presunti fondi neri del gruppo Fininvest, per circa 2.000 miliardi di lire, gestiti su 64 conti esteri. Secondo il gip l'accusa di falso in bilancio cade per effetto delle nuove norme: la riforma infatti prevede che un falso in bilancio possa essere punito soltanto su querela dei soci o dei creditori. Poiché nessuno ha denunciato la Fininvest, il processo potrebbe essere chiuso subito. | ||
| 13 Settembre 2002 | ||
| Il ministro Roberto Castelli, durante il Consiglio europeo sulla giustizia a Copenaghen, accusa la sinistra di "fomentare la rivolta nelle carceri. Vorrei che la sinistra mi smentisse, che dopo i moti di piazza della Cgil non pensasse all'arma della rivolta nelle carceri". In un'intervista il ministro ribadisce: "Vedo quanti esponenti parlamentari della sinistra durante tutta questa estate hanno visitato i penitenziari. Magari sarà un caso, ma osservo che subito dopo nei penitenziari sono scattate numerose proteste come l'altro giorno a Regina Coeli". Il ministro viene accusato di irresponsabilità dall'opposizione, ma critiche alle sue parole vengono anche da agenti penitenziari e da qualche esponente del Polo. L'ex ministro Filippo Mancuso, in una riunione delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia, dichiara che la legge sul "legittimo sospetto" sarebbe uno dei frutti del ricatto di Cesare Previti su Berlusconi. Il 20 settembre, dopo un intervento alla Camera, consegnerà al presidente Pierferdinando Casini un documento in cui vengono elencati otto episodi che sosterrebbero la sua accusa. | ||
| 15 Settembre 2002 | ||
| Ucciso a Napoli, a colpi di arma da fuoco, il giovane incensurato Eduardo Merone. Illesa la moglie che si trovava con lui sulla motocicletta. | ||
| 16 Settembre 2002 | ||
| Arrestati Domenico Virga, veterinario incensurato, e il fratello Rodolfo, già condannato per associazione mafiosa, nipoti del vecchio capomafia di San Mauro Castelverde (Pa) Giuseppe Farinella. Secondo gli inquirenti i Virga avrebbero preso la direzione della famiglia mafiosa di San Mauro, dopo l'arresto del capomafia (condannato come mandante, assieme agli altri componenti la cupola, della strage di Capaci) e del figlio Mico (condannato per associazione mafiosa). Con i fratelli Virga sono stati arrestati Francesco Bonomo, genero di Farinella, Gioacchino Spinnato, considerato il capomafia di Finale di Pollina (Pa), e l'incensurato Carmelo Fazio. Arrestato a Palermo il giovane latitante Giuseppe Calvaruso, accusato di appartenere alla famiglia mafiosa del rione Pagliarelli e di essere legato a Giuseppe Riina, il figlio minore del capomafia arrestato il 5 giugno scorso. Emessi 17 ordini di custodia, su richiesta della Procura di Potenza, per imprenditori, uomini politici, funzionari accusati di corruzione per l'appalto dell'oleodotto dalla Val d'Agri a Taranto. Tra i destinatari degli ordini di custodia i fratelli imprenditori De Sio, già arrestati nel maggio scorso per un'altra inchiesta su tangenti pagate per l'assegnazione di appalti pubblici. | ||
| 17 Settembre 2002 | ||
| Durante un processo a Napoli, il capocamorra Luigi Giuliano, collegato in videoconferenza, dichiara che ha deciso di collaborare con la giustizia. | ||
| 18 Settembre 2002 | ||
| All'udienza del processo, che si svolge a Siracusa, a 50 imputati ritenuti appartenenti alle famiglie mafiose Bottaro-Di Benedetto e Aparo-Nardo-Trigila, accusati di associazione mafiosa, estorsioni e omicidi avvenuti negli anni novanta, uno degli imputati, Alessandro Limaccio, esprime, a nome di tutti i detenuti, solidarietà ai loro avvocati che avevano manifestato la volontà di aderire allo sciopero contro la riforma della giustizia proposta dal Governo con la seguente motivazione: separazione delle carriere dei giudici annacquata, priorità data all'approvazione delle leggi salva Previti e Berlusconi. Gli avvocati avevano dichiarato di essere disposti ad aderire alla protesta soltanto verbalmente, per consentire lo svolgimento del processo, che, dopo le dichiarazioni degli imputati, viene sospeso. | ||
| 19 Settembre 2002 | ||
| Si costituisce a Palermo il latitante Giovanni Sansone, un costruttore edile genero del capomafia Salvatore Cancemi. Ha una condanna definitiva a 12 anni per associazione mafiosa e una condanna in primo grado all'ergastolo per un omicidio avvenuto negli anni ottanta. E' accusato di avere riciclato il denaro della mafia e si sospetta che sia stato lui a svuotare la casa di Riina dopo l'arresto del capomafia. Al processo Imi-Sir e Lodo Mondadori il giudice Paolo Carfì dichiara che, "per rispetto istituzionale", i giudici del collegio non emetteranno la sentenza prima che la Consulta abbia dato il parere sulla costituzionalità dell'attuale legge sul "legittimo sospetto". La richiesta alla Corte costituzionale è stata avanzata dalla difesa di Cesare Previti e Silvio Berlusconi. Carfì dichiara inoltre che se sarà approvata la legge Cirami il collegio si asterrà dal giudizio. | ||
| 20 Settembre 2002 | ||
| Il procuratore di Palermo Pietro Grasso comunica che da due mesi collabora con la giustizia il capomafia di Caccamo (Pa) Antonino Giuffrè, arrestato il 16 aprile scorso. Primi effetti delle sue rivelazioni sono gli arresti di 13 appartenenti alla sua cosca. Tra loro Pietro e Diego Rinella, fratelli di Salvatore Rinella, capomafia di Trabia (Pa), che è rimasto latitante. Giuffrè ha rivelato che c'era un piano per uccidere l'onorevole Giuseppe Lumia, presidente della precedente Commissione parlamentare antimafia, a cui da poco era stata assegnata una tutela (la scorta che aveva come presidente della Commissione antimafia gli era stata tolta nel luglio del 2001). Al processo Imi-Sir viene ascoltato l'avvocato Attilio Pacifico che dichiara che i 28 miliardi di lire avuti dagli eredi Rovelli sono frutto di operazioni finanziarie affidate a Nino Rovelli, ma che non ha più la documentazione relativa. Nel '96 Pacifico aveva dichiarato che si trattava di compensi per la sua attività professionale. Afferma che il denaro passato dal conto di Previti a quello di Squillante era una semplice compensazione, dal momento che il primo gli aveva chiesto di far rientrare in Italia 500 milioni di franchi svizzeri, mentre Squillante gli chiedeva di esportare la stessa cifra all'estero: "così guadagno due volte la provvigione. Un po' come gli altri 5,5 milioni di franchi che ricevo da Previti: 1,5 gli servono subito, gli altri 4 mi dice di mandarli ad Acampora, che nel 1995 restituisce tramite me 4,5 miliardi di lire a Previti". | ||
| 21 Settembre 2002 | ||
| Ucciso a Saviano di Nola (Na) Antonio Alfieri, figlio del capocamorra Carmine, diventato collaboratore di giustizia pochi mesi dopo il suo arresto, avvenuto nel '92 dopo dieci anni di latitanza. Ferita gravemente la fidanzata che era con lui in auto. Secondo gli inquirenti l'omicidio di Alfieri (che aveva rifiutato la protezione come tutta la sua famiglia) non sarebbe una vendetta per la collaborazione del padre, troppo lontana nel tempo, ma potrebbe essere un regolamento di conti tra clan camorristici: anche se l'ucciso era incensurato, avrebbe cercato di avere un ruolo nell'attuale assetto dei clan. Uccisi a Miano (Na) Pasquale Iorio e Gennaro Iannaccone, secondo gli inquirenti all'interno della faida tra i cartelli di Secondigliano. | ||
| 22 Settembre 2002 | ||
| Ucciso a San Giovanni a Teduccio (Na) Ciro Zappella, un gestore di un'autorimessa. E' il quarto omicidio nel Napoletano in due giorni. Arrestato al porto di Palermo, appena sbarcato dal traghetto da Napoli, il giovane Massimiliano Grasta che nella sua auto nascondeva un chilo di cocaina purissima. | ||
| 23 Settembre 2002 | ||
| Arrestati a Pantelleria (Tp) il sindaco Alberto Di Marzo (che nella sua carriera è stato in quasi tutti i partiti e ora è approdato in "Nuova Sicilia"), l'imprenditore Antonino Messina e il figlio Antonio, l'imprenditore e consigliere comunale Pietro Leo. Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, incendi, lesioni e minacce, detenzione illegale di armi ed esplosivi. I Messina sarebbero responsabili di una serie di attentati contro imprenditori, costretti a pagare le tangenti al sindaco e al consigliere comunale che stabilivano le quantità di denaro da versare e le modalità di pagamento. Viene data notizia che collaborano con la giustizia due mafiosi di Gela (Cl), Filippo Bilardi e Angelo Celona, della cosca degli Emmanuello. | ||
| 24 Settembre 2002 | ||
| Arrestate in provincia di Siracusa 37 persone accusate di associazione mafiosa e estorsioni. Tra loro Corrado Trigila, fratello del capomafia di Noto Antonino, attualmente in carcere dove sta scontando un ergastolo, e Michele Crapula, considerato il reggente della cosca Trigila. Nella seduta del Csm in cui si sarebbe dovuto discutere della legge Cirami, i cinque membri non togati eletti dal centrodestra si assentano facendo mancare il numero legale. Secondo il vicepresidente Virgilio Rognoni, che sottolinea che l'ordine del giorno aveva l'assenso di Carlo Azeglio Ciampi, presidente del Csm, si tratta di "una pagina che non doveva essere scritta". Bruciato a Corleone (Pa) il portone della casa di Cosmo Di Carlo, dipendente della Asl, ma anche giornalista della televisione privata Tele Jato, collaboratore della rivista "Città nuove" e corrispondente del "Giornale di Sicilia". | ||
| 25 Settembre 2002 | ||
| Durante la prima udienza del processo a 7 imputati appartenenti alla mafia di Enna, il pm comunica di avere inserito tra i testimoni due nuovi collaboratori di giustizia, Angelo Di Dio, cognato del capomafia Gaetano Leonardo, e Filippo Speziale, che hanno già parlato di due omicidi, avvenuti nel 2000, e due tentati omicidi. | ||
| 26 Settembre 2002 | ||
| Votato all'unanimità, in Commissione Giustizia del Senato, il disegno di legge che rende definitivo il carcere duro (l'articolo 41 bis) per mafiosi, terroristi e trafficanti di uomini. Finora il 41 bis, introdotto per i capimafia dopo la strage di Capaci, era stato prorogato di anno in anno. I procuratori aggiunti di Palermo Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte scrivono due lettere al procuratore Pietro Grasso in cui lamentano di aver saputo della collaborazione del capomafia Nino Giuffrè soltanto dalla conferenza stampa e prospettano la possibilità di dimettersi dalla Dda. Dopo una lunga riunione i due magistrati decidono di ritirare le dimissioni. | ||
| 28 Settembre 2002 | ||
| Al processo Imi-Sir depone Cesare Previti che afferma che i 21 miliardi di lire pagati dalla famiglia Rovelli nel '94 derivano da una parcella di 3 miliardi presentata nel '70 e lievitata per gli interessi maturati, smentendo quanto aveva dichiarato precedentemente che si trattasse di un mandato di Nino Rovelli a favore di una terza persona. Conferma quanto detto da Attilio Pacifico sulla somma passata dal suo conto a quello di Renato Squillante. Anche i 2 milioni e 732 mila dollari versati nel '91 dal conto "Ferrido" del gruppo Fininvest sul conto svizzero "Mercier", che l'accusa ritiene siano una tangente pagata ai magistrati per il Lodo Mondadori, sono indicati da Previti come compenso per "un'attività professionale imponente e documentata", pagati estero su estero. Dichiara quindi di non aver mai corrotto dei magistrati ma semmai di aver evaso le tasse, non denunciando le somme ricevute come parcella per il suo lavoro, anche nel '94 quando era ministro della Difesa. Inoltre rivela che per il Lodo Mondadori scelse come avvocati di Silvio Berlusconi Romano Vaccarella e Carlo Mezzanotte. I due avvocati ora fanno parte della Consulta che dovrà pronunciarsi sul "legittimo sospetto" invocato da Previti per il processo in corso. Mezzanotte è stato eletto nel '96 e Vaccarella nel 2002, dopo che è stata osteggiata dall'opposizione e lasciata cadere dalla maggioranza la candidatura del senatore Filippo Mancuso. Nelle udienze successive verranno ascoltati gli ex magistrati Filippo Verde e Renato Squillante che negheranno di avere preso tangenti e affermeranno che il denaro depositato nei loro conti esteri era frutto della vendita di beni di famiglia o di altre operazioni lecite. L'unica ammissione riguarda l'illecita esportazione. Condannati a Palermo per traffico di droga e armi 10 appartenenti alla mafia del rione Brancaccio, tra cui il capomafia Nino Mangano e Gaspare Spatuzza, già condannato all'ergastolo per le stragi del '93 e per l'omicidio di padre Pino Puglisi. | ||
| 30 Settembre 2002 | ||
| Intimidazione mafiosa contro Giuseppa Maria Celona di Gela (Cl), sorella di due collaboratori di giustizia, Angelo e Luigi, mafiosi della cosca di Giuseppe Piddu Madonia. | ||