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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Settembre 1996 | ||
| Attentato incendiario a Palermo contro un supermercato, con danni che superano i 2 miliardi. Secondo gli inquirenti è opera della mafia, anche se il proprietario nega di avere ricevuto richieste di estorsione. | ||
| 2 Settembre 1996 | ||
| L'avvocato Vito Ganci avanza dubbi sul pentimento di Giovanni Brusca: il capomafia avrebbe passato le notti in carcere in compagnia di investigatori e inquirenti che gli avrebbero fatto conoscere verbali delle deposizioni di altri pentiti. Il legale viene ascoltato a lungo dai magistrati della Procura di Palermo. Ascoltato anche il giornalista Lucio Galluzzo, uno degli amici dell'avvocato a cui questi avrebbe riferito la storia del complotto contro Andreotti. Ucciso a San Cipriano Piacentino (Sa) il commerciante Cesare Alfano da rapinatori che minacciavano di rapire la figlia. Alfano prima di essere ucciso aveva disarmato e ucciso uno dei rapinatori. Arrestati a Palermo, nel quartiere Borgo Nuovo, 6 spacciatori di droga, in seguito alle denunce delle madri dei tossicodipendenti e degli abitanti della zona. Il 6 settembre verranno eseguiti altri 5 arresti. Arrestati 4 agenti di custodia del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che, presentandosi in divisa, sequestravano droga e denaro agli spacciatori delle discoteche. Due di loro hanno procedimenti penali per lesioni e rapina. Trovato nelle campagne di San Giovanni La Punta (Ct) il cadavere di Orazio Vinciguerra, ucciso con un colpo di pistola in fronte. | ||
| 3 Settembre 1996 | ||
| Presentata dal ministro degli Interni la relazione semestrale sui collaboratori di giustizia: sono in tutto 1.177 , di cui 430 provenienti dalla mafia, 224 dalla camorra, 158 dalla 'ndrangheta, 101 dalla Sacra corona unita e 264 da altre associazioni di stampo mafioso. I familiari sottoposti alla protezione sono 5.000 e i testimoni 67. I collaboratori di giustizia aumentano con un ritmo di 25 al mese. Ricordati a Palermo e Corleone il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo, uccisi il 3 settembre 1982. Ucciso a Catania Natale Reito, elemento di spicco del clan Pillera, pregiudicato per associazione mafiosa, estorsioni, detenzione di armi e rapine. Arrestati, per un'operazione delle forze dell'ordine tra Roma e Foggia, 7 trafficanti di cocaina, 2 dei quali colombiani, e sequestrati 11 chili di cocaina pura, con un valore di mercato di 11 miliardi. Si dimette il presidente della Olivetti Carlo De Benedetti e il giorno successivo dà le dimissioni il direttore generale Renzo Francesconi, esprimendo critiche sui dati di bilancio della relazione semestrale. Il 16 settembre verranno iscritti dalla Procura d'Ivrea nel registro degli indagati l'amministratore delegato, Francesco Caio, che si dimetterà, lo stesso De Benedetti e due dirigenti dell'azienda, accusati di aver manipolato i dati della relazione semestrale. | ||
| 4 Settembre 1996 | ||
| Depositata la motivazione della sentenza con cui la Corte d'Assise di Catania, presieduta da Gioacchino La Rosa, il 12 maggio 1995 ha assolto dall'accusa di 3 omicidi Nitto Santapaola e 3 suoi luogotenenti, condannandoli solo per associazione mafiosa. Nelle motivazioni si afferma che pentiti giudicati credibili in un processo non possono automaticamente essere considerati tali in ogni caso, perché possono aver subito influenze e condizionamenti, anche involontari, da parte degli inquirenti o dei loro avvocati, che difendono parecchi pentiti. La Corte ritiene poco credibili, se non addirittura sospette, le rivelazioni di Antonino Calderone che ricorda fatti dimenticati per 19 anni e giudica false o dovute ad errore le dichiarazioni di altri 3 pentiti. Accolto dalla quarta sezione penale della Corte di Cassazione il ricorso contro il pool di Milano dell'avvocato Attilio Pacifico, accusato di corruzione e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulla vicenda Imi-Sir. Secondo la Corte, le accuse nascono da mere congetture. La stessa sezione, accogliendo la richiesta dell'avvocato Giovanni Acampora, ha disposto l'affidamento dell'indagine ai magistrati di Perugia. Bucate le ruote dell'auto del sindaco di Partinico (Pa), Gigia Cannizzo, più volte bersaglio di atti intimidatori. | ||
| 5 Settembre 1996 | ||
| Scoperto nelle campagne tra Giarre e Sant'Alfio (Ct), il cadavere di Carmelo Cucè, di Riposto, indicato come referente locale del clan Santapaola. È stato ucciso a colpi di fucile e poi dato alle fiamme. Identificati i resti carbonizzati di un'altra vittima, ritrovata il giorno prima nel cofano di un'auto alla periferia della frazione catanese di San Giovanni Galermo. Si tratta di Giuseppe Leotta, di Catania, gregario del clan Pulvirenti. Fermati a Paternò (Ct) 5 minorenni, di età compresa tra i 9 e i 17 anni, che erano armati di pistola e viaggiavano su un'auto rubata. Uno dei ragazzi è fratello di 3 pregiudicati della cosca di Giuseppe Alleruzzo. Giovanni Brusca confessa di aver azionato il telecomando per la strage di Capaci. Negherà invece di aver voluto la morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che sarebbe stata decisa dai membri della commissione di Cosa Nostra, a cominciare da Leoluca Bagarella. Brusca afferma di essere amico di Santo Di Matteo che gli avrebbe messo a disposizione una casa ad Altofonte, nelle vicinanze di Palermo. Giuseppe Ferone avrebbe ammesso di avere ucciso Carmela Minniti e di essere il mandante dell'omicidio di Santa Puglisi e del nipote, e, manifestando l'intenzione di riprendere la collaborazione, ha confessato di avere progettato anche l'omicidio del figlio di Santapaola, Francesco, che si salvò perché fu arrestato. Per i magistrati di Catania è improponibile la sua riammissione nel programma di protezione. Sequestrati in una tipografia a Milano 20 miliardi di Buoni del Tesoro falsi. Arrestato il titolare, Guido Giovanni Romeo, incensurato. Accolta dal Tribunale del riesame di Catanzaro la richiesta di scarcerazione di Vincenzo Torcasio (che rimane in carcere per altri reati), arrestato il 7 agosto perché accusato di essere uno dei killer dell'ispettore di polizia Salvatore Aversa e della moglie. La decisione è fondata sulla testimonianza di Rosetta Cerminara e sulle dichiarazioni di 5 pentiti che hanno indicato altre persone come autori dell'assassinio. Il 23 settembre verrà revocato l'arresto di Giovanni Torcasio, accusato di essere uno dei mandanti. Anche lui rimane in carcere perché accusato di associazione mafiosa in altra inchiesta. | ||
| 6 Settembre 1996 | ||
| Arrestati a Milano 6 albanesi, accusati di sfruttamento della prostituzione. Secondo g li inquirenti sono il nucleo centrale di una banda che ha assunto le caratteristiche di una associazione mafiosa, operante in più parti d'Italia. Ucciso a Catania con diversi colpi di arma da fuoco Francesco Concetto Papa, del clan Cappello, accusato di associazione mafiosa, omicidio e rapina. Arrestato a Napoli Marzio Sepe, ricercato dal '92 con 15 ordini di cattura per associazione camorristica e omicidi e già condannato all'ergastolo. Secondo gli inquirenti il boss, accusato di aver partecipato, tra l'altro, alla strage di Torre Annunziata del 1984 in cui furono uccise 7 persone, è l'erede del pentito Carmine Alfieri. Uccisi in un agguato a Briosco in Brianza, i pregiudicati per traffico di droga Silvio Ciccia, originario della provincia di Reggio Calabria, e Giovanni Pirovano. Ferito gravemente Antonio De Lucia, secondo gli investigatori il capo della banda. Si pensa ad un regolamento di conti tra trafficanti di droga. | ||
| 7 Settembre 1996 | ||
| Depositata la perizia calligrafica su un biglietto trovato nel rifugio di Giovanni Brusca, firmato da Gianni. C'è un alto grado di certezza che il biglietto sia di Giovanni Riina, arrestato l'11 giugno 1996, che chiedeva un appuntamento con Brusca e un certo Matteo, secondo gli inquirenti il latitante Matteo Messina Denaro. Trovato in un agrumeto vicino Catania, il corpo di Antonino Barbera, un giovane di Biancavilla (Ct) con precedenti penali per furto e ricettazione. Ucciso a Catania il pregiudicato Francesco Papa, appartenente al clan dei Cursoti. Ucciso a Napoli il giovane Salvatore Montagna, con almeno 10 colpi di arma da fuoco. Viene data notizia dall'Arma dei carabinieri che nel mese d'agosto sono state tratte in arresto 5.000 persone, tra cui latitanti come Giovanni Asaro e Vincenzo Buccafusca di Cosa Nostra e 20 autori di omicidi. Denunciate a Torino 10 persone che spedivano cocaina per posta, destinazione Cassino, dentro bomboniere o altri oggetti. Arrestate a Roma 8 persone, quasi tutte di origine somala, accusate di tratta di bambini del loro paese, forse per adozioni illegali. Tra gli arrestati l'avvocato della comunità somala Cathie Douglas Hassan Duale, che assiste il sultano di Bosaso, Adullahi Muse Yusuf, nell'inchiesta per l'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. L'avvocato è stato subito scarcerato perché è stato accertato che non ha mai avuto rapporti con gli altri arrestati. Viene data notizia che un pentito, di cui non si fa il nome, originario di Catania ma arrestato per rapine compiute nel Cuneese, avrebbe rivelato che qualche anno fa era stato progettato un attentato contro il magistrato Francesco Saluzzo di Torino, impegnato in inchieste contro la criminalità organizzata e che negli anni '80 era stato pubblico ministero nel maxiprocesso contro il clan dei catanesi operante in Piemonte. | ||
| 8 Settembre 1996 | ||
| Arrestate 3 persone e denunciate altre 31, in seguito a controlli presso una discoteca di Pontedera (Pi). Sequestrati pasticche di ecstasy, hashish, anfetamine e un modesto quantitativo di cocaina. Arrestato l'ex ministro socialista belga Alain Van der Biest per l'omicidio dell'ex vice primo ministro Andrè Cools, anch'egli socialista, ucciso il 18 luglio del 1991. Van der Biest è accusato dal suo ex segretario privato Richard Taxquet, che è stato arrestato assieme ad altre 3 persone di origine italiana, Carlo Todarello pregiudicato calabrese, Cosimo Solazzo e Domenico Castellino originario di Canicattì (Agrigento), per un furto miliardario di titoli americani, rubati cinque anni fa e recuperati in una banca del Liechtenstein. Van der Biest era già stato accusato di corruzione passiva per l'affare dei titoli rubati ed è sospettato di essere stato finanziato da Cosa Nostra per la sua scalata politica. L'omicidio di Cools è legato alla vicenda delle tangenti per l'acquisto degli elicotteri Agusta destinati all'esercito belga. Pochi giorni prima di essere ucciso Cools aveva minacciato rivelazioni esplosive su scandali che riguardavano il partito socialista, ma sembra che volesse negoziare da solo il contratto per gli elicotteri. Già Todarello aveva rivelato il ruolo di Taxquet e il coinvolgimento di Van der Biest nel delitto Cools. Castellino ha confermato le dichiarazioni di Todarello e rivelato che i killer di Cools furono due tunisini immigrati in Sicilia, arruolati da un tal Calogero Todaro di Camastra (Ag), pare vicino alla Stidda e ucciso il 5 aprile 1994. Il giorno 11 settembre verrà arrestato, al suo rientro dalle vacanze, l'italo-belga Pino Di Mauro, quinto presunto complice di Van der Biest. Un altro omicidio che potrebbe essere legato a quelli di Cools e di Todaro è quello di Salvatore Gaglio, originario di Raffadali (Ag), procacciatore di voti per il Psi e per il partito socialista belga, trovato ucciso nel suo ufficio a Bruxelles nel '90. Per questi delitti ci sarebbero responsabilità della mafia che in Belgio, in particolare a Liegi, ha basi molto solide, La magistratura belga ha emesso due mandati di cattura per i killer tunisini. Ma sembra che uno, Abdel Kalle Sadis, sia l'uomo trovato carbonizzato, nel novembre del '92, dentro il bagagliaio di un'auto presso Licata (Ag); l'altro è sparito e si pensa alla lupara bianca. | ||
| 9 Settembre 1996 | ||
| Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli viene ascoltato come testimone Tommaso Buscetta, che conferma di aver saputo da Gaetano Badalamenti che l'omicidio fu un favore ad Andreotti chiesto dai cugini Salvo allo stesso Badalamenti e a Stefano Bontate, ma dice di non essere sicuro del coinvolgimento di Pippo Calò. Rispondendo ad una domanda della difesa afferma di non aver mai detto che Andreotti aveva chiesto di uccidere Pecorelli. Il giorno successivo, in seguito ad una domanda degli avvocati di Andreotti che cercano di metterlo in difficoltà, Buscetta ammette di essersi incontrato al suo arrivo in Italia con il magistrato Fausto Cardella, pubblico ministero al processo, il quale conferma dicendo che il verbale del colloquio è agli atti della procura e non va depositato. Successivamente si saprà che Gaetano Badalamenti è disposto ad essere messo a confronto con il bugiardo Buscetta, purchè gli sia dia l'assicurazione di non essere arrestato per questa o per altre imputazioni e di poter ritornare negli Stati Uniti. Il giorno 11, il pentito della banda della Magliana Antonio Mancini dichiarerà di avere appreso da Renato De Pedis e Danilo Abbruciati, altri componenti della banda ora deceduti, che il delitto era stato eseguito da Massimo Carminati e Michelangelo La Barbera e voluto da Claudio Vitalone, perché Pecorelli aveva documenti relativi al sequestro Moro che potevano danneggiare il gruppo di potere politico-massonico- giudiziario, di cui faceva parte l'ex magistrato. Mancini parlerà pure di un coinvolgimento della mafia tramite Pippo Calò. Scoperta in un terreno tra Villabate e Bagheria (Pa), su indicazione del pentito Tony Calvaruso ex braccio destro di Leoluca Bagarella, una fossa, circondata da cipressi e coperta da una lastra di marmo, ma vuota. Si pensa che sia stata la sepoltura di Vincenzina Bagarella. Chiesto al Csm, dal ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, il collocamento fuori ruolo del procuratore capo della Repubblica di Roma, Michele Coiro. La richiesta, approvata a larga maggioranza, ha l'effetto di bloccare la pronuncia del plenum del Csm sulla proposta di trasferimento d'ufficio di Coiro per incompatibilità funzionale, in seguito al procedimento per il suo interessamento all'indagine su Renato Squillante e per la richiesta di trasferimento dell'ufficiale dei carabinieri Enrico Cataldi, impegnato in inchieste sulla corruzione di magistrati. Il ministro Flick proporrà al Consiglio dei Ministri di affidare a Coiro la direzione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Un'indagine della Confesercenti rivela che il 23% dei commercianti paga il pizzo e che i taglieggiati sarebbero più di 200.000, con un guadagno per il racket di circa 7.000 miliardi l'anno. Dal 1992, anno dell'approvazione della legge in favore dei taglieggiati, sono pervenute soltanto 320 domande. Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio di Gaetano Cinà per concorso esterno in associazione mafiosa. Cinà è indagato nell'ambito dell'inchiesta su Marcello Dell'Utri: sarebbe stato l'esattore delle somme estorte alla Fininvest da Cosa Nostra. | ||
| 10 Settembre 1996 | ||
| Archiviata l'inchiesta sul vicequestore Vincenzo Speranza accusato di concorso in associazione mafiosa in seguito alle dichiarazioni di Francesco Marino Mannoia, secondo cui il funzionario avrebbe ricevuto un anello in cambio della restituzione di preziosi sequestrati a Mannoia e sarebbe stato amico di Stefano Bontate. La tesi difensiva, accolta dal gip, è che Mannoia avrebbe avuto informazioni sbagliate di seconda mano. Arrestati due noti gelatai di Trieste, Roberto Vatta e il figlio Giancarlo, con l'accusa di traffico di droga tra l'Olanda e la Slovenia. Si tratta di una droga artificiale, il Nexus, dagli effetti particolarmente devastanti sul sistema nervoso. Il Consiglio comunale di Torino approva una mozione con cui si chiede al governo e al Parlamento una legge che legalizzi il consumo delle droghe leggere e avvii la somministrazione controllata dell'eroina. Emessi dalla Procura di Palermo altri 3 mandati di cattura per l'assassinio di padre Pino Puglisi. Oltre a Salvatore Grigoli, latitante, avrebbero partecipato al delitto Nino Mangano e Luigi Giacalone, già in carcere per altri reati, e il latitante Gaspare Spatuzza. Il pentito Giovanni Drago rivela che l'omicidio fu voluto dai fratelli Graviano che non sopportavano l'attività di padre Puglisi verso i giovani del quartiere e sospettavano che alcuni assistenti sociali del suo Centro fossero in realtà agenti di polizia. Arrestato a Palermo Francesco Mirabelli, un idraulico che aveva tentato di scambiare un certificato di deposito di 90 milioni risultato far parte di una serie rubata a Roma nel 1990. In agosto per la stessa ragione era stato arrestato il consulente finanziario Alfredo Catalano. Gli inquirenti pensano che si tratti di un tentativo di riciclaggio di denaro sporco. | ||
| 11 Settembre 1996 | ||
| Avviata un'indagine disciplinare dell'Ordine degli avvocati di Palermo per l'ex difensore di Giovanni Brusca, Vito Ganci, che aveva rivelato il complotto della mafia e di personalità istituzionali contro Andreotti. Scomparso dalla località segreta dove risiede il collaboratore di giustizia Filippo La Spina, originario di Enna. Il giorno dopo verrà trovato morto per overdose. Gli inquirenti non escludono che possa essere stato ucciso. In diversi quartieri di Palermo, arrestati 9 spacciatori e denunciati altri 6. | ||
| 12 Settembre 1996 | ||
| Accolta dal Consiglio giudiziario l'opposizione di due magistrati di Messina, di cui non viene fatto il nome, contro l'applicazione alla Direzione distrettuale antimafia di quella città del sostituto procuratore Olindo Canali. Canali, la cui presenza a Barcellona (Me) ha dato un notevole impulso alle attività investigative contro la criminalità organizzata, ha deciso che non rappresenterà la pubblica accusa nel processo contro la mafia della zona, scaturito dall'operazione Mare nostrum, e non provvederà alla stesura del ricorso contro la sentenza pronunciata il 17 maggio scorso nel processo d'appello per l'uccisione del cronista de La Sicilia, Beppe Alfano. Ucciso a Catania il pregiudicato Rosario Buzzanga, appartenente al clan Pillera-Cappello. A Roma 5 arresti e 7 denunce per componenti di una banda, con ramificazioni internazionali, di falsari di titoli di Stato. Sequestrati documenti falsi per 1 miliardo. Il direttore della Società Bancaria Ticinese di Bellinzona, Dionigi Resinelli, ha rivelato ai magistrati del pool di Milano che, tra il 1984 e il 1986, l'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante aprì un conto corrente con il quale avrebbe compiuto movimenti di denaro da e verso conti correnti intestati, sempre nella stessa banca, all'avvocato Renato Pacifico, indagato per l'affare Imi-Sir. Squillante ha sempre negato di avere conti all'estero, ma sembra che disponesse di circa 9 miliardi di lire. Pacifico ha dichiarato che i 10 milioni di franchi svizzeri avuti dalla famiglia Rovelli erano il pagamento di una parcella notarile. Il presidente del Cnel, Giuseppe De Rita, scrive su Il Tempo che da Tangentopoli e dalla vicenda mafiosa stiamo uscendo con un apparato di potere costituito dall'intreccio tra pubblici ministeri, polizia giudiziaria e forse servizi segreti, incontrollabile e incontrollato che ci deve preoccupare. Il Polo chiede una commissione d'inchiesta, mentre la sinistra denuncia un tentativo di sollevare un polverone con messaggi cifrati e chiede che De Rita documenti le sue affermazioni. Sorpresa e indignazione negli ambienti della magistratura. Successivamente, dopo l'arresto dell'amministratore delegato delle Ferrovie Lorenzo Necci, De Rita dichiarerà che se avesse saputo dell'inchiesta in corso non avrebbe parlato ma che non ha cambiato idea sull'intreccio che aveva denunciato. | ||
| 13 Settembre 1996 | ||
| Emessi 31 ordini di custodia cautelare per altrettanti spacciatori di droga catanesi legati al clan di Salvatore Cappello. Salvatore Cucuzza, il mafioso palermitano che ha espresso la volontà di dissociarsi, si è accusato di essere uno dei killer di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi il 30 aprile 1982, e di aver fatto parte del commando che il 16 giugno dello stesso anno uccise a Palermo il boss catanese Alfio Ferlito, 3 carabinieri e l'autista civile dell'auto su cui si trovavano. Arrestati a Gioia Tauro, in seguito ad un tentativo di estorsione in danno di un imprenditore, 5 appartenenti alla 'ndrangheta, tra cui il boss Pasquale De Maio della cosca dei Piromalli-Molè. | ||
| 14 Settembre 1996 | ||
| Arrestato a Catania, mentre era seduto su una panchina a leggere il giornale, il boss del clan Pillera-Cappello, Agatino Fontanarosa, latitante dal giugno scorso. Attentato incendiario contro il municipio di Seminara (Reggio Calabria). Secondo gli inquirenti è opera della 'ndrangheta, in risposta alle dichiarazioni del sindaco, Salvatore Costantino del Pds, contro le cosche interessate alle opere pubbliche. Trovato ucciso nelle campagne di Mussomeli (Ag) con 3 colpi di pistola, l'agricoltore Pietro Tona, incensurato. Si pensa che il delitto possa essere collegato all'omicidio del pregiudicato Giuseppe Ricottone legato a Cosa Nostra e assassinato nel '91. | ||
| 15 Settembre 1996 | ||
| Ricordato con diverse iniziative, nel quartiere Brancaccio di Palermo dove operava, padre Giuseppe Puglisi ucciso il 15 settembre 1993. Tra l'altro è stato inaugurato un auditorium, intitolato al piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso dai Brusca. Trovato morto a Palermo, in mezzo ai rifiuti in un cantiere abbandonato, Francesco Di Giugno, tossicodipendente. Sembra una morte per overdose, ma le ferite sulla testa e nelle braccia fanno pensare a un omicidio. | ||
| 16 Settembre 1996 | ||
| Ripreso a Caltanissetta il processo per l\'omicidio del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano.
Assolti a Firenze, al processo d\'appello, perché il fatto non sussiste, i 22 imputati del clan Saccà, accusati di far parte di un\'associazione mafiosa operante tra il Nord e la Sicilia. Uccisi a Campobello di Licata (Ag), mentre stavano partecipando ad una festa di compleanno, i due pregiudicati per reati contro il patrimonio, Carmelo Giancreco e Luigi Naro. Ferita leggermente la moglie di Giancreco, Maria Turco, e illesi gli altri invitati. Si pensa ad un regolamento di conti, ma gli inquirenti sospettano un collegamento con altri omicidi: quello di Calogero Giancreco, fratello di Carmelo, ucciso sette anni fa in Germania; quelli di Salvatore Turco, zio di Maria Turco, Calogero Arcadipane e Calogero Siracusa, avvenuti il 21 maggio 1989, e quello di Liborio Turco, fratello di Salvatore, ucciso il 29 aprile 1993. Attentati intimidatori nella provincia di Reggio Calabria: a Stefanaconi sono stati sparati colpi di pistola contro l\'auto e il portone dell\'abitazione del parroco Salvatore Santaguida, che aveva organizzato una fiaccolata di solidarietà al farmacista del paese più volte preso di mira da attentati intimidatori; a Monasterace sono stati distrutti da un incendio diversi ettari, coltivati a mandorleto e vigneto, di proprietà del procuratore di Locri, Rocco Lombardo; a Rosarno è stato messo a soqquadro l\'ufficio del sindaco Giuseppe Lavorato, del Pds, impegnato nella lotta contro la \'ndrangheta. Ucciso a Pescara, in un conflitto a fuoco con dei rapinatori, il maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta. Accoltellato a Palermo un maresciallo dei carabinieri, durante un\'operazione antidroga nel rione del Capo che ha suscitato quasi una rivolta tra gli abitanti. Arrestate 2 persone per tentato omicidio. | ||
| 17 Settembre 1996 | ||
| Chiesto dalla Procura di Bologna il rinvio a giudizio per Paola Luisa Occhetto, sorella dell'ex segretario del Pds, ed altre 23 persone, accusate di avere incassato illegalmente più di 1 miliardo, attraverso bilanci gonfiati e debiti inventati di due società del Pds. | ||
| 18 Settembre 1996 | ||
| Nell'udienza del processo per la strage di Capaci, che si tiene nell'aula del carcere romano di Rebibbia, assente il pentito Gioacchino La Barbera che era stato chiamato a testimoniare e che risulta irreperibile da cinque giorni. Il pm e il suo avvocato parlano di disguidi tecnici nella notifica dell'avviso di comparizione. Proteste degli avvocati della difesa e di Nitto Santapaola che dichiara che i pentiti hanno licenza di uccidere. La Barbera si presenterà il giorno dopo. Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli depone il costruttore palermitano Francesco Maniglia, condannato anni fa per truffa e ora residente all'estero. Afferma che Vitalone conosceva i cugini Salvo e di non avere mai visto i Salvo assieme ad Andreotti. Al processo che si svolge a Bari contro alcuni mafiosi viene letta una lettera inviata dal pentito Pasquale Damiano, imputato nel processo, al cognato Michele Ladisa, anch'egli pentito e con il quale i genitori, dopo l'omicidio del fratello Donato avvenuto il 28 luglio scorso, avevano dichiarato di non volere avere più rapporti per tutto il male che ha fatto alla famiglia. Nella lettera Damiano scrive: Fatti coraggio, anche se vogliono farti sentire solo. Sii orgoglioso, come io sono orgoglioso di collaborare con la giustizia. Sequestrati a Leoluca Bagarella 34 tra ville e appartamenti per un valore di 10 miliardi, conti bancari e titoli di Stato per un valore di 6 miliardi. Parte del patrimonio era intestato ai fratelli Pietro e Giuseppe Elio Santomauro, indicati come affiliati alla famiglia mafiosa di Villafrati e accusati di avere riciclato per conto di Bagarella ingenti somme di denaro provenienti dal traffico di droga. | ||
| 19 Settembre 1996 | ||
| Iniziano oggi a Canicattì con un convegno e termineranno il 25 settembre le manifestazioni per ricordare il magistrato Rosario Livatino, ucciso il 21 settembre del 1990, e il magistrato Antonino Saetta, ucciso assieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988. Viene resa nota una dichiarazione di Giovanni Brusca secondo cui nel '92 Cosa Nostra aveva progettato di uccidere, oltre a Salvo Lima e Ignazio Salvo, anche gli ex ministri Calogero Mannino, Salvo Andò e Calogero Vizzini e l'ex deputato regionale limiano Sebastiano Purpura. Il progetto non andò in porto dopo l'arresto di Totò Riina. Secondo Brusca, la mancata nomina nell'88 di Giovanni Falcone a capo dell'Ufficio Istruzione di Palermo fu pilotata da Cosa Nostra, tramite Ignazio Salvo che a sua volta avrebbe utilizzato Claudio Vitalone che poteva contare su alcuni membri del Csm. Trovato a Catania, nel bagagliaio di un'auto, il corpo incaprettato e carbonizzato del pregiudicato Mario Minuto. Secondo gli inquirenti Minuto non aveva contatti con ambienti mafiosi. | ||
| 20 Settembre 1996 | ||
| Lorenzo Necci ammette di fronte ai pubblici ministeri di La Spezia, Alberto Cardino e Silvio Franz, di avere ricevuto da Francesco Pacini Battaglia 20 milioni ogni mese da circa due anni, ma dichiara che era un prestito perché non gli bastavano i 280 milioni lordi annui che riceveva come amministratore delle Ferrovie, a cui da qualche tempo si era aggiunto un gettone di 600 milioni lordi per l'Alta velocità. Vengono fatte perquisizioni alle abitazioni e agli uffici di Antonio Sernia e Leonardo Greppi, ex manager dell'Eni, dell'architetto Silvano Larini, già esattore di tangenti per conto del Psi, dell'imprenditore Roberto Tronchetti Provera e del commercialista Giorgio Rocco, presidente del consiglio dei sindaci dell'Eni. Viene reso noto che al Palazzo di Giustizia di Milano si cerca la talpa che avrebbe fornito informazioni a Pacini Battaglia, come quelle sull'inchiesta su Renato Squillante e sul nome del teste Omega, a conoscenza del finanziere molto prima dell'arresto del magistrato. | ||
| 21 Settembre 1996 | ||
| Al processo per la strage di Capaci, nell'aula di Rebibbia, il boss Raffaele Ganci invita il presidente a chiedere al figlio Calogero i nomi di una decina tra giudici, presidenti e procuratori di Palermo disponibili a favorire i mafiosi, di cui il pentito avrebbe parlato agli inquirenti. Il boss fa intendere di temere ritorsioni in questo e in altri processi, ma le sue parole sono considerate un avvertimento per il figlio e per i magistrati. Il pm Paolo Giordano non smentisce che ci siano indagini in corso. Raffaele Ganci farà la stessa richiesta il giorno dopo, al processo per gli omicidi di Beppe Montana, Ninni Cassarà e Roberto Antiochia. Al richiamo del pm che lo avverte che può parlare soltanto di fatti attinenti al processo in corso, risponde: E chi lo dice che non siano attinenti a questo processo?. Reso noto che Giovanni Brusca avrebbe fatto dichiarazioni sulla consistenza e ubicazione dei suoi beni immobili e sul denaro contante che sarebbe stato versato su libretti e conti correnti intestati alla madre. Arrestato in Francia Enrico Vandelli, avvocato di Felice Maniero, latitante dal marzo scorso. Trovati quasi 4 chili di eroina sull'aereo con cui il presidente colombiano, Ernesto Samper, si apprestava a partire per New York per pronunciare all'Onu un discorso sulla lotta antidroga. La droga era stata nascosta dietro un pannello del bagagliaio e sotto gli strumenti radio nella cabina di pilotaggio ed è stata scoperta in seguito ad una telefonata anonima. Il presidente dichiara che è un'operazione per screditarlo. Sequestrato a Ventimiglia, ad un cittadino colombiano che viaggiava su un treno proveniente da Parigi, un carico di 14 chili di cocaina pura del valore di circa 15 miliardi. | ||
| 22 Settembre 1996 | ||
| Denunciati con l'accusa di estorsione 3 minorenni incensurati di Vinchiaturo (Campobasso) che hanno costretto, con minacce e percosse, un amico tredicenne a rubare al padre e a consegnare diverse somme di denaro, in totale quasi 10 milioni. | ||
| 23 Settembre 1996 | ||
| Viene reso noto che il pentito Salvatore Cancemi ha confessato di avere partecipato alla strage di via D'Amelio. Cancemi, la cui attendibilità è stata spesso messa in discussione, aveva sempre negato un suo coinvolgimento ma è stato smentito da diversi pentiti. Ucciso a Catania Orazio Guerino, un pregiudicato indicato come appartenente al clan Santapaola. Scoperta un'organizzazione internazionale per il traffico di stupefacenti che operava tra l'Italia e la Spagna. Sequestrati, nel corso di un'operazione condotta dalla Questura di Brescia e dalla Criminalpol di Milano, 29 chili di cocaina e arrestate 6 persone, tra cui il napoletano Vittorio Pirozzi del clan camorristico Mariano e latitante da cinque anni. Sequestrati a Fiumicino, in due diverse operazioni, 5 chili di cocaina e arrestati i 2 corrieri. Emessi 53 ordini di custodia cautelare, 22 per persone già in carcere, per pregiudicati facenti parte dei clan contrapposti, capeggiati da Massimo Cinieri e Vincenzo Stranieri, che si contendono il territorio in provincia di Taranto. | ||
| 24 Settembre 1996 | ||
| Al processo contro Giulio Andreotti per associazione mafiosa che si svolge a Palermo, messi a confronto l'ex autista dei costruttori Costanzo, Gaetano Chinnici, e l'ex deputato dc Salvatore Urso. Il primo ha confermato di aver accompagnato con l'auto dei Costanzo Salvatore Urso, che prima aveva negato la circostanza e che si è contraddetto diverse volte. Urso ha negato anche di aver partecipato all'incontro, descritto dal maitre Vito Di Maggio, tra Salvo Lima, l'andreottiano catanese Nino Drago e Nitto Santapaola all'Hotel Nettuno e ha affermato di non aver mai conosciuto il boss. Nei giorni successivi il pentito Giuseppe Pulvirenti testimonierà che Urso era vicino a Pino Calderone e a Santapaola e di avere avuto confidato nell'82 da suo genero, Pietro Puglisi, che Andreotti era vicino ai corleonesi. Verranno ascoltati anche Laura Iacovoni e il vicequestore Francesco Accordino, rispettivamente moglie e collega di Ninni Cassarà, che hanno confermato che nell'83 era stato trovata in casa di Ignazio Salvo un'agendina su cui era scritto un numero di telefono accanto al nome Giulio, che secondo Cassarà era quello di Andreotti. L'agendina non si trova più e nel frattempo ne è stata trovata un'altra con righe cancellate alla lettera G. Emessi 46 ordini di custodia cautelare dalla Dia di Milano, per altrettanti trafficanti di droga e armi, tra cui anche i responsabili dell'omicidio, avvenuto a Milano nel '91, del catanese Luciano Arena, boss della criminalità organizzata della città. Arrestati 3 giovani che il primo luglio, sotto un viadotto dell'autostrada Torino-Bardonecchia, avevano ucciso a colpi di pistola Marco Scalzo, un giovane che, oltre a spacciare droga, terrorizzava gli abitanti del paese, derubandoli con minacce e percosse. Ucciso a Catania con due colpi di pistola in viso e poi dato alle fiamme il giovane Giuseppe Spina, senza precedenti penali. Trovato alla Barona, alla periferia di Milano, il corpo di una donna che è stata prima strangolata e poi bruciata. Gli inquirenti pensano possa trattarsi di Angela Arisi, compagna di uno dei boss di Milano, il palermitano Salvatore Enea, ora in carcere. | ||
| 25 Settembre 1996 | ||
| Ricordati a Palermo il magistrato Cesare Terranova e il maresciallo Lenin Mancuso, uccisi il 25 settembre 1979. Cancellate dalla Cassazione le riduzioni di pena per i pentiti Marco Favaloro e Salvatore Cancemi, accusati dell'assassinio di Salvo Lima e di Libero Grassi. Secondo la Corte il rito abbreviato non può essere accordato nel caso il reato sia punibile con l'ergastolo. Autorizzato dalla Procura di Palermo il colloquio con un francescano di Corleone richiesto da Giovanni Riina, in carcere con l'accusa di associazione mafiosa e omicidio. All'ospedale Cotugno di Napoli trovato morto per overdose un ricoverato per Aids e altri 2 salvati in extremis. Il giorno prima un altro ricoverato aveva dato fuoco al suo letto per denunciare l'uso e lo spaccio di droga nelle corsie. | ||
| 26 Settembre 1996 | ||
| Ricordato a Trapani Mauro Rostagno dagli ospiti della comunità Saman. Arrestato a Palermo Domenico Guglielmini, finora sconosciuto, indicato come nuovo reggente della cosca del quartiere Noce. È accusato da Nino Galliano e Francesco Paolo Anselmo e di aver partecipato a diversi omicidi, tra cui quello dell'ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco. Arrestate altre 2 persone per favoreggiamento, tra cui Girolamo Guglielmini, cugino di Domenico. | ||
| 27 Settembre 1996 | ||
| Trovato nell'abitazione di un nuovo pentito, il gioielliere Francesco Geraci, un deposito di gioielli, lingotti e monete d'oro, orologi di lusso e brillanti per un valore di oltre 2 miliardi, di proprietà di Totò Riina. Dopo le rivelazioni di Geraci, che si è anche accusato di avere avuto un ruolo nel tentato omicidio del commissario Rino Germanà, sono stati emessi 23 ordini di custodia cautelare, di cui 10 eseguiti e 12 per persone già in carcere. Rimane latitante il capomafia di Castelvetrano Matteo Messina Denaro, figlio di Francesco, anch'esso latitante. Un provvedimento della Cassazione rimette in libertà Giuseppe Rallo, l'ultimo degli accusati dalla Procura di Trapani per l'assassinio di Mauro Rostagno rimasto in carcere. Una lettera intimidatoria è stata recapitata al magistrato di Gela Paolo Toso, marito di Maria Luciana Dughetti, gip nello stesso Tribunale che ha trattato alcuni dei più importanti procedimenti contro mafiosi. Emessi dalla Procura di Napoli 8 ordini di custodia cautelare per camorristi, imprenditori e politici, in seguito alle indagini sulle tangenti per le opere per l'Alta velocità in Campania. Tra gli arrestati il giornalista Pietro Funaro e il vicepresidente del Consiglio regionale Rocco Fusco, entrambi del Ccd. Proteste nel mondo politico per il metodo usato per l'indagine, denominata Avvio: un ufficiale del Ros (Reparto operativo speciale) avrebbe agito da agente provocatore, spacciandosi per funzionario del Tav (Treno ad alta velocità), promettendo tangenti a politici e camorristi pur di non avere intralci nella costruzione della tratta campana, e registrando le conversazioni in cui compaiono nomi di politici di tutti i partiti, ancora coperti dal segreto istruttorio. Successivamente il procuratore Agostino Cordova, precisando che la magistratura non utilizza agenti provocatori, dichiarerà che il colonnello dei carabinieri si era semplicemente sostituito ai rappresentanti di una ditta che aveva subito intimidazioni da parte della camorra. Polemica replica anche da parte del comandante dei carabinieri, il generale Federici, secondo cui l'Arma è una delle poche is tituzioni che funzionano. | ||
| 28 Settembre 1996 | ||
| Sequestrati all'aeroporto di Reggio Calabria 2 chili di cocaina pura ed arrestati un siciliano ed un cittadino statunitense. Secondo il Rapporto annuale sulla criminalità organizzata del Ministero dell'Interno, sono sempre più numerose le donne denunciate per associazione a delinquere di stampo mafioso: 89 nel '95 contro una sola nel '90. Le donne denunciate per possesso e traffico di stupefacenti sono state 422 (contro le 37 del '94); 106 per riciclaggio (15 nel '94) e 421 per usura (119 nel '94). Le donne - si legge nel Rapporto - sono chiamate sempre più frequentemente a guidare interi clan, specialmente dopo l'arresto o l'uccisione dei compagni. Secondo il Rapporto il traffico di stupefacenti rimane il settore trainante del crimine organizzato, è in crescita il traffico di armi, le estorsioni sono aumentate in Sicilia ma diminuite in Campania e in Puglia, il 60% delle denunce per usura proviene da Sicilia, Lazio, Campania e Puglia. Al carcere dell'Ucciardone un frate francescano incontra Giovanni Riina, figlio di Totò, su richiesta del giovane. Il contenuto del colloquio rimane segreto. Fra Paolo, responsabile dell'eremo di Corleone, dichiara: Prima di sbilanciarci riflettiamo bene e non dimentichiamo che Ninetta Bagarella, la madre di Giovanni, ha sempre saputo gestire alla perfezione l'immagine pubblica dei suoi ragazzi. | ||
| 29 Settembre 1996 | ||
| Ucciso a Sant'Angelo di Brolo (Me) il giovane Giuseppe Guidara, incensurato. Il killer, Sergio Antonio Carcione, sarà arrestato il 26 febbraio 1997. Il movente del delitto sembra legato all'attività della vittima che si occupava del reclutamento di braccianti agricoli. Emessi dalla Procura di Palermo 24 ordini di custodia cautelare contro mafiosi accusati di avere taglieggiato commercianti e imprenditori della zona di Brancaccio. 18 sono stati notificati a persone già in carcere, come Nino Mangano della cosca di Leoluca Bagarella; 3 sono latitanti, tra cui Salvatore Grigoli, uno dei killer di padre Puglisi. I provvedimenti sono scaturiti dalle dichiarazioni di alcuni pentiti, mentre i taglieggiati non hanno fatto alcuna denuncia. | ||
| 30 Settembre 1996 | ||
| Ucciso a colpi di fucile, sulla strada tra Varapodio e Oppido Mamertina (Reggio Calabria), l'imprenditore edile Antonio Polifroni. Arrestato a Guardavalle (Catanzaro) il latitante Domenico Riitano, accusato di triplice omicidio. Al processo per il delitto Pecorelli rigettata dalla Corte la richiesta di revoca della dichiarazione di contumacia per Gaetano Badalamenti, imputato nel processo, che aveva dichiarato di essere disposto a venire in Italia soltanto per un confronto con Buscetta. Viene acquisita la testimonianza di un detenuto che afferma di aver saputo da componenti della banda della Magliana che questa è estranea all'omicidio. Il 2 ottobre la sorella del giornalista ucciso dirà che a Pecorelli erano stati promessi contributi da Andreotti tramite Franco Evangelisti. Viene data notizia che il 4 settembre scorso sono stati sequestrati ad un mediatore finanziario, Bruno Vagnozzi di Roseto degli Abruzzi, 540 miliardi (quasi 1.000 secondo altre fonti) in libretti al portatore emessi dalla Cassa di Mutualità di Serre (un paesino in provincia di Salerno), fondata nel 1992 e fallita due mesi dopo la data riportata sui libretti. Il denaro era destinato ai consulenti finanziari Bruno Vagnozzi e Aldo Ferrari, che verranno fermati il 26 ottobre con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, e proveniva da tre clienti, ad uno dei quali sarebbero intestati 425 miliardi. Il 26 verrà perquisita la casa del giudice del Tribunale di Firenze Pietro Sacchetta, amico di Vagnozzi. Non è stato reso noto il reato ipotizzato per Sacchetta. | ||