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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Luglio 1995 | ||
| Interrogato e iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di favoreggiamento Francesco Amato, al cui nome era intestato il documento di riconoscimento di Bagarella. Arrestato a Mascalucia (Ct) Natale D'Emanuele, indicato come il reggente del clan di Santapaola. Arrestati per favoreggiamento i coniugi che l'ospitavano. D'Emanuele era ricercato con l'accusa di associazione mafiosa e omicidio. Emessi dalla procura della Repubblica di Catanzaro 143 ordini di custodia cautelare in un'operazione denominata Galassia contro mafia e 'ndrangheta. Sono state arrestate 52 persone, di cui 5 in Sicilia, tra cui Cosimo Vernengo, fratello del capomafia Pietro Vernengo che ha avuto notificato in carcere il provvedimento, e Giuseppe Urso, anche lui della famiglia Vernengo, 39 i in Calabria e 6 in Germania. Una trentina le persone sfuggono alla cattura. 62 avvisi sono stati notificati in carcere. Avvisi di garanzia per associazione mafiosa sono stati notificati al prefetto di Bari, Corrado Catenacci, al deputato di Forza Italia Amedeo Matacena e agli ex sottosegretari Attilio Bastianini, del Pli, e Salvatore Frasca, del Psi, ex sindaco di Cassano Jonio (Cosenza). Sono accusati di voto di scambio e facilitazioni nell'attribuzione degli appalti di opere pubbliche. I magistrati hanno dato notizia che era stato progettato dalla 'ndrangheta e da Cosa nostra un attentato per uccidere un giudice. I pentiti dell'operazione Galassia hanno svelato che al vertice di una cosca del crotonese c'era anche una donna, Maria Luigia Albano, moglie del boss Peppe Cirillo. Tra i collaboratori di giustizia Florinda Mirabile, nipote dell'Albano e figlia di Mario Mirabile, il camorrista ucciso il 31 agosto del '90 e amante del pentito della camorra Pasquale Galasso. Sembra che dopo l'uccisione del padre abbia chiesto a Pasquale Galasso di eliminare il boss Santo Carelli, accusato dell'omicidio. Tre anni dopo diventa collaboratrice svelando anche alleanze tra mafiosi e politici. Al processo contro Bruno Contrada la parrucchiera Angela Ruisi, che aveva dichiarato di avere sentito la figlia del boss Saro Riccobono parlare di rapporti dell'ex dirigente della Mobile di Palermo con il padre, ritratta le sue dichiarazioni. Scarcerati a Palermo per un errore di procedura i fratelli Antonino e Fabio Messicati Vitale, indicati come killer dal pentito Salvatore Barbagallo. Il giorno 3, per le stesse ragioni, verranno scarcerati altri 4 mafiosi: Filippo Nicosia, Salvatore Pitarresi, Salvatore Puccio e Rosolino Rizzo. I primi 3 sono stati riarrestati il giorno successivo, il quarto è ricercato. I fratelli Messicati Vitale si costituiranno l'8 luglio. Sfuggito ad un agguato mafioso a Ribera (Ag) Francesco Capizzi, parente dei mafiosi Simone e Paolo Capizzi, imputati in un processo che si sta svolgendo a Sciacca. | ||
| 2 Luglio 1995 | ||
| Interrogato Di Pietro dai sostituiti procuratori di Brescia Fabio Salamone e Silvio Bonfigli. Arrestati a Sant'Arpino (Caserta), 4 pregiudicati appartenenti al clan camorristico Ranucci, dopo che avevano ritirato 100 milioni per una tangente imposta ad un commerciante. Sventato un tentativo d'assalto all'abitazione del giudice di Messina Angelo Giorgianni, che con i colleghi del pool ha indagato sulla tangentopoli messinese. Inviato dalla Direzione investigativa antimafia di Padova alla Procura di Venezia un dossier sul riciclaggio di denaro sporco della mafia con l'acquisto di prestigiosi alberghi e ville di Cortina d'Ampezzo. Manifestazione in Barbagia contro i sequestri di persona. Arrestati a Palermo per corruzione l'ex assessore comunale alla Pubblica istruzione e alle Attività sociali Giuseppe Scoma e Nicolò Bonanno, economo alla Usl 58. | ||
| 3 Luglio 1995 | ||
| Al processo per la strage di Capaci in atto a Caltanissetta viene portato in aula Leoluca Bagarella, accusato di aver diretto le operazioni di collocazione dell'esplosivo nel condotto sotto l'autostrada. A Palermo viene arrestato Giorgio Pizzo, killer legato a Bagarella. Assassinata a Caserta Rosa Martino, cognata di Francesco Iavarone, ucciso nel '90 nell'ambito della faida tra clan camorristi della provincia di Caserta. Rosa Martino era stata in carcere per rapina in Emilia Romagna dove aveva vissuto per qualche tempo e sembra che svolgesse un ruolo nell'organizzazione: assicurava rifugio ai latitanti e teneva i contatti tra i membri del clan. | ||
| 4 Luglio 1995 | ||
| Il gip di Milano rinvia a giudizio Marcello Dell'Utri, Urbano Cairo e Giancarlo Foscale, per falso in bilancio e false fatturazioni. Il processo inizierà a maggio del 1996. Arrestato a Catania, assieme ad altre 3 persone, per detenzione di armi e ricettazione, Massimiliano Cappello, fratello di Salvatore, boss dei cursoti ora in carcere. | ||
| 5 Luglio 1995 | ||
| Arrestato a Paternò (Ct) Antonino Navarria, uno dei luogotenenti di Pulvirenti, indicato dallo stesso pentito come capo dei killer del clan. Rinnegato dalle due sorelle e dal fratello il pentito Roberto Testa, già affiliato alla cosca del boss detenuto Salvatore Cappello di Catania. Ucciso in un agguato a Casal di Principe (Caserta), il pregiudicato Antonio Mottola, affiliato ad un clan camorristico della zona. Arrestato a Palermo il latitante Francesco Paolo Maniscalco, della cosca di Corso dei Mille, che svolgeva un ruolo di primo piano nel traffico di cocaina tra la Sicilia e la Colombia. Al processo nato dall'operazione Golden Market contro mafiosi e fiancheggiatori che si svolge a Palermo, è stato ricostruito il movimento di capitali trasformati in titoli di stato dai funzionari della Sicilcassa Salvo Cuccia e Antonino Bocina. Si tratta di svariati miliardi versati dal commercialista Fulvio Lima, nipote dell'eurodeputato Salvo Lima e nipote acquisito dell'arcivescovo di Monreale Salvatore Cassisa. | ||
| 6 Luglio 1995 | ||
| Rinviati a giudizio per la vicenda Enimont l'ex presidente vicario del tribunale di Milano Diego Curtò, la moglie Antonia Di Pietro, il figlio Giandomenico e i coniugi D'Urso. Intanto la Cassazione ha rigettato la richiesta di spostare da Milano il processo Enimont. Il boss Giuseppe Quadrano, accusato dell'omicidio del parroco di Casal di Principe Don Giuseppe Diana, ha cominciato a collaborare con la giustizia. Ucciso a Ribera (Ag) in un agguato mafioso Pietro Pipia, legato alle cosche del paese. Il delitto viene messo in connessione con il tentato omicidio di Francesco Capizzi, avvenuto sabato 1 luglio. A Trapani, nel processo per l'uccisione di un pastore, avvenuta il 30 gennaio 1994, la teste Patrizia Beltrame accusa dell'omicidio il fratello Vincenzo, la madre Grazia Catenalotto e un altro complice. Il pastore avrebbe custodito le armi e i proventi dei furti commessi da Vincenzo Beltrame e sarebbe stato ucciso per paura che parlasse. Rinviati a giudizio Giovanni Brusca e altri 34 mafiosi, tra cui Leoluca Bagarella, con accuse che vanno dall'associazione mafiosa al traffico d'armi. Il processo si aprirà il 23 novembre prossimo. | ||
| 7 Luglio 1995 | ||
| Arrestato a Palermo l'imprenditore Tullio Cannella, con l'accusa di associazione mafiosa. Sarebbe un fedelissimo di Leoluca Bagarella e avrebbe riciclato molti miliardi, specialmente dei Graviano, boss di Brancaccio, investendoli nell'edilizia. Suoi sono 22 appartamenti del palazzo dove abitavano Bagarella e Tony Calvaruso, il commerciante che ha coperto la latitanza di Bagarella e che già 5 anni fa era stato arrestato assieme a Cannella per sfruttamento della prostituzione; Nel processo che si svolge a Palermo contro Enzo Salvatore Brusca, fratello del latitante Giovanni, e altri 60 imputati, il pubblico ministero ha dimostrato che le cartelle cliniche prodotte da Brusca per provare un alibi per un delitto, di cui è accusato dal pentito Balduccio Di Maggio, sono falsificate. Si cercano gli autori del falso. Arrestati a Catania 3 sottufficiali della guardia di finanza che riscuotevano tangenti dal cugino di Santapaola, Sebastiano D'Emanuele, per non eseguire accertamenti nelle imprese controllate dal clan. L'inchiesta è nata dalle dichiarazioni di un imprenditore etneo, ora sotto protezione, il quale subiva contemporaneamente le richieste di estorsioni del clan di Santapaola e di tangenti dei finanzieri. Condannati gli ex ministri Gianni De Michelis e Carlo Bernini, rispettivamente a 4 anni e 3 anni e 7 mesi, per aver incassato tangenti per appalti pubblici nel Veneto. Arrestati a Ferrara per corruzione e turbativa d'asta Giovanni Donegaglia, presidente della Coopcostruttori e altri 3 dirigenti della cooperativa. Sequestrati a Palermo i conti correnti e alcuni depositi bancari, per 6 miliardi di lire, dell'avvocato Vito Guarrasi, nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento della Sitas, la società a capitale misto tra l'Ems, l'Ente minerario siciliano, e privati, che avrebbe dovuto costruire un complesso di 12 alberghi a Sciacca (Ag) e ne ha costruiti solo 4. | ||
| 8 Luglio 1995 | ||
| La Procura di Milano accusa Bettino Craxi di aver manomesso il passaporto, per nascondere viaggi clandestini in Italia. Craxi afferma di non aver mai lasciato la Tunisia. Arrestati dai carabinieri di Vasto (Chieti) il presidente della prima sezione del Tar del Lazio, Raffaele Iuso, ed altre 5 persone, con l'accusa di abuso e corruzione nell'assegnazione di un appalto per la realizzazione di una discarica, con finanziamenti comunitari, all'imprenditore Dante Di Marzio, anch'esso arrestato. Nel corso delle indagini sono stati acquisiti documenti relativi al coinvolgimento nell'affare dell'avvocato Fabrizio Fabrizi, ucciso a Pescara il 6 ottobre 1991, e il cui assassino non è stato ancora identificato. Catturato a Rossano (Cs) il latitante Sabato Mauri, fratello di Vincenzo Mauri, capo di un'organizzazione camorristica operante nel Vesuviano. Sequestrati dai carabinieri di Chieti 2 chili e mezzo di cocaina pura, per un valore di 2 miliardi e mezzo di lire. Viene data notizia dal procuratore Pier Luigi Vigna che giovedì 6 luglio è stato arrestato a Genova il camionista Pietro Carra, palermitano, accusato di aver trasportato gli esplosivi utilizzati per le stragi del '93. Viene ricercato il latitante Gaspare Spatuzza, killer legato ai fratelli Graviano di Brancaccio, che avrebbe avuto un ruolo importante e che è accusato anche di 8 omicidi. Sequestrati beni per 2 miliardi a Vincenzo Rabuazzo di Paternò (Ct), affiliato alla cosca di Giuseppe Pulvirenti. Ucciso a Messina in un agguato mafioso Giovanni Romeo, allevatore di cavalli calabrese. Richiesto il rinvio a giudizio di Corrado Carnevale per l'aggiustamento di un processo riguardante Leonardo Anacondia e altri legati alla Sacra corona unita. | ||
| 9 Luglio 1995 | ||
| Pasqualina Apuzzo e Giuseppina Della Monica, mogli rispettivamente dei pentiti della camorra di Torre Annunziata (Na) Giuseppe Caso e Gerardo Intagliatore, hanno chiesto la separazione legale e hanno rifiutato il piano di protezione; Incendiata a San Cataldo (Cl) l'auto di Catalda Scalzo, sorella di Daniela e cognata di Giuseppe Tramontana, entrambi collaboratori di giustizia. Trovato nelle campagne di Comiso (Rg) il cadavere di un giovane scomparso a fine giugno, fratello di un appartenente ad un clan del Siracusano. Distrutto da un incendio doloso un negozio di mobili a Palermo. | ||
| 10 Luglio 1995 | ||
| Il pentito Gerardo Intagliatore, ex affiliato al clan camorristico di Valentino Gionta, boss di Torre Annunziata, ha rivelato che Gionta aveva promesso mezzo miliardo per chi fosse riuscito ad uccidere il giudice Armando D'Alterio. Trovato a Gela (Cl) un covo della Stidda con armi e munizioni. Secondo le rilevazioni dell'Istat nei primi tre mesi del 1995, rispetto allo stesso periodo nel 1994, sono aumentati omicidi ed estorsioni di mafia, camorra e 'ndrangheta. | ||
| 11 Luglio 1995 | ||
| Emesso dal pubblico ministero Paolo Ielo un ordine di custodia cautelare nei confronti di Bettino Craxi, con l'accusa di corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti, e richiesta l'estradizione. Emessi anche avvisi di garanzia ai due avvocati di Craxi per calunnia nei confronti di Di Pietro. Il 13 verrà emesso un altro ordine di cattura per l'inchiesta sulle tangenti Enel. Uccisi a pochi chilometri da Gela (Cl) due giovani, forse per uno sgarro nell'ambiente dei piccoli spacciatori di droga. Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag), il bracciante agricolo Giuseppe Scrofani, cognato dello stiddaro Salvatore Di Caro, ritenuto uno degli assassini del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli. Ucciso a Catania, nel quartiere Librino, Maurizio Giuseppe Pistone, fratello di Francesco, attualmente detenuto, legato al clan dei Puntina. Catturato dalla polizia uno dei più pericolosi killer della Stidda di Gela, Guglielmo Greco, ricercato per omicidio, associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Arrestati i fratelli Salvatore e Giovanni Filippo Colletti di Caccamo (Pa). Erano già stati arrestati nel 1986 perché avevano favorito la latitanza di Michele Greco. E' riuscito a sfuggire alla cattura Domenico Rancadore, mafioso di Trabia. Tutti e tre sono accusati di associazione mafiosa e delle minacce di morte contro don Gino Sacchetti, cappellano del carcere di Termini Imerese e responsabile di una comunità di recupero di giovani disadattati. Don Sacchetti avrebbe voluto costruire un centro per tossicodipendenti in un terreno limitrofo ad una zona residenziale i cui interessi sono controllati dalle famiglie mafiose di Trabia, Termini e Caccamo. Arrestato a Palermo Vittorio Tutino, accusato di aver gestito per conto dei fratelli Graviano, incriminati per l'uccisione di don Puglisi, il racket delle estorsioni. Sequestrati 6 miliardi a Salvatore Damiani, nuovo capomafia di Monreale (Pa). | ||
| 12 Luglio 1995 | ||
| Emessi dai giudici di Salerno 20 ordini di custodia cautelare per irregolarità nella gestione di fallimenti al tribunale di Napoli. L'accusa e di associazione per delinquere, peculato e violazione delle leggi fallimentari. Nell'indagine risultano coinvolti anche magistrati. Incendiata alla periferia di Catania la villa in costruzione di Salvatore Grazioso, affiliato al clan di Giuseppe Pulvirenti, nuovo pentito di mafia. Arrestato a Misilmeri (Pa) Salvatore Benigno, studente universitario in medicina, accusato dai pentiti Di Filippo di essere un killer di Bagarella. Sarebbe implicato anche nella strage di via dei Georgofili a Firenze e nell'attentato contro Maurizio Costanzo. Salvatore Benigno è incensurato, anche se l'anno scorso è stato coinvolto con il fratello e il padre, condannato ad un anno di carcere, in un accusa di detenzione abusiva di armi. Valutato 2.000 miliardi il patrimonio dell'imprenditore palermitano Vincenzo Piazza, arrestato nel luglio dell'anno scorso con l'accusa di associazione mafiosa. I beni consistono in aziende agricole, edifici, appartamenti, ville, terreni, società, conti correnti e depositi bancari. Gran parte delle proprietà è in Toscana. Il pentito Gioacchino Pennino rivela che nell'85, per una vendita al Comune di Palermo, poi non effettuata, di un immobile di sua proprietà da adibire a scuola, l'ex vice segretario del Comune, Giuseppe Di Maria, vicino a Salvo Lima, avrebbe chiesto una tangente di 400 milioni anche a nome del sindaco Orlando, che smentisce ogni coinvolgimento e che afferma di aver bloccato l'acquisto. Chiesto il rinvio a giudizio di Ferdinando Pinto, ex gestore del teatro Petruzzelli di Bari, distrutto da un incendio doloso nell'ottobre del '91. Con lui sono indagate altre 12 persone. L'accusa è di associazione di stampo mafioso e di aver organizzato l'incendio con la speranza di lucrare sui fondi per la ricostruzione. | ||
| 13 Luglio 1995 | ||
| Condannati all'ergastolo, nel processo per l'omicidio del giudice Rosario Livatino, Giovanni Averello e Gaetano Puzzangaro. Condannati dal tribunale di Marsala 10 mafiosi della Valle del Belice, per associazione mafiosa, finalizzata al traffico di stupefacenti e alle estorsioni. La pene vanno da 8 anni a 4 anni di reclusione; Arrestate 18 persone, in maggioranza a Castelvetrano (Tp), aventi stretti vincoli con le famiglie mafiose della zona. L'accusa è di traffico di droga: ogni settimana riuscivano a smerciare a Castelvetrano e nei paesi vicini mezzo chilo di eroina. Sembra che buona parte dei proventi servisse per i latitanti che si trovano in provincia di Trapani. | ||
| 14 Luglio 1995 | ||
| Uccisi nei quartieri popolari di Catania, San Cristoforo e Picanello, Salvatore Battaglia, indicato come affiliato la clan Savasta, e Salvatore Mannino componente della cosca dei Laudani. Scarcerati a Messina 14 inquisiti per mafia per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Tra questi anche Antonino Merlino, accusato di essere il killer di Beppe Alfano, il giornalista assassinato a Barcellona (Me) nel gennaio del '93. Il giorno successivo ne verranno scarcerati altri 21. La Direzione distrettuale antimafia ricorre in Cassazione. Arrestati tra Caltanissetta e Riesi (Cl), con l'accusa di aver preteso tangenti, 8 dirigenti e impiegati dell'Ufficio tecnico erariale e inviati avvisi di garanzia ad altre 7 persone, tra cui 3 notai. Il 9 febbraio scorso il direttore dell'Ute, Giuseppe Canalella, poi dimessosi, che aveva tentato di rendere trasparente l'attività dell'ufficio, aveva ricevuto un colpo di fucile mentre era in auto. L'ex presidente della prima sezione della Corte d'appello di Palermo Domenico Mollica è stato prosciolto dall'accusa di concorso in associazione mafiosa. Arrestato il pubblicitario milanese Claudio Pisanello, con l'accusa di emissione di false fatture per decine di miliardi. | ||
| 15 Luglio 1995 | ||
| I magistrati di Hong Kong hanno respinto la rogatoria dei giudici milanesi su depositi che farebbero capo a Bettino Craxi, valutati intorno a 750 miliardi di lire. Rinviati a giudizio per l'omicidio del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, Salvatore Riina, Francesco Madonia e Pietro Ribisi. Il processo inizierà il 5 dicembre. Eseguiti a Catania 5 arresti e 10 ordini di custodia notificati in carcere a persone di un'organizzazione vicina al clan Santapaola, con l'accusa di estorsione, truffa e usura. 17 persone sono state arrestate tra Bari, Sicilia e Pordenone, con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, al traffico e spaccio di droga. | ||
| 16 Luglio 1995 | ||
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Arrestate 8 persone a Catania e 4 a Napoli con l\'accusa di falsificazione di banconote nazionali ed estere e carte di credito. Arrestate 8 persone tra Piraino e Capo D\'Orlando (Me), con l\'accusa di spaccio di droga, estorsioni e detenzione di armi ed esplosivo. Arrestato Luigi Giaconia, proprietario della casa dove abitava Bagarella con la moglie Vincenzina. E\' figlio di Stefano Giaconia, mafioso ucciso nel 1976. | ||
| 17 Luglio 1995 | ||
| Arrestate a Messina 22 mafiosi, notificati 50 provvedimenti in carcere, 8 latitanti, in seguito ad un'indagine su una guerra di mafia scoppiata tra l'88 e il '93 che ha fatto 48 omicidi e 23 agguati con feriti. Ucciso a Calatabiano (Ct) con diversi colpi di fucile l'agricoltore Giovanni Gerami. | ||
| 18 Luglio 1995 | ||
| Arrestati a Palermo altri 5 mafiosi legati a Bagarella. Sono Salvatore Bruno, Lorenzo Di Fede, Giuseppe Farana, Carlo Di Paola, Giovanni Scardamaglia. Sono accusati di associazione mafiosa e favoreggiamento. I primi 3 avrebbero gestito il racket, Di Paola è il proprietario dell'auto trovata nel garage del palazzo di via Tosti, dove abitava Bagarella, e Scardamaglia curava il riciclaggio del denaro attraverso la sua attività di imprenditore. Condannate per associazione mafiosa 13 persone di Palermo e provincia, uomini di fiducia di Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella. Arrestate in provincia di Caltanissetta 11 persone con l'accusa di associazione finalizzata al traffico di droga. Emessi a Reggio Calabria 317 ordini di custodia cautelare, di cui un centinaio a persone già in carcere, a seguito di un'indagine su 25 anni di attività della 'ndrangheta nella città e sui collegamenti con ambienti politici, istituzionali e logge massoniche deviate. Tra i politici coinvolti c'è Paolo Romeo ex parlamentare socialdemocratico. Informazioni di garanzia sono stati inviati a due parlamentari in carica, Fortunato Aloi e Ranato Meduri, entrambi di Alleanza nazionale. Tra gli indagati figurano anche Riccardo Misasi e Corrado Carnevale. Rinviato a giudizio Antonio Gava assieme ad altri 80 imputati, tra i quali diversi esponenti del clan Alfieri. Sotto processo anche gli ex deputati Raffaele Russo (Dc) e Raffaele Mastantuono (Psi) e gli ex senatori Vincenzo Meo (Dc) e Francesco Patriarca (Dc). A Rizziconi (RC) sono morte due persone e una terza è rimasta ferita in un agguato mafioso. Confiscati dal Tribunale di Palermo beni immobili per 3 miliardi a 3 mafiosi. | ||
| 19 Luglio 1995 | ||
| Commemorato, con varie iniziative, il 3 anniversario della strage di via D'Amelio. Arrestato a Villabate (Pa) un piccolo imprenditore, Paolo Campanella, accusato di essere un killer al servizio di Bagarella. Interrogato Paolo Berlusconi che ammette di aver consigliato Giancarlo Gorrini di parlare con gli ispettori per segnalare gli illeciti di Di Pietro. Arrestato in Lombardia Antonino Tucciarello, ex brigatista rosso siciliano, ora legato al boss Felice Maniero. Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per i fratelli Graviano, accusati dell'omicidio di padre Pino Puglisi. Rinviati a giudizio i costruttori palermitani Giovanni Ienna e Vincenzo Piazza, con l'accusa di aver riciclato capitali di Cosa Nostra. Confiscati a Palermo beni per 5 miliardi al commerciante Giuseppe Genovese, accusato di usura. | ||
| 20 Luglio 1995 | ||
| Emessi a Palermo 24 ordini di custodia cautelare, in seguito alle dichiarazioni dei pentiti Di Filippo. Gli arrestati sono un nipote del boss Masino Spadaro e un medico ed un infermiere che avrebbero curato un killer rimasto ferito. Un'altra persona era già in carcere, 15 i latitanti. Tra le carte sequestrate ad Antonio Mangano, arrestato subito dopo Bagarella e che, oltre ad avere preso il posto dei Graviano a Brancaccio, era il ragioniere della cosca, sono stati trovati registri con la contabilità. Alla voce entrate un giro d'affari di 900 milioni solo alla voce estorsioni, e un fatturato generale di diversi miliardi; alla voce uscite le spese per gli stipendi ai soldati , decine di persone, e i compensi ai fiancheggiatori. Sarebbe stato trovato pure un carteggio tra Mangano e Giuseppe Graviano, che malgrado il regime carcerario del 41-bis continua a ricevere e mandare messaggi. Prosciolto dall'accusa di essere avvicinabile dai mafiosi il procuratore presso la Pretura di Trapani Giuseppe Alcamo. Chiesto il rinvio a giudizio per l'omicidio di Mino Pecorelli di Giulio Andreotti, Claudio Vitalone e di altri imputati, come i mafiosi Pippo Calò, Gaetano Badalamenti e Michelangelo La Barbera. Scarcerato a Firenze per scadenza dei termini di custodia cautelare il boss gelese Crocifisso Rinzivillo, condannato a 30 anni. Sequestrati beni per 3 miliardi a Carmelo Di Martino di Vittoria (Rg), in carcere per associazione mafiosa, e alla moglie Maria Di Martino. Silvio Berlusconi cede a soci stranieri un quinto della Fininvest. Un settimanale rivela le dichiarazioni fatte a due magistrati da Gianni Melluso, uno degli accusatori di Enzo Tortora: sarebbe stato costretto ad accusarlo, altrimenti sarebbe crollata l'operazione di polizia. Qualche giorno dopo il padre di Melluso dichiara di aver saputo, al tempo del processo, che il figlio mentiva. | ||
| 21 Luglio 1995 | ||
| Agguato mafioso a Barrafranca (Enna) contro un incensurato che è rimasto illeso, mentre è stata gravemente ferita la moglie. Emesse condanne per 20 mafiosi e trafficanti di droga di Palermo e Mazara. Tra i condannati Antonino Spadaro, arrestato con l'accusa di essere un uomo di Bagarella. Ucciso a Qualiano (Na) un giovane incensurato con numerosi colpi di pistola. Arrestati a Taurianova (RC) il vice sindaco, l'assessore al commercio, un componente la commissione edilizia del comune e un imprenditore e inviati avvisi di garanzia a 12 persone, tra cui il sindaco, per illeciti commessi nell'assegnazione di aree pubbliche da destinare ad edilizia privata, Arrestate a Palermo 5 persone, tra cui una donna, facenti parte di una grossa organizzazione di spacciatori di droga per conto della cosca mafiosa guidata da Pietro Aglieri. Al processo per l'omicidio di Salvo Lima, l'ex deputato andreottiano Mario D'Acquisto ha ammesso che lo zio del pentito Gioacchino Pennino, frequentava la sede della Dc e si accompagnava spesso con Tommaso Buscetta e che Lima aveva rapporti di buona amicizia con i cugini Salvo, di cui utilizzava spesso la macchina blindata che potrebbe essere stata utilizzata anche in occasione di visite di Andreotti a Palermo. | ||
| 22 Luglio 1995 | ||
| Arrestate a Palermo 4 persone, un palermitano e 3 di Cammarata (Ag) e sequestrati 80 chili di tritolo, una bomba collegata ad un detonatore chimico-meccanico a miccia e un'auto rubata a cui erano già stati smontati i pannelli ed era già stata montata una targa falsa, probabilmente pronta per essere imbottita di tritolo. Due degli arrestati sono ritenuti responsabili dell'attentato del 24 marzo alla caserma della polizia stradale di Lercara e dell'esplosione che ha sventrato il 4 marzo la sede di un'azienda a Partinico. Emessi 7 ordini di custodia cautelare contro Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano, Antonio Scarano e Aldo Frabetti, e i latitanti Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano, per gli attentati del '93. Trovato morto nelle campagne di Belpasso (Ct) il pregiudicato Giuseppe Giannotta. | ||
| 23 Luglio 1995 | ||
| Gli ispettori incaricati dal ministro Mancuso andranno i primi d'agosto a Milano per interrogare i giudici del pool. Intanto si viene a sapere che il giudice Fabio Salamone di Brescia è indagato a Caltanissetta per fatti avvenuti quando era giudice ad Agrigento. | ||
| 24 Luglio 1995 | ||
| Emessi a Salerno 13 ordini di custodia cautelare, per tangenti pagate per gli appalti all'Università di Salerno. Tra gli arrestati un docente universitario, l'ex sindaco democristiano di Mercato San Severino (Sa) e alcuni imprenditori. Si è conclusa a Torino una parte dell'inchiesta sulle sponsorizzazioni sportive gonfiate con la richiesta di rinvio a giudizio per 200 persone e un accertamento di fatture false per oltre 77 miliardi e costi fittizi di oltre 76 miliardi. Il notaio Pietro Marrapodi, di Reggio Calabria, detenuto per concorso in associazione mafiosa, ha denunciato un tentativo dei giudici di ottenere dichiarazioni sul conto di giudici ed uomini politici calabresi. Si dà notizia che a Pasqua è stata trovata a Fiumicino, assieme alle valige della senatrice palermitana Anna Maria Abramonte, che era stata a Medellín per motivi umanitari, una valigia carica di cocaina spedita col nome Abramontes. La senatrice è risultata totalmente estranea al traffico. Un giovane incensurato di Monreale (Pa) si autoaccusa, non creduto, per scagionare 4 persone arrestate sabato con l'accusa di danneggiamento ed estorsione. Tra gli arrestati Castrenze Balsamo, figlio di Giuseppe, latitante dal '93, indicato come il nuovo capomafia della cosca di Monreale e fedelissimo della famiglia Brusca. | ||
| 25 Luglio 1995 | ||
| Ucciso in un agguato mafioso a Ribera (Ag) Pietro Giordano, amico di Pietro Pipia, ucciso due settimane prima. Il pentito Pietro Scavuzzo ha dichiarato di avere incontrato personalmente Giulio Andreotti. La Commissione Giustizia alla Camera ha approvato il testo del disegno di legge sulla confisca dei beni ai mafiosi per il loro utilizzo sociale. Richiesta al Parlamento l'autorizzazione a procedere per il senatore Carmine Mensorio, esponente del Ccd, accusato dai giudici napoletani di associazione per delinquere di stampo mafioso e corruzione; | ||
| 26 Luglio 1995 | ||
| Il pentito Vincenzo Scarantino, che aveva rubato l'auto utilizzata per la strage di via D'Amelio, dichiara di essere stato costretto a collaborare, di avere accusato degli innocenti e di volere tornare in cella. La madre così commenta la notizia della ritrattazione: Dio gli ha illuminato il cervello. Il giorno successivo Scarantino dichiarerà ai giudici di non voler interrompere la collaborazione e che è stato soltanto un momento di sconforto. Successivamente la suocera Lucia Messineo accuserà i giudici di tenere segregata contro la sua volontà la figlia, affermazione smentita dai giudici che dichiarano che Scarantino è sempre deciso a collaborare e che la moglie condivide questa decisione. Arrestato Salvatore Tomaselli, accusato da pentiti di aver custodito l'auto utilizzata per la strage di via D'Amelio. Nell'86 era stato arrestato per traffico e detenzione di stupefacenti. Ora fa parte di una cooperativa di ex detenuti che lavora per il Comune di Palermo. Ucciso a Catania il pregiudicato Agostino Privitera, appartenente alla cosca dei cursoti. Arrestate ad Alessandria 2 persone, tra cui Giacomo Pallavidini ex dipendente delle poste, e ricercate altre 4 persone, per una rapina di circa 5 miliardi avvenuta nel '90 alle poste della stazione ferroviaria di Alessandria. Secondo gli inquirenti la mente del colpo è Nitto Santapaola, a cui è stato notificato un ordine di custodia cautelare in carcere. I magistrati di Napoli hanno chiesto al Senato l'autorizzazione a procedere per l'arresto di Cirino Pomicino, accusato di avere percepito tangenti sfruttando il suo ruolo di ministro al Bilancio. Il primo agosto la giunta del Senato concederà l'autorizzazione. | ||
| 27 Luglio 1995 | ||
| Nel processo contro boss e fiancheggiatori della cosca della zona di Resuttana (un quartiere di Palermo) sono state comminate 12 condanne per 108 anni di carcere. La pena più alta, 15 anni, per Salvatore Biondino, uomo di Riina, e per il latitante Mariano Tullio Troia. Trovato a Catania, dentro il bagagliaio di un'auto, il corpo bruciato di un uomo. Potrebbe trattarsi del pregiudicato Vincenzo Cuciuffo di Aidone (Enna), scomparso da una decina di giorni. Indagati a Brescia per abuso d'ufficio gli ispettori Dinacci e De Biase. Minacciato di morte il sindaco di Altofonte (Pa) Vincenzo di Girolamo del Pds. A Messina l'imprenditore Biagio Manganaro, arrestato per bancarotta, dichiara di aver dovuto pagare miliardi in tangenti alla DC. Richiesto il rinvio a giudizio di 95 persone per ricettazione, corruzione e frode fiscale, al termine dell'inchiesta sulle tangenti per aumentare il prezzo dei farmaci. Tra le persone rinviate a giudizio Duilio Poggiolini e la moglie, 30 componenti la Commissione unica del farmaco e una sessantina di rappresentanti legali di industrie farmaceutiche. A Catania la Corte d'assise nel processo contro affiliati del clan di Giuseppe Pulvirenti ha condannato 71 imputati con pene comprese tra i 3 e i 28 anni di reclusione. Tra i condannati a 28 anni c'è Pietro Puglisi, genero di Pulvirenti. | ||
| 28 Luglio 1995 | ||
| Nessuna iniziativa per ricordare l'anniversario dell'uccisione di Beppe Montana, dirigente della sezione catturandi della Squadra mobile, ucciso il 28 luglio 1985. Arrestati a San Cipirello (Pa) i mafiosi Gregorio e Giuseppe Agrigento, latitanti dal 1993. Gli inquirenti ritengono che Giuseppe sia il capocosca del paese, legato alla famiglia mafiosa dei Brusca, boss del paese limitrofo San Giuseppe Jato, e che per conto dei Brusca avrebbe trovato e trasportato l'esplosivo per la strage di Capaci. Sarebbe anche responsabile di numerosi delitti della guerra di mafia 1981-83. Il fratello Gregorio è ritenuto un fedelissimo di Bagarella. Il 12 agosto sono stati confiscati a Giuseppe Agrigento beni per circa 1 miliardo di lire, intestati in gran parte alla moglie Vincenza Di Maggio e alla figlia Laura. Arrestato un altro fiancheggiatore di Bagarella, Alfredo Carbone, legato ad Antonino Mangano. Sequestrati i beni di Franz Gorgone, ex assessore della Regione siciliana al Territorio ed ex presidente della Croce rossa palermitana, già in carcere per concorso in associazione mafiosa. Si è concluso alla Corte d'assise d'appello di Palermo il processo contro alcuni mafiosi di Alcamo legati alle cosche dei Greco e dei Milazzo, che a partire dal '90 hanno scatenato una guerra di mafia. Sono stati comminati 4 ergastoli, ma 2 mafiosi sono latitanti, e 9 condanne a pene che vanno dai 26 ai 4 anni. Ucciso con numerosi colpi di pistola a Biancavilla (Ct) il pregiudicato Salvatore Aricò. Arrestato a Messina Giuseppe Randazzo, accusato di 5 tentativi d'omicidio. Il portavoce dei Verdi Carlo Ripa Di Meana sostiene che Giuliano Amato, quando era presidente del Consiglio, gli aveva detto che i servizi segreti volevano bloccare Di Pietro. Amato smentisce. Si indaga sulla morte del colonnello del Sismi Mario Ferraro, trovato impiccato nella sua abitazione a Roma il 16 luglio, ritenuta in un primo momento un suicidio. Alcuni sospetti della convivente e alcuni indizi fanno ritenere che si tratti di un omicidio. | ||
| 29 Luglio 1995 | ||
| Arrestati a Catanzaro 40 mafiosi a conclusione di un\'indagine sul clan capeggiato da Francesco Giampà.
In coma dopo un agguato camorristico Davide Imparato, figlio del boss di Castellammare di Stabia (Na), Mario Umberto Imparato. Arrestate 3 persone con l\'accusa di favoreggiamento nei confronti dei killer. | ||
| 30 Luglio 1995 | ||
| Un confidente della polizia e il pentito Pasquale Di Filippo rivelano che la mafia stava preparando un attentato contro un giudice del Tribunale di Palermo, probabilmente Caselli o Scarpinato. Il 22 giugno erano stati trovati a Brancaccio 80 chili di tritolo e una bomba già confezionata. Attentati intimidatori in Sicilia: a Gela (Cl) incendiata l'auto del proprietario di un pub e un negozio di frutta e verdura; a Marina di Ragusa una bottiglia incendiaria lanciata contro un supermercato; a Villafranca Tirrena (Me) incendiata una villetta di un palermitano agente di commercio; a Ficarazzi (Pa) una bomba incendiaria contro una cooperativa agrumicola. Ucciso a Misilmeri (Pa) in un agguato mafioso Luigi Frangiamore, incensurato. Arrestato a Torino Abderrahim Jalal, originario di Rabat, che sfruttava ragazzi connazionali per spacciare eroina, minacciandoli di morte. E' stato denunciato da uno dei piccoli spacciatori che ha chiesto aiuto ai poliziotti in perlustrazione. Il giorno successivo il fratello dell'arrestato ha condotto dai poliziotti, per farlo ritrattare, il ragazzo che invece lo ha denunciato e fatto arrestare. Si pensa di far rientrare in Marocco il ragazzo che vive solo a Torino. | ||
| 31 Luglio 1995 | ||
| Rimesso in libertà Bruno Contrada, perché, secondo i giudici, le prove non possono essere più inquinate. La procura di Firenze sta indagando sulla veridicità delle dichiarazioni di uno spacciatore tunisino, attualmente in carcere, che avrebbe sentito parlare i compagni di cella di progetti di attentati a Roma, Bologna e Messina. Catturato in una villa nei pressi di Catania Angelo Grazioso, ultimo latitante del clan di Giuseppe Pulvirenti. Arrestato anche il padrone di casa per favoreggiamento. Sciolto dal Comune di Torino il nucleo di pronto intervento dei vigili urbani, in seguito alle indagini su richieste di tangenti pagate da circa 400 imprenditori. | ||