Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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1 Giugno 2004
Quattro omicidi nel Napoletano: uccisi in mattinata, a San Giorgio a Cremano il pregiudicato Luigi Di Giovanni, ritenuto legato al clan Birra di Ercolano, e a Castellammare di Stabia Giuseppe Verdoliva, ritenuto un elemento di rilievo del clan D’Alessandro. Nell’agguato di Castellammare è rimasto ferito Ottavio Cacace, incensurato, che stava andando al lavoro con Verdoliva. In serata, nella zona di Capodimonte a Napoli, un commando di quattro camorristi uccide, con diversi colpi di arma da fuoco, Giuseppe D’Amico, del clan Stabile, che stava scortando l’ambulanza in cui si trovava Salvatore Manzo (rimasto ferito in una sparatoria il 19 maggio) e successivamente, raggiunta l’ambulanza e costretti a scendere autista e barelliere, uccide Manzo e ferisce di striscio sua moglie. Verrà subito identificato e fermato Salvatore Rezzano, un pregiudicato con piccoli precedenti sospettato di essere uno dei killer. Identificate anche altre due persone che però si sono rese irreperibili.

Ucciso a Butera (Cl), vicino al cantiere dell’impresa edile intestata al figlio, Francesco Ritrovato di Licata. L’ucciso nel 1998 era stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento nei riguardi del capomafia latitante Vincenzo Cammarata e aveva avuto una condanna a un anno con la condizionale.


3 Giugno 2004
Ucciso a Napoli, con diversi colpi di pistola, Marco Pepe, incensurato.

Emessi, su richiesta della procura di Salerno, 13 ordini di custodia a conclusione di un’inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche nella ricostruzione di Sarno e delle altre zone distrutte dall’alluvione del 1998. Tra gli arrestati Arturo, Adriano e Massimo Graziano, dell’omonimo clan camorristico di Quindici (Avellino), e l’imprenditore Antonio Iovino di San Gennaro Vesuviano (Na), ritenuto il personaggio che avrebbe fatto da collettore di tangenti per i Graziano.

Concluso a Palermo il processo d’appello per un traffico internazionale di droga tra la Francia e l’Italia. Ridotta la pena, da 16 a 13 anni, a Francesco Paolo Albamonte. Confermata la pena a 14 anni per Nicola Valentino, che nel processo di primo grado aveva invocato la legge Cirami, sostenendo la mancanza di serenità da parte dei giudici che, a suo avviso, erano stati «troppo veloci» (l’arresto era avvenuto nel dicembre del 2000).

Al processo d’appello, che si svolge a Termini Imerese (Pa), a Giuseppe Vasta e Giuseppe Di Pisa, considerati appartenenti alla cosca di Misilmeri (Pa) e accusati di estorsione, e ad alcuni imprenditori accusati di favoreggiamento, il sostituto procuratore generale chiede l’assoluzione dell’imprenditore Carmelo Spitale, condannato in primo grado a un anno e quattro mesi perché aveva negato di avere ricevuto richieste estorsive, malgrado avesse avuto alcuni danneggiamenti nel cantiere. Secondo il magistrato, Spitale, alle prese con «personaggi terribili», sarebbe stato «intimidito e vessato a tal punto da essere costretto al silenzio». In questo processo c’è un altro imprenditore che, al contrario, ha denunciato le richieste mafiose che lo hanno costretto a rinunciare a un appalto.


5 Giugno 2004
Arrestate in Calabria 14 persone ritenute appartenenti al clan Iamonte di Melito Porto Salvo (RC), particolarmente attivo nel traffico di armi ed esplosivo. Nel corso delle indagini è stato sequestrato complessivamente un quintale di esplosivo.


6 Giugno 2004
Arrestato a Palermo Vincenzo Giappone, un piccolo pregiudicato che trasportava sessanta chili di hashish proveniente probabilmente dalla Calabria.


7 Giugno 2004
Ucciso a Gaggiano (Mi) Francesco Romano, un trapanese emigrato otto anni fa. Dopo una settimana i carabinieri arresteranno il milanese Antonio Tarantola, accusato di avere ucciso Romano per una partita di droga non pagata.


8 Giugno 2004
Al processo che si svolge a Palermo contro il senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa, il pm chiede una pena a 11 anni di reclusione. Per il coimputato Gaetano Cinà sono stati chiesti 9 anni.

Al processo d’appello per l’omicidio, avvenuto a Palermo nel ’95, di Agostino Onorato, un nipote del collaboratore di giustizia Francesco, vengono assolti Angelo Fontana, il capomafia del rione Acquasanta condannato in primo grado all’ergastolo, e suo nipote Stefano Galatolo, che era stato condannato a 19 anni. Per Fontana avrebbe retto l’alibi di una sua presenza negli Stati Uniti nei giorni in cui avvenne l’omicidio e per Galatolo l’accusa è stata derubricata in favoreggiamento. Per l’omicidio Onorato è stato condannato definitivamente a 19 anni, soltanto un fratello di Fontana, all’epoca minorenne.


9 Giugno 2004
Arrestati a Bagheria (Pa) Leonardo Greco, Nicolò Eucaliptus e suo figlio Salvatore, accusati di avere favorito la latitanza di Bernardo Provenzano e gestito i suoi interessi. Greco, capomafia di Bagheria, imputato per alcuni omicidi (come Nicolò Eucaliptus) nel processo “Agate + 45”, condannato definitivamente per mafia nel ’92, era stato scarcerato (per buona condotta e per «favorirne il reinserimento nella società») e sottoposto alla libertà vigilata. Anche Nicolò Eucaliptus, condannato per mafia con sentenza definitiva nel ’98, era in libertà vigilata per decorrenza dei termini di custodia. Suo figlio Salvatore, dopo l’arresto, dichiara ai magistrati che l’imprenditore Michele Aiello, in carcere per associazione mafiosa dal novembre scorso, li avvertì che le loro conversazioni erano intercettate. Aiello aveva avuto la notizia dal maresciallo del Ros Giorgio Riolo, in carcere nell’ambito dell’inchiesta sulle cosiddette “talpe” al palazzo di giustizia. Inoltre Salvatore Eucaliptus ha detto di avere avuto rapporti con due agenti del Sisde che tentavano di avere da lui notizie su Provenzano: «Sapevano di una riunione con Provenzano, che si sarebbe dovuta tenere un anno fa circa e offrivano soldi. Per togliermeli di mezzo, dissi che eventualmente li avrei chiamati. Cosa che non ho mai fatto».

Sequestrati beni immobili e società, per 100 milioni di euro, all’imprenditore palermitano Gaspare Finocchio, già coinvolto in inchieste di mafia e arrestato nel novembre scorso nell’ambito di un’indagine in cui erano rimasti coinvolti il figlio Giuseppe e i fratelli Diego, Pietro e Salvatore Rinella, della cosca mafiosa di Trabia (Pa). Secondo gli inquirenti, Finocchio sarebbe prestanome, oltre che dei Rinella, dei fratelli Graviano del quartiere Brancaccio di Palermo.

Iscritti nel registro degli indagati alcuni medici ospedalieri di Bari accusati di avere fornito certificati falsi a affiliati ai clan Parisi e Capriati.


10 Giugno 2004
Sequestrati nel porto di Salerno 12 chili di cocaina e 4 di hashish trovati nella stiva di una nave proveniente dall’Ecuador. La droga era destinata al clan Santapaola. Sono stati arrestati 4 catanesi, tra cui Salvatore Ventura e Arnaldo Santoro, indicati come appartenenti al clan, un ecuadoregno residente a Milano e tre marinai originari delle Maldive.


11 Giugno 2004
Concluso a Palermo il processo “Agate + 45” per una quarantina di omicidi avvenuti dal 23 aprile 1981, data dell’assassinio del capomafia Stefano Bontate con cui ebbe inizio la guerra di mafia, al 29 agosto 1991, quando fu ucciso l’imprenditore Libero Grassi che si era opposto al racket. Per quest’ultimo omicidio hanno avuto l’ergastolo Francesco Madonia e il figlio Salvino. Sono stati condannati all’ergastolo per gli altri omicidi Leonardo Greco e Nicolò Eucaliptus, Totò Riina, Bernardo Provenzano e altri capimafia della cupola, per un totale di 30 ergastoli. Altri imputati sono stati condannati a pene per complessivi 47 anni di reclusione.

Uccisi a San Paolo Belsito (Na) Antonio Graziano e suo nipote Francesco, due incensurati che gestivano dei supermercati in provincia di Avellino. Secondo gli inquirenti sarebbero stati uccisi per il loro cognome, nell’ambito di una faida tra due clan, i Graziano e i Cava entrambi di Quindici (Av), che va avanti da decenni e che, nel maggio del 2002 aveva portato all’uccisione della figlia del boss Biagio Cava e di altre due donne della famiglia e al ferimento di un’altra figlia del boss, rimasta paralizzata. I due Graziano uccisi erano considerati fuori dal contesto criminale e per questo non sottoposti a sorveglianza.

Arrestati in un casolare vicino Bronte (Ct) Carlo D’Amore e il figlio Salvatore, di Lercara Friddi (Pa), latitanti da quando, nove mesi fa, avevano ucciso l’allevatore Salvatore Lo Forte, probabilmente per vendicare l’uccisione di Giuseppe D’Amore, un facoltoso commerciante, fratello di Carlo, ucciso nell’ottobre del 2000.


12 Giugno 2004
Rinviati a giudizio 24 cinesi accusati di tratta di clandestini, rapine, estorsioni specialmente contro appartenenti alla comunità cinese di Firenze. Otto di loro sono accusati anche di associazione mafiosa.

Arrestato l’anziano boss della ’ndrangheta, latitante dal 2000, Antonio Giorgi, accusato di avere reclutato, per saldare un debito per droga, i killer che uccisero a Lamezia Terme, il 4 gennaio 1992, l’ispettore di polizia Salvatore Aversa e la moglie. Esecutori confessi del delitto furono Stefano Speciale e Giuseppe Chirico, considerati affiliati della Sacra corona unita.


13 Giugno 2004
Sequestrati a Palermo 21 chili di hashish e arrestate quattro persone.


15 Giugno 2004
Agguato a Bari contro il pregiudicato del clan Strisciuglio, Luigi Milloni, rimasto ferito gravemente. Ferite in modo lieve due donne e una bambina di tre anni che erano con lui.


16 Giugno 2004
Salvato dalle donne di Bari Vecchia un quattordicenne vittima designata di un commando entrato nel quartiere per vendicare l’agguato, avvenuto ieri, a Luigi Milloni: il ragazzo avrebbe fatto da palo per il clan Capriati indicando il momento opportuno per colpire Milloni. Le donne, scese in strada, hanno costretto i tre killer a scappare, mentre il ragazzo si nascondeva in un portone, e dopo li hanno descritti alla polizia, facendoli arrestare. Si tratta dei pregiudicati Francesco Strisciuglio e Salvatore Di Matteo.


17 Giugno 2004
Sequestrati dai carabinieri di Castelvetrano 25 chili di hashish che si trovavano in un pacco abbandonato sulla costa e trovato da un turista.


18 Giugno 2004
Uccisi in un campo rom a Napoli, con diversi colpi di arma da fuoco, due slavi ventenni, Mirko e Goran Radosavijevic. Si pensa che i due uccisi abbiano compiuto qualche furto in una zona controllata dalla camorra.


19 Giugno 2004
Interrogato in Procura don Giacomo Ribaudo, il parroco della Magione di Palermo che tempo fa aveva rivelato di avere incontrato il capomafia Pietro Aglieri durante la latitanza. Il sacerdote, che ha opposto il segreto confessionale, aveva dichiarato recentemente in un’intervista di avere saputo che Bernardo Provenzano aveva un confessore: «Ne ebbi notizia nel ’94, nel periodo in cui fui chiamato da Aglieri e da altri esponenti dell’organizzazione che avevano iniziato una riflessione dopo l’appello del Papa alla conversione. Mi dissero che un gruppo di uomini d’onore erano pronti a consegnarsi, chiedevano allo Stato di potere iniziare una vita nuova, a condizione di non essere obbligati ad accusare i compagni». Aglieri gli consegnò una lettera che poi rivolle indietro «quando - dice Ribaudo, che ricorda di essere stato interrogato allora da Gian Carlo Caselli - fu chiaro che né la Chiesa né lo Stato volevano costruire un ponte verso questi uomini intenzionati a cambiare vita».

Arrestato a Sant’Antonio Val di Susa (To) il latitante Santo Nicosia, di origini siciliane. E’ accusato di traffico di droga tra l’Italia e il Belgio in collaborazione con i cartelli colombiani, di estorsioni, dell’uccisione di due poliziotti durante una rapina e di aver partecipato, nel 2003, al furto di diamanti al “Diamond center” di Anversa assieme al siculo-torinese Leonardo Notarbartolo.


20 Giugno 2004
Devastati da un’esplosione dolosa gli uffici del settore Sviluppo economico del Comune di Alcamo (Tp). Pochi giorni prima c’era stata una manifestazione per il passaggio al Comune di un bene confiscato a un mafioso.


21 Giugno 2004
A Crispano (Na), durante la festa patronale viene esposto sul tetto di una casa uno striscione con la gigantografia del capocamorra Antonio Cennamo, attualmente detenuto, e la scritta: «Tutto questo è per te. Grazie». Cennamo, che ha mandato un messaggio di ringraziamento, oltre che boss di Crispano è sempre stato il capo della “paranza” dei Tigrotti, uno dei gruppi di fedeli che sfilano durante la festa.


22 Giugno 2004
Ferito gravemente a Lentini (Sr) il pregiudicato per droga e rapine Marcello Rezoagli. Morirà il 29 giugno.

Concluso a Palermo il processo contro i mafiosi accusati del sequestro, avvenuto nell’85, di Claudio Fiorentino, di una famiglia di commercianti di preziosi, liberato dopo due anni dietro il pagamento di un riscatto di sette miliardi di lire e dieci chili d’oro. Condannati a 30 anni Giuseppe Lucchese, Francesco Madonia e il figlio Nino; a 28 anni Giuseppe Graviano, Nino Porcelli e Giuseppe Greco. Assolto Michele Greco che si era difeso spiegando di provare «schifo» per i sequestri e aggiungendo che, secondo gli stessi «pentiti», lui nel 1985 non faceva parte della commissione. Secondo i collaboratori di giustizia Giovan Battista Ferrante, Giovanni Drago e Vincenzo Sinacori (condannati a quattro anni), il sequestro servì per finanziare le cosche, in particolare per il pagamento delle spese per il maxiprocesso.

Arrestate 19 persone ritenute appartenenti al clan della Sacra corona unita di Mesagne (Brindisi) e accusate di traffico di droga, estorsioni, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, detenzione di armi. Il gruppo faceva capo a Liliana Campana, cassiera e amministratrice del patrimonio.


23 Giugno 2004
Emessi, su richiesta della procura di Bari, 123 ordini di custodia (90 gli arresti eseguiti ma rimasti latitanti i capi) per persone ritenute affiliate ai clan della Sacra corona unita, Romito - Libergolis e Ciaravella - Tarantino, operanti nei paesi del Gargano. L’inchiesta è nata un anno fa dalle dichiarazioni della giovane convivente di un boss, decisa a cambiare vita: «Sono stanca di vedere omicidi, agguati e vendette nascere attorno al tavolo della mia cucina». I reati contestati sono associazione mafiosa, 18 omicidi, traffici di armi e droga, estorsioni. Tra gli arrestati Giovanni Prencipe e Ivan La Fratta, accusati di un omicidio avvenuto nel 2001: i due gestivano due bancarelle per la vendita di oggetti sacri davanti alla chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo. Proprio vicino a quei banchi, che avevano avuto l’autorizzazione del Comune e che ora sono finiti tra i beni sequestrati ai mafiosi, nel 2002 fu compiuto un altro omicidio. I beni sequestrati ai clan Romito - Libergolis e Ciaravella - Tarantino e Di Claudio - Mancini ammontano a 25 milioni di euro. Sono stati arrestati anche due carabinieri e un poliziotto e nell’indagine sono coinvolti «per conoscenze pericolose» due magistrati di Foggia.

Assolti con formula piena, dopo dieci anni, dal tribunale di Patti (Me) sindaci, ex sindaci, funzionari comunali ed imprenditori di paesi della zona dei Nebrodi, che erano stati accusati di turbativa d’asta, corruzione, concussione per alcuni appalti pubblici.


24 Giugno 2004
Emessi, tra Calabria e Sicilia, 30 ordini di custodia per persone accusate di avere costituito un’associazione che, con la complicità di alcuni impiegati dei tribunali di Roma e Agrigento, riusciva a sanare, falsificando i documenti prodotti, le posizioni di persone protestate che così potevano accedere al credito senza averne i titoli. Ad Agrigento è stato arrestato l’imprenditore Giuseppe Deni, considerato «una delle menti della struttura criminale», e in Calabria Luciano Russo, nipote acquisito del boss Giuseppe Piromalli. Altri arrestati secondo l’accusa avevano rapporti con i clan della ’ndrangheta Piromalli - Molè, Mazzaferro e Bellocco.


25 Giugno 2004
Rinviati a giudizio dal gip di Palermo, per concorso in associazione mafiosa, gli ex deputati Dc Francesco Canino e Francesco Spina, di Trapani.


26 Giugno 2004
Emessi, su richiesta della procura di Catania, 42 ordini di custodia (di cui 23 eseguiti tra Catania, Acicatena (Ct), Siracusa e Floridia (Sr), 17 notificati a detenuti e due non eseguiti) per persone accusate di estorsione, traffico di droga, rapine ai tir. Tra loro due donne: Cinzia Pitarà , che sostituiva il marito detenuto nella riscossione del “pizzo”, e Nunzia Puglisi che avrebbe aiutato il figlio Giuseppe nella gestione della cosca. Sono tornati in carcere, dopo due anni dalla scarcerazione, Salvatore Romano e Pippo Fiaschè, ritenuti reggenti della cosca Sciuto - Tigna. Durante l’indagine le intercettazioni ambientali hanno permesso il sequestro di quantitativi di cocaina e hashish e di scoprire un tentato omicidio. I magistrati denunciano il silenzio delle vittime di estorsioni e rapine.

Protesta dei cittadini di Montecorvino, nel Salernitano, contro la riapertura di una discarica per lo smaltimento dei rifiuti. Vengono denunciati gli interessi della camorra che gestisce discariche abusive, dove vengono smaltiti anche rifiuti tossici.


27 Giugno 2004
Ferito gravemente a Adrano (Ct) il pregiudicato per spaccio e estorsione Nunzio Neri.


28 Giugno 2004
Condannati all’ergastolo, dalla Corte d’assise di Palermo, Giuseppe Lucchese e Nino Madonia accusati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi il 30 aprile 1982. Per l’omicidio sono già stati condannati i capimafia della cupola, come mandanti, e Salvatore Cucuzza che si è autoaccusato di avere fatto parte del commando.

Emessi, su richiesta del Tribunale di Bari, 30 ordini di custodia cautelare per persone ritenute appartenenti ai clan Strisciuglio, Pellegrino e Prencipe di Foggia, accusate di traffico di droga e estorsioni.

Muore suicida, nel carcere di Sulmona, Francesco Di Piazza, indicato come capomafia di Giardinello (Pa), condannato all’ergastolo per una serie di omicidi avvenuti tra Corleone e Giardinello. Era stato condannato anche a 30 anni per l’omicidio di Antonio Di Caro, ritenuto mafioso di Canicattì (Ag), ucciso e sciolto nell’acido nel 1995, omicidio a cui avrebbe partecipato Giovanni Riina, figlio del capomafia.


29 Giugno 2004
A Palermo durante la notte vengono affissi su vetrine, saracinesche e pali della luce centinaia di volantini anonimi con la scritta: «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». I promotori dell’iniziativa rivelano ad un quotidiano di essere dei giovani laureati, da tempo impegnati nel volontariato, che, avendo pensato di aprire un locale in centro e postasi la domanda su che fare in caso di richiesta di pizzo, hanno voluto attirare l’attenzione su un problema che riguarda la quasi totalità di commercianti e imprenditori. L’appello riscuote la solidarietà di cittadini e di esponenti del movimento antimafia. Libera Palermo propone un incontro per rilanciare la lotta contro il racket.

Un decreto del ministro dell’Interno, stilato in accordo con il ministro della Giustizia, fissa in non meno di sei mesi e non più di cinque anni l’arco di tempo in cui può variare il termine delle misure di protezione per i collaboratori di giustizia.

Condannati dal Tribunale di Palermo sei mafiosi di Camporeale accusati di estorsione. Tra loro Antonino Sciortino che dava gli ordini dal carcere.

Ucciso nelle campagne di Alcamo (Tp) Raimondo Mulè, piccolo pregiudicato per furto e spaccio di droga. Nell’agguato è rimasto ferito il pregiudicato Pietro Cucciarrè, che si è finto morto e ha permesso, con la sua testimonianza, il fermo di tre giovani. Vittime e presunti responsabili sono di Camporeale (Pa). Si pensa che si tratti di un regolamento di conti nell’ambiente della piccola criminalità.


30 Giugno 2004
Posta la fiducia alla Camera per la votazione della legge di riforma dell’ordinamento giudiziario, che viene approvata con 331 voti a favore e 229 contrari.




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