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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Giugno 1996 | ||
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Ergastolo per Totò Riina e Salvatore Biondino, accusati dell\'omicidio dell\'imprenditore Luigi Ranieri, ucciso il 14 dicembre dell\'88 perché si era opposto alla spartizione degli appalti con le imprese mafiose. | ||
| 3 Giugno 1996 | ||
| Impugnata dalla Procura generale la sentenza della Corte dassise di Palermo che aveva assolto i neofascisti Gilberto Cavallini e Giusva Fioravanti dallaccusa di aver ucciso Piersanti Mattarella e condannato i componenti della cupola mafiosa come mandanti dellassassinio.
Arrestato ad Augusta (Sr) Enrico Sapienza, uno dei killer più pericolosi del clan mafioso catanese dei Cappello. | ||
| 4 Giugno 1996 | ||
| Arrestato a Palermo Vito Federico, fiancheggiatore di Bagarella, latitante dal luglio scorso. Appartenente ad una famiglia di costruttori mafiosi e indagato per mafia dal 1982, Federico è ritenuto uomo di fiducia dei fratelli Graviano. Arrestato per favoreggiamento lincensurato Carlo Bonaccorso.
Emessi ad Acireale 27 ordini di custodia cautelare, di cui 14 per persone già in carcere, contro esponenti del clan Santapaola, in seguito ad unindagine nata dalla denuncia di alcuni commercianti vittime di estorsioni. Sono accusati di estorsione, riciclaggio, associazione mafiosa. | ||
| 5 Giugno 1996 | ||
| Attentato a San Giuseppe Jato, con un ordigno collegato ad una bombola di gas, contro la casa, disabitata, del pentito Giuseppe Monticciolo, che aveva fatto scoprire l'arsenale dei Brusca. Tre mesi fa gli avevano incendiato la casa di campagna. Incendiate ad Altofonte, il paese dei pentiti Gioacchino La Barbera e Santo Di Matteo, le auto di due carabinieri, posteggiate davanti alla caserma. Inizia a Torino un nuovo processo a manager della Fininvest, tra cui Marcello Dell'Utri, accusati di false fatturazioni e frode fiscale. A Milano il Sap, il sindacato di polizia che rappresenta un terzo degli agenti della città, comunica che i poliziotti, fuori dall'orario di servizio, affiancheranno cittadini volontari per pattugliare le vie più a rischio. L'idea suscita proteste da parte del Siulp (il sindacato di polizia più numeroso), della Cgil e del Pds e ha invece l'approvazione di An. Il questore prende le distanze dagli agenti. Ascoltato dal gip Gioacchino Scaduto il mafioso Vincenzo Brusca, indagato per falso per aver manomesso, in concorso con il chirurgo dell'Ospedale civico di Palermo Salvatore Aragona, in carcere già da 6 mesi, una cartella clinica e i registri ospedalieri per crearsi un alibi per il 14 novembre del 1989. Brusca, che ha dichiarato di trovarsi in ospedale per operarsi di un'ernia procuratasi lavorando come contadino, è accusato da Balduccio Di Maggio di aver ucciso quel giorno ad Alcamo Vincenzo Filippi, fratello di Benedetto poi divenuto collaboratore di giustizia, e per questo delitto è imputato in un processo con altri 61 accusati di reati di mafia. Arrestate 5 persone tra Palermo, Sciacca ed Enna accusate di traffico di hashish e cocaina. A dirigere era Salvatore Buccafusca, indiziato mafioso. Richiesto il rinvio a giudizio per 137 persone, tra cui ex ministri, ex parlamentari, costruttori, funzionari e professionisti, accusati di aver lucrato sulla ricostruzione in Irpinia dopo il terremoto del 1980, per un totale di circa 32 miliardi di tangenti. Tra gli imputati: Paolo Cirino Pomicino, Antonio Gava, Vincenzo Scotti, Francesco De Lorenzo, Giulio Di Donato, Severino Citaristi, Corrado Ferlaino, Vincenzo e Mario Lodigiani. I reati contestati sono: concussione, corruzione, abuso d'ufficio e false fatturazioni. | ||
| 6 Giugno 1996 | ||
| Arrestati a Napoli 10 poliziotti, tra i quali un commissario, perché avrebbero assicurato l'impunità ad una banda di rapinatori di Tir in cambio di denaro e regali. Arrestati pure due componenti della banda. Al processo per l'omicidio Pecorelli la Corte decide di riunificare il procedimento contro Giulio Andreotti e Claudio Vitalone con quello contro Gaetano Badalamenti, Michelangelo La Barbera e Massimo Carminati, e dichiara contumace Badalamenti che aveva comunicato di essere disposto a partecipare ma di essere impedito perché recluso negli Stati Uniti. Al processo contro 46 estortori appartenenti ai clan di Gela Iannì-Cavallo e Madonia, la difesa ricorre in Cassazione per ottenere la sostituzione dei giudici che non sarebbero sereni a causa delle numerose minacce ricevute. Si rischia la scarcerazione di quasi tutti i detenuti se la Cassazione non emetterà la sentenza entro il 20 luglio. Rinviato a nuovo ruolo il processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta, per la sostituzione di quasi tutto il collegio giudicante, per incompatibilità in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale del 24 aprile. Il processo riprenderà il 22 luglio, ma per un accordo tra le parti non sarà necessario replicare gli atti già compiuti. Aperta dal Csm la procedura per il trasferimento d'ufficio del procuratore della Repubblica di Roma Michele Coiro. Le accuse riguardano il suo interessamento per l'indagine della Procura di Milano su Renato Squillante e la richiesta di trasferimento dell'ufficiale dei carabinieri Enrico Cataldi, impegnato in inchieste sulla corruzione di magistrati. Sarà ascoltato dal Csm il 13 e sarà difeso dal procuratore capo di Palermo Gian Carlo Caselli. | ||
| 7 Giugno 1996 | ||
| Arrestate 17 persone nel Trapanese, in seguito alle dichiarazioni di un pentito e alle indagini delle Forze dell'ordine. Il pentito è Vincenzo Ferro, un giovane medico figlio di Giuseppe, ex capomafia di Alcamo e imputato con altre 36 persone della strage di via dei Georgofili a Firenze. Tra gli arrestati c'è un altro medico, Ignazio Melodia, che sarebbe diventato il capo della cosca di Alcamo dopo l'arresto del fratello Antonino, finito in carcere alcuni mesi fa per associazione mafiosa. L'investitura di Melodia sarebbe stata decisa dal boss latitante Matteo Messina Denaro. Nell'inchiesta è coinvolto per favoreggiamento il maresciallo della Guardia di Finanza Vincenzo Di Carlo. Vincenzo Ferro ha rivelato un piano di Giovanni Brusca per eliminare 4 agenti di custodia siciliani che lavoravano in carceri di massima sicurezza e ha dichiarato di aver deciso di collaborare con la giustizia perché la sua famiglia non sia più condannata ad essere mafiosa a vita. Arrestato con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e false comunicazioni sociali il finanziere Manfredi Lefebvre D'Ovidio, figlio di Antonio, uno dei protagonisti dello scandalo Lockheed. Arrestati anche Carlo Patrucco, ex vicepresidente della Confindustria, e altri 3 manager della Unipar, la holding milanese fallita nel 1993 con un buco di 500 miliardi. Prima della partita di calcio tra cantanti e politici, giocata per raccogliere fondi per costruire un centro per malati di Aids, don Luigi Ciotti legge un appello agli uomini di mafia e ai giovani coinvolti in attività mafiose, invitandoli ad abbandonare le armi e la violenza. Il quotidiano Il Mediterraneo dà notizia che lo scorso 29 aprile, sotto il seggiolino dell'aereo per Palermo su cui aveva viaggiato don Ciotti, sono stati trovati cinque proiettili collocati da ignoti. (DECIDETE VOI SE METTERLO O MENO.) | ||
| 8 Giugno 1996 | ||
| Riaperta ufficialmente l'inchiesta sull'uccisione di Giuseppe Impastato, in seguito alle dichiarazioni del pentito Salvatore Palazzolo e alla richiesta dei familiari e del Centro a lui intitolato. Arrestate 9 persone, 6 a Ragusa, 2 a Brescia e una a Ferrara, per una truffa da almeno 10 miliardi ai danni dell'Unione europea. Le accuse sono di associazione a delinquere, frode fiscale ed emissione di fatture false. Uno degli arrestati, Angelo Pitarresi di Villabate (Pa) avrebbe costituito, con la complicità degli altri arrestati, una serie di società fittizie per le quali avrebbe chiesto e ottenuto finanziamenti miliardari. Arrestato ad Amsterdam, mentre stava per imbarcarsi su un aereo, il camorrista latitante Augusto La Torre, capo della cosca omonima. Scontri nel quartiere di San Salvario di Torino tra circa 300 cittadini, extracomunitari e giovani accusati di essere drogati e spacciatori. Tensione anche a Milano per l'azione di una ronda formata da cittadini. | ||
| 10 Giugno 1996 | ||
| Al processo d'appello per il crac del Banco Ambrosiano confermate le tesi d'accusa ma pene ridotte. Condannati a 12 anni Licio Gelli e Umberto Ortolani; 8 anni per Flavio Carboni e Francesco Sapienza; 4 anni e mezzo per Carlo De Benedetti ex consigliere dell'Ambrosiano. Confermate dalla Cassazione le condanne inflitte dalla Corte d'appello di Palermo nello stralcio del primo maxiprocesso che era stato annullato quattro anni fa. Ergastoli per Totò Riina e per altri 9 componenti la cupola di Cosa Nostra per gli omicidi di Paolo Giaccone e Boris Giuliano, la strage Dalla Chiesa, la strage della circonvallazione di Palermo del 1982 e altri 14 omicidi. Attentato con un ordigno rudimentale a San Giuseppe Jato contro la casa di campagna di Domenico Simonetti, ritenuto uomo di fiducia di Bernardo Brusca. | ||
| 11 Giugno 1996 | ||
| Arrestato Giovanni Riina, figlio del boss di Corleone. E' accusato di associazione mafiosa e di aver partecipato all'omicidio di Antonino Di Caro, scomparso il 22 giugno 1995. Il pentito Monticciolo afferma che Di Caro è stato ucciso e sciolto nell'acido perché sospettato di avere passato informazioni per l'individuazione del covo di Bagarella. Giovanni Riina è accusato anche di aver partecipato a un summit con lo zio Leoluca Bagarella e altri mafiosi per decidere l'eliminazione di Giuseppe Giammona e Marcello Grado, nipote di Contorno, sospettati di voler rapire i figli maschi di Totò Riina, e l'assassinio della sorella di Giammona, Giovanna, e del marito di questa, Francesco Saporito, forse artefice del piano contro i giovani Riina. Emessi dal Gip di Palermo 21 ordini di custodia cautelare, 16 a persone già in carcere, 2 sono latitanti, per l'uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, in seguito alle rivelazioni dei pentiti Giuseppe Monticciolo e Vincenzo Chiodo. Emessi a Castelvetrano (Tp) 13 ordini di custodia cautelare, 4 per persone già in carcere, nei confronti di mafiosi accusati di far parte della cosca del latitante Francesco Messina Denaro. Sarebbero coinvolti negli attentati dell'estate del '93. Le indagini sono partite dopo le dichiarazioni delle compagne di 3 degli arrestati, che hanno testimoniato contro i loro uomini. Si costituisce Giorgio Vanoni, responsabile del settore delle società estere della Fininvest, latitante da alcuni mesi. Emessi dal pm di Venezia Carlo Nordio 37 avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone, residenti in varie regioni, accusate di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, emissione di fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita, nell'ambito dell'indagine sulle liquidazioni sospette di cooperative agricole aderenti alla Lega. Interrogati dal Csm i giudici Francesco Misiani, per il suo interessamento all'inchiesta su Renato Squillante, e Antonio Vinci. Quest'ultimo è indagato dalla procura di Perugia per la ristrutturazione di due appartamenti, forse ottenuta gratuitamente dal costruttore Pietro Mezzaroma, sottoposto ad indagini per una faccenda di tangenti dallo stesso Vinci e da lui scagionato. | ||
| 12 Giugno 1996 | ||
| Inizia l'udienza preliminare a Firenze per i 36 mafiosi accusati delle stragi dell'estate del '93. La moglie e la figlia del boss Giuseppe Ferro, padre del pentito Vincenzo, si scagliano contro i giornalisti e negano che Vincenzo possa essersi pentito, gridando: non ha niente di cui pentirsi. La nostra famiglia non c'entra con la mafia. Il 15 verranno rinviate a giudizio 30 persone, tra cui, come mandanti, Riina, Provenzano, Bagarella, Brusca, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, Giuseppe Ferro e Matteo Messina Denaro. Scagionato Benedetto Graviano. Rito abbreviato per 5 accusati di favoreggiamento. | ||
| 13 Giugno 1996 | ||
| Rinviato a giudizio con l'accusa di associazione mafiosa Antonino Mortillaro, ex consigliere al Consiglio comunale di Palermo, prima del Pci e poi del gruppo cianciminiano della Dc. | ||
| 14 Giugno 1996 | ||
| Sequestrati a 6 m afiosi di Palermo e Catania beni per complessivi 3 miliardi. Confiscati beni per 2 miliardi a Salvatore Damiano e Leoluca Guccione di Monreale (Pa). Viene reso noto che il 22 aprile scorso i procuratori Caselli e Vigna hanno interrogato Totò Riina, chiedendogli se era disposto a ragionare di Cosa Nostra dalla sua posizione. Il boss intende la richiesta come una proposta di collaborazione e si rifiuta di continuare il colloquio. | ||
| 15 Giugno 1996 | ||
| Condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Agrigento gli stiddari Giovanni Avarello e Maurizio Margiotta, per l'omicidio di un mafioso di Cosa Nostra. Gravemente ferito a Napoli, in un agguato nel quale è rimasta ferita anche la figlia di 10 anni, Umberto Rigillo, sospettato dalla polizia di aver contatti con il clan camorristico di Paolo Sorprendente. | ||
| 16 Giugno 1996 | ||
| Elezioni per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana. Il Polo ha la maggioranza, con 49 seggi su 90, ma con un dimezzamento di Forza Italia rispetto alle politiche di aprile e una flessione di An. Raddoppiano invece Ccd e Cdu. Il Ppi ha un leggero aumento. Il Pds è il terzo partito, con il 14%. Forte calo della Rete. Sconfitte le liste autonomiste e indipendentiste. Tra gli eletti molti figli di ex deputati che non si sono ripresentati e anche molti ex deputati inquisiti, come Drago, che ha avuto il maggior numero di preferenze, Leanza, Cuffaro, legato all'ex ministro Mannino. Rieletto anche Canino, già affiliato alla loggia massonico-mafiosa Iside 2. Il capolista di Forza Italia Provenzano, già accusato di essere il consulente finanziario di capimafia e assolto per aver agito sotto intimidazione, è stato eletto ma ha avuto meno voti di altri candidati nella stessa lista. Non sono stati eletti Fierotti e Scalone, di cui si parla nelle intercettazioni di Mandalari, Maira, accusato di concorso in associazione mafiosa, e l'ex amico di Badalamenti Pandolfo. Una sola donna su 90: Simona Vicari eletta in Forza Italia. Intanto alcuni pentiti rivelano che nelle elezioni del 1994 Giovanni Brusca avrebbe dato ordine di votare Forza Italia. Uccisi a Torre Annunziata (Na) i pregiudicati Francesco Tamarisco, che è stato affiliato alla Nuova camorra organizzata, e Antonio Avvisati. | ||
| 17 Giugno 1996 | ||
| Viene data notizia che si trova in un carcere italiano il boss di Altofonte (Pa) Francesco Di Carlo, che stava scontando in Gran Bretagna una condanna a 25 anni per traffico di droga. I pentiti lo accusano di aver ucciso Roberto Calvi. Secondo voci non confermate sembra che sia disposto a collaborare. Ucciso a Riesi (Caltanissetta) il pregiudicato Salvatore D'Alessandro. Si dimette il giudice romano Fabio Mondello, indagato per corruzione. Ucciso a Santa Eufemia (RC) il maresciallo Pasquale Azzolina, dal giovane Rocco D'Amato che stava rubando una motoape. | ||
| 18 Giugno 1996 | ||
| Al processo Agrigento + 61 in corso nell'aula bunker dell'Ucciardone a Palermo, gli imputati Domenico Ganci e Francesco Paolo Anselmo dichiarano di non avere niente da spartire con il signor Calogero Ganci, rispettivamente fratello e cognato, facendo sapere in tal modo che quest'ultimo sta collaborando con gli inquirenti. Viene confermato che Calogero Ganci, figlio del boss Raffaele alleato di Riina, ha iniziato a collaborare dal 7 giugno accusandosi di aver partecipato a centinaia di omicidi e alle stragi Dalla Chiesa e Chinnici. Tra l'altro si è accusato dell'omicidio dello zio della moglie, Salvatore Anselmo, e del suocero, Vincenzo Anselmo, scomparso nel 1984. La moglie Isabella, ha scelto di vivere con lui e i figli in una località protetta. Le sue sorelle Angela e Tiziana hanno prontamente fatto sapere di essersi dissociate dalla signora Ganci. In seguito al pentimento di Calogero Ganci, seguito a quello di Vincenzo Ferro, si apre un dibattito sul comportamento dei figli dei mafiosi: sono diversi dai loro padri, c'è una mutazione generazionale nel mondo mafioso? In realtà, all'interno di una crisi di Cosa Nostra, dovuta agli effetti boomerang dell'accentuazione della violenza voluta dai corleonesi, e della cultura mafiosa, rivelata dal gran numero di pentiti, nel rapporto padri-figli si registrano comportamenti contraddittori: Ganci e Ferro rompono con il padre capomafia, i figli di Pulvirenti invece rompono platealmente con il padre pentito. | ||
| 19 Giugno 1996 | ||
| Al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, deposizioni dell'ex presidente della Regione siciliana, l'andreottiano Mario D'Acquisto, e dell'economista Paolo Sylos Labini. Il primo ha dichiarato di non aver mai visto assieme Andreotti e i Salvo, mentre precedentemente aveva affermato che Andreotti non poteva non conoscerli. Sylos Labini ha ricordato che quando 23 anni fa fu chiamato da Andreotti, ministro del Bilancio, a far parte del comitato tecnico scientifico del ministero, in cui era sottosegretario Salvo Lima, conoscendo le critiche a Lima e sapendo che esistevano 4 richieste di autorizzazione a procedere contro di lui, chiese all'onorevole Andreatta di prendere contatti con Aldo Moro, presidente del Consiglio, per valutare la possibilità di sostituire Lima. Dopo che Andreatta gli fece sapere che Moro non si sentiva di sostituire Lima perché era troppo forte e troppo pericoloso, Sylos Labini si dimise. Il giorno seguente Attilio Ruffini, Mario Fasino e Alberto Alessi esprimeranno dei giudizi pesanti contro i Salvo, ma dichiareranno di non essere a conoscenza di incontri tra loro e Andreotti. Arrestato a Catania Aurelio Quattroluni, un incensurato impiegato alle Poste ma indicato dagli inquirenti come il reggente del clan Santapaola. Arrestate altri 5 esponenti delle cosche catanesi. | ||
| 20 Giugno 1996 | ||
| Inizia a Palermo il processo all'ex presidente della Provincia, l'avvocato Francesco Musotto di Forza Italia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Imputato anche il fratello Cesare, per associazione mafiosa, e altre 3 persone. Invitato a comparire presso la Procura di Palermo Marcello Dell'Utri, deputato di Forza Italia, per rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa. Diversi pentiti, tra cui Calogero Ganci, lo accusano di avere avuto rapporti con mafiosi, tra cui Vittorio Mangano, chiamato da Dell'Utri nel '74 come stalliere nella villa di Berlusconi ad Arcore. Emesse 123 ordinanze di custodia cautelare, tra Verona e altre città del Nord Italia, per altrettante persone accusate di detenzione e spaccio di grandi quantitativi di droga. Un bambino di 7 anni appartenente alla famiglia Capriati, che capeggia un clan mafioso di Bari, è rimasto ferito durante una sparatoria, con pistole e kalashnikov, da parte di componenti una cosca avversaria che hanno preso a bersaglio la palazzina dove abita la famiglia. Sequestrati al costruttore Vincenzo Piazza di Palermo, in carcere da 2 anni per associazione mafiosa, beni per 1.000 miliardi. Tra questi numerosi immobili affittati a Stato, Provincia e Comune per scuole, Usl, sedi dell'Inps, della Telecom, dell'Enel, della Pretura e della caserma dei vigili urbani. | ||
| 21 Giugno 1996 | ||
| Ucciso a Pesaro il commerciante Secondo Campanelli dal pregiudicato Giuliano Gasparini, sembra per una vendetta maturata nell'ambiente del traffico internazionale di droga. Pubblicato un appello del procuratore di Firenze Luigi Vigna alle donne dei mafiosi perché riflettano sull'avvenire dei propri figli e rifiutino la cultura della morte, facendo opera di convinzione verso i loro congiunti. | ||
| 22 Giugno 1996 | ||
| Ucciso alla stazione di Torre Angela a Roma l'ispettore di polizia Carlo Tufilli da due giovani che avevano strappato una collanina ad una ragazza dopo aver terrorizzato i passeggeri di un treno di pendolari. Uno dei giovani rimane ucciso nella sparatoria. Dopo due giorni l'altro giovane si costituisce, convinto dal padre. Indagato dalla Procura di Palermo, per concorso in associazione mafiosa, l'ex senatore di An Filiberto Scalone, avvocato civilista, che era stato escluso dalle liste per le elezioni al Parlamento nazionale ma era stato candidato alle elezioni regionali. Arrestate a Partinico (Pa) due persone proprietarie di un campo in cui si coltivava canapa indiana: ne sono state sequestrate 3 tonnellate. Concluso a Catania il processo a 35 affiliati del clan Pulvirenti. Ergastolo per Salvatore Pulvirenti e 17 anni per il fratello Antonino. I due fratelli si erano dissociati dal padre pentito. Ricostruiti decine di delitti e inflitti complessivamente 150 anni di carcere. | ||
| 23 Giugno 1996 | ||
| Pubblicata una lettera di Ninetta Bagarella al procuratore Vigna, in cui non fa cenno alle responsabilità del marito e chiede una vita normale per i suoi figli, che sarebbero colpevoli soltanto di portare quel cognome mentre lei e il marito li avrebbero educati al rispetto della famiglia e del prossimo e delle vere istituzioni. Il giudice Vigna definisce toccante la lettera della Bagarella e la invita a prendere le distanze dalla cultura di suo marito. Reazioni contrastanti: la lettera della Bagarella viene ritenuta da alcuni ipocrita ed imbevuta di mafiosità e l'iniziativa di Vigna inopportuna; altri valutano la lettera della moglie di Totò Riina come un fatto nuovo, che dimostra la crisi di Cosa Nostra. Nei ballottaggi per le elezioni dei sindaci in alcune città, a Taranto vittoria di Mimmo De Cosmo, appoggiato dal neodeputato Cito; in Lombardia eletti i candidati dell'Ulivo; sconfitto a Valenza (Alessandria) il candidato della Lega che era giunto al ballottaggio. | ||
| 24 Giugno 1996 | ||
| Uccise a Casabona (Crotone) 4 persone in un cantiere edile. Il bersaglio principale era Domenico Alessio, considerato il capo della cosca del paese. Uccisi anche il fratello Francesco e due carpentieri, di cui uno, un ragazzo di 18 anni per la prima volta nel cantiere, forse solo perché testimone. Un manovale è stato ferito e un altro è rimasto illeso. Arrestati a Napoli tre spacciatori che avevano utilizzato anche due bambini. | ||
| 25 Giugno 1996 | ||
| Arrestate 50 persone in Sicilia, in maggioranza nel Palermitano e nel Trapanese, e nel Nord Italia, accusate di traffico internazionale di eroina e cocaina. 13 sfuggono alla cattura. L'operazione segue una lunga indagine, avviata anche grazie alla collaborazione di uno dei trafficanti e di sua moglie. Tra gli arrestati Domenico Scarantino, fratello del pentito della strage di via D'Amelio, e 11 donne di cui 7 siciliane. Tra queste Anna Corradi, soprannominata la regina dello Zen, da più di dieci anni alla testa di un'organizzazione di spacciatori e arrestata già diverse volte. Al processo Andreotti il pentito della 'ndrangheta Antonino Mammoliti rivela che Stefano Bontate, su richiesta di Domenico Piromalli, fece cessare i taglieggiamenti nei riguardi del petroliere Francesco Nardini, persona che, secondo Piromalli, interessava ad Andreotti. Successivamente il colonnello dei carabinieri Angiolo Pellegrino dichiarerà che non è stato accertato nessun legame tra Nardini ed Andreotti. Mammoliti rivela pure che il bandito Gaspare Pisciotta, alla cui cella non potevano avvicinarsi i detenuti siciliani, nel 1954 fu avvelenato da un calabrese detenuto all'Ucciardone, su richiesta dei mafiosi e con l'assenso del padre. | ||
| 26 Giugno 1996 | ||
| Interrogato dalla Procura di Palermo Marcello Dell'Utri, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. L'interrogatorio dura 11 ore e proseguirà la settimana prossima. Condannato a due anni per interesse privato in atti d'ufficio Corrado Carnevale, per aver favorito, quando era presidente del comitato di sorveglianza della flotta Lauro, due imprenditori nell'acquisto della flotta. Il Tribunale di Catania assolve dieci persone accusate di associazione a delinquere e usura in seguito alle denunce del commerciante di Acireale Antonio Trovato, che per le minacce ricevute si era rifugiato a Milano e aveva tentato il suicidio. I giudici hanno ritenuto contraddittorie le dichiarazioni del commerciante e non provate le accuse. Uccisi a Napoli il camorrista Luigi Altamura ed il figlio Raffaele. Uccisa in Irlanda la giornalista Veronica Guerin che aveva già subito diversi attentati per le sue inchieste sulla malavita di Dublino, legata al traffico di stupefacenti. | ||
| 27 Giugno 1996 | ||
| Prosegue l'inchiesta dei giudici di Milano sui circa 20 miliardi depositati dalla Fininvest, tramite la All Iberian, su tre conti svizzeri. Tutti i manager interrogati hanno detto di non sapere o di non ricordare. La Fininvest, che in un primo momento aveva chiesto ai giudici di rendere pubbliche le risultanze dell'inchiesta, ha poi cambiato parere in considerazione della turbativa che si potrebbe creare in vista della quotazione in Borsa di Mediaset. Al processo che si svolge a Torino contro Marcello Dell'Utri e altri manager di Publitalia, Giovanni Arnaboldi, l'imprenditore arrestato in Florida il 27 marzo dell'anno scorso, ha confermato che, tra il 1991 e il 1994, le società di intermediazione pubblicitaria Gpa e Mgp hanno emesso fatture false per circa 10 miliardi nei confronti di Publitalia. Il 12 luglio vengono rinviati a giudizio Silvio Berlusconi, i manager della Fininvest Giorgio Vanoni, Alfredo Zuccotti e Ubaldo Livolsi, e Bettino Craxi per i 10 miliardi che sarebbero stati versati nel 1991 dalla Fininvest al Psi attraverso la All Iberian. Il processo inizierà a novembre. Emessi 26 ordini di custodia cautelare per mafiosi nisseni accusati di traffico di eroina e cocaina dalla Colombia. 18 erano già in carcere, 2 sono latitanti. La droga veniva nascosta anche in ovuli fatti ingerire alle mucche. I provvedimenti vengono dopo 2 anni di indagini e le dichiarazioni di 11 pentiti. Al processo di Palermo contro Giulio Andreotti, il pentito Gioacchino La Barbera ha dichiarato che Cosa Nostra nel '92 voleva uccidere un figlio del senatore, perché questi non si sarebbe impegnato per fare annullare dalla Cassazione gli ergastoli inflitti nel maxiprocesso. Il progetto non fu attuato per l'arresto di Riina. Il 9 luglio l'ex procuratore di New York Richard Martin dichiarerà che Buscetta gli fece il nome di Andreotti già nell'85, quando venne interrogato al processo Pizza connection. Successivamente l'ex presidente della Regione siciliana Giuseppe Campione dirà che nella Dc siciliana era noto già dall'86 che Lima era vicino alla mafia, che la Dc romana conosceva il potere dei Salvo e che quando venne ucciso Dalla Chiesa molti democristiani siciliani si preoccuparono che si potesse parlare di una pista interna alla Dc. Viene reso noto che durante l'interrogatorio a Marcello Dell'Utri, svoltosi il 26 giugno, i pm di Palermo gli hanno contestato una dichiarazione del pentito Antonino Calderone, secondo cui nel 1976 il manager della Fininvest avrebbe messo a disposizione una casa a Milano per un incontro a cui parteciparono, oltre a Dell'Utri e Calderone, Vittorio Mangano, Mimmo Teresi e il costruttore Attilio Monti. Dell'Utri ha negato di conoscere Calderone. Dopo l'interrogatorio di Dell'Utri, i pm si recano a Pianosa per interrogare Vittorio Mangano e Pietro Di Napoli, presunto reggente della famiglia di Malaspina e fratello di Gaetano, avvocato ed ex consigliere comunale di Palermo. Si indaga su fatti passati e recenti relativi alle attività di società e aziende palermitane sospettate di riciclaggio. Per l'incendio del Teatro La Fenice di Venezia viene seguita la pista del dolo e si ipotizzano analogie con l'incendio del Petruzzelli di Bari e con l'attentato agli Uffizi del 1993. Si sospetta il coinvolgimento del boss di Bari Antonio Capriati, attualmente in carcere, accusato da alcuni pentiti di avere agito anche in Veneto in collegamento con Felice Maniero. Viene data notizia che in Cina, dall'aprile scorso, sono state giustiziate oltre 500 persone accusate di traffico di droga e che altre 769 sono state condannate a morte o a severe pene detentive per lo stesso reato. Inserita agli atti del procedimento contro 41 mafiosi di Palermo la dichiarazione del pentito Tullio Cannella sull'appoggio dato dall'ex presidente del q uartiere Brancaccio, Giuseppe Cilluffo, ad un candidato della Rete di cui non fa il nome. Cilluffo, arrestato e rimesso in libertà dopo due mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, è un ex dc che aveva creato un circolo di Forza Italia non riconosciuto. Il 24 luglio verrà rinviato a giudizio assieme ad altre 9 persone. Il processo inizierà il 15 novembre prossimo. | ||
| 28 Giugno 1996 | ||
| A Palermo vengono interrogati dai giudici minorili e da assistenti sociali 54 bambini, dai 4 ai 12 anni, prelevati dalla polizia all'alba dalle loro abitazioni nei rioni Ballarò e Albergheria. L'operazione scatta in seguito a denunce dei volontari dei centri sociali operanti nel quartiere e di alcuni insegnanti delle scuole su sospetti abusi sessuali sui minori. Gli abusi sono stati confermati dai racconti dei bambini. Sono state fermate 7 persone, tra cui 2 donne, e sequestrate videocassette con la registrazione degli incontri, che gli imputati commercializzavano. 10 bambini sono stati affidati ad istituti per l'infanzia, gli altri sono ritornati in famiglia. Vive proteste delle famiglie dei bambini e dagli abitanti dei due rioni contro l'azione della polizia ma anche contro chi viene ritenuto autore delle segnalazioni, specialmente i volontari del Centro Santa Chiara. Le associazioni di volontariato in una conferenza stampa denunciano il degrado fisico e morale in cui gli abitanti sono costretti a vivere e indicono un'assemblea per il 3 luglio. Nel corso dell'assemblea e in incontri successivi si decide di attivarsi per accelerare il risanamento del centro storico, avviato solo parzialmente dopo 53 anni dalla fine della guerra, incentivando la partecipazione degli abitanti, e di elaborare un progetto integrato che preveda il potenziamento dei servizi e la collaborazione tra associazioni, famiglie, scuole e istituzioni. Arrestati a Palermo 3 mafiosi e 20 ordini di custodia notificati a detenuti tra i quali Leoluca Bagarella e Nino Mangano, per 17 omicidi e 7 lupare bianche avvenuti a Palermo tra il '92 e il '94. Arrestati a Catania 48 mafiosi del clan capeggiato da Biagio Sciuto e alleato di quello capeggiato da Salvatore Cappello. Tra i personaggi più importanti tratti in arresto lo stesso Biagio Sciuto e Francesco Barbagallo. Sono accusati di associazione mafiosa finalizzata alla consumazione di omicidi e ad attività delittuose: usura, estorsioni, furti a Tir, detenzione di armi e traffico di droga. Emessi 10 ordini di custodia cautelare nei confronti di persone già in carcere accusate di essere responsabili degli omicidi compiuti tra il 1980 ed il '93, nella guerra tra i gruppi della Stidda e quelli di Cosa Nostra nell'Agrigentino. Ascoltato dai giudici della Procura di Palermo il coordinatore regionale di Forza Italia Gianfranco Miccichè come persona informata dei fatti, nell'ambito dell'indagine sulle infiltrazioni mafiose nei club di Forza Italia. | ||
| 29 Giugno 1996 | ||
| Indagato per corruzione aggravata il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Secondo il pentito Tullio Cannella, nell'86 il Comune acquistò, dietro una tangente di 200 milioni, appartamenti da un tal Giuseppe Bonanno, prestanome dell'imprenditore Gaspare Finocchio che non era in grado di rilasciare il certificato antimafia. Destinatari della tangente il sindaco e l'assessore Vincenzo Inzerillo, ora in carcere da 16 mesi per mafia. Orlando nega ogni responsabilità. Emessi 172 ordini di custodia cautelare contro appartenenti a varie cosche della 'ndrangheta operanti in tutta Italia. Le cosche coinvolte sono: Santaiti, Ottinà, Bellocco, Commisso, Alvaro, Mancuso, Asciutto, Grimaldi, Avignone, Zagari, Neri e Viola. Gli arrestati sono 92, 20 i latitanti, 60 persone erano già in carcere. Tutti sono accusati di traffico di droga e armi, rapine, estorsioni, 29 omicidi e 14 tentati omicidi. | ||
| 30 Giugno 1996 | ||
| Arrestate a Partinico (Pa) 12 persone legate a Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella. Tra loro Paolo Palazzolo, cognato di Bernardo Provenzano. Tre persone sono riuscite a sfuggire al blitz, tra questi Giovanni Bonomo ritenuto il nuovo capomafia della zona.
Trovato nei pressi di Misilmeri (Pa), carbonizzato nella sua auto, Giovanni Sucato che nel 90 aveva truffato migliaia di persone, promettendo interessi favolosi sulle somme che gli venivano affidate. Nel 94 era stato condannato a cinque anni per bancarotta fraudolenta, ma era a piede libero in attesa dellappello. Tra il novembre del 91 e il marzo del 92 erano stati uccisi 3 suoi collaboratori. Secondo gli inquirenti Sucato avrebbe pagato una cospicua percentuale alla cosca dei Montalto di Villabate. Inoltre, ha avuto come autista Salvatore Grigoli, ora latitante, accusato di essere killer di Bagarella e di avere ucciso padre Puglisi. Sucato sarebbe stato ucciso con una bomba lanciata contro la sua auto. | ||