Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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2 Maggio 2006
Al processo che si svolge a Palermo, presso la Corte d’assise d’appello, contro 33 imputati accusati di dieci anni di delitti mafiosi, dall’omicidio di Stefano Bontate (23 aprile 1991) a quello di Libero Grassi (27 agosto 1991), è presente, collegato dal carcere di Terni in video-conferenza, Bernardo Provenzano, che chiede di non essere ripreso dalle telecamere e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Presentato a Palermo dall’associazione “Addio pizzo” la lista dei primi 100 imprenditori che hanno dichiarato di non volere sottostare alle estorsioni. Sono circa 7.300 i consumatori che hanno sottoscritto un appello a comprare dai commercianti che dichiarino di non volere cedere al racket.


4 Maggio 2006
Arrestato Carmelo Gariffo, nipote di Bernardo Provenzano. Già condannato per associazione mafiosa, Gariffo avrebbe tenuto i collegamenti tra il capomafia e gli altri mafiosi e sarebbe stato la “mente finanziaria” di Provenzano. Nel casolare sono stati trovati messaggi di un medico che sembra avesse in cura il capomafia.

Annullata dalla Corte di Cassazione la condanna a Renato Squillante nel processo Imi-Sir. La Corte conferma la condanna per corruzione a Cesare Previti (ridotta a sei anni in seguito all’assoluzione di Squillante), al giudice Vittorio Metta e agli avvocati Attilio Pacifico e Giovanni Acampora. Previti si consegnerà nel carcere di Rebibbia, ma dopo qualche giorno otterrà gli arresti domiciliari.


7 Maggio 2006
Attentato incendiario contro un’azienda agricola di Gela (Cl): distrutti le serre e un capannone dove erano immagazzinati alcuni quintali di pomodori.

I genitori dell’urologo Attilio Manca, trovato morto nella sua casa di Viterbo il 12 febbraio 2004, chiedono che venga riaperta l’indagine, dopo che il caso è stato archiviato per la seconda volta come suicidio. Secondo i signori Manca, residenti a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), la morte del figlio sarebbe da addebitare a Cosa nostra che si sarebbe servita dell’urologo per far visitare Bernardo Provenzano e poi si sarebbe sbarazzata di un testimone scomodo. Sembra che Attilio Manca abbia fatto un viaggio in Costa Azzurra nell’ottobre del 2003, all’insaputa dei colleghi.


8 Maggio 2006
Secondo la relazione della Commissione centrale per i pentiti e i testimoni, dal 2001, con la legge che ha introdotto la distinzione tra collaboratori e testimoni, sono aumentati i testimoni di giustizia (71 contro i 24 del periodo 1996-2001) e diminuisce il numero dei protetti, sia perché molti collaboratori e testimoni lasciano il programma di protezione, sia perché almeno il 10% dei testimoni di giustizia ha scelto di restare nel luogo di residenza e di lavoro, chiedendo finanziamenti per proteggere l’attività con un sistema di video sorveglianza collegato alle centrali delle forze dell’ordine. Un esempio è quello di un “contadino imprenditore” di Scordia (Ct), Mario Caniglia, produttore di arance, che si è ribellato al racket e ha denunciato gli estortori, ma si è anche rifiutato di cambiare identità e lavoro, affermando: «Se ne devono andare loro, io sono di Scordia e rimango qui. E se ce la faccio, ce la possono fare tutti».


9 Maggio 2006
Al processo che vede tra gli imputati il deputato nazionale Gaspare Giudice, di Forza Italia, accusato di associazione mafiosa, depone il collaboratore di giustizia Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (Pa). Campanella afferma di avere appreso, tra il ’98 e il ’99, dall’allora sottosegretario alla Giustizia Marianna Li Calzi dell’Udeur, che tra i documenti per l’autorizzazione all’arresto chiesta nei confronti di Giudice c’erano carte riguardanti indagini su di lui. Su Giudice Campanella sostiene che «nel 1996 era stato eletto nel collegio di Bagheria e Villabate, ma nel 2001 i Mandalà (capomafia di Villabate) non lo vollero più, perché lo ritenevano inaffidabile, e gli preferirono Saverio Romano». Nicola Mandalà, ora in carcere, aveva fondato il club di Forza Italia a Villabate e, secondo Campanella, aveva intrattenuto rapporti con Enrico La Loggia, Renato Schifani e Gianfranco Miccichè. Campanella riferisce anche che Salvatore Cardinale, ora segretario della Margherita, nel 1996, quando era coordinatore del Ccd, avrebbe convinto Pierferdinando Casini a escludere dalla lista il deputato uscente del collegio di Bagheria, Cesare Piacentino, che sarebbe stato sgradito ai mafiosi, e a candidare Gaspare Giudice. Gli esponenti politici nominati affermano che le dichiarazioni di Campanella somo frutto di invenzioni e di calunnie.

Condanna definitiva all’ergastolo per Giuseppe Biondolillo, ex sindaco di Cerda (Pa), accusato di essere uno degli autori del duplice omicidio degli imprenditori Giuseppe e Salvatore Sceusa, fatti sparire nel 1991 perché si erano rifiutati di pagare la tangente alla mafia per un appalto. Ergastolo anche per Rosolino Rizzo, Salvatore Biondo, Antonino Troia e Giovanni Battaglia.


10 Maggio 2006
Al processo che si svolge a Roma per l’omicidio di Roberto Calvi, il collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara riferisce di avere avuto in consegna dal capomafia Francesco Messina Denaro una borsa, destinata a Paul Marcinkus, contenente dieci miliardi di lire e di averla portata a una notaio di Roma.

Emessi 12 ordini di custodia, su richiesta della Dda di Palermo, per persone ritenute affiliate alle cosche mafiose di Santa Elisabetta e Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento. Sono accusati, oltre che di estorsione, turbativa di gare e imposizione di subappalti, del favoreggiamento della latitanza dei capimafia Maurizio Di Gati, di Racalmuto (Ag), e Geraldino Messina, di Porto Empedocle (Ag), e del duplice delitto dei fratelli Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte. Tra gli arrestati Francesco e Stefano Fragapane, figli di Salvatore, ex capo della commissione provinciale di Cosa nostra condannato all’ergastolo, e i fratelli Angelo e Alfonso Milito, il primo titolare di un’agenzia di pompe funebri. I Vaccaro Notte furono uccisi, Vincenzo nel gennaio del 1999 e Salvatore un anno dopo, perché, tornati dalla Germania, avevano avviato, con regolare licenza, un’agenzia di pompe funebri ritenuta concorrente di quella di Milito, non in regola ma che godeva dell’appoggio dai mafiosi locali. Dopo la morte di Vincenzo, il fratello decise di continuare il suo lavoro e di indagare per conto proprio, scrivendo un memoriale.


12 Maggio 2006
Sequestrati beni per 30 milioni di euro a Maria Gallina, moglie del capomafia di Partinico (Pa) Leonardo Vitale, condannata a sette anni per associazione mafiosa; a Ottavio Lo Cricchio e Giovanni Timpa, accusati di essere fiancheggiatori dei Vitale e loro prestanome.

Uccisi a Catanzaro, con colpi di pistola alla testa, presso l’azienda agricola dove lavoravano, Santo Raso, incensurato, e Francesco Diano, con precedenti di poco conto.


13 Maggio 2006
Emessi 21 ordini di custodia per persone affiliate o vicine alla cosca di Nitto Santapaola, accusate di estorsioni, traffico di droga e omicidi. 15 provvedimenti sono stati notificati a persone già in carcere. Dicono gli inquirenti che «malgrado il 41 bis, sono stati intercettati dei comunicati criptici dei detenuti, in cui si danno disposizioni sia sulle persone da sottoporre ad estorsione sia della destinazione del denaro».

Ucciso a Sant’Antimo (Na) Raffaele Ranucci, fratello del capoclan Geremia.


14 Maggio 2006
Minacce anonime contro la famiglia Mazza, proprietaria del ristorante “Valantain” di Villa San Giovanni (RC). I Mazza, dopo aver subito, nel giro di dieci mesi, numerose intimidazioni che hanno sempre denunciato, hanno deciso di chiudere la loro attività e di andar via. L’associaziome “Ammazzateci tutti” ha indetto una manifestazione di solidarietà.


15 Maggio 2006
Al processo che si svolge a Roma contro 7 agenti di polizia penitenziaria, accusati di maltrattamenti contro detenuti quando erano in servizio nel carcere palermitano di Pagliarelli, quattro testimoni confermano le accuse e denunciano di avere subito altri pestaggi, nelle carceri dove sono stati trasferiti, per convincerli a ritrattare. Un altro testimone, ex collaboratore condannato all’ergastolo, non ha voluto rispondere temendo altre ritorsioni.

Chiesta, dalla Procura di Torino, l’estradizione del trafficante di droga albanese Alfred Shkurti, ora in carcere in Turchia, dove si era trasferito qualche anno fa. Shkurti, che in Albania dispone di un esercito privato e che ha fama di essere un criminale spietato, ha inviato in Italia quintali di droga.


16 Maggio 2006
Condannato a 7 anni, dal Tribunale di Palermo, Carlo Composto, accusato di detenzione di armi da guerra e favoreggiamento del capomafia del rione Brancaccio, Gaspare Spatuzza, arrestato nel luglio del 1997 e accusato dell’omicidio di padre Pino Puglisi.

Condannato all’ergastolo Rosolino Rizzo, accusato dell’omicidio, avvenuto nel 1980, di Giuseppe Cirrito, capomafia di Cerda che Rizzo avrebbe ucciso per prendere il suo posto.

Al processo, che si svolge a Palermo, alle “talpe” che avrebbero avvertito delle indagini sull’imprenditore Michele Aiello, imputato di associazione mafiosa, il medico radiologo Domenico Oliveri ha ammesso che, dopo l’arresto di Aiello, nella sua clinica le cure costano nove volte di meno (per esempio, il compenso di Oliveri da 80.000 euro al mese è passato a 9.000). Secondo le stime effettuate, la truffa ai danni della Regione, grazie al regime di convenzionamento delle sue strutture diagnostiche, avrebbe fruttato ad Aiello circa 50 milioni di euro, e il costo del 90% delle pratiche esaminate nel corso delle indagini sarebbe risultato gonfiato.


17 Maggio 2006
Arrestati a Torino 34 nigeriani, appartenenti a due clan contrapposti, “Black Axe” e “Eiye”, accusati di associazione di stampo mafioso, tentato omicidio, rapina, estorsione, traffico di droga e sfruttamento della prostituzione.


18 Maggio 2006
Arrestato a Bogotà, dove viveva in un lussuoso appartamento, Tommaso Iacomino, originario di Ercolano (Na), accusato di traffico di cocaina tra la Colombia e l’Italia. Iacomino è ritenuto capo di un clan camorristico di Castellammare di Stabia (Na).


19 Maggio 2006
Viene data notizia che lo Stato ha pagato alla difesa d’ufficio di Bernardo Provenzano, che ufficialmente risulta nullatenente, 28.000 euro in quattro anni, dei quali 20.500 euro per il processo che lo vedeva imputato come mandante dell’omicidio di Mario Francese. I giudici del processo si erano opposti, sostenendo che la legge deve applicarsi soltanto agli avvocati d’ufficio degli irreperibili, mentre Provenzano era latitante, ma la Cassazione non aveva condiviso questa interpretazione, affermando che gli avvocati hanno diritto comunque al rimborso.


20 Maggio 2006
Ucciso a Cesa (Caserta) Michele Caterinon, fratello di Nicola ritenuto capozona del clan dei Casalesi, facenti capo a Francesco Bidognetti, in carcere da anni.


21 Maggio 2006
Ucciso a Pollena Trocchia (Na), Palmiro Capasso, ritenuto vicino ad un clan locale. Capasso, che svolgeva le manzioni di autista di ambulanze, è stato ucciso con un colpo di pistola da una persona che si è introdotta all’interno dell’ospedale.


22 Maggio 2006
Depositate dalla terza sezione del Tribunale di Palermo le motivazioni della sentenza di assoluzione di Mario Mori e Sergio De Caprio, imputati di favoreggiamento per la mancata perquisizione della villa dove trascorreva la latitanza Totò Riina. Secondo i magistrati non ci fu nessuno scambio con i mafiosi, Riina non fu consegnato dai suoi, non ci fu “ragion di Stato”. Però «non è stato possibile accertare la causa delle condotte degli imputati».


24 Maggio 2006
Ucciso a Siracusa il pregiudicato Plinio Galeota. La vittima aveva ottenuto da poco un subappalto dall’azienda della raccolta dei rifiuti.

Confermate dalla Corte d’appello di Palermo, con alcuni sconti di pena, 57 delle 61 condanne per appartenenti alla mafia del rione Brancaccio, tra cui il capomafia Giuseppe Guttadauro, ex aiuto di Chirurgia dell’Ospedale Civico, condannato a 13 anni.


25 Maggio 2006
Viene data notizia che per il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, che da anni vive protetto negli Stati Uniti, la Commissione centrale per i pentiti, nel prorogare il programma italiano di protezione fino al 31 dicembre 2006, ha chiesto alla Dda di Palermo e alla Dna di far conoscere se sussistono ancora i presupposti che determinarono l’adozione del provvedimento. Mannoia dovrebbe ottenere una sorta di liquidazione, la cosiddetta “capitalizzazione”: si parla di un milione di euro. Sembra che Marino Mannoia si opponga.

Emessi ordini di custodia nei confronti di Raffaele Bevilacqua, ex avvocato penalista di Barrafranca (En) in carcere, condannato in primo grado a 13 anni come capomafia di Enna; Francesco La Rocca, reggente delle cosche di Caltanissetta; Alfio Mirabile della cosca Santapaola di Catania; Antonio Santapaola, fratello del capomafia Nitto; Carmelo Bisignano, indicato come mafioso delle Madonie. Sono accusati di avere taglieggiato l’impresa edile “Ira costruzioni”, impegnata nella costruzione di una strada. Per Bevilacqua, Mirabile e La Rocca è stato chiesto anche il rinvio a giudizio come mandanti dell’omicidio di Domenico Calcagno, che sarebbe stato ucciso per avere tentato di estorcere denaro all’Ira costruzioni.


27 Maggio 2006
Confermata dalla Cassazione la legittimità del sequestro del patrimonio di centinaia di milioni di euro formalmente intestato al tributarista palermitano Gianni Lapis e ai suoi familiari, per i quali non c’è ancora la prova che il patrimonio sia quello illecitamente accumulato da Vito Ciancimino, ma in ogni caso il valore dei beni sarebbe sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e all’attività economica svolta.


29 Maggio 2006
Arrestate a Napoli 5 persone accusate di appartenere a clan camorristici e di aver favorito in cambio di denaro alcuni candidati dei Quartieri spagnoli, tra cui due esponenti della Margherita che risultano indagati.

Confermati dalla Corte d’appello di Palermo 12 ergastoli per mafiosi accusati di otto omicidi compiuti nella prima meta degli anni Novanta. Tra loro Giuseppe e Castrenze Balsamo, capimafia di Monreale (Pa) e Leonardo Vitale di Partinico (Pa). Tra gli omicidi c’è quello dell’imprenditore di Monreale Vincenzo Miceli, ucciso il 23 gennaio 1990 perché si era rifiutato di sottostare alla spartizione illecita degli appalti.

Arrestate 41 persone, e indagate più di 100, tra Bulgaria, Italia, Germania e Austria, con l’accusa di traffico di minori che venivano venduti da famiglie in Bulgaria e portati in Italia per avviarli a piccoli furti e alla prostituzione. Il denaro raccolto veniva poi inviato in Bulgaria, attraverso società “money-transfer”, per finanziare il traffico di droga.


31 Maggio 2006
Archiviata dal gip di Palermo l’inchiesta sull’omicidio del sindacalista dell’Uil, Mico Geraci, ucciso a Caccamo (Pa) l’8 ottobre del 1998. La richiesta di archiviazione era stata fatta dai pm nell’ottobre 2005, perché non erano stati trovati riscontri sufficienti alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Nino Giuffrè sulle presunte responsabilità di Bernardo Provenzano, Benedetto Spera, Giorgio Liberto e Giovanni Puccio. Secondo Giuffrè, Mico Geraci «fu ucciso perché non solo continuava a parlare in pubblico» contro i mafiosi, «ma addirittura aveva messo i bastoni tra le ruote a richieste di contributi finanziari». Nel paese, dice Giuffrè, «avevamo nelle nostre mani 19 consiglieri comunali su 20. Tutti cioè tranne Ciccio Dolce». Dolce, morto per cause naturali nel 2000, era un sindacalista dell’Uil che già negli ani Ottanta aveva creato problemi ai mafiosi e tra il ’96 e il ’97 aveva lavorato assieme a Mico Geraci. Giuffrè sostiene che era contrario alla eliminazione di Geraci, voluta dagli altri preoccupati della candidatura a sindaco del sindacalista, perché «un fatto del genere avrebbe creato problemi al mandamento» e alla sua latitanza.




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