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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Maggio 1997 | ||
| Manifestazione nazionale dei sindacati a Portella della Ginestra con la partecipazione di alcune migliaia di persone. Erano presenti alcuni feriti e familiari delle vittime, ma nessuno di loro è stato invitato a parlare. | ||
| 2 Maggio 1997 | ||
| Chiesto dalla Procura di Messina il rinvio a giudizio per 23 persone accusate di truffa ai danni della Regione siciliana e dell\'Ircac. Si tratta di soci della cooperativa Coo.Te.V., che ha chiesto e ottenuto un finanziamento di un miliardo per un\'attività mai avviata, politici e funzionari regionali. Sembra che un ruolo nella truffa l\'abbia avuto anche il mafioso messinese Luigi Sparacio, ora pentito.
Nella stessa città sono stati emessi 6 ordini di custodia cautelare per il direttore e 5 impiegati della Conservatoria, con l\'accusa di aver preso tangenti per accelerare l\'iter delle pratiche. Depositate agli atti del processo all\'ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, altre dichiarazioni dei fratelli Brusca, che parlano dei voti manovrati dalla mafia e affermano che tutti gli albergatori del Palermitano pagano il \"pizzo\", in particolare i Ponte, che sono stati anche gestori della Zagarella, albergo dei cugini Salvo. Secondo i Brusca a San Giuseppe Jato nel 1993 circa trecento persone hanno seguito le loro indicazioni di voto, ma ci sono stati periodi in cui la mafia riusciva a \"muovere mille, millecento voti. Era la gente stessa che ci veniva a chiedere per chi doveva votare\". Nel 1994 il candidato scelto fu Musotto perché era della Destra e \"noi non votavamo per la Sinistra\". Riammesso in servizio, con un decreto del ministro Visco, il colonnello della Guardia di Finanza Aldo Lattanzi, condannato per corruzione con sentenza definitiva per aver preso tangenti e indagato per associazione a delinquere. Lattanzi era stato sospeso per un anno dalle sue funzioni, che adesso riprenderà mantenendo grado e stipendio. Il provvedimento suscita perplessità e proteste tra i magistrati del pool di Milano. Concluso a Palermo, con condanne per 67 anni di carcere, il processo contro 7 persone, accusate di aver gestito il racket nel quartiere Brancaccio. Le pene più elevate, rispettivamente 18 e 13 anni, ai fratelli Graviano: Giuseppe, ritenuto capomandamento della mafia di Brancaccio, e Filippo. | ||
| 3 Maggio 1997 | ||
| A Milano manifestazione del Polo contro il governo. In piazza più di 100.000 persone.
Rinviate a giudizio dal gip di Napoli 66 persone accusate di reati che vanno dall\'associazione camorristica al falso, alla truffa, all\'abuso d\'ufficio. Il provvedimento accoglie in larga parte le richieste della Procura, che nel giugno del \'95 aveva emessi 63 ordini di custodia cautelare (36 persone erano state arrestate a Napoli e le altre a Bologna, Genova, Roma, Bari, Salerno, Udine e Milano) e 25 avvisi di garanzia a politici e manager. Tra le persone rinviate a giudizio, tecnici ed amministratori delle aziende \"Giustino\", \"Cogefar-Impresit\", \"Rizzani\", \"Lombardini\", e 7 dirigenti delle cooperative della Lega. L\'accusa è di collusione con i camorristi del clan di Carmine Alfieri, ora pentito, e di quello di Francesco Schiavone per la gestione degli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto, per la costruzione di canali, ponti ed autostrade, con importi gonfiati e subappalti a ditte di mafiosi. I dirigenti delle cooperative si sono sempre difesi dicendo che i camorristi minacciavano di far saltare gli impianti se non avessero avuto i subappalti. Una delle principali aziende della camorra che avrebbe avuto subappalti è la \"Cosfonda\" dell\'architetto Alessandro Nocerino, considerato prestanome di Alfieri. Tra le persone prosciolte, l\'ex dirigente della Cogefar Enzo Papi, l\'imprenditore Licio Claudio Lombardini, l\'ex dirigente e l\'ex amministratore della Società autostrade, Sergio D\'Alò e Gianni Pasquarelli. Si suicida a Catania Massimiliano Calì, un giovane pregiudicato per spaccio di droga che aveva deciso di collaborare con la giustizia. Si è ucciso nell\'alloggio temporaneo protetto, poche ore dopo aver parlato con la polizia. Sembra che la moglie non sapesse niente della sua decisione di collaborare. Due fratelli di Calì, Giovanni e Nuccio, sono stati uccisi, mentre il padre e un fratello sono da tempo collaboratori di giustizia e si sono autodenunciati come affiliati al clan \"Cappello\". Uccisi a Carlentini (Sr) in un agguato mafioso Vincenzo Rio e Vincenzo Poidomani, il primo ritenuto un trafficante di droga e il secondo legato, assieme al fratello Salvatore ora in carcere, a una delle famiglie di Francofonte coinvolte negli anni ottanta in una guerra tra cosche. Scoperti in un pozzo, in una frazione di Aci Sant\'Antonio (Ct), i corpi di un uomo e una donna uccisi quattro anni fa dai killer del clan \"Laudani\" per un regolamento di conti. La scoperta è avvenuta su indicazione del pentito Alfio Giuffrida, che si è autoaccusato del duplice omicidio. Al processo d\'appello per gli omicidi di Michele Reina, Piersanti Mattarella e Pio La Torre, ascoltato Francesco Di Carlo. Secondo il pentito, l\'ex segretario della Dc palermitana Reina fu ucciso per fare un favore a Vito Ciancimino che era preoccupato di essere estromesso dagli appalti; Mattarella fu ucciso per la sua opera di rinnovamento e i killer furono Nino Madonia, Vincenzo Puccio e, forse, Pippo Gambino, questi ultimi morti nel frattempo. Reso noto, perché un fascicolo \"top secret\" è finito per errore tra le carte di un processo pubblico, che è indagato da circa due anni Michele Riccio, colonnello dei carabinieri, già responsabile della Dia ligure e del Ros di Genova ed ex collaboratore del generale Dalla Chiesa. Si sospetta che Riccio, dopo alcune operazioni antidroga, abbia fatto ritornare in mano a pentiti diversi quantitativi di stupefacenti. | ||
| 4 Maggio 1997 | ||
| Viene data notizia che dal primo maggio due collaboratori di giustizia catanesi, Giuseppe Muzio e Orazio Chinnici, digiunano davanti al Viminale per protestare contro la revoca del programma di protezione. Sia il primo, che ha collaborato con i magistrati torinesi negli anni \'80, che il secondo, collaboratore dal \'96, sono stati abbandonati dalle mogli per la loro scelta.
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| 5 Maggio 1997 | ||
| Arrestate 12 persone accusate di far parte di una cosca mafiosa di Bagheria (Pa). Tra i reati contestati l\'omicidio di Salvatore Mineo, un commerciante ucciso nel febbraio del \'92 perché si sarebbe ribellato al racket. I capi della cosca sarebbero Pietro e Tony Bartolo Lo Coco e Pietro Granà, anch\'essi arrestati.
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| 6 Maggio 1997 | ||
| Arrestati a Messina 2 sindacalisti della Cgil, Nicola Gaglio e Carmelo Cortese, e un funzionario dell\'Inps, Domenico Buscemi, con l\'accusa di aver preteso tangenti da disoccupati per sveltire l\'iter per ottenere l\'indennità di disoccupazione.
Arrestato a Catania Giovanni Parasiliti, uno dei più noti imprenditori edili etnei, con l\'accusa di abuso d\'ufficio, truffa e frode, nell\'ambito dell\'inchiesta sui lavori per la costruzione della superstrada Isernia-Vasto. Per questa stessa inchiesta, tra ottobre e novembre del \'96, erano stati arrestati 14 tra funzionari ed imprenditori pubblici. Depositati agli atti del processo Borsellino bis i verbali dei confronti, avvenuti due anni fa, tra il pentito Vincenzo Scarantino e gli altri due pentiti Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Scarantino dice di aver incontrato Di Matteo in compagnia di Pietro Aglieri e poi ad una riunione con Totò Riina e che Di Matteo e La Barbera avrebbero partecipato alla preparazione della strage di via D\'Amelio. Di Matteo nega di aver partecipato a riunioni con Riina, ed entrambi i pentiti affermano di non aver partecipato alla strage e di non aver mai conosciuto Scarantino. Sequestrati agli imputati della strage di Capaci, compresi i collaboratori di giustizia, beni per 65 miliardi, a copertura delle spese processuali e per il mantenimento in carcere degli stessi imputati. Confiscati beni per oltre 1.000 miliardi al costruttore palermitano Vincenzo Piazza, in carcere da tre anni e sotto processo con l\'accusa di associazione mafiosa. Tra i beni confiscati, venti aziende, coordinate dalle holding \"Immobiliare Caravaggio\" e \"Leonardo da Vinci\" intestate alla moglie e alla figlia, 10 scuole, 131 appartamenti, 122 magazzini, 8 capannoni industriali, terreni a Palermo, Carini, Ragusa e Monteroni d\'Arbia, nel Senese, dove l\'imprenditore possiede aziende agricole. Migliaia di appartamenti sono tuttora affittati alla Regione, al Comune, alla Provincia e ad altri Enti pubblici. Una quota dell\'azienda agricola toscana era del genero del costruttore, Ignazio Zummo, figlio dell\'imprenditore Francesco Zummo, accusato di essere prestanome di Vito Ciancimino, assieme al socio Francesco Civello. Delle imprese di Piazza si parlava già negli atti della Commissione antimafia degli anni \'60-\'70. | ||
| 7 Maggio 1997 | ||
| Scontro tra magistrati e politici sul decreto, approvato il 29 aprile al Senato e in discussione alla Camera, secondo cui nei processi non potranno più essere utilizzati i verbali dei collaboratori, accusati di reato connesso, che in aula si avvalgono della facoltà di non rispondere. Dalle procure di Milano, Napoli e Palermo, ma anche da altri magistrati e dalla presidente dell\'Associazione nazionale magistrati, Elena Paciotti, vengono espresse preoccupazioni per il rischio che debbano ricominciare diversi processi, con il pericolo che alcuni reati cadano in prescrizione. Anche il ministro Giovanni Maria Flick prende le distanze ricordando che il governo era contrario all\'estensione della norma a tutti i procedimenti in corso, ma viene criticato sia dal Polo, che chiede le dimissioni del ministro, che dall\'Ulivo. Esponenti politici negano che si voglia dare un colpo di spugna e il Polo accusa i magistrati di non volere garantire l\'uguaglianza tra accusa e difesa. Le polemiche continueranno nei giorni successivi, per alcune critiche espresse dal pm di Milano, Francesco Greco, per il quale il ministro Flick chiederà l\'avvio di un procedimento disciplinare, e dal pm di Palermo, Roberto Scarpinato.
Emessi dalla Procura di Caltanissetta 23 ordini di custodia cautelare, 11 per persone già in carcere, in una operazione, denominata \"Squarcio\", nata dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, Vincenzo Regina, che aveva già fatto qualche anno di carcere ma che era libero quando ha deciso a collaborare. Regina si è autoaccusato, e ha accusato gli arrestati, di far parte di una cosca legata a Cosa nostra, dedita ad estorsioni, furti, spaccio di droga e responsabile anche di 3 omicidi. Eseguiti 22 arresti a Catania nell\'ambiente degli spacciatori di droga. Pubblicate dal quotidiano \"La Repubblica\" alcune pagine di diario dell\'imprenditore palermitano Innocenzo Lo Sicco, costretto a vivere protetto in un luogo segreto per aver denunciato gli estortori, tra cui i fratelli Graviano. | ||
| 8 Maggio 1997 | ||
| Arrestate 11 persone, tutte incensurate o con precedenti penali di poco conto, accusate di aver sostituito i capimafia corleonesi finiti in carcere. Tra di essi Mario Salvatore Grizzafi, nipote di Totò Riina, che avrebbe partecipato a summit con Giovanni Riina.
Reso noto, per una fuga di notizie, che la Procura di Milano avrebbe emesso ordini di arresto per i due figli dell\'ex magistrato Renato Squillante, Mariano, corrispondente della Rai a Londra, e Fabio, corrispondente de \"La Stampa\" a Bruxelles, e per la moglie russa di quest\'ultimo, Olga Favtchenko che, dopo l\'arresto del suocero, avrebbe prelevato il denaro depositato alla Sbt di Bellinzona. Sarebbe emerso anche che l\'acquisto di un appartamento a Roma, fatto da Mariano Squillante, sarebbe avvenuto in parte con denaro la cui provenienza non è stata accertata. La moglie di Raffaele Cutolo, Immacolata Iacone, dichiara che il marito si è pentito davanti a Dio e ha come padre spirituale il vescovo di Caserta, Raffaele Nogaro. Cutolo e la moglie, che svolge opera di volontariato lavorando con Nogaro, chiedono di potere avere un figlio, anche ricorrendo alla inseminazione artificiale. | ||
| 9 Maggio 1997 | ||
| A Venezia, un commando di 8 leghisti veneti sequestra a mano armata un traghetto e occupa piazza San Marco, collocandovi un autoblindo costruito artigianalmente, e il campanile. Vengono arrestati dopo poche ore. Umberto Bossi dichiara che il gesto è opera dei servizi segreti per screditare la Lega. Gianfranco Miglio e gli imprenditori della Life (Liberi imprenditori federalisti europei) il cui obiettivo è l\'obiezione fiscale contro lo Stato italiano, con in testa il fondatore Fabio Padovan, plaudono all\'iniziativa.
Si impicca nel carcere di Monaco, Massimo Laquatra, un giovane di Enna emigrato un anno fa per lavoro, che era stato arrestato assieme ad altri 3 italiani per spaccio di droga. | ||
| 10 Maggio 1997 | ||
| Aperta una nuova inchiesta sull\'omicidio del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio del 1980, dopo le dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo. Per il delitto Mattarella erano stati accusati come esecutori i terroristi di destra Giusva Fioravanti e Gilberto Cavallini, ma erano stati assolti. Ora Di Carlo dice che Nino Madonia, che indica come il killer del presidente, ha \"gli occhi di ghiaccio\" proprio come era stato detto dell\'assassino di Mattarella.
Presi nelle campagne di Catania i latitanti Antonino Ferrara e Salvatore Troina, accusati di far parte del clan Laudani. | ||
| 11 Maggio 1997 | ||
| Ai ballottaggi per le amministrative, eletti sindaci: Castellani, dell\'Ulivo, a Torino; Albertini, del Polo, a Milano; Illy, dell\'Ulivo, a Trieste. A Pordenone e Lecco vince la Lega; a Novara e Ancona, l\'Ulivo; a Terni, Catanzaro e Crotone il Polo. Le elezioni dei presidenti di provincia vedono la vittoria dell\'Ulivo a Gorizia, Viterbo, Lucca e Mantova; del Polo a Pavia.
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| 12 Maggio 1997 | ||
| A Milano, in un processo di secondo grado per traffico di stupefacenti dove è imputato, Giovanni Brusca dice di avere ricevuto in prestito da Gaetano Sangiorgi, il genero di Nino Salvo imputato per l\'omicidio di Ignazio Salvo, 500 milioni per comprare una partita di eroina dai fratelli Salvatore ed Antonino Enea.
Sequestrati, tra Taormina e Giardini Naxos (Ct), beni per 30 miliardi, appartenuti a Venerando Scavo, un imprenditore che, secondo gli inquirenti, faceva capo al clan catanese Cappello-Pace. Scavo venne assassinato nell\'aprile \'95, poco prima di essere arrestato per associazione mafiosa. Il suo patrimonio, che risulta intestato a prestanome incensurati che sono stati denunciati, consiste in appartamenti, ville, negozi, depositi e cantine, aree di parcheggio, due alberghi, un ristorante e una discoteca, ed era suddiviso in 6 società del settore turistico per le quali non è stato trovato alcun finanziamento bancario. A Campobasso rapito il figlio di 13 mesi del pentito Salvatore Zirpoli. I carabinieri hanno trovato in serata il bambino a Ercolano, in casa di Pio Marmoglia, marito della convivente di Zirpoli. In un primo momento sembrava che il sequestro fosse un ulteriore tentativo per intimidire i fratelli Salvatore e Leonardo Zirpoli, entrambi collaboratori di giustizia: il 26 gennaio era stato ucciso il figlio di Leonardo, Ciro, di cui successivamente era stata profanata la tomba. Prima era stata ferita una loro sorella naturale. Dopo due giorni verranno emessi ordini di custodia per Salvatore Zirpoli e la convivente, Giorgina Scartamaglio, accusati di calunnia in concorso: avrebbero simulato il rapimento, facendo cadere i sospetti su Lucio Di Giovanni (già arrestato nell\'inchiesta sui clan vesuviani) per finalità non ancora accertate. La vicenda potrebbe avere effetti sulle inchieste e sui processi in cui è stata utilizzata la collaborazione di Zirpoli, poiché l\'accusa di calunnia potrebbe sminuirne la credibilità. Attentato incendiario contro un camion di una ditta che sta completando la strada di collegamento tra San Giuseppe Jato e Piana degli Albanesi (Pa). Un tratto di strada era stato eseguito dalla ditta di Angelo Siino, che gestiva gli appalti per conto di Totò Riina ed è stato condannato per associazione mafiosa. | ||
| 13 Maggio 1997 | ||
| Arrestato a Napoli Enrico Frattasio assieme al padre e 3 fratelli. Sono accusati di associazione a delinquere, truffa e falso per la loro attività di duplicazione abusiva e vendita di cassette e Cd. Il giro d\'affari dell\'organizzazione, che comprende almeno altre 10 persone, è di 320 milioni al mese.
Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dal Ministero di Giustizia, al dicembre 1996 i tossicodipendenti in carcere erano 13.859 (13.092 uomini e 767 donne) su un totale di 43.358 detenuti, pari al 29,25%. Tra di essi, 6.424 sono accusati di reati collegati al traffico di stupefacenti e 7.435 per altri reati. Al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo depone l\'ex deputato del Pci Gustavo Minervini, firmatario di una delle relazioni di minoranza della Commissione Sindona. Minervini riferisce di alcune lettere inviate dalla comunità italoamericana e dallo stesso Sindona ad Andreotti per chiedere un suo intervento in favore del banchiere, ma dichiara che alla Commissione non risultò che Andreotti avesse risposto e che l\'ambasciatore italiano a New York escluse che ci fossero stati incontri tra Sindona ed il senatore. Al processo viene letta una lettera di Leoluca Bagarella che smentisce alcune dichiarazioni del pentito Tony Calvaruso, secondo cui Bagarella, durante un colloquio con lo stesso Calvaruso, mentre si trovavano al villaggio \"Euromare\" di Campofelice di Roccella (Pa) nell\'estate del 1994, avrebbe detto che Andreotti, negando ogni addebito, \"si stava comportando da uomo d\'onore\". Bagarella nega che in quel periodo potesse trovarsi in quel posto, che era già stato indicato come uno dei suoi covi dal pentito Giovanni Drago. Sospesa la protezione a Tiziana Augello, la collaboratrice di giustizia che dette un notevole contributo per fare arrestare il capomafia di San Cataldo (Cl) Leonardo Messina, ora pentito, e molti altri mafiosi del Nisseno. La notizia è stata data dalla stessa Augello che ha detto di non aver ricevuto nessuna spiegazione dal Servizio speciale di protezione e che forse il provvedimento è dovuto al fatto di essere ritornata in Sicilia senza permesso. La Augello, madre di un bambino, è senza lavoro ed era tornata in Sicilia per curarsi presso il Servizio per le tossicodipendenze di Caltanissetta. Arrestati a Partinico due giovani accusati di avere fatte richieste estorsive ad un commerciante, che ha denunciato tutto e ora è costretto a vivere con la famiglia in una località segreta. Gli arrestati sono Gaetano Lo Baido e Antonino Calandra, incensurati ma sospettati di essere legati al mafioso Vito Vitale, forse mandante del tentativo di estorsione. Sequestrata un\'azienda del valore di 1 miliardo al presunto capomafia di Polizzi Generosa (Pa), Vincenzo Maranto. Al processo che si svolge a Palermo contro Vito Galatolo, figlio del capomafia del rione Acquasanta, depone Antonino Cipponeri direttore della Fincantieri, la società che gestisce il Cantiere navale di Palermo. Cipponeri, imputato di reato connesso, nega che al Cantiere ci siano mai state infiltrazioni mafiose. Le denunce contro Galatolo erano state fatte dall\'operaio Gioacchino Basile, ex sindacalista della Cgil che è stato lincenziato dal Cantiere e ha subito intimidazioni ed attentati, ed erano state confermate dalle dichiarazioni del pentito Marco Favaloro. Basile aveva accusato anche il direttore per smaltimento abusivo di rifiuti speciali. | ||
| 14 Maggio 1997 | ||
| Arrestato a Palermo, assieme ad altre 5 persone, Giuseppe Greco, fratello di Carlo Greco, il braccio destro di Aglieri arrestato nel luglio scorso. Giuseppe Greco, Luigi Cuccia e Salvatore Adelfio sono accusati di associazione mafiosa, gli altri tre di favoreggiamento per aver ospitato Carlo Greco e l\'avvocato Gaetano Zarcone, anch\'esso ricercato per associazione mafiosa e ancora latitante. Da alcune intercettazioni ambientali, ottenute mediante microspie piazzate nel covo dei Greco, gli investigatori hanno avuto la conferma di un piano per far fuggire alcuni mafiosi dall\'Asinara.
Nominato monsignore padre Salvatore Salvia, l\'arciprete di Giardinello (Pa) su cui la Procura di Palermo indaga per associazione mafiosa perché, secondo le dichiarazioni di un pentito, avrebbe ospitato il latitante Antonino Geraci. La nomina è stata ufficializzata dal vescovo di Monreale, Salvatore Cassisa. | ||
| 15 Maggio 1997 | ||
| Arrestato il vicepresidente della Regione campana e presidente della locale Camera di Commercio, Antonio Franco Girfatti, di Forza Italia, accusato di associazione per delinquere e peculato. I fatti contestati riguardano i rapporti intercorsi, nel periodo che va dall\'83 al 92, tra la Banca Massicana (adesso chiusa), di cui Girfatti all\'epoca era amministratore delegato e direttore generale, e la Usl 11 di Vairano Scalo, nel Casertano, da cui la banca ottenne \"indebitamente\" interessi non dovuti e commissioni di massimo scoperto per oltre 1 miliardo. Assieme a Girfatti sono stati arrestati il fratello e un\'altra persona. Forza Italia afferma che il provvedimento è frutto di \"abominio giuridico\".
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| 16 Maggio 1997 | ||
| Confermata in Cassazione la condanna a sei mesi, per illecito finanziamento ai partiti, a Primo Greganti e Giancarlo Quagliotti, ex dirigenti del Pci di Torino.
Arrestate, per ordine della Procura di Palermo, 10 persone di paesi della zona delle Madonie, con l\'accusa di essere legate a Cosa nostra o di avere avuto rapporti a vario titolo con mafiosi. Tra gli arrestati l\'imprenditore edile di Casteldaccia (Pa), Girolamo Drago, che nelle ultime elezioni per il rinnovo del parlamento regionale era nelle liste di An e che è accusato di aver pagato, in cambio di voti, il mafioso di Trabia, Giuseppe Rancadore, tramite l\'imprenditore Antonino Morello e il suo segretario Giuseppe Cavaleri anch\'essi arrestati. E\' stato reso noto che uno degli imprenditori pagava gli estortori operando una \"trattenuta\" sullo stipendio degli operai, che non hanno denunciato il fatto perché preoccupati di perdere il posto. Drago, il 2 giugno, verrà scarcerato dal tribunale del riesame di Palermo, per mancanza di indizi. Condannato a 16 mesi di carcere l\'ex segretario del Msi di Palermo, Nicola Vozzo, che ha confessato di avere ospitato il mafioso, ora pentito, Salvatore Cucuzza. Il 14 luglio comincerà il processo contro altri 8 presunti fiancheggiatori di Cucuzza. Resa nota in una seduta della Commissione stragi una lettera del giudice di Venezia, Carlo Mastelloni, uno dei magistrati che indagano sulle liste segrete degli informatori dell\'Ufficio affari riservati, ritrovate e sequestrate nei giorni scorsi. Il giudice scrive: \"La divisione operante al Ministero dell\'Interno ha costituito per oltre trent\'anni il contenitore esclusivo di notizie di reato sui maggiori fatti eversivi consumati in Italia, arrogandosi la scelta di sviluppo o meno, nella sede giudiziaria, delle informative costituenti notizie di reato\". L\'ufficio, una sorta di polizia parallela, avrebbe coperto gli autori delle stragi accadute in Italia, a partire da quella di piazza Fontana a Milano, per la quale creò la falsa pista della responsabilità degli anarchici. | ||
| 17 Maggio 1997 | ||
| Arrestate a Palermo 3 persone accusate di essere prestanome di Pippo Calò e di far parte della cosca di Porta nuova. Sono: Luigi Faldetta, già condannato al maxiprocesso per ricettazione, Vincenzo e Giuseppe Bellino, zio e nipote. Sono state sequestrate le quote di nove società edili (sette con sede a Palermo e due a Mantova) intestate a Faldetta, il quale, secondo il pentito Salvatore Cancemi, ha continuato a costruire a Palermo con i soldi di Calò, anche dopo l\'arresto di quest\'ultimo.
Emessi nel Siracusano 38 ordini di custodia cautelare, 26 per persone già in carcere, per appartenenti ad un\'organizzazione dedita alle estorsioni, imposte anche sui funerali. Secondo gli inquirenti l\'organizzazione, che sarebbe responsabile anche di sette omicidi e di un tentato omicidio, era capeggiata da Antonio Trigila, soprannominato \"Pinnintula\" e alleato con tutti i capimafia della Sicilia orientale. L\'operazione, denominata \"Ducezio\", si è avvalsa della collaborazione di diversi pentiti e di Giovanna Cretto, convivente di Francesco Marino, ex appartenente al clan e ora pentito. La donna, che era amica di Trigila, si pentì dopo l\'uccisione, avvenuta a Noto nel \'92, di Sebastiano e Corrado Andolina, rispettivamente padre e figlio: la morte di Corrado, che non aveva avuto a che fare con la mafia, spinse la donna ad accusare gli assassini. | ||
| 18 Maggio 1997 | ||
| Pubblicata sul quotidiano "Il manifesto" una lettera, firmata da undici ex dirigenti di Lotta continua, in cui si riconosce che la campagna contro il commissario Luigi Calabresi superò "i limiti di una pur decisa contestazione e suscitò verso di lui sentimenti di odio, contribuendo a creare un clima che ha portato al suo assassinio" e che è senza scusanti che non si sia "spesa una parola sul valore della vita umana, seppure di un avversario". La lettera viene giudicata positivamente dalla vedova di Calabresi, mentre suscita dissensi tra altri ex militanti di Lc. | ||
| 19 Maggio 1997 | ||
| Accolta dal gip di Palermo la richiesta della Procura di rinvio a giudizio per Marcello Dell\'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo comincerà il 15 ottobre. Dell\'Utri e Forza Italia affermano che si tratta di \"un processo politico\".
Al processo per mafia contro Giulio Andreotti, il collaboratore di giustizia Gaetano Nobile dice di aver saputo che Andreotti era massone riservato e che avrebbe un patrimonio di 3.000 miliardi. Il giorno successivo testimonierà il giornalista Roberto Fabiani a cui Gelli avrebbe confidato di avere rapporti con Andreotti. Estradati dal Messico Francesca Vacca Agusta e Maurizio Raggio, accusati di aver gestito i fondi illeciti del Psi e di Bettino Craxi. | ||
| 20 Maggio 1997 | ||
| Bruciata l\'auto del sindaco di Partinico (Pa), Gigia Cannizzo, che già aveva subito altre intimidazioni.
Si suicida a Petralia Soprana (Pa) il giovane disoccupato Pierluigi Giunta. | ||
| 21 Maggio 1997 | ||
| Condannati dal Tribunale di Marsala (Tp), a 3 anni per concorso in associazione mafiosa, l\'ex sindaco di Mazara del Vallo Gaspare Bocina e l\'imprenditore Vito Di Giorgi. Per associazione mafiosa sono stati condannati a 7 anni il fratello del capomafia Mariano Agate, Giovan Battista, e a 6 anni l\'imprenditore Paolo Lombardino.
Arrestato ad Acicatena (Ct) il latitante Salvatore Pappalardo, ritenuto elemento di spicco del clan Laudani. | ||
| 22 Maggio 1997 | ||
| Al processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta chiesti dai pubblici ministeri 32 ergastoli per mandanti ed esecutori materiali, pene ridotte (dai 13 ai 15 anni) per i collaboratori di giustizia, 30 anni per Giovanni Brusca, assoluzione per la strage ma 14 anni per associazione mafiosa per l\'imprenditore Salvatore Sbeglia.
Arrestati a Venezia Enrico Carella e Massimiliano Marchetti, rispettivamente titolare e dipendente dell\'impresa di impianti elettrici \"Viet\" impegnata nei lavori di adeguamento del teatro La Fenice, distrutto da un incendio il 29 gennaio dell\'anno scorso: avrebbero provocato l\'incendio per non pagare una penale per ritardata consegna dei lavori. Gli inquirenti però non hanno abbandonato la pista dell\'attentato mafioso, per la quale si è aggiunta la testimonianza del collaboratore Domenico Di Marco (che però non viene ritenuto attendibile) che avrebbe riferito che un suo cugino avrebbe sentito Pietro Aglieri parlare di un gesto intimidatorio compiuto a Venezia. Viene reso noto che in molte informative dell\'Ufficio affari riservati del Ministero degli Interni, trovate nei fascicoli dell\'archivio scoperto nel novembre scorso in un deposito del Viminale alla periferia di Roma, compare il nome \"Anna Bolena\" che sarebbe il nome in codice dell\'informatore Enrico Rovelli, infiltrato negli anni \'60 nel gruppo anarchico di cui faceva parte Giuseppe Pinelli. Sembra che Rovelli abbia avuto un ruolo nel depistaggio per la strage di piazza Fontana. | ||
| 23 Maggio 1997 | ||
| Secondo il pentito Vincenzo Sinacori, Mauro Rostagno sarebbe stato ucciso dalla mafia per le sue denunce contro mafiosi e spacciatori di droga. Le indagini del delitto passano alla Procura di Palermo.
All\'udienza del processo per la strage di Capaci, nel giorno del quinto anniversario, si assentano tutti gli avvocati degli imputati e gran parte degli stessi imputati. I difensori delle parti civili chiedono che vengano individuati e condannati i \"mandanti occulti\" della strage e chiedono complessivamente 115 miliardi di risarcimento. I familiari di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, non avendo \"subito un danno materiale come le vedove degli agenti di scorta\", chiedono soltanto la cifra simbolica di 10.000 lire perché \"quel denaro è sporco di sangue\". Primo interrogatorio per Maurizio Raggio che ha ammesso di avere avuto da Bettino Craxi l\'incarico di svuotare i conti svizzeri, dove erano depositati i fondi illeciti del Psi e dello stesso Craxi, per impedire che venissero scoperti dal pool di Milano: parte dei fondi sarebbero stati depositati in un conto segreto indicatigli da Craxi e, secondo la deposizione di Raggio, utilizzati non per ripianare i debiti del Psi ma per le spese private della famiglia Craxi; parte si troverebbero in una banca delle Bahamas e parte li avrebbe spesi lo stesso Raggio per la sua lussuosa latitanza in Messico. | ||
| 24 Maggio 1997 | ||
| Al processo per l\'omicidio di Mino Pecorelli, l\'avvocato Rodolfo Guzzi, ex difensore di Michele Sindona, conferma che Giulio Andreotti si interessò al salvataggio della banca di Sindona ma senza un impegno concreto e che Sindona gli disse di averlo incontrato negli Stati Uniti.
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| 25 Maggio 1997 | ||
| Si suicida impiccandosi Roberto Solito, ex vicedirettore della Banca popolare di Milano, per il quale era stato richiesto il rinvio a giudizio per falso in bilancio assieme ad altri ex amministratori dell\'istituto. L\'accusa nei riguardi di Solito, del presidente Pietro Schlesinger e di altri dirigenti, fra cui il direttore finanziario Michele Minnoia, è di non aver scritto in bilancio un passivo di 600 miliardi, creando dei falsi utili per circa 400 miliardi che sarebbero stati distribuiti illegittimamente tra gli stessi dirigenti, i loro amici e parenti.
Tentato omicidio a Gela (Cl) contro Carmelo Fiorisi. L\'attentatore, Carmelo Di Bartolo, viene sorpreso a casa a letto, ancora vestito e con le pistole addosso. Si pensa a contrasti all\'interno delle cosche. Durante la notte nel paese vengono compiuti cinque attentati incendiari, ma le vittime dichiarano di non avere avuto richieste estorsive. | ||
| 26 Maggio 1997 | ||
| Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Montegiordano Marina (Cosenza) 39 chili di marijuana al siciliano Giuseppe Ciancimino che è stato arrestato. Forse Ciancimino stava trasportando la droga dalle Puglie in Sicilia.
Arrestate a Palermo 4 persone accusate di riciclaggio di centinaia di miliardi di valuta estera e titoli di credito. Sono: il consulente finanziario Alfredo Catalano; l\'imprenditore Armando Glorioso, che nell\'82 fu arrestato a New York assieme a Matteo Romano appartenente alla famiglia mafiosa dei Gambino, e gli imprenditori Ugo e Vincenzo Corsaro. | ||
| 27 Maggio 1997 | ||
| Arrestati a Roma 3 collaboratori di giustizia catanesi: Maurizio Avola e Claudio Severino Samperi, del clan Santapaola, e il fratello di Samperi, Alfio. Sono accusati di aver compiuto due rapine, a distanza di un anno, in un\'agenzia romana della Cassa di Risparmio delle Marche. Avola si era autoaccusato dell\'omicidio di Giuseppe Fava.
Nella località protetta dove si trova è stato arrestato anche il pentito della mafia del Messinese, Orlando Galati Giordano, con l\'accusa di traffico di stupefacenti. Viene reso noto che il parroco di una chiesa di Cefalù (Pa), padre Santino Di Ganci, ha mandato una lettera di solidarietà all\'imprenditore Giusy Farinella, un cugino del capomafia di San Mauro Castelverde (Pa) arrestato con l\'accusa di associazione mafiosa e di essere vicino a Leoluca Bagarella. Nella lettera il parroco ricorda che Farinella è un fervente cristiano e che le persone con cui \"ogni giorno ha celebrato l\'eucarestia sono convinti che l\'arresto è frutto di un tragico disguido\". Farinella al momento dell\'arresto aveva mostrato un\'immaginetta di Padre Pio a cui si era raccomandato. Il vescovo di Cefalù prende le distanze dal sacerdote. | ||
| 28 Maggio 1997 | ||
| A Genova, alla Conferenza internazionale sull\'eroina, Raymond Kendall, segretario generale dell\'Interpol, ha ammesso che \"la quantità di droga, in particolare di eroina, è in aumento ed è impossibile fermare questa crescita. La polizia da sola non vincerà mai la battaglia: è indispensabile che i governi investano il loro denaro nelle comunità di recupero\". In Italia nel 1996 sono stati sequestrati 1.251 kg di eroina, 2.336 kg di cocaina e 11.639 kg di cannabis.
Emessi a Catania 13 ordini di custodia cautelare, di cui 2 per persone già in carcere, per presunti appartenenti al clan Santapaola. Sono stati sequestrati beni per circa 40 miliardi, tra cui un lido balneare di Catania. In una intercettazione telefonica si parla di un pagamento di 25 milioni ad \"un giudice\" che non è stato identificato. Arrestata a Messina Giuseppa Alleruzzo accusata di avere fatto uccidere il marito Luciano Scipilliti. Come responsabili dell\'omicidio, avvenuto nel \'95, erano state accusate dal pentito Luigi Forami cinque persone, tra cui il cognato della vittima, Francesco Alleruzzo, il capomafia Domenico Papale e suo fratello Salvatore. Ora assieme alla Alleruzzo è stato arrestato Forami come responsabile dell\'omicidio. Sembra che i due arrestati avessero intrapreso delle piccole attività illecite e che lo Scipilliti sia stato ucciso perché contrario a tali attività, ma anche per punirlo di una relazione extraconiugale. Forami, che era in cella per ricettazione, avrebbe fatto false dichiarazioni nei riguardi dei mafiosi con l\'intenzione di eliminarli per prendere il loro posto. Il 19 giugno Alleruzzo e Forami verranno scarcerati perché il Tribunale delle libertà non riterrà sufficienti gli indizi a loro carico. Arrestati a Palermo 5 spacciatori di droga del quartiere Zen che utilizzavano anche dei bambini per consegnare le dosi. | ||
| 29 Maggio 1997 | ||
| Morto Gioacchino Franzone, un anziano fabbro di Cassibile (Sr) che era stato ferito il 24 in un agguato. Feriti alle gambe a Napoli due tredicenni dal carabiniere in borghese che avevano tentato di rapinare. Per uno dei due, già noto agli inquirenti, sarebbe la decima rapina. | ||
| 30 Maggio 1997 | ||
| Viene reso noto che il 27 scorso il pentito Santino Di Matteo era scomparso dal suo nascondiglio segreto, dove ha fatto ritorno ieri. Il suo avvocato ha chiarito che non si è trattato di una fuga, ma di una protesta: il pentito vorrebbe vendere alcuni beni che non sono stati messi sotto sequestro per comprare un appartamento nella località segreta dove vive con la famiglia, ma non si trovano compratori, forse perché intimiditi dai mafiosi.
Arrestati, per ordine del gip di Perugia in seguito ad indagini avviate dalla Procura milanese e spezzina, il magistrato Orazio Savia, l\'imprenditore Domenico Bonifaci, proprietario del quotidiano \"Il Tempo\" e titolare della società \"Italvie\", e il commercialista Sergio Melpignano, con l\'accusa di corruzione in atti giudiziari, appropriazione indebita, false comunicazioni sociali. Savia, ex procuratore della Repubblica di Cassino, era stato arrestato per corruzione il 17 settembre scorso nell\'ambito dell\'inchiesta della Procura di La Spezia su Pier Francesco Pacini Battaglia, perché sarebbe stato \"stabilmente retribuito\" per favori resi al banchiere. Melpignano era stato arrestato nel luglio scorso perché coinvolto in una vicenda relativa ad una frode fiscale del gruppo Armellini e nella vicenda della tangente Enimont, in cui era coinvolto anche Bonifaci. Melpignano avrebbe messo a disposizione di Savia la società \"Promontorio srl\", in cui il magistrato avrebbe versato più di 1 miliardo di lire, ottenuti da Bonifaci \"per compiere atti contrari ai propri doveri\": Savia si sarebbe attivato per aiutare Bonifaci e Melpignano nei loro problemi giudiziari e per la vicenda della tangente Enimont. Si indaga anche sul suicidio di Sergio Castellari, per vent\'anni direttore generale delle Partecipazioni statali, che si sospetta sia stato indebitamente arrestato da Savia, nell\'ambito della vicenda Enimont, per sottrarre l\'inchiesta alla Procura di Milano. Arrestato negli Stati Uniti il finanziere Felice Rovelli, su ordine della Procura di Milano, nell\'ambito dell\'inchiesta per i 680 miliardi ottenuti da parte dell\'Istituto immobiliare italiano (Imi) dagli eredi Rovelli, ufficialmente come risarcimento per la liquidazione della Sir, avvenuta \"a prezzi stracciati\". In seguito alla chiusura della vertenza gli eredi Rovelli pagarono agli avvocati Giovanni Acampora, Attilio Pacifico e Cesare Previti complessivamente più di 66 miliardi di lire, il 10 per cento della somma incassata come risarcimento. Secondo la dichiarazione dei Rovelli la somma era stata pagata per impegni presi da Nino Rovelli, che ne aveva parlato ai figli prima di morire ma di cui non aveva specificato le ragioni. La Procura di Milano ipotizza che gli eredi Rovelli sapessero invece che \"le somme pagate agli avvocati erano state riservate a beneficio di pubblici funzionari\" per far sparire dal faldone del processo la procura speciale dell\'Imi e ottenere indebitamente il risarcimento. Era stata chiesta l\'estradizione anche per la madre di Felice Rovelli, Primarosa Battistella, che si trova in Svizzera e che è riuscita a convincere le autorità elvetica dell\'assenza dei presupposti giuridici. Anche il figlio tenterà di opporsi all\'estradizione, ma è più difficile che ci riesca visto che si tratta di reato di corruzione, comune ai due ordinamenti giuridici. Condannate a Palermo con il rito abbreviato, a complessivi 110 anni di carcere, 18 persone accusate di associazione mafiosa, estorsione e traffico di stupefacenti. In particolare erano accusati di avere taglieggiato i commercianti e gli albergatori del centro di Palermo, di cui nessuno si è costituito parte civile. | ||
| 31 Maggio 1997 | ||
| Rinviate a giudizio 87 persone, tra cui Totò Riina, Leoluca Bagarella, Francesco e Matteo Messina Denaro e Mariano Asaro, per 63 omicidi commessi nell\'arco di trent\'anni nel Trapanese. In sede di udienza preliminare si sono costituiti parte civile 14 Comuni, tra cui Torino e Rimini, e 3 donne. Il processo, denominato \"Omega\", inizierà ad ottobre.
Morto nel carcere di Padova Dinari Elai Ben Lazar, un cittadino algerino che, dopo qualche giorno dall\'arresto avvenuto il 17 febbraio scorso durante un\'operazione antidroga, aveva iniziato uno sciopero della fame per protesta, perché si era sempre dichiarato innocente. Era stato ricoverato in infermeria e sottoposto al trattamento obbligatorio, ma aveva continuato a digiunare. Ucciso a Catania con sei colpi di pistola il pluripregiudicato Giovanni Miraldi, ritenuto vicino al clan Ferrera-Santapaola. Era stato scarcerato da dieci giorni. Ucciso a Hamilton, in Canada, l\'anziano boss mafioso, Johnny Papalia. Figlio di uno dei trafficanti di whisky durante il proibizionismo, Papalia era capo di una delle più potenti famiglie dell\'Ontario. | ||