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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Aprile 1999 | ||
| Sequestrata a Licata (Ag) una piantagione di canapa indiana e 64 chili di marijuana. Arrestate due persone. Ucciso a Vibo Valentia il carabiniere Domenico Trinchi. | ||
| 2 Aprile 1999 | ||
| Trovato a Licata (Ag) il cadavere dell'operaio incensurato Matteo Lo Giudice di Palma di Montechiaro (Ag), ucciso a colpi di pistola. | ||
| 3 Aprile 1999 | ||
| Inviati dalla Procura di Palermo alla Camera dei deputati nuovi atti a supporto della richiesta d'arresto per Marcello Dell'Utri. Si tratta di fotografie in cui si vede Dell'Utri entrare con una valigetta, e uscirne senza, nella casa del collaboratore di giustizia Giuseppe Chiofalo dove è stata trovata una somma di ottanta milioni, che, secondo la Procura, sarebbe un compenso per i tentativi che avrebbe fatto Chiofalo per screditare altri collaboratori che avevano accusato il deputato. Arrestato a Catania il pregiudicato per associazione mafiosa Gaspare Greco, accusato di appartenere alla Stidda di Gela (Cl) e ricercato dalla Dia di Milano per traffico di droga. Arrestato a Caserta il latitante Salvatore Ammutinato, affiliato al clan di Antonio Mezzero legato ai "Casalesi". Ucciso dai carabinieri a Vigevano, durante una sparatoria seguita ad un tentativo di rapina in una banca, il pregiudicato Vincenzo Amore, originario di Caltagirone (Ct). Arrestate dai carabinieri di Napoli 12 persone accusate di contrabbando di sigarette: ne sono state sequestrate quattro tonnellate. | ||
| 4 Aprile 1999 | ||
| Pasqua di guerra | ||
| 5 Aprile 1999 | ||
| Arrestati a Cagliari i fratelli Massimiliano e Alessio Farci accusati dell'assassinio del giovane Roberto Baldussi, ucciso il 31 marzo ma il cui cadavere è stato ritrovato sotto un cavalcavia il 3 aprile. I due fratelli, che hanno confessato, hanno ucciso Baldussi per impossessarsi della Lotus, valutata 35 milioni, che l'ucciso voleva vendere. | ||
| 6 Aprile 1999 | ||
| Scarcerati per decorrenza dei termini cinque imputati del processo alla mafia delle Madonie (denominato "Armilleri + 10") iniziato due anni e mezzo fa. Tra loro Domenico Farinella, figlio di Giuseppe capomafia di San Mauro Castelverde (Pa), e Samuele Schittino, ritenuto capo della famiglia di Lascari (Pa), accusati, oltre che di associazione mafiosa, di tentati omicidi ed estorsioni. I due verranno arrestati di nuovo il 13 aprile per gli omicidi, avvenuti il 29 novembre 1990, di Pino Oieni, un killer ritenuto non più affidabile dai mafiosi, e del suo amico Marco Grasso, e per l'omicidio dell'ex carabiniere Domenico Lo Iacono, avvenuto il 10 settembre del '93, ucciso dopo aver compiuto alcuni omicidi per conto di Cosa nostra. Emesso un mandato d'arresto per il finanziere Boris Berezovskij e per il banchiere Aleksandr Smolenskij accusati di riciclaggio dalla Procura federale russa. Berezovskij e Smolenskij, diventati miliardari in pochi anni (iniziando il primo con il commercio delle auto prodotte dalle industrie pubbliche per l'estero, il secondo con lo sfruttamento delle sovvenzioni statali per le cooperative edili), sono padroni anche di giornali e televisioni e fanno parte dell'ambiente vicino a Boris Eltsin. Il procuratore Jurij Skuratov, che aveva avviato le indagini, è stato sospeso da Eltsin con il pretesto del suo coinvolgimento in uno scandalo a sfondo sessuale. | ||
| 7 Aprile 1999 | ||
| Ucciso a Catania a colpi di pistola il giovane pregiudicato Sandro Scarpato. Rinviati a giudizio dal gip di Palermo Antonino Madonia, Giuseppe Lucchese e Vincenzo Galatolo accusati dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell'agente di scorta Domenico Russo. Prosciolti Nino Rotolo e Pietro Salerno, che erano stati accusati dal collaboratore Calogero Ganci, poi smentito dal collaboratore Francesco Paolo Anzelmo e da riscontri effettuati dagli inquirenti. Respinto dalla Cassazione il ricorso di Giuseppe Mandalari, il cosiddetto commercialista della mafia, condannato a otto anni di carcere dal Tribunale di Palermo con l'accusa di associazione mafiosa. Secondo i dati sull'usura in Italia forniti dalla Confesercenti, su 53.000 negozi che ogni anno cessano l'attività almeno il 50% è dovuto allo strozzinaggio degli usurai. | ||
| 8 Aprile 1999 | ||
| Nel processo che si svolge a Palermo, il pm chiede 15 anni di reclusione per Giulio Andreotti accusato di associazione mafiosa. Respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere la richiesta di arresto per Marcello Dell'Utri. Per il reato di tentata estorsione ci sono stati 12 voti contro l'arresto e 2 a favore; per il reato di calunnia 10 contrari, 9 a favore e 2 astenuti. Hanno votato contro: il presidente della Giunta, i 7 deputati del Polo, i 2 del Sdi e i 2 del Ppi. Questi ultimi nella seconda votazione si sono astenuti. A Brescia, durante un controllo antidroga, l'immigrato nordafricano Saber Ajari viene ucciso dal militare della Guardia di Finanza Massimiliano Iervese che ha affermato di avere agito per legittima difesa. Arrestate dai carabinieri di Brescia e Bergamo 27 persone accusate di appartenere alla mafia cinese dedita allo sfruttamento della mano d'opera clandestina. Arrestato a Milano Giovanni Matranga, già condannato a 7 anni nel maxiprocesso di Palermo e a 16 anni nel '90 per traffico di droga. Ora gli viene contestata l'importazione di 300 chili di cocaina dalla Colombia. | ||
| 9 Aprile 1999 | ||
| Distrutta a Palermo da un incendio doloso l'auto del sindacalista della Cgil Michele Palazzotto che aveva denunciato il racket del lavoro all'ufficio del collocamento. Nei giorni successivi il sindacalista riceverà diverse minacce a seguito delle quali i vertici del sindacato decideranno di trasferirlo per sicurezza a Roma. Sequestrati a Caccamo (Pa) beni per 25 miliardi all'imprenditore Salvatore Catanese, in carcere dal giugno dell'anno scorso per associazione mafiosa e coinvolto nella stessa operazione che aveva portato alla richiesta d'arresto, respinta dalla Camera, per il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice. Catanese è stato consigliere provinciale democristiano e presidente dell'ex Usl 51 di Termini Imerese. Tra i beni sequestrati, di cui alcuni intestati alla moglie e ai figli, c'è anche metà dell'edificio che ospita la caserma dei carabinieri del paese. | ||
| 10 Aprile 1999 | ||
| Ucciso a Partinico, da un killer che ha sparato diversi colpi di fucile, il fornaio Francesco Alduino e ferito gravemente il genero, Roberto Rossello, che era con lui. Alduino era ritenuto vicino al capomafia, ora in carcere, Vito Vitale; due suoi zii vennero uccisi nel 1956; un suo cugino, Biagio Alduino, è scampato due volte ad agguati mafiosi Tentativo di sequestro ad Olbia (Sassari) ai danni del giovane Mario Semplicio Asara che è riuscito a sfuggire ai sequestratori. Scoperti dalla Guardia di Finanza, durante un controllo nei magazzini postali dell'aeroporto di Fiumicino, 19 chili di cocaina nascosti in pacchi con la dicitura "Enciclopedie e libri" e diretti in Spagna. Rapinato della valigia e ucciso a pugni e calci a Napoli l'anziano turista giapponese Kensuke Kawatari. Arrestati due immigrati polacchi. Arrestato a Milano il latitante Gioacchino Matranga, originario di Piana degli Albanesi (Pa), che deve scontare 24 anni di carcere per associazione mafiosa e traffico internazionale di cocaina. | ||
| 12 Aprile 1999 | ||
| Inviato dalla Procura di Palermo, un giorno prima della votazione alla Camera sulla richiesta di arresto per Marcello Dell'Utri, il verbale di un nuovo interrogatorio del collaboratore di giustizia Giuseppe Chiofalo sui suoi rapporti con Dell'Utri. Il collaboratore nega ancora di avere ricevuto denaro dal deputato di Forza Italia, ma ammette di essersi incontrato con lui e di avere ricevuto promesse di aiuto nel caso che avesse confermato le dichiarazioni, favorevoli a Dell'Utri, del collaboratore Cosimo Cirfeta. Scoperta a Nola (Na) una tipografia clandestina dove sono stati sequestrati dollari equivalenti ad oltre 3 miliardi di lire. Scarcerati per decorrenza dei termini cinque imputati del processo, denominato "Tempesta", a mafiosi palermitani accusati di un centinaio di delitti tra gli anni '70 e '80. Altri 75 imputati per i quali è scaduto il termine di custodia cautelare, tra cui Totò Riina, Pippo Calò, Michele Greco, Giuseppe Lucchese e Nino Madonia, rimangono in carcere per altre condanne o pendenze. Arrestata ad Adrano (Ct) Concetta Scalisi, ritenuta reggente della cosca del suo paese, collegata ai Laudani, dopo l'arresto del nipote Giuseppe Scarvaglieri avvenuto nel marzo del 1997. La donna era ricercata dall'ottobre scorso per associazione mafiosa e per tre omicidi. | ||
| 13 Aprile 1999 | ||
| Emessi dal gip di Palermo 29 ordini di custodia cautelare (26 per persone già in carcere) per mafiosi accusati del sequestro del gioielliere Claudio Fiorentino, rapito il 10 ottobre dell'85 e rilasciato il 13 agosto dell'87 dopo un pagamento di un riscatto di almeno cinque miliardi. Secondo i collaboratori di giustizia Giovan Battista Ferrante, Giovanni Drago e Vincenzo Sinacori, il sequestro servì per finanziare le cosche, in particolare per il pagamento delle spese per il maxiprocesso. Negata dalla Camera l'autorizzazione all'arresto di Marcello Dell'Utri, con 301 voti contrari, 279 a favore e 9 astenuti. Chiesta dal pm del processo che si svolge a Caltanissetta per il duplice omicidio, avvenuto a Riesi il 21 novembre del 1977, di Carlo Napolitano e Giuseppe Di Fede guardaspalle del capomafia Giuseppe Di Cristina, l'assoluzione di Giovanni Brusca che si era autoaccusato e, contemporaneamente, la trasmissione degli atti alla Procura ipotizzando il reato di calunnia. Secondo il pm "sussiste una ragionevole possibilità che Brusca abbia messo in atto un progetto di delegittimazione dell'attendibilità di Francesco Di Carlo, imbastendo un racconto contenente circostanze veritiere unitamente a mendaci diretti a colpire la ricostruzione dell'episodio fatto da Di Carlo". | ||
| 15 Aprile 1999 | ||
| Confermate, e in alcuni casi aggravate, dalla Corte d'appello di Caltanissetta, le condanne a 67 degli 81 imputati nel processo alla mafia nissena, tra cui il capomafia Giuseppe "Piddu" Madonia ,condannato a 20 anni, l'ex deputato socialdemocratico Gianfranco Occhipinti, condannato a 8 anni, e l'ex sindaco di Caltanissetta, il socialista Giovanni Orlando, condannato a 5 anni. Arrestate su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro 27 persone accusate di appartenere ad una cosca della 'ndrangheta della zona di Vibo Valentia. Rinviato a giudizio dal gip di Palermo il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice accusato di associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Con Giudice, per il quale la Camera non ha autorizzato l'arresto, saranno giudicate altre 15 persone accusate di appartenere o di avere favorito la cosca mafiosa di Caccamo (Pa). | ||
| 16 Aprile 1999 | ||
| Sciolti per condizionamenti mafiosi i consigli comunali e le giunte di Bagheria, Villabate e Ficarazzi, paesi alle porte di Palermo con giunta di centro-destra, e quello di Afragola vicino Napoli. Arrestato a Salvador di Bahia (Brasile) il latitante Roberto Grillo, affiliato alla cosca Santapaola e condannato per traffico internazionale di cocaina. | ||
| 17 Aprile 1999 | ||
| Arrestate a Castellammare di Stabia e Torre Annunziata (Na) 7 persone accusate di appartenere ad un clan della camorra e di avere organizzato alcuni anni fa una truffa, ai danni di società assicuratrici, che ha fruttato una sessantina di miliardi. L'inchiesta è nata dalla collaborazione di una donna, ex compagna di Luigi Donnarumma (uno degli arrestati accusato di essere l'organizzatore della truffa), che dieci anni fa si è fatta suora e che l'anno scorso ha deciso di parlare. Assolti dalla Corte d'assise di Catanzaro, al processo per l'omicidio del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, avvenuto il 4 gennaio 1992 a Lamezia Terme, Francesco Giampà, Nino Cerra e Giovanni Torcasio, accusati di essere i mandanti, Vincenzo Torcasio, accusato di essere l'autore del delitto, e Tommaso Mazza, accusato di aver fornito l'auto usata dal killer. Il pm aveva chiesto l'ergastolo per i presunti mandanti e l'assoluzione per gli altri due. E' prossimo l'inizio del processo d'appello per Giuseppe Rizzardi, accusato da Rosetta Cerminara di essere uno dei killer assieme a Renato Molinaro (morto nel frattempo per aver ingoiato della droga ad un posto di blocco). I due erano stati condannati in primo grado a 25 anni e assolti in appello con sentenza annullata dalla Cassazione. Condannati a Palermo 23 estortori, con pene che vanno dai 21 ai 6 anni, al termine del processo denominato "Cous cous". Condanne ad un anno e 4 mesi per 10 commercianti accusati di favoreggiamento per aver negato di avere pagato il pizzo. | ||
| 18 Aprile 1999 | ||
| Ferito a Gela (Cl) a colpi di pistola il pregiudicato per spaccio di droga Emanuele Ganci. Ucciso a Milano Hamid El Yamani, originario del Marocco, da un italiano che è fuggito. Forse si tratta di un regolamento di conti nell'ambiente degli spacciatori di droga. Arrestato a Randazzo (Ct) il latitante Salvatore Sangami, del clan Laudani, accusato di associazione mafiosa, di aver commissionato diversi omicidi, di rapine ed estorsioni. E' stato catturato poche ore dopo che un incendio doloso aveva danneggiato una cartoleria il cui titolare si era ribellato al racket. La cattura di Sangami e di altri 5 affiliati alla cosca è avvenuta grazie alle rivelazioni di un mafioso carcerato che sabato scorso ha fatto pervenire alla Procura distrettuale antimafia una lettera con cui, oltre a descrivere il posto dove si nascondeva Sangami, ha rivelato un piano per uccidere il comandante della Compagnia dei carabinieri di Randazzo e un sottufficiale protagonisti delle indagini sul racket. Secondo il collaboratore i mafiosi avrebbero commissionato due lanciamissili, che però non sono stati trovati, tramite una donna che è ricercata. | ||
| 19 Aprile 1999 | ||
| Ferito gravemente a Randazzo (Ct) il figlio tredicenne di Abdou Megally, un oriundo egiziano trasferito a Randazzo da quindici anni, proprietario di un mobilificio. Secondo gli inquirenti sarebbe opera del racket, anche se il padre nega di avere ricevuto richieste estorsive. Ucciso a Castellammare del Golfo (Tp) il pluripregiudicato Biagio Sanfilippo. Condannati all'ergastolo Domenico Ganci e Domenico Guglielmini, al termine del processo per l'omicidio dell'ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco avvenuto il 12 gennaio 1988. Condannato a 12 anni, per concorso in omicidio, il collaboratore Antonino Galliano che ha detto di aver guidato il vespone usato per il delitto. Rinviato a giudizio, dal gip di Palermo Renato Grillo, il mafioso di Cinisi Vito Palazzolo, accusato assieme a Gaetano Badalamenti dell'assassinio di Giuseppe Impastato, ucciso il 9 maggio 1978. Il processo comincerà il 15 ottobre. E' stata stralciata la posizione di Badalamenti, attualmente detenuto negli Stati Uniti per traffico internazionale di droga. Si costituisce nel carcere di Pisa l'avvocato palermitano Gaetano Zarcone, ricercato per associazione mafiosa e condannato a 13 anni per il tentato omicidio di Gerlando Alberti. Secondo l'accusa Zarcone portò al carcere palermitano dell'Ucciardone le fiale di veleno che avrebbero dovuto essere usate per uccidere Alberti. La giunta provinciale di Palermo decide di chiedere la costituzione di parte civile al processo per la strage di Capaci e al processo di appello in cui è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa lo stesso presidente della Provincia, Francesco Musotto, e sono imputati di associazione mafiosa il fratello di quest'ultimo, Cesare, e altre tre persone. Anche nel processo di primo grado, in cui Musotto era stato assolto, la Provincia era stata parte civile, ma allora la delibera era stata firmata dal commissario nominato in seguito all'arresto di Musotto. Scomparso a Torretta (Pa) l'allevatore Luigi Mannino con piccoli precedenti penali. | ||
| 20 Aprile 1999 | ||
| Arrestate tra Palermo e Termini Imerese (Pa) 27 persone accusate di traffico e spaccio di droga. Sequestrate alla famiglia Piromalli le aziende (per un valore di circa 25 miliardi che vanno ad aggiungersi ad altri 700 già sequestrati) che gestivano alcune attività economiche collegate al porto di Gioia Tauro (RC). | ||
| 22 Aprile 1999 | ||
| Ucciso a Favara (Ag), in un agguato mafioso, il dodicenne Stefano Pompeo che si trovava su un'auto di proprietà di Carmelo Cusimano, fratello di Giuseppe indicato come vicino alla famiglia mafiosa di Favara, e guidata dall'incensurato Enzo Quaranta. Ai funerali non sarà presente nessun rappresentante dello Stato. Una settimana dopo, alla manifestazione a cui parteciperanno circa dodicimila persone, il presidente dell'Antimafia Ottaviano Del Turco chiederà scusa per l'assenza dello Stato. Arrestate in Basilicata 84 persone accusate di far parte di un'associazione di stampo mafioso che sarebbe stata creata nel '94 su iniziativa del boss Giovanni Cosentino, detenuto da tempo. Notificato un avviso di garanzia al sovrintendente ai Beni culturali di Enna, Gianfilippo Villari, accusato di associazione mafiosa e ricettazione di reperti archeologici. Annullato dalla Cassazione l'arresto di Maria Stella Madonia, di Gela (Cl), sorella del capomafia Giuseppe "Piddu" Madonia. Era stata arrestata nel novembre scorso nell'ambito di un'operazione contro presunti mafiosi collegati a Bernardo Provenzano e Piddu Madonia, tra cui anche la moglie di quest'ultimo. Secondo la Cassazione non ci sono elementi, al di là della parentela, che facciano ritenere che la donna appartenga all'associazione mafiosa. Arrestati a Giardinello (Pa) il giovane Tommaso Cilluffo, e successivamente a Partinico (Pa) Umberto Rampuglia, accusati di aver partecipato all'omicidio di Gioacchino Bosco, scomparso l'ottobre scorso sembra per un regolamento di conti all'interno della stessa cosca. Gli arresti sono avvenuti dopo le rivelazioni di un nuovo collaboratore di giustizia (Filippo Rossello, fratello di Roberto ferito gravemente nella sparatoria, avvenuta il 10 aprile scorso a Partinico, in cui è stato ucciso Francesco Alduino, forse dai killer della cosca dei Vitale) che ha fatto trovare il cadavere di Bosco e un deposito di armi nascoste in casa di Alduino. Arrestato anche Francesco Tagliavia, un piccolo imprenditore già appartenente alla cosca di Vito Vitale che, dopo l'arresto del capomafia, assieme ad Alduino aveva creato una sua organizzazione. Arrestate a Gela (Cl) due persone, Giuseppe Stimolo e Filippo Casciana, che si accingevano a compiere un agguato. Secondo gli investigatori avrebbero dovuto uccidere due componenti della famiglia mafiosa Trubia alleata a quella di Giuseppe "Piddu" Madonia. L'indomani verrà arrestato il giovane Salvatore Rinella, considerato vicino ai Trubia, trovato in possesso di una pistola. | ||
| 23 Aprile 1999 | ||
| Viene data notizia che ha deciso di collaborare con la giustizia il capomafia catanese Antonino Puglisi, già condannato all'ergastolo. Condannato all'ergastolo dalla Corte d'assise di Palermo l'ex stalliere di Arcore Vittorio Mangano, accusato di un omicidio avvenuto nel '94 per il quale hanno avuto l'ergastolo anche Leoluca Bagarella, Vincenzo Buccafusca, Giovanni Vitale, Giuseppe Graviano, Antonino e Giuseppe Lucchese. Ferito alle gambe a Mogadiscio (Somalia) l'imprenditore Gianfranco Marocchino che da gennaio indagava sul depistaggio per l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin che, secondo l'imprenditore, sarebbe stato attuato, con la distruzione del rapporto con i nomi dei killer, dalla polizia di Mogadiscio Nord legata ai Servizi italiani. Un mese fa era stato ucciso il collaboratore di Marocchino, Abdalla Ali Aduraman. A sparare contro l'imprenditore è stato uno dei miliziani di Mohamed Ali Mahdi, ex presidente di Mogadiscio Nord. | ||
| 24 Aprile 1999 | ||
| Arrestato a Riposto (Ct) il giovane pregiudicato Roberto Messina, nell'ambito delle indagini sulla morte del piccolo Salvo Vasta, ucciso da un'esplosione avvenuta il 15 dicembre scorso nel garage del condominio. Si era creduto all'esplosione di una bombola, invece è stato accertato che il piccolo ed un suo amichetto, rimasto sordo, avevano acceso la miccia di una bomba rudimentale che Messinaaveva nascosto in attesa di utilizzarla per un'estorsione. | ||
| 25 Aprile 1999 | ||
| Confiscati beni per 25 miliardi appartenenti alle società "Baia dei Turchi" e "Navel srl" intestate a Giuseppe Spampinato ma, secondo gli inquirenti, direttamente collegate con il capomafia Nitto Santapaola. Tra i soci figurano Salvatore Boninelli, figlio di Carmelo proprietario dell'azienda agricola dove fu arrestato Santapaola; Agata Di Mauro, moglie del presunto capomafia Natale D'Emanuele; Rossella Giuseppa e Vita Marina Motta, moglie e figlia del presunto mafioso Antonio Motta. Trovata uccisa a colpi di pietra la dottoressa Maria Monteduro in servizio al presidio medico di Gagliano del Capo (Lecce). Si sospetta che sia stata uccisa da qualche tossicodipendente, ma gli inquirenti non sanno spiegarsi il fatto che l'omicidio sia avvenuto lontano dall'ambulatorio dove la dottoressa era di guardia. La sera viene scoperto, nel giardino della sua casa di campagna vicino Molfetta (Ba), il cadavere di Domenico Digioia, dirigente dell'ufficio concorsi del Policlinico, che è stato ucciso a colpi d'ascia. | ||
| 26 Aprile 1999 | ||
| Arrestate 10 persone su richiesta della Procura di Catania al termine dell\'inchiesta su alcuni appalti, tra i quali quello per l\'ospedale \"Garibaldi\". Gli arrestati sono: Stefano Cusumano, dell\'Udr, sottosegretario di Stato al Bilancio e Tesoro (a cui il ministro Carlo Azeglio Ciampi ha ritirato la delega), e Giuseppe Castiglione, deputato regionale dell\'Udr, accusati di concorso in turbativa d\'asta aggravata al fine di favorire associazioni mafiose e concorso esterno in associazione mafiosa; Rosario Furnò, imprenditore, imputato di associazione mafiosa; Vincenzo Randazzo, imprenditore titolare della Cogeco, ritenuto un prestanome dei \"corleonesi\" e che, grazie agli appoggi politici, avrebbe ottenuto un appalto per 50 miliardi per costruire una residenza studentesca al Tavoliere, in Puglia; l\'avvocato Giuseppe Cicero(1), il commerciante Salvatore Puglisi, il direttore generale dell\'Azienda ospedaliera \"Garibaldi\" Roberto Mangione, il funzionario regionale Valerio Infantino ex direttore dello Iacp di Catania, l\'ingegnere Claudio Li Vigni e Carmelo Buttiglieri, dirigente della \"Costruzioni generali CGP\" di Giulio Romagnoli, tutti accusati di concorso in corruzione aggravata al fine di favorire associazioni mafiose. Inoltre è stata chiesta l\'autorizzazione a procedere per il senatore Pino Firrarello dell\'Udr, accusato di aver favorito imprese mafiose. Le indagini sulla costruzione dell\'ospedale iniziarono nel 1995, con il coinvolgimento dell\'ex presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi che ammise di aver ricevuto una tangente di 80 milioni (ma come contributo per la Dc e non a titolo personale), e con l\'arresto nel 1997 dell\'imprenditore Filippo Salamone, del presidente della \"Iter Ravennate\" Michele Cavallini e del consulente Elio Rossitto. Nel 1998, in seguito alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e dell\'imprenditore, legato a Nitto Santapaola, Giuseppe Mirenna (che temendo di essere arrestato parlò delle tangenti pagate alla mafia per la costruzione del secondo lotto dell\'ospedale), era stato arrestato, con l\'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d\'asta, falsità e corruzione, l\'imprenditore Giulio Romagnoli, la cui impresa si era aggiudicata l\'appalto (di 64 miliardi) e che ha subito collaborato con i magistrati.
Atto intimidatorio contro il deputato del Ppi Giuseppe Scozzari, membro della Commissione nazionale antimafia: mobili e documenti dei locali della sua segreteria, a Casteltermini (Ag), sono stati messi al centro della stanza e cosparsi di alcol e su una parete è stata scritta con lo spray la parola \"morte\". Scomparsi a Carini (Pa) Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto, considerati uomini di fiducia del capomafia del paese Calogero Passalacqua, arrestato nell\'ottobre del 1997 dopo alcuni mesi di latitanza. Sembra che Failla conoscesse l\'allevatore incensurato Luigi Mannino scomparso da Torretta (paese vicino a Carini) il 19 aprile. (1) In data 25 marzo 2001 riceviamo dall\'avvocato Cicero la seguente lettera: Leggo oggi sul Vostro Archivio \"Cronologia dei fatti di mafia\" del 26 aprile 1999 la notizia secondo la quale sono accusato di corruzione aggravata in concorso al fine di favorire associazioni mafiose nell\'ambito dell\'appalto dell\'Ospedale Garibaldi. Ancorchè a distanza di due anni, Vi chiedo di specificare, oltre la posizione dell\'accusa che è quella da Voi data, anche quella a mia difesa in termini che NON HO FAVORITO NESSUNO, MEN CHE MAI IMPRESE O ASSOCIAZIONI MAFIOSE (DALLE QUALI, PER VENDETTA, NE HO ANZI RICAVATO RITORSIONI), E NELL\'AMBITO DELLA COMMISSIONE VERIFICA ANOMALIE DI CUI FACEVO PARTE HO AGITO CON ALTO SENSO DI RESPONSABILITA\' E CORAGGIO, IN CONFORMITA\' AI MIEI CONVINCIMENTI ED IN COERENZA CON LE REGOLE LEGALI E PROFESSIONALI. | ||
| 27 Aprile 1999 | ||
| Chiesta dai consiglieri comunali di An un'ispezione sul Comune di Palermo riguardo all'appalto per la costruzione del palazzetto dello sport, aggiudicato dall'impresa "Costruzioni generali CGP" di Giulio Romagnoli. A Palermo condannato a 7 anni l'ex assessore regionale dc al Territorio, Franz Gorgone, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver pilotato gare d'appalto in cambio di denaro e voti. Uccisi nel loro bar di Casal di Principe (Caserta) i fratelli Pietro e Vincenzo Aversano e ferito leggermente un dodicenne. | ||
| 28 Aprile 1999 | ||
| Notificato all'imprenditore Michelangelo Alfano, nel carcere di Ascoli Piceno dove si trova detenuto con il regime del 41 bis, un ordine di custodia per associazione mafiosa richiesto dalla Dda di Palermo. Alfano, originario di Bagheria (Pa), già oggetto di indagine del pool antimafia di Palermo nei primi anni ottanta, era stato arrestato per ordine della Dda di Messina, assieme ad altre cinque persone nell'ambito di un'indagine su collegamenti tra mafiosi, come il capomafia ed ex collaboratore di giustizia Luigi Sparacio, e alcuni magistrati. Secondo i magistrati di Palermo Alfano avrebbe curato "interessi illeciti di Cosa nostra, in particolare quelli della famiglia di Bagheria guidata da Leonardo Greco, avvalendosi dei clan messinesi guidati da Domenico Cavò e da Luigi Sparacio". Emessi dalla Procura di Palermo 19 avvisi di garanzia per una truffa all'Enalotto, avvenuta nel 1993, che avrebbe fatto guadagnare a persone ritenute vicine a Cosa nostra circa un miliardo e mezzo, denaro che sarebbe servito per pagare gli onorari agli avvocati e anche per finanziare l'acquisto di partite di droga. Tra le persone indagate 6 donne, e tra esse Elena Bellavista, moglie di Francesco Paolo Albamonte condannato a 15 anni per traffico di droga tra la Sicilia e la Colombia. Proprio nel '93 Albamonte aveva comprato 263 chili di cocaina. Emessi dalla Procura di Milano avvisi di garanzia per il presidente della Sisal Rodolfo Molo e per l'ex presidente Fabrizio Motterlini, accusati di avere stornato, dal 1990 al 1998, 50 miliardi trasferiti in conti svizzeri. | ||
| 29 Aprile 1999 | ||
| Pubblicati alcuni dati sulla composizione attuale di Cosa nostra: 177 famiglie con 4791 affiliati. 89 famiglie a Palermo con 2995 affiliati, 20 a Trapani con 939 affiliati, 33 ad Agrigento con 402 affiliati, 17 a Caltanissetta con 276 affiliati, 5 a Catania con 128 affiliati, 6 ad Enna con 38 affiliati. Scarsissime presenze a Messina (11 affiliati a 5 famiglie) e a Siracusa (solo 2 affiliati). Nessuna presenza a Ragusa. La lista degli "avvicinati" comprenderebbe 414 persone, tra politici, imprenditori e professionisti. Uccisi a fucilate a Bignano Garganico (Fg) i fratelli Matteo e Pietro Soccio. | ||
| 30 Aprile 1999 | ||
| A Perugia nel processo per l'uccisione del giornalista Mino Pecorelli il pm chiede l'ergastolo per Giulio Andreotti e Claudio Vitalone, accusati di essere i mandanti dell'omicidio. L'ergastolo è stato chiesto anche per Gaetano Badalamenti e Pippo Calò, anch'essi accusati come mandanti, e per Michelangelo La Barbera e Massimo Carminati, accusati di essere i killer. | ||