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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Aprile 1997 | ||
| Al processo per l'assassinio di Ignazio Salvo, Giovanni Brusca rivela che in una riunione svoltasi tra il '92 e il '93 in casa di Gaetano Sangiorgi, nipote acquisito dell'esattore ed imputato per l'omicidio, venne deciso un piano, poi non attuato, secondo cui Antonino Marchese avrebbe dovuto fingere di pentirsi per uccidere il fratello Giuseppe che da anni collabora con la giustizia. | ||
| 2 Aprile 1997 | ||
| Emessi dal gip di Caltagirone (Ct) 22 ordini di arresti domiciliari per altrettanti imprenditori edili di Niscemi, Gela ed Alcamo, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla truffa. Per altre 17 persone è stato disposto il divieto temporaneo di svolgere attività imprenditoriali con la pubblica amministrazione o la sospensione dalla carica, come per Ignazio Conti, segretario generale del Comune di Niscemi. A Palermo al processo contro il commercialista Giuseppe Mandalari e la moglie Maria Concetta Imbraguglia, accusati di concorso in associazione mafiosa per aver curato gli interessi dei mafiosi, compaiono come imputati di reato connesso Salvatore Riina, Leoluca Bagarella, Raffaele Ganci, Mariano Agate, Nino Madonia e Salvatore Greco, che negano di conoscere Mandalari e anche di conoscersi tra loro, ad eccezione di Riina e Bagarella. Ucciso a Catania il pregiudicato Antonino Stramondo. Arrestate a Milano 5 persone e sequestrati oltre 100 chili di cocaina proveniente dalla Colombia e nascosta in casse di frutta. Viene data notizia che è indagata per calunnia Rosetta Cerminara, la ragazza di Lamezia Terme che aveva accusato dell'assassinio del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, i giovani Giuseppe Rizzardi e Renato Molinaro, condannati in primo grado rispettivamente all'ergastolo e a 25 anni e assolti in appello. Lo scorso anno sono state arrestate altre 4 persone accusate da alcuni pentiti. A Palermo un terreno confiscato al presunto mafioso Gaspare Bellino viene acquisito dal Comune che lo destinerà come sede del "Progetto Zen", finalizzato al reinserimento dei minori "a rischio" del quartiere. | ||
| 3 Aprile 1997 | ||
| A Serro Valanidi (Reggio Calabria) uccisi Vincenzo Pellicanò e Giovanni Guttuso dall'imprenditore Antonino Laganà a cui i due avevano chiesto il pizzo. Laganà, che nell'87, in un processo alla cosca Rogolino, aveva denunciato le estorsioni subite, era rimasto isolato e soggetto ancora ai taglieggiamenti del racket. Un decreto del ministero della Giustizia modifica, in seguito a sentenze della Consulta, alcune norme che regolano il regime carcerario del 41 bis: il detenuto, in caso di impossibilità di ricevere i familiari, potrà sostituire la visita con una telefonata (che sarà registrata); potrà ricevere un pacco di vestiti in più al mese; potrà usare un fornello per cucinare personalmente i pasti. Preoccupazioni vengono espresse dai magistrati delle procure antimafia. Il sottosegretario Ayala dichiara che il 41 bis non è applicato perché i mafiosi detenuti sono continuamente in giro per presenziare ai processi, poiché le disposizioni relative alle videoconferenze non sono state ancora approvate dal Parlamento. Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio, per concorso esterno in associazione mafiosa, per Vincenzo Vanni Calvello, figlio del principe già condannato per associazione mafiosa nel secondo maxiprocesso. Chiesto il rinvio a giudizio per altre 16 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno e favoreggiamento. Ricomincia a Palermo il processo-bis per gli omicidi del commissario Beppe Montana, del vicequestore Ninni Cassarà e dell'agente Roberto Antiochia. Indagate a Roma 10 persone accusate di associazione a delinquere, usura, estorsione e istigazione a delinquere. Secondo il pm Carlo Lasperanza, oltre che prestare denaro con tassi dal 6 al 10 per cento mensili, avrebbero indotto due persone al suicidio nel '92 e nel '95. Ferito a Milano con sei colpi di pistola il pregiudicato, originario di Castellammare del Golfo (Tp) ma residente a Milano, Biagio Buccellato, che hadetto di non conoscere il suo feritore. Arrestato nella sua casa di campagna a Carini (Pa) l'allevatore Salvatore Gallina, indicato dai pentiti come "reggente" della cosca del paese e accusato di aver procurato uno dei covi in cui è stato nascosto il piccolo Giuseppe Di Matteo. Presentata dal relatore Marco Boato, al comitato della Bicamerale che si occupa di giustizia, la proposta di modifica degli articoli 100-103 della Costituzione. Tra le proposte: distinzione tra magistratura requirente e giudicante, con possibilità di passaggio tra i due rami per concorso, dopo aver esercitato la precedente funzione per dieci anni e con il trasferimento in un'altra regione; rafforzamento della componente laica del Csm che dovrebbe essere diviso in due sezioni, una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti; azione penale obbligatoria, esercitata secondo modalità fissate dalla legge. Dai politici le proposte vengono considerate una buona base di discussione. Critica Rifondazione comunista. Critiche dell'Associazione nazionale magistrati: le proposte tenderebbero a limitare l'indipendenza della magistratura e porterebbero a un controllo politico sui pubblici ministeri. | ||
| 4 Aprile 1997 | ||
| Al processo-bis per la strage di via D'Amelio depositate le dichiarazioni del pentito Francesco Onorato sul progetto, non realizzato, di uccidere il figlio di Salvo Lima e l'ex ministro Carlo Vizzini. Accusate dell'omicidio di Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, dai pentiti Calogero Ganci, Francesco Paolo Anzelmo e Giovan Battista Ferrante che si sono anche autoaccusati, altre 12 persone, tra cui Domenico Ganci, i fratelli Galatolo e i frat elli Biondino. Assolti dall'accusa di concussione, perché il fatto non sussiste, il pm Fabio Salamone e il fratello Filippo. Il giornalista di Agrigento, Franco Castaldo, aveva dichiarato di essere stato invitato ad usare una «linea morbida» nel riferire le vicende giudiziarie che vedevano coinvolto l'imprenditore Filippo Salamone. Arrestati a Boscotrecase (Na) 2 minorenni, uno dei quali si vantava di essere figlio di un latitante accusato di associazione camorristica, che avevano costretto con le minacce un dodicenne a rubare gioielli e denaro in casa del nonno per consegnarli a loro. Nel corso del Seminario internazionale, iniziato a Napoli, su "Criminalità organizzata e sfruttamento", organizzato dall'Associazione italiana dei giudici per i minorenni e la famiglia, vengono forniti alcuni dati significativi: 50.000 minori denunciati, 9.740 dei quali sotto i 14 anni, e 151 denunciati per aggressioni ed omicidi; 2.391 denunce per scomparsa nel '96; 5.000 albanesi avviati alla prostituzione; 50.000 immigrati dai paesi a rischio; 35.000 ricoverati in istituto; 50.000 sfruttati nelle imprese; 1.500 figli di pentiti sotto protezione. Arrestato a Palermo Rosario Inzerillo, nipote dell'ex capomafia Salvatore Inzerillo ucciso nel 1981. Rosario Inzerillo è accusato di avere gestito gli affari della famiglia Ganci del rione Noce. | ||
| 5 Aprile 1997 | ||
| A Bagheria (Pa) muore, all'età di 97 anni, Ignazio Buttitta, poeta popolare cantore delle lotte contadine. Un pentito del clan camorristico dei "casalesi" ha fatto luce sulla morte di un affiliato, Luigi Griffo, e di una donna, Paola Stroffolino, scomparsi per lupara bianca nel '93: sarebbero stati uccisi per punirli della relazione intrecciata dopo la morte del marito della donna, il camorrista Alberto Beneduce. Arrestato a Palermo il funzionario del Banco di Sicilia Giuseppe Calamia, accusato dal pentito Aurelio Neri di aver partecipato ad una rapina miliardaria ad un furgone portavalori, avvenuta nel dicembre del '93. Assieme a Calamia è stato arrestato l'ex carabiniere Davide Minopoli, di Napoli ma all'epoca dei fatti in servizio a Palermo, mentre prima erano stati arrestati il figlio di Calamia, Antonino, e l'autista del furgone. Si dimette Gioacchino Lo Giudice, presidente del consiglio comunale di San Giuseppe Jato (Pa). Secondo le rivelazioni del pentito Vincenzo Chiodo, ex uomo di fiducia di Giovanni Brusca, la mafia voleva sequestrare il figlio di Lo Giudice, che da tempo è oggetto di intimidazioni mafiose. La decisione di dimettersi è stata presa a causa dell'indifferenza dei cittadini e dopo che la seduta del consiglio, convocata per esprimergli solidarietà, è andata quasi deserta: presenti il sindaco, Maria Maniscalco, gli assessori e soltanto sei consiglieri. Viene data notizia che in Colombia sono stati incriminati 5 poliziotti, accusati di aver procurato la morte per pestaggio del giovane antropologo padovano Giacomo Turra, ucciso il 3 settembre '95 davanti al commissariato di Cartagena. Decisive le dichiarazioni di un testimone che ha parlato dopo che un suo amico, anch'esso presente quel giorno, è morto qualche mese fa in un incidente stradale dalla dinamica poco chiara. Dopo la deposizione il testimone è stato minacciato di morte. La morte di Turra, malgrado gli evidenti segni di violenza, era stata fatta passare per suicidio o per un caso di overdose. Sembra invece che il giovane avesse tentato di entrare in un ristorante cinese, in cui forse si svolgeva traffico di droga con la copertura dei poliziotti. Il padre di Giacomo, che nei venti mesi dalla morte del figlio non ha cessato di adoperarsi per avere giustizia, dice che «in Colombia è la prima volta che viene intaccata l'impunità assoluta della polizia». | ||
| 6 Aprile 1997 | ||
| Aggrediti a Bari da diverse persone alcuni poliziotti che stavano arrestando un presunto contrabbandiere. | ||
| 7 Aprile 1997 | ||
| Al processo che si svolge a Palermo per le tangenti pagate per l'acquisto del palazzo di rappresentanza della Regione siciliana a Roma, l'ex presidente Rino Nicolosi ammette di aver preso 500 milioni, dichiarando però che si trattava di un contributo elettorale. Inizia a Messina l'udienza preliminare per 584 accusati di fatti di mafia. Le incriminazioni riguardano reati compiuti fra il 1986 e il 1992, tra cui 45 omicidi, 7 tentati omicidi e 31 estorsioni. Trovato nelle campagne di Vittoria (Rg) il cadavere di Giuseppe Bottaro, ucciso con colpi di pistola alla tempia e alla nuca. | ||
| 8 Aprile 1997 | ||
| A Perugia, al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, il maresciallo della Guardia di Finanza, Silvio Novembre, ex collaboratore dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca di Michele Sindona, dichiara che nel '77 l'avvocato gli disse che era Andreotti a volere il salvataggio della banca. Andreotti ha sempre negato di avere avuto contatti con Sindona dopo il 1973. Il 14 aprile, al processo per mafia contro Andreotti, l'ex maresciallo dichiarerà che il senatore avrebbe incontrato a New York Sindona mentre era latitante e ricercato per bancarotta. Novembre però risponderà negativamente alla domanda se gli risultassero interventi concreti di Andreotti per salvare il banchiere. Arrestate a Palermo 10 persone accusate di far parte della cosca mafiosa del rione San Lorenzo. L'inchiesta è nata dalle rivelazioni del pentito Francesco Onorato che ha anche parlato di progetti di attentati contro il questore Arnaldo La Barbera, uno dei quali è stato ordinato da Riina dall'aula dove si svolgeva il processo per l'omicidio di Salvo Lima. Emessi 30 ordini di custodia cautelare, di cui 21 per persone già in carcere, per presunti mafiosi del Nisseno accusati di 11 omicidi e 6 tentati omicidi. | ||
| 9 Aprile 1997 | ||
| Emesso dal gip di Roma un ordine di custodia cautelare per Pippo Calò, già in carcere per altri reati, per l'omicidio di Roberto Calvi. Un altro provvedimento è stato emesso per Flavio Carboni, che non può essere incarcerato finché la Svizzera, da dove è stato estradato per altri reati, non conceda l'estradizione per omicidio. Sul registro degli indagati sono scritti anche Licio Gelli e il mafioso pentito Francesco Di Carlo a cui si devono le ultime dichiarazioni sul delitto. Al processo che si svolge a Marsala (Tp) contro l'ex deputato democristiano Enzo Culicchia, accusato di associazione mafiosa, respinta la richiesta della difesa di ascoltare come testimone il cardinale Marcinkus. Secondo il pentito Vincenzo Calcara, Culicchia avrebbe partecipato a Roma ad una riunione tra alti prelati e mafiosi siciliani, presso il notaio Salvatore Albano. Aprelevare all'aeroporto Culicchia, che secondo Calcara portava due valigie contenenti 10 miliardi in contanti, sarebbe stato proprio Marcinkus. Condannati dal gup di Torino il presidente della Fiat, Cesare Romiti, ad 1 anno e 6 mesi per finanziamento illecito, falso in bilancio e frode fiscale, e il direttore finanziario della Fiat, Francesco Paolo Mattioli, ad 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito e falso in bilancio. Ai 150 lavoratori che si erano costituiti parte civile non è stato riconosciuto il diritto al risarcimento, mentre sono stati riconosciuti danni morali ai piccoli azionisti, anch'essi costituitisi parte civile. Il giorno dopo verrà data notizia che la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Cesare Romiti, per Francesco Paolo Mattioli e per l'ex responsabile della sede romana della Fiat Umberto Beliazzi, nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti pagate per realizzare la metropolitana di Roma. L'accusa è di concorso in corruzione. Arrestate a Catania 13 persone accusate di far parte di una banda che avrebbe compiuto rapine ai Tir. Il capo sarebbe Giuseppe Salvo, indicato come esponente della cosca di Turi Cappello, che avrebbe diretto la banda dal carcere attraverso il figlio, Giovanni Piero. A Palermo, al processo contro Vito Galatolo, figlio del capomafia del rione Acquasanta e accusato di associazione mafiosa, e contro Michele Di Giovanni, accusato di minacce ed estorsioni, l'ex parroco Gregorio Porcaro, che prima era stato viceparroco di padre Pino Puglisi a Brancaccio, confessa di avere pagato il Di Giovanni per riavere degli oggetti rubati. Viaggio negli Stati Uniti del procuratore Gian Carlo Caselli e due sostituti per interrogare Gaetano Badalamenti sull'omicidio di Giuseppe Impastato. | ||
| 10 Aprile 1997 | ||
| Presentato da Forza Italia e Ccd un emendamento, che prevede la depenalizzazione del reato di finanziamento illecito dei partiti e di falso in bilancio, al provvedimento sulla depenalizzazione dei reati minori in discussione alla Camera. Ancora un suicidio per mancanza di lavoro: trovato impiccato, nell'Istituto agrario di Catania, il giovane Pietro Bonica. | ||
| 11 Aprile 1997 | ||
| Arrestate a Catania 4 persone, Mario Testa, Carmelo Salemi, Ottavio Catania e Francesco Sutera, sospettati di aver organizzato un piano per fare evadere Nitto Santapaola. L\'ordine sarebbe venuto proprio dal carcere di Bicocca: secondo gli inquirenti Santapaola avrebbe dovuto fingere un malore ed essere liberato durante il trasporto in ospedale, dopo l\'uccisione degli agenti della scorta. In effetti il 23 gennaio Santapaola, che è diabetico, rifiutò l\'insulina e poco dopo si rese necessario il ricovero, che però avvenne mediante trasporto in elicottero. Le quattro persone arrestate sono accusate anche di due omicidi.
Emessi a Palermo 8 ordini di custodia, di cui 5 per persone già in carcere, per presunti taglieggiatori di commercianti del centro città. Le indagini sono iniziate dopo le dichiarazioni del pentito Salvatore Cucuzza e si sono avvalse della collaborazione di alcuni commercianti. Ucciso a Belgrado il viceministro dell\'Interno serbo e capo della polizia di sicurezza, Radovan Stojcic. Secondo fonti di Belgrado i responsabili farebbero parte di uno dei gruppi mafiosi serbi che controllano il traffico d\'armi. | ||
| 12 Aprile 1997 | ||
| Confermata in Cassazione la condanna ad otto anni per Angelo Siino, riconosciuto come emissario di Totò Riina per l'aggiudicazione degli appalti pubblici. Sentenza della Corte d'assise di Palermo, nel processo denominato "Golden market 2", con 14 ergastoli e condanne dai 28 ai 7 anni per 21 persone accusate di 32 omicidi, attentati ed estorsioni commessi alla fine degli anni '80 tra Casteldaccia, Bagheria e Villabate, paesi alle porte di Palermo. Tra loro anche i fratelli Graviano. Riaperta l'inchiesta sulla scomparsa, il 2 marzo 1994 in Sardegna, di un elicottero della Guardia di Finanza di cui si erano trovati soltanto alcuni frammenti. Un ex pentito, Gianni Zirottu, ora fermato con l'accusa di violenza sessuale, ha rivelato che ad abbattere l'elicottero fu un missile sparato da un gruppo di trafficanti di armi di cui lui faceva parte. | ||
| 13 Aprile 1997 | ||
| Arrestato il maresciallo dei carabinieri Lucio De Crescenzo, assieme ad altre 9 persone accusate di far parte del clan camorristico "La Torre" di Mondragone, nel Casertano. Il maresciallo è accusato di essere coinvolto in estorsioni, forse a causa del suo rapporto sentimentale con Elena Brongo, arrestata con le stesse accuse. | ||
| 14 Aprile 1997 | ||
| Confermato in appello l'ergastolo a Leoluca Bagarella e Giovanni Scaduto per l'omicidio di Ignazio Salvo. Sconto di pena, dall'ergastolo a 22 anni, per Giovanni Brusca, come primo riconoscimento dell'attendibilità delle dichiarazioni rese. Emessi dal gip di Palermo 9 ordini di custodia cautelare per persone ritenute responsabili di alcuni omicidi della guerra di mafia nel Trapanese alla fine degli anni '80. Ucciso a Barisardo, in provincia di Nuoro, Franco Pintus, esponente della Cgil. Risparmiati la moglie e due figli. Nel '95, in una analogo agguato, dei killer avevano tentato di uccidere Maria Ausilia Piroddi, anch'essa esponente della Cgil, e qualcuno aveva tentato di incastrare proprio Pintus, facendo ritrovare davanti casa sua un fucile dello stesso tipo usato per l'agguato. Condannati all'ergastolo dalla Corte d'assise di Napoli i camorristi Angelo Nuvoletta e Valentino Gionta, ritenuti mandanti dell'omicidio del giornalista del "Mattino", Giancarlo Siani, ucciso nel settembre dell'85 a Napoli. Sono state condannate all'ergastolo anche altre 4 persone, tra mandanti ed esecutori. Rese note alcune dichiarazioni di Giovanni Brusca secondo cui Carlo Alberto Dalla Chiesa e Rocco Chinnici non sarebbero stati uccisi «senza il benestare di Andreotti». Successivamente verrà reso noto che Brusca ha accusato i pentiti Balduccio Di Maggio, Santino Di Matteo, Giuseppe Monticciolo e Gioacchino La Barbera di essere responsabili di delitti avvenuti nell'estate del '96 a San Giuseppe Jato. I collaboratori chiamati in causa da Brusca sono stati suoi accusatori e Santino Di Matteo è il padre del piccolo Giuseppe, ucciso per ordine di Brusca e sciolto nell'acido. | ||
| 15 Aprile 1997 | ||
| Al processo per la strage di via D'Amelio il pentito Pasquale Di Filippo accusa il latitante Pietro Aglieri di aver preso parte alla strage. E' stato reso noto dalla Corte che la moglie del pentito, Giuseppina Spadaro, che in un primo momento lo aveva ripudiato ma che ora vive con lui, ha inviato una lettera in cui dice di averlo ripudiato per paura e ora è «felice di non far più parte di quel maledetto sistema che ha distrutto» la sua vita e quella del marito. Arrestato a Palermo l'ex carabiniere Roberto Campesi con l'accusa di millantato credito e truffa nei confronti dei figli di Gianni Ienna, l'imprenditore arrestato per mafia nel '94 ed ora collaboratore di giustizia. Campesi si sarebbe fatto dare 160 milioni con la promessa, non mantenuta, di organizzare una campagna di stampa in favore di Ienna, con l'aiuto dei deputati Tiziana Maiolo e Vittorio Sgarbi che negano di conoscerlo. Campesi si è anche spacciato come collaboratore dei servizi segreti e presidente di una inesistente associazione intitolata ad Antonino Montinaro, morto con Giovanni Falcone. Per un certo periodo Campesi ha fatto parte della scorta di Giuseppe Ayala, come "collaboratore esterno". Emessi dalla Procura di Palermo 76 ordini di custodia cautelare, di cui 9 per persone già in carcere e 9 per persone rimaste latitanti, per altrettanti trafficanti internazionali di droga. La maggior parte degli arresti è stata eseguita nell'Agrigentino; 17 persone sono state arrestate tra Germania, Belgio, Olanda e Spagna. Sequestrati 36 chili di eroina e 730 chili di hashish. Tra i capi dell'organizzazione viene indicato Giovanni Brusca. Arrestate per ordine della Procura di Milan o 13 persone, 170 denunziate e sequestrati beni per 10 miliardi, per una truffa internazionale che ha coinvolto circa 11 mila persone: società costituite appositamente si offrivano come intermediarie a coloro che volevano cedere la propria attività o avevano bisogno di finanziamenti. Dopo aver preso un anticipo, ai clienti veniva comunicato che le ricerche di eventuali acquirenti o finanziatori erano andate a vuoto e, dopo qualche tempo, le società venivano chiuse o fatte fallire. Arrestati per ordine del gip di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta della Procura sull'aggiudicazione degli appalti per l'Alta velocità in Campania, 13 imprenditori accusati di far parte dell'organizzazione camorristica dei "casalesi". | ||
| 16 Aprile 1997 | ||
| Pubblicato un commento di Licio Gelli alle proposte della Bicamerale sulla giustizia. Secondo Gelli «la Bicamerale sta copiando pezzo per pezzo» il suo Piano di rinascita democratica scritto tra il '74 e il '75. Qualche giorno fa il procuratore Agostino Cordova aveva parlato di «coincidenze» tra il piano di Gelli e la proposta Boato. | ||
| 17 Aprile 1997 | ||
| Viene reso noto che ha cominciato a collaborare con la giustizia un altro dei killer di Ninni Cassarà e di Roberto Antiochia, condannato all'ergastolo per l'omicidio. Ha confessato di avere commessi un'altra trentina di omicidi. Ancora un attentato mafioso contro il cantiere della veloce Palermo-Sciacca, in costruzione dagli anni '60 ed ancora non completata. Il cantiere è stato riaperto in febbraio e da allora è stato preso di mira da attentati contro le ditte appaltatrici, perché non si vuole che la strada venga ultimata. A presidiare i lavori sono stati mandati i soldati dell'operazione "Vespri siciliani". | ||
| 18 Aprile 1997 | ||
| Al processo per la strage di Capaci gli imputati Raffaele e Domenico Ganci, Giuseppe Madonia e i fratelli Graviano si scagliano contro i pentiti affermando che dicono falsità. Madonia aggiunge che qualcuno gli ha offerto del denaro per convincerlo a collaborare e a parlare di Andreotti e di un giudice. Catturati in una casa di campagna di Calatafimi (Tp) i latitanti Mariano Asaro, condannato per associazione mafiosa ma accusato anche di omicidio, e Michele Mercadante, condannato a 29 anni per un omicidio e accusato di essere il "reggente" della cosca mafiosa di Castellammare del Golfo (Tp). Con loro sono state arrestate altre 4 persone accusate di favoreggiamento. Arrestato in una campagna dell'Ennese il latitante Orazio Privitera, accusato di numerosi delitti e di essere il capomafia del clan Sciuto di Catania. Emessi a Palermo 28 ordini di custodia cautelare in seguito ad indagini scaturite dalle denunce di un imprenditore, di cui non viene fatto il nome, taglieggiato dal racket della mafia della zona di Brancaccio. Tra le persone colpite dal provvedimento i fratelli Graviano e Giuseppe Drago. Due rimangono latitanti, tra cui Gaspare Spatuzza. | ||
| 19 Aprile 1997 | ||
| Conclusa l'assemblea dell'Associazione nazionale magistrati in cui si è discusso delle proposte alla Commissione bicamerale sulla riforma della giustizia. Il procuratore Francesco Saverio Borrelli in un'intervista dichiara che la Commissione «avrà l'autonomia necessaria per valutare quello che deve essere fatto senza stare ai diktat di Berlusconi» e successivamente dice che «non desidera, per ragioni di correttezza, polemizzare con il capo dell'opposizione che, per di più, è anche un imputato» del suo ufficio. Le dichiarazioni suscitano le proteste di uomini politici. La presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Elena Paciotti, prende le distanze da Borrelli. Il ministro della Giustizia dichiara che acquisirà la registrazione dell'intervista per esaminare se ci siano estremi per un provvedimento disciplinare contro il procuratore di Milano. Chiesto dalla Dda di Palermo il rinvio a giudizio per 91 persone delle cosche palermitane e trapanesi, tra cui Riina, Bagarella, Giovanni Brusca, Mariano Agate, Francesco e Matteo Messina Denaro, accusate di vari delitti, tra cui 69 omicidi. Chiesto dalla Procura di Agrigento il rinvio a giudizio per la soprintendente Graziella Fiorentini, accusata di abuso d'ufficio per aver bloccato i lavori per la costruzione del nuovo depuratore della città, per l'ex presidente regionale della Lega ambiente, Giuseppe Arnone, per concorso in abuso d'ufficio, e per l'ex direttore di Teleakras, Giovanni Taglialavoro, risultato proprietario di una casa a pochi metri dal depuratore. La costruzione del depuratore, decisa nel 1986 ed eseguita con appalti affidati senza gara, ha suscitato numerose polemiche e proteste da parte della Legambiente e fino al momento del blocco, avvenuto nel gennaio dell'anno scorso, era costata 25 miliardi mentre il progetto ne prevedeva 3. Ucciso a Marsala Salvatore Bucca, un giovane palermitano "buttafuori" in una discoteca. Incerto il movente dell'omicidio. Al processo contro l'ex magistrato della Corte d'appello di Palermo, Giovanni Barrile, accusato di corruzione, il pentito Salvatore Cancemi dichiara di avergli dato una quarantina di milioni per ottenere un trattamento favorevole nel maxiter. Secondo Barrile il pentito si vendica per la condanna a sei anni di reclusione subita in quel processo. Scarcerato per decorrenza dei termini l'ex Nar Massimo Carminati, accusato di essere uno dei killer di Mino Pecorelli. La Procura di Perugia aveva chiesto il rinvio dei termini di custodia. Reso noto che è stata sottoposta a protezione Rita Spartà che dopo l'assassinio del padre e di due fratelli, avvenuto nel 1993, aveva denunciato 5 pregiudicati che erano stati arrestati. Giovedì scorso durante una trasmissione televisiva la Spartà aveva detto di avere paura perché le capita di incontrare spesso nel paese i presunti killer, scarcerati per insufficienza di prove. | ||
| 20 Aprile 1997 | ||
| Arrestati sulle coste nei pressi di Lecce 5 albanesi e sequestrati 546 chili di marijuana. Sequestrati all'aeroporto di Palermo 25 chili di cocaina e arrestato un imprenditore di Latina, Michele Zuncheddu, padrone della valigia piena di droga. Fermati un altro corriere, Giovanni Giordano, sospettato di essere l'organizzatore del traffico, e due dipendenti della dogana, Giulio Carollo e Giovanni La Rocca, trovati in prossimità della pista e sospettati di voler prelevare la valigia direttamente dalla stiva dell'aereo. | ||
| 21 Aprile 1997 | ||
| Resa nota una dichiarazione del pentito Vincenzo Calcara secondo cui sarebbe stato Totò Riina ad ordinare ad Alì Agca di uccidere il papa. Nel dicembre dell'80 fu registrata la presenza di Alì Agca, sotto falso nome, a Palermo, ma la dichiarazione di Calcara non ha avuto alcun riscontro. | ||
| 22 Aprile 1997 | ||
| Al processo contro Francesco Musotto, ex presidente della provincia di Palermo, depositate alcune dichiarazioni di Giovanni Brusca, secondo cui Musotto non sapeva che la sua villa nei pressi di Pollina (Pa) era usata per incontri tra mafiosi ed è falso che fosse "a disposizione" di Leoluca Bagarella. A riprova di ciò Brusca ricorda che Bagarella avrebbe volutoucci dere Musotto, perché aveva saputo che l'avvocato aveva ricevuto alcune volte Giovanni Falcone nella sua villa, dove il magistrato avrebbe potuto essere eliminato facilmente se Bagarella fosse stato avvertito dai Farinella, mafiosi della zona e clienti di Musotto. Depositate anche le dichiarazioni di Vincenzo Brusca che afferma, ma è smentito dal fratello, di essersi adoperato a favore di Musotto nelle elezioni del 1994. Cancellata dalla Cassazione la condanna a 17 anni per traffico internazionale di stupefacenti, inflitta nel processo denominato "Big John", ad Aldo Madonia della famiglia mafiosa del rione Resuttana di Palermo. Madonia era stato accusato dal pentito siculo-americano Joe Cuffaro di aver presieduto un summit mafioso che doveva risolvere alcuni contrasti sorti tra colombiani e siciliani, per una partita di 600 chili di cocaina non pagati dai siciliani. Per la stessa accusa Madonia è stato condannato a 6 anni per associazione mafiosa. Nel processo d'appello per la condanna per associazione mafiosa, in corso di svolgimento, il fratello Salvino, che non è un collaboratore di giustizia, ha dichiarato di aver presieduto lui quel summit. L'ammissione di Salvino Madonia tende a scagionare il fratello Aldo, laureato in Farmacia e presentato come il volto pulito della famiglia. Al processo per associazione mafiosa contro Giulio Andreotti, il pentito Vincenzo Sinacori dichiara di aver saputo dei rapporti del senatore con Cosa nostra da Matteo Messina Denaro e da Gaetano Sangiorgi, genero di Nino Salvo, e che alla fine del '91 Andreotti era considerato uno dei nemici da eliminare, assieme a Martelli e Falcone. Si suicida a Desio (Mi) l'industriale Ambrogio Mauri. In una lettera denuncia la corruzione e il sistema delle tangenti ancora vigenti, affermando che «l'onestà e la trasparenza non pagano». Tano Grasso, coordinatore delle associazioni contro l'usura, rivolge un appello al presidente del Consiglio perché si renda operativa la legge antiracket per la quale «a fronte di una disponibilità di 160 miliardi sono state elargite somme per una cifra inferiore a 7 miliardi». Nell'appello vengono denunciate disfunzioni eclatanti della legge e viene fatto l'esempio della Sigma, la fabbrica di Libero Grassi ucciso per non essersi piegato al racket, a cui è stato negato l'accesso ai fondi con la motivazione che non ha subìto danni materiali. Ucciso a Mosca, a colpi di kalashnikov, Valentin Sych, presidente della Federazione russa di hockey su ghiaccio. La Federazione gode, come altri enti ed associazioni russe, di agevolazioni fiscali e si occupa di importazione e commercio di tabacco e alcol, con un giro di miliardi di rubli che sarebbero stati utilizzati per traffici illeciti. | ||
| 23 Aprile 1997 | ||
| Disposta dal gip di Catanzaro, su richiesta della Procura, l'archiviazione di un procedimento penale per concorso in associazione mafiosa contro Giacomo Mancini, suo figlio Pietro e l'avvocato Antonio Cersosimo di Cosenza. L'inchiesta era nata dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Franco Pino, ex capocosca di Cosenza. Assolto dalla Corte d'appello di Napoli Domenico Zirpoli, figlio del pentito della camorra Leonardo. Domenico Zirpoli era stato condannato in primo grado all'ergastolo per l'assassinio di un gioielliere durante un tentativo di rapina. L'accusa si basava sul riconoscimento, poi ritrattato, di due parenti della vittima e su una pistola sequestrata all'imputato, che successivamente una perizia aveva stabilito essere diversa dall'arma usata per il delitto. Condannato a 16 anni dalla Corte d'assise di Palermo il pentito Marco Favaloro, per tre omicidi, tra cui quello dell'imprenditore Libero Grassi. La Corte gli ha riconosciuto soltanto le attenuanti per il suo contributo come collaboratore. Favaloro ha ammesso di avere accompagnato, il giorno dell'omicidio Grassi, Salvino Madonia di cui era uomo di fiducia e che per quel delitto viene giudicato nel processo "Agate + 50". I giudici hanno riconosciuto alla vedova dell'imprenditore, Pina Maisano, e ai figli, Davide ed Alice, costituitisi parte civile, una provvisionale di 20 milioni ciascuno. Assolti dalla Corte d'assise di Agrigento, per non aver commesso il fatto, Paolo Mistretta e Vincenzo Tamburello, accusati da alcuni pentiti di avere partecipato all'omicidio di Nicola Atria, fratello di Rita, la giovane collaboratrice di giustizia suicidatasi dopo la morte di Paolo Borsellino. I due imputati rimangono in carcere per altri reati. Il pentito Marino Pulito, ex esponente di primo piano della famiglia Modeo di Taranto, durante l'udienza del processo per mafia a Giulio Andreotti, ha dichiarato che in due incontri avuti a Roma con Licio Gelli, questi gli avrebbe garantito l'interessamento del senatore per la revisione del processo ai fratelli Modeo. Sequestrati beni per 50 miliardi all'imprenditore Giuseppe Panzeca, considerato il "reggente" della famiglia di Caccamo (Pa), che sarà processato per associazione mafiosa. | ||
| 24 Aprile 1997 | ||
| Ucciso a Misterbianco (Ct) il pregiudicato Antonino Caruso. Condannate dal Tribunale di Marsala 16 delle 30 persone accusate di far parte di organizzazioni di trafficanti e spacciatori di droga. Sono stati inflitti complessivamente 77 anni di carcere e 634 milioni di multa. A Gela (Cl) tenta il suicidio dandosi fuoco il disoccupato Orazio Bonvissuto. Dichiarato dal gup di Agrigento il non luogo a procedere per il presidente del Consorzio di bonifica delle Valli del Platani e del Tumarrano, Salvatore Giambrone, e per altri 11 indagati tra componenti della commissione giudicatrice della gara d'appalto ed imprenditori cui furono affidati i lavori, tra cui Filippo Salamone. Condannati dal Tribunale di Verona, con pene che vanno dai 5 ai 4 anni di carcere, il dc Giovanni Prandini, ex ministro dei Lavori pubblici, Giovanni Pandolfo, ex presidente dell'autostrada "Serenissima", Giuseppe Del Maso, ex sottosegretario democristiano, e Severino Citaristi, ex segretario amministrativo della Dc, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata a corruzione, turbativa d'asta e illecito finanziamento ai partiti per le tangenti prese e pagate per la costruzione dell'autostrada. Si dimette il prefetto Carlo Ferrigno, direttore generale della polizia di prevenzione, in seguito al ritrovamento delle liste segrete degli informatori dell'Ufficio affari riservati e al sequestro ordinato dal giudice istruttore di Venezia Carlo Mastelloni, che indaga sull'aereo dei servizi segreti "Argo 16" precipitato nel '73. Le liste erano custodite nella cassaforte della Direzione della polizia di prevenzione, malgrado siano state emanate nei mesi scorsi «precise direttive del ministero dell'Interno per la verifica di eventuali giacenze di atti d'ufficio al di fuori di una regolare catalogazione ed archiviazione». | ||
| 25 Aprile 1997 | ||
| A Milano, a 24 ore dal voto per le elezioni comunali, scoppia un ordigno posto sul davanzale esterno di una finestra di Palazzo Marino, provocando notevoli danni ma nessuna vittima. L'angolo in cui è stato messo l'ordigno non è coperto dal controllo delle telecamere poste all'esterno del palazzo. In giornata viene lasciata presso la sede di Radio popolare, da una donna che viene ripresa dalle telecamere, una borsa contenente materiale simile a quello usato dagli attentatori e volantini firmati con la A degli anarchici. I circoli anarchici dichiarano di essere completamente estranei. In serata l'attentato viene rivendicato da "Azione rivoluzionaria". Revocato il programma di protezione per Giacoma Filippello, che aveva collaborato con la giustizia dopo l'assassinio del suo convivente, il capomafia di Marsala (Tp) Natale L'Ala. Il provvedimento è stato preso dopo che la donna ha avviato un club "a luci rosse". Rese note le dichiarazioni di Giovanni Brusca che scagiona, per l'assassinio dell'imprenditore Massimo Capomaccio, Mico Farinella, amico dell'imprenditore con il quale condivideva truffe e altri affari illeciti e figlio di Peppino, capomafia di San Mauro Castelverde (Pa). Ad uccidere Capomaccio sarebbero stati lo stesso Brusca e Leoluca Bagarella. | ||