Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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1 Marzo 1997
Arrestato a Caserta Antonio Pagano, un ingegnere accusato di associazione camorristica per aver curato gli affari del clan dei Casalesi e aver progettato congegni elettronici e sistemi per proteggere i rifugi dei latitanti.

2 Marzo 1997
Ucciso in un pub in un paese del Napoletano, il geometra del Comune di Pozzuoli, Massimo Renzullo, che si era opposto a dei rapinatori, arrestati poco dopo. Uno di loro, Salvatore Mercurio, indicato come guardiaspalla di camorristi, sarebbe l'autore dell'omicidio.
Condannate a Palermo con il rito abbreviato 25 persone accusate di traffico e spaccio di droga tra Palermo, Mazara del Vallo e l'Emilia Romagna. Tra di esse Anna Corradi, la donna del quartiere Zen arrestata e condannata gia' diverse volte per spaccio di droga in cui ha coinvolto tutta la sua famiglia, e Vincenzo Scarantino, il collaboratore di giustizia teste d'accusa per la strage di via D'Amelio e condannato per la strage a 18 anni, da scontare con un affidamento in prova ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. Altri 52 indagati sono stati rinviati a giudizio.

3 Marzo 1997
Arrestato a Palermo Vincenzo Licciardi, ex poliziotto ora in pensione. E' accusato di essere stato vicino al capomafia Pietro Messicati Vitale, ucciso nell'89, e successivamente a Carmelo Villafranca, sospetto mafioso di Villabate (Pa), paese di Messicati Vitale e dello stesso Licciardi. Il 6 marzo l'ex poliziotto sara' rinviato a giudizio per concorso in associazione mafiosa.
A Perugia, al processo per l'omicidio Pecorelli, il pentito Maurizio Abbatino, ex componente della banda della Magliana, durante l'interrogatorio da parte del difensore di Claudio Vitalone, l'avvocato Carlo Taormina, ritenendo che alcune domande potessero compromettere la sicurezza dei suoi familiari, minaccia l'avvocato con queste parole: Se succede qualcosa ai miei familiari, l'avvocato Taormina e' il primo a cui viene sparato in testa. Abbatino e' stato condotto fuori dell'aula e l'udienza e' stata sospesa.
Ucciso a Paterno' (Ct) Giuseppe Alleruzzo, nipote del capomafia Pippo Alleruzzo, un tempo alleato di Santapaola e collaborante dall'87. Nell'agguato e' stato ucciso anche il sorvegliato speciale e fedelissimo di Alleruzzo, Luigi Panebianco. Nell'87 erano stati uccisi la moglie del pentito, Lucia Anastasi, e il figlio Santo. Nel '95 era stata uccisa la moglie di Panebianco, Gaetana Garraffo.
Viene reso noto che negli ultimi quindici giorni a Palermo si sono registrati piu' di 20 casi di overdose. I tossocodipendenti sono stati salvati per l'intervento degli operatori di Camper amico.

4 Marzo 1997
Arrestate a Palermo 18 persone accusate di associazione a delinquere e ricettazione. Fanno parte di un'organizzazione specializzata in furti di automobili: le piu' efficienti sarebbero state messe a disposizione di Cosa nostra e le altre utilizzate per pezzi di ricambio. Il titolare del deposito, Giuseppe Marano, e il suo socio, Giuseppe Baldi, sono sotto inchiesta per associazione mafiosa. Quest'ultimo e' stato gia' processato per traffico di stupefacenti.
Emessi dal gip di Caltanissetta 69 ordini di custodia per altrettanti componenti una organizzazione di spacciatori operanti nel Nisseno. 9 sono latitanti. L'indagine era iniziata un anno fa, dopo che alcune madri di tossicodipendenti si erano rivolte alle forze dell'ordine.
Durante la seduta della Commissione antimafia alla presenza del ministro della Giustizia, il vicepresidente Filippo Mancuso attacca il sottosegretario Giuseppe Ayala, citando atti archiviati secondo cui l'ex pm nell'80, attraverso tramiti, avrebbe incaricato il capomafia Cancemi, successivamente collaboratore di giustizia, di un recupero di refurtiva. Inoltre, secondo Mancuso, Ayala avrebbe ricevuto, durante la campagna elettorale del '92, un finanziamento di 10 milioni di origine oscura e si sarebbe interessato per fare ottenere gli arresti domiciliari a Pino Savoca. Ayala smentisce seccamente, ricorda di aver espresso parere contrario alla concessione degli arresti domiciliari al mafioso Savoca, che rimase in carcere, e ha la solidarieta' del ministro, del presidente Del Turco e di altri membri della Commissione. Silvio Berlusconi esprime solidarieta' a Mancuso, deplorando l'aggressione che avrebbe subito durante la seduta.
Fermato all'aeroporto di Venezia il giornalista italo-eritreo Domenico Carolei, che portava una valigia piena di titoli nipponici falsi, per un valore di 15 mila miliardi di lire. Carolei e' stato denunciato a piede libero.
Bruciata a Palermo una fabbrica di camicie, la Mediconf dei fratelli Bucalo, che da poco aveva ricevuto una commessa per una fornitura a polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. I proprietari escludono che l'incendio sia dovuto ad un attentato di mafia e affermano di non aver mai ricevuto richieste dal racket.

5 Marzo 1997
All'udienza del processo per la strage di via D'Amelio, nell'aula bunker del carcere delle Vallette di Torino, due avvocati della difesa, Rosalba Di Gregorio e Francesco Marasa', chiedono la ricusazione dei pm per comportamenti omissivi perche' avrebbero depositato agli atti soltanto adesso. I pm replicano annunciando una possibile denuncia per calunnia. Durante il confronto, i pentiti Salvatore Cancemi e Vincenzo Scarantino danno versioni contrastanti di fatti relativi alla strage.
Confiscati, su provvedimento del Tribunale misure prevenzioni di Palermo, beni per 850 milioni al mafioso latitante Mariano Tullio Troia e sequestrati beni per circa 7 miliardi ad altre 6 persone ritenute vicine a Cosa nostra.

6 Marzo 1997
Depositate nuove dichiarazioni del pentito Francesco Di Carlo su Berlusconi e Dell'Utri. Secondo Di Carlo, Berlusconi nel '76 gli avrebbe offerto una cena e poche settimane prima in una riunione, a cui avrebbero partecipato lo stesso Di Carlo, Stefano Bontate, Mimmo Teresi e Marcello Dell'Utri, avrebbe chiesta la protezione di Cosa nostra per evitare il sequestro del figlio. Inoltre nel '77 Dell'Utri avrebbe partecipato ad un paio di cene in casa di Stefano Bontate a Palermo.
Arrestata dalla Squadra mobile di Isernia la rumena Maria Stavarache, sposata da pochi mesi con un pensionato di Castel del Giudice (Is). La Stavarache aveva tentato di assoldare due killer della malavita campana, offrendo 50 milioni, per uccidere il marito.
Al processo per l'omicidio Pecorelli, Carlo Zaccaria, collaboratore di Andreotti fin dal '72, ha detto che nel '93 il senatore gli chiese di riferire ad Ezio Radaelli, che doveva essere interrogato sulla provenienza di assegni per 140 milioni ricevuti da collaboratori di Andreotti per l'organizzazione di spettacoli a favore della Dc, che gli avrebbe fatto piacere se non avesse fatto il suo nome a proposito degli assegni. Quegli assegni provenivano dal contributo in nero della Sir di Nino Rovelli e, secondo l'accusa, per quella vicenda Pecorelli, qualche mese prima di essere ucciso, aveva tentato di ricattare Andreotti.
In una intervista a Panorama il senatore afferma di aver saputo dal capo della polizia Vincenzo Parisi, in seguito defunto, che ai pentiti veniva triplicato il compenso se facevano il suo nome.

7 Marzo 1997
Annullato dalla Corte di Cassazione l'ordine di custodia cautelare per Lorenzo Necci, l'ex amministratore delegato delle Ferrovie arrestato il 15 settembre 1996 per ordine della Procura di La Spezia con l'accusa di associazione a delinquere, peculato, corruzione aggravata e truffa a danno delle Ferrovie.
Arrestato il terzino della squadra di calcio del Castel di Sangro, Pierluigi Prete, con l'accusa di traffico internazionale di droga. Nel dicembre scorso era stata arrestata alla stazione Termini di Roma la moglie del calciatore, Vanessa Lorena Diaz Castillo, di Santiago del Cile, trovata con un chilo di cocaina. L'ex presidente della squadra, Pasquale Gravina, e' indagato per favoreggiamento.

8 Marzo 1997
Il Tribunale di Napoli condanna l'ex ministro Francesco De Lorenzo a 8 anni di carcere e al pagamento di circa 8 miliardi di lire di risarcimento allo Stato e alle parti civili. De Lorenzo e' stato riconosciuto responsabile di associazione per delinquere, corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
Respinta dalla Corte d'appello di Palermo l'istanza di ricusazione del gip Alfredo Montalto, presentata dalla difesa dell'ex senatore di An Filiberto Scalone. Secondo la Corte, pero', Montalto, che non avrebbe manifestato una grave inimicizia nei confronti dell'imputato, dovrebbe astenersi dall'emettere atti riguardanti l'imputato, perche' avrebbe dimostrato di essere in contrapposizione rispetto alla parte politica a
cui appartiene Scalone.

9 Marzo 1997
Arrestato a Cosenza Francesco Pezzulli, il presunto killer evaso dall'aula bunker della citta' il 25 febbraio scorso.

10 Marzo 1997
Emessi dalla Procura di Palermo 45 ordini di custodia cautelare per persone accusate di far parte di un'organizzazione di trafficanti di sigarette tra Stati Uniti, Germania e Sicilia. Secondo gli inquirenti la mente del traffico era il palermitano Gaspare Tinnirello, con il quale sarebbero stati in societa' i mafiosi delle cosche di Corso dei Mille e di Brancaccio. Delle persone colpite dal provvedimento 31 sono di Palermo (tra di esse 6 donne), 1 di Catania, 3 di Taormina ma residenti in Germania, 2 di Bari, 6 di Napoli e 2 di Malta.
Viene data notizia che, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Firenze che ha portato gia' all'emissione di una cinquantina di ordini di custodia per spacciatori di droga, 5 riguardano bambini Rom che vivono nel campo nomadi fiorentino.
Al processo che si svolge a Milano contro Bettino Craxi ed altri, tra cui Silvio Berlusconi, per un presunto finanziamento di 10 miliardi dalla Fininvest al Psi nel 1991, tramite la societa' All Iberian, Giorgio Tradati, ex amico di Craxi ed ex gestore dei suoi conti esteri, lo accusa di aver fatto sparire nel '93, ad opera del suo nuovo prestanome, Maurizio Raggio, decine di miliardi portandoli nei paradisi fiscali e di avere messo in atto speculazioni immobiliari per miliardi a Milano e Madonna di Campiglio.

11 Marzo 1997
Bocciata alla Camera per pochi voti la mozione, presentata da PdS, Rifondazione e Verdi, che invitava il Governo a rivedere la legislazione sugli stupefacenti sulla base della riduzione del danno. Approvate tre mozioni presentate dal Ppi, che invita ad evitare pericolose estensioni della depenalizzazione dell'uso personale, dal Polo e da Rinnovamento italiano, secondo cui non esiste una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti che possa motivare la legalizzazione di quelle leggere, e dalla Lega, che vuole la creazione di un corpo speciale di controllo.
E' data notizia che la Procura di Palermo, tra novembre e dicembre scorsi, ha inviato a Giancarlo Foscale, presidente della Standa e cugino di Silvio Berlusconi, un avviso di garanzia ipotizzando il reato di falso in bilancio finalizzato al riciclaggio.
Al processo contro Giulio Andreotti per associazione mafiosa, il pentito Gaetano Costa dichiara di avere saputo da Leoluca Bagarella, che nella primavera dell'83 era in carcere con lui, che il trasferimento dei mafiosi da Pianosa al carcere di Novara era avvenuto su sollecitazione di Andreotti. Il senatore replica ricordando che all'epoca era ministro degli Esteri, si occupava di lotta al traffico internazionale di droga e semmai sosteneva che le carceri di Pianosa e dell'Asinara non dovessero essere chiuse. In udienze successive, Leonardo Messina ribadisce di aver saputo che Andreotti era stato punciutu e Salvatore Cancemi conferma di aver saputo da Raffaele Ganci che Di Maggio diceva la verita' sul bacio con Riina.
Al processo contro l'ex presidente della provincia di Palermo, Francesco Musotto, il pentito Salvatore Cancemi dichiara che gia' alla meta' degli anni '80 l'imputato passava informazioni alla famiglia Ganci su emissioni di ordini di cattura, tramite il costruttore Salvatore Sbeglia.
Nel corso di un'audizione alla Commissione antimafia, il vicepresidente del Csm, Carlo Federico Grosso, esprime preoccupazione per la situazione delle procure di Sciacca, Gela, Nicosia, dove mancano i sostituti, e per la mancanza della meta' dei consiglieri di appello previsti in pianta organica al tribunale di Caltanissetta: sono a rischio diversi processi di secondo grado, tra cui quelli per le stragi di Capaci e via D'Amelio.
Trovato a Palermo in un terreno incolto il corpo di Maria Luisa Galliano, morta per overdose. Il giorno successivo verra' trovato il cadavere di Giancarlo Filippone, anch'egli stroncato da un'overdose. Il 12 altri 2 morti, Marco Ienna e Giovanni Maggio. Gia' dall'inizio del mese si erano verificati diversi casi di tossicodipendenti salvati da overdose e si teme che circoli una partita di eroina killer, come avvenne nell'estate del '95.
Viene data notizia che il 6 marzo scorso e' arrivata in Italia dal Brasile una delegazione guidata dal direttore della polizia federale, Vicente Chelotti, e dal segretario generale del ministero della Giustizia, Milton Seligman, per perfezionare un accordo bilaterale di cooperazione anticrimine. Gli incontri sono serviti anche per conoscere gli sviluppi dell'inchiesta su Paulo Cesar Farias, braccio destro dell'ex presidente brasiliano, Fernando Collor de Mello, che cinque anni fa fu costretto a dimettersi per evitare l'impeachment in seguito alla scoperta di richieste di tangenti ad imprenditori. Farias, ucciso assieme alla fidanzata un anno fa, sarebbe stato coinvolto in un traffico di droga tra un paese sudamericano e l'Italia, con collegamenti con un grosso mafioso siciliano, forse della famiglia Caruana-Cuntrera.

12 Marzo 1997
Arrestato a Valencia, in Venezuela, l'avvocato palermitano Salvatore Chiaracane, condannato al primo maxiprocesso a 4 anni per associazione mafiosa. Era latitante da sei anni in Venezuela dove esercitava la sua professione.
Inizia a Napoli la Conferenza nazionale sulla droga con la partecipazione di operatori, politici e amministratori pubblici.

13 Marzo 1997
Arrestata nella capitale messicana Francesca Vacca Agusta, coinvolta nell'inchiesta sul presunto riciclaggio di fondi neri di Bettino Craxi. Era ricercata dal 1994.
Rinviati a giudizio dalla Corte d'appello di Palermo, che ha accolto il ricorso del pm contro il proscioglimento deciso dal gip, l'ex ministro Salvo Ando', l'ex consulente della Presidenza della Regione Elio Rossitto, l'ex presidente della Regione Rino Nicolosi, gli ex assessori regionali alla Cooperazione Turi Lombardo e Turi Leanza, l'ex senatore Luigi Mazzei e il funzionario del consorzio Mercati agroalimentari Sicilia spa, Domenico Cavallaro. Sono accusati di abuso d'ufficio in relazione alla vicenda della costruzione del Consorzio agroalimentare di Catania. Nel decreto che dispone il rinvio a giudizio viene in parte riaperto il caso del trasferimento di Giovanni Bonsignore, il funzionario regionale che si era opposto alla costituzione del Consorzio e la cui uccisione, avvenuta il 9 maggio 1990, e' tuttora impunita.
Arrestate, con l'accusa di traffico internazionale di droga, 43 persone, quasi tutte residenti a Milano e provincia ma collegate con esponenti delle cosche della 'ndrangheta calabrese e con mafiosi degli Stati Uniti e del Canada. Tra gli arrestati il collaborante Antonio Scambia che avrebbe mantenuto i legami con la cosca di origine.

14 marzo 1997


A Napoli, durante la Conferenza nazionale sulla droga, proteste da parte di deputati del Polo perche' sarebbero state prospettate soluzioni in contrasto con il voto del Parlamento.
Arrestato a Palermo con l'accusa di spaccio il pregiudicato Giuseppe Calderone, che si trovava agli arresti domiciliari. Durante la perquisizione sono stati trovati 100 grammi di eroina purissima. Il 16 verranno arrestati i fratelli Giovanni e Salvatore Traina, sospettati di avere venduto l'eroina a Giancarlo Filippone, morto il 12 marzo scorso. Li accusano alcuni tossicodipendenti che si trovavano con Filippone e che hanno dato l'allarme alla Croce Rossa.

15 Marzo 1997
Rimessi in liberta' per scadenza dei termini 40 presunti affiliati a Cosa nostra del Nisseno, arrestati nell'operazione Leopardo in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentiti, tra cui Leonardo Messina. Il processo d'appello non puo' iniziare perche' non sono state depositate le motivazioni della sentenza del processo di primo grado, conclusosi nel dicembre del '95 con condanne per 68 dei 112 imputati.
Chiusa la Conferenza nazionale sulla droga. Viene reso noto che in Italia dal 1975 ci sono stati circa 15.000 morti, che al 31 dicembre '96 c'erano 47.386 detenuti (al 15 febbraio 1997 sono diventati 49.133) per reati legati alla droga, di cui il 29,25% tossicodipendenti (circa 14.000), 74 malati di Aids, 296 in fase pre-Aids e 4.000 sieropositivi.

16 Marzo 1997
Ucciso a Santa Maria a Vico (Caserta) il sorvegliato speciale Bruno Ursano, ritenuto affiliato al clan Vollaro. Ferita leggermente la sua convivente.

17 Marzo 1997
Arrestate 13 persone, 11 russi e 2 italiani. L'operazione, denominata Scacco matto e che ha interessato diverse citta' italiane, ha portato in carcere il capo di un gruppo mafioso di Mosca, Iouri Essine, che si trovava in un albergo di Madonna di Campiglio assieme a suoi complici. Per tutti l'accusa e' di associazione mafiosa, riciclaggio di denaro sporco, sequestro di persona e traffico di stupefacenti. E' stato emesso un avviso di garanzia nei riguardi di Alberto Grotti, ex vicepresidente dell'Eni, attualmente in carcere per la vicenda Eni-Sai. E' accusato di essere stato in affari con i russi arrestati, in particolare con Essine, contrattando, mediante la societa' Globus Trading, un affare da 150 milioni di dollari per l'importazione in Italia di oli combustibili, che se si fosse realizzato avrebbe causato un grosso danno finanziario all'Agip. Indagati un ex generale dell'esercito, Gianalfonso D'Avossa, e due ex ufficiali del Sismi che avrebbero avuto rapporti con imprenditori a loro volta in contatto con la mafia russa.
Sono stati messi i sigilli a 11 societa', tutte con sede a Roma, create per ripulire il denaro dei mafiosi russi proveniente dal narcotraffico, dallo sfruttamento della prostituzione e dal racket. Secondo uno studio della Confcommercio, la mafia russa avrebbe investito in Italia tra il '93 e il '95 da 7 a 10 mila miliardi di lire.
Ucciso a Contessa Entellina (Pa), con un colpo di lupara in faccia, il pastore incensurato Antonino Catalano.
Arrestati il sindaco di Battipaglia (Sa), Ferdinando Zara di An, e altre 7 persone, tra cui Carlo Zara, fratello del sindaco e suo braccio destro, l'ex direttore del Consorzio per l'area industriale di Salerno, Alfonso Bevilacqua, e l'amministratore della Selecom, Paolo Sabini Piscitelli Taegi. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, alla corruzione, concussione e abuso d'ufficio.

18 Marzo 1997
Inizia a Caltanissetta il processo-ter per l'omicidio del giudice Rosario Livatino.

19 Marzo 1997
Emessi dal gip di Catania 39 ordini di custodia cautelare per presunti affiliati del clan Laudani accusati dell'assassinio dell'avvocato Serafino Fama', avvenuto il 9 novembre del '95, dell'omicidio di un esponente di una cosca rivale e dell'attentato alla caserma dei carabinieri di Gravina (Ct). Delle 39 persone, 11 erano gia' in carcere e tra questi il presunto mandante, Giuseppe Di Giacomo, indicato come reggente del clan Laudani. 22 persone sono latitanti, tra cui 18, come sottolineano polemicamente in Procura, sono tra gli 85 scarcerati nei mesi scorsi su decisione del Tribunale della liberta'. Nel processo per il delitto Fama' il Consiglio dell'ordine degli avvocati, la Camera penale e l'Unione camere penali di Catania si costituiranno parti civile e gli avvocati di Catania si asterranno dal difendere gli imputati.
Nominato procuratore della Repubblica di Roma Salvatore Vecchione, attualmente capo degli ispettori del ministero della Giustizia.
A Palermo arrestate altre 4 persone, accusate di spaccio di droga in seguito alle indagini dopo le morti per overdose dei giorni scorsi. Il pregiudicato Domenico Napoli e' accusato anche di omicidio colposo per aver venduto l'eroina che ha provocato la morte di un tossicodipendente.

20 Marzo 1997
Inviato dalla Camera penale di Palermo al Csm e al ministero di Giustizia un documento in cui si contesta il tentativo da parte dei pm di fare apparire legittime richieste difensive come strategie occulte destinate a delegittimare la magistratura e denuncia come tali insinuazioni costituiscano un vero e proprio attacco all'autonomia dell'avvocato.
Arrestati su richiesta della Procura di Palermo gli imprenditori di Terrasini (Pa) Vito e Alfonso D'Anna. Secondo alcuni pentiti, i D'Anna, parenti di Badalamenti e suoi alleati fino agli anni '80, si sarebbero poi legati ai corleonesi da cui negli ultimi tempi avrebbero cercato di allontanarsi, rischiando di essere uccisi per ordine di Giovanni Brusca, ma sono stati risparmiati per l'arresto di quest'ultimo. Ai D'Anna sono stati sequestrati beni per circa 20 miliardi. Si tratta di imprese edili, pompe di benzina, un supermercato, automobili e mezzi pesanti, un terreno, un ippodromo e una pista di atterraggio per piccoli aerei. Con la stessa ordinanza e' stato arrestato l'anziano Paolo Di Maggio, ritenuto un capomafia della zona.
Emessi inoltre, in seguito ad un'altra inchiesta della Procura, 20 ordini di custodia, 2 per persone gia' in carcere, per presunti affiliati delle cosche della zona di Montelepre, Partinico, Borgetto, Balestrate e Trappeto, in provincia di Palermo. Tra loro anche 2 medici di ospedali palermitani e 3 ex appartenenti alla banda di Salvatore Giuliano (tra cui il novantenne Salvatore Candela, che morira' il 26 marzo per una crisi cardiaca), ritenuti affiliati a Cosa nostra. Il giorno successivo viene data notizia che la Procura di Palermo, nell'ambito della stessa inchiesta, aveva chiesto un ordine di custodia per il sacerdote Salvatore Salvia, parroco di Giardinello, un altro paese della zona, accusato da un pentito di aver ospitato un latitante. L'istanza e' stata respinta dal gip che ha ritenuto ci fossero elementi sufficientemente indizianti ma non gravi.
Viene data notizia che e' in corso a Roma un'inchiesta giudiziaria su una holding di fatto, facente capo al gruppo finanziario di Settimio e Pacifico Di Nepi e Nicolino Stivaletti e comprendente 120 societa' a responsabilita' limitata e capitale modesto, ma tutte indebitate e fallite per centinaia di miliardi. Con i finanzieri sono indagate circa 20 persone, aventi un ruolo attivo o semplici prestanome, ed e' coinvolto anche Licio Gelli. Tutti sono indagati per associazione a delinquere per avere organizzato, a partire dal 1988, una truffa ai danni di banche da cui sono riusciti ad ottenere crediti per miliardi per le societa' che via via andavano facendo bancarotta. L'ipotesi e' che l'influenza di Gelli abbia facilitato la concessione dei crediti da parte delle banche.
Arrestati il direttore, il vicedirettore e il cassiere della filiale della San Paolo di Torbole (Bs) accusati di aver riciclato il denaro di Umberto Orio, uno dei piu' grossi trafficanti milanesi di cocaina. Nell'ordine di custodia viene accusato l'ispettorato centrale della banca, che e' controllata dalla Curia arcivescovile di Brescia, per non aver verificato le causali degli ingenti movimenti di denaro.

21 Marzo 1997
Celebrata a Niscemi (Cl) da migliaia di persone la giornata in ricordo delle vittime di tutte le mafie, indetta da Libera. Quest'anno e' stato scelto il paese nisseno per ricordare i bambini Giuseppe Cutruneo e Rosario Montalto che dieci anni fa, mentre giocavano per strada, furono uccisi durante una sparatoria tra mafiosi.
Altre manifestazioni, indette dal Coordinamento delle associazioni per la legalita' e dei familiari delle vittime della mafia e dall'associazione Riferimenti, si sono svolte a Palermo e in diversi centri della Sicilia e della Calabria.
Ucciso a Palermo Leopoldo Cancelliere, appartenente ad una famiglia mafiosa del rione Borgo vecchio. Il nonno Leopoldo era un vecchio capomafia del rione. Il fratello Domenico, arrestato nel febbraio scorso, e' ritenuto il nuovo capomandamento di Porta nuova.

22 Marzo 1997
Confiscati dal Tribunale di Catania beni per circa 25 miliardi ad Antonio Valastro, accusato di gestire il racket del pesce nel Catanese per conto del clan Savasta, e a Giuseppe Tomaselli, p
resunto affiliato della cosca di Santapaola ed accusato di usura. Confiscata anche una casa di riposo per anziani gestita da Gaetano Asero, un presunto prestanome di Giuseppe Pulvirenti arrestato nel novembre scorso.
Trovati in una caverna nei pressi di Montelepre (Pa), su indicazione di alcuni pentiti, resti di 3 persone vittime della lupara bianca.

23 Marzo 1997
Trovata morta suicida, nella sua casa a Niscemi (Cl), Agata Azzolina, proprietaria di una gioielleria. Il 16 ottobre scorso nel negozio erano stati uccisi sotto i suoi occhi il marito, Salvatore Frazzetto, e il figlio Giacomo da due pregiudicati che, come era avvenuto altre volte, pretendevano di avere a credito dei gioielli. La signora, che aveva avuto come protezione due soldati alla porta di casa, era stata oggetto di altri tentativi di estorsione e aveva ricevuto minacce di morte, rivolte anche alla figlia ventenne. Venerdi' non aveva voluto partecipare alla manifestazione di Libera. I nomi del marito e del figlio non erano stati inclusi tra quelli delle vittime della mafia ricordati durante la manifestazione.
Secondo il pentito Giovanni Mazzola, le cui rivelazioni hanno portato agli arresti dei giorni scorsi nel Palermitano, Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella avrebbero importato cocaina dalla Colombia, attraverso una societa' di comodo, l'Ecogrip, ufficialmente una societa' italo-colombiana per la produzione di prefabbricati in gesso, intestata a Salvatore Candela e Giuseppe Ugone, due degli arrestati.

24 Marzo 1997
Viene data notizia che a Niscemi un'altra giovane signora, Ignazia Cannata, madre di un bambino di nove anni e a cui sette anni fa dei rapinatori hanno ucciso il marito, Nicola Gioitta, si trova senza mezzi. Le modalita' dell'assassinio indicherebbero, secondo la vedova, che esso fu opera del racket, ma la Regione siciliana e il ministero dell'Interno non hanno riconosciuto l'ucciso come vittima della mafia. Da anni il paese di Niscemi e' teatro della violenza di cosche mafiose, spesso in lotta tra loro, dedite all'estorsione e al traffico di droga.
Assolte dal tribunale di Modica, dall'accusa di associazione mafiosa per il controllo degli appalti pubblici, 16 persone tra cui l'ex deputato del Psi Natalino Amodeo. In seguito all'inchiesta, nata dalle dichiarazioni dal pentito Salvatore Cordova, Amodeo e altri imputati avevano subito uno o due anni di carcere preventivo. In favore dell'ex deputato e dell'imprenditore Francesco Rapisardi, era stata consegnata una petizione firmata da politici ed esponenti del mondo della cultura e della Curia vescovile.

25 Marzo 1997
Svolti a Niscemi i funerali di Agata Azzolina, alla presenza di centinaia di cittadini, del sindaco e della giunta comunale, ma con l'assenza delle autorita' regionali e nazionali. Il sindaco per protesta non ha indossato la fascia tricolore. La figlia Chiara accusa lo Stato di averli lasciati soli. Intanto nel paese continuano gli attentati del racket: incendiato il portone del cinema, dopo l'incendio della cabina di proiezione avvenuto una settimana fa.
Emessi, su richiesta della Procura di Palermo, 5 ordini di custodia per presunti autori degli attentati agli amministratori progressisti di alcuni paesi del Palermitano avvenuti nell'estate del '93. Le 5 persone, 4 gia' in carcere e una rimasta latitante, sono accusate da alcuni pentiti, tra cui Enzo Brusca, rei confessi per gli stessi attentati, eseguiti su ordine di Giovanni Brusca.

26 Marzo 1997
Acquisite agli atti del processo per la strage di Capaci le dichiarazioni di Giovanni Brusca, che ha confessato di avere azionato il telecomando. Brusca, tra l'altro, ha detto che all'interno di Cosa nostra la decisione di uccidere Falcone era stata presa gia' nel 1981, quando si decise di uccidere Rocco Chinnici, assassinato nel 1983, e che dopo la strage di Capaci Riina avrebbe avanzato delle richieste a rappresentanti delle istituzioni, di cui, pero', non ha saputo dire i nomi ne' se abbiano risposto alle richieste del capo di Cosa nostra.
Il pentito Salvatore Cucuzza, in un verbale agli atti del processo all'ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, dichiara che questi nel 1987 avrebbe fatto da tramite tra Cosa nostra e Claudio Martelli, candidato a Palermo nelle elezioni politiche svoltesi in quell'anno, in cui il Psi ebbe in citta' un incremento di voti, e che l'attuale coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciche', avrebbe fatto avere incarichi di sottogoverno a dei parenti. Micciche' replica offrendo cento milioni a chi riesce a dimostrare la veridicita' delle dichiarazioni del pentito; Musotto afferma di avere appoggiato un gruppo contrario a Martelli, il quale ritiene che le parole di Cucuzza non meritano alcun commento.
Depositati al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, le dichiarazioni dei pentiti Tony Calvaruso, Salvatore Cucuzza e Vincenzo Sinacori. Questi ultimi dichiarano di avere saputo che Andreotti conosceva i Salvo, in particolare Sinacori afferma di avere saputo da Gaetano Sangiorgi che effettivamente il senatore gli regalo' per le nozze un piatto d'argento, nascosto dallo stesso Sangiorgi appena si seppe dell'inchiesta su Andreotti.
Sequestrati beni per 3 miliardi a familiari e prestanomi di alcuni imputati al processo Cartagine in corso a Torino per un vasto traffico di stupefacenti.
Trovato un arsenale di armi nella casa romana di Alexandr Solonnik, un killer russo trovato ucciso il 2 febbraio scorso in Grecia.
Ucciso ad Ogliara (Sa) il pregiudicato catanese Sebastiano Di Mauro.

27 Marzo 1997
Al processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta ascoltato come teste Giovanni Brusca, che viene considerato ancora un dichiarante e non un collaboratore di giustizia. Brusca dice che Totò Riina «voleva uccidere tutti coloro che in qualche modo avevano tradito la fiducia di Cosa nostra» e che «l'uomo politico maggiormente odiato in quel periodo era Giulio Andreotti che, dopo le scarcerazioni per decorrenza dei termini degli imputati del maxiprocesso, si era prodigato per farli tornare in carcere: secondo Riina "si voleva rifare una verginità"». Brusca avverte che «quando Cosa nostra delibera un omicidio non torna indietro» e che «i primi della lista sono Gianni De Gennaro, perché è il più accanito contro Cosa nostra; Claudio Martelli perché prima era amico ed ora nemico; Caselli perché lotta accanitamente contro la mafia». Inoltre rivela che a prendere la decisione di uccidere Rocco Chinnici e Giovani Falcone furono gli esattori Salvo assieme a Riina, Raffaele Ganci, Francesco Madonia e Giuseppe Giacomo Gambino e che già nei primi anni '80 i mafiosi volevano uccidere Falcone, con una motoape imbottita di tritolo posteggiata davanti al Palazzo di Giustizia, azionando il telecomando dallo studio di «un notaio amico dei corleonesi».
Viene data notizia che il pentito Giovan Battista Ferrante ha rivelato che Cosa nostra voleva uccidere il giornalista della Rai siciliana Gianfranco D'Anna.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, la teste Rosalba Lojacono, vedova dell'ex sindaco di Bari ed ex senatore del PdS, Pietro La Forgia, afferma di avere saputo dal marito che il genero di Nino Salvo, Gaetano Sangiorgi, che avevano incontrato assieme alla moglie nel '93 in un luogo di villeggiatura, gli aveva detto di conoscere Andreotti e di avere ricevuto in dono per le nozze un vassoio d'argento. La teste ha aggiunto che Angela Salvo le confidò di essere amareggiata perché il padre morì in carcere senza che lei avesse la possibilità di assisterlo. Gli avvocati della difesa osservano che Nino Salvo è morto in una clinica di Bellinzona assistito dai suoi parenti. Il pentito Vincenzo Sinacori rivela che Sangiorgi chiese ai mafiosi di uccidere suo cognato Antonio, figlio di Nino Salvo, per impossessarsi di 200 miliardi in nero depositati nelle banche svizzere.

28 Marzo 1997
Si suicida a Santa Teresa Riva (Me) Giuseppe Caminiti: da undici mesi non riceveva lo stipendio dalla "Stat", la società di autotrasporti di cui era dipendente, che ha subito una serie di attentati e non è riuscita ancora ad avere i contributi previsti per le vittime del racket. In Sicilia ci sono stati 6 casi di suicidio per mancanza di lavoro in due mesi: il 28 gennaio a Partinico (Pa) si uccide Domenico Lo Cricchio, padre di quattro figli; la notte tra il 10 e l'11 febbraio, Alfia Lo Faro di Riposto (Ct), sfrattata e con il marito disoccupato, sull'autostrada cosparge di benzina i suoi vestiti e l'auto su cui si trovavano anche i suoi quattro figli e si dà fuoco. La donna e la figlia più piccola sono morte, gli altri tre figli sono riusciti a sfuggire alle fiamme per la prontezza della bambina più grande e sono stati aiutati da un automobilista di passaggio; il 18 marzo ad Altofonte (Pa) si suicida Nicolò Anitra, sposato con tre figli; una settimana dopo, nello stesso paese si uccide Salvatore Sala; il 21 marzo Giovanni La Mantia si dà fuoco nel Municipio di Caltagirone (Ct) perché senza lavoro da tre anni. A questi si aggiungono due tentati suicidi di persone strozzate dagli usurai: a Catania, il 15 febbraio, la collaboratrice domestica Laura Santonocito, con il marito invalido civile, si dà fuoco davanti alla Questura e viene salvata dai poliziotti; il 25 febbraio a Giardini Naxos (Ct) tenta il suicidio il commerciante Antonio Germanà.
Arrestati in Austria i latitanti Mauro Sulfaro e Sebastiano Granata, di Acireale, accusati di reati di mafia e di aver preso parte all'omicidio dell'avvocato Serafino Famà.

29 Marzo 1997
Archiviata dal gip di Palermo l'inchiesta su Silvio Berlusconi, in accoglimento della richiesta della Procura che non ha ritenuto sufficienti gli elementi per sostenere l'accusa di concorso in associazione mafiosa.
Attentato incendiario a Niscemi (Cl) alla sede della Coldiretti.

30 Marzo 1997
Distrutta a Palermo, da un attentato incendiario, una fabbrica di articoli da regalo nel quartiere Brancaccio. La fabbrica era fuori produzione da qualche tempo per il fallimento dell'azienda e i locali venivano ancora usati come magazzino.
Arrestato nella casa dei suoceri ad Alcamo il killer latitante Vito Baglio, condannato all'ergastolo per 5 omicidi e un tentato omicidio.

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