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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Marzo 1996 | ||
| Al processo che si svolge a Reggio Calabria per l'omicidio del magistrato di Cassazione Antonino Scopelliti, Leoluca Bagarella ha negato di essere affiliato a Cosa Nostra e ha dichiarato di non avere mai fatto minacciare il giudice, come invece aveva dichiarato il qentito Pasquale Nucera. Emesso dalla Procura di Milano un quarto ordine di custodia cautelare per Bettino Craxi per l'affare delle tangenti Eni. L'accusa è di avere intascato 10 miliardi. Nei giorni precedenti il sostituto Gerardo D'Ambrosio aveva dichiarato che non c'erano prove che il denaro delle tangenti fosse stato preso da Craxi, mentre era certo che fosse stato utilizzato per illecito finanziamento al Psi. | ||
| 3 Marzo 1996 | ||
| A Gerusalemme un terrorista palestinese suicida imbotuito di tritolo fa saltare in aria un autobus, causando 19 morti e decine di feriti. E' la seconea strage dopo quella di domenica 25 febbraio che aveva causato 25 morti e molti feriti. Un altra strage, sempre ad opera di un terrorista suiciea, avverrà lunedì a Tel Aviv, con 13 morti e 125 feriti. Chieste dalla eestra misure eccezionali. Contestati Peres ed Arafat. | ||
| 4 Marzo 1996 | ||
| Attentato incendiario a San Giuseppe Jato (Pa), contro la casa di campagna di Giuseppe Monticciolo, il pentito che ha fatto trovare l'arsenale dei fratelli Brusca. | ||
| 5 Marzo 1996 | ||
| Trovato un altro arsenale nelle campagne di San Giuseppe Jato, presso il bunker di Giovanni Brusca. Era vicino alla casa di campagna di Giuseppe Agrigento, mafioso di San Cipirello (un paese limitrofo a San Giuseppe Jato), in carcere per mafia dal luglio scorso. Agrigento è suocero di Giuseppe Monticciolo. Il 25 la casa verrà fatta esplodere con un attentato dinamitardo. A Catania un summit tra mafiosi è finito con l'uccisione di uno di loro, Angelo Di Pietro del clan Cappello, e il ferimento di altri tre: Giulio Magrì e Antonio Di Mauro, anche loro esponenti del clan, e Maurizio Galletta, guardiano del villaggio Delfino dove è avvenuto lo scontro. Dopo due giorni viene arrestato Galletta per omicidio e Di Mauro per detenzione d'arma. Secondo gli inquirenti i tre mafiosi del clan Cappello avevano chiesto a Galletta di potere utilizzare un'abitazione del villaggio come loro nascondiglio. Al rifiuto del custode sarebbe scoppiata una lite finita con la sparatoria. Ucciso a Falcone (Me) il pregiudicato Felice Iannello e feriti due ragazzi, suoi parenti, che erano nella sua auto. Gli inquirenti non hanno dubbi sulla matrice mafiosa e ipotizzano che si sia riaperta la guerra di mafia nella zona. Al processo per le tangenti pagate alla Guardia di Finanza dalla Fininvest, Giuseppino Scabini, cassiere del gruppo, ha ammesso che i 75 libretti al portatore aperti in due banche appartenevano al patrimonio personale di Berlusconi e ha parlato di un giro di miliardi tra la Fininvest e Arcore, dicendo però di non sapere a cosa servissero, perché lui non fa mai domande di questo tipo. Nell'udienza successiva, Fedele Confalonieri si produrrà in un'appassionata difesa di Berlusconi e della Fininvest e negherà qualsiasi addebito. Due ufficiali della Guardia di Finanza dichiareranno di essere stati trasferiti da Giuseppe Cerciello, dopo che avevano scoperto nell'ufficio del direttore centrale dei servizi fiscali della Fininvest, Salvatore Sciascia, dei documenti riservati del comando generale della Guardia di Finanza sulla emittenza televisiva. | ||
| 6 Marzo 1996 | ||
| Cacciati da un centinaio di cittadini di Pizzo Calabro i volontari dell'Opera Don Calabria che volevano aprire un centro per il recupero dei tossicodipendenti. Hanno giustificato la protesta con la scusa che il centro doveva sorgere vicino ad una scuola. Sequestrato a Chioggia un complesso turistico, per un valore di 1 miliardo di lire, a Vito Li Causi, ex sindaco di Castelvetrano (Tp), accusato di avere riciclato il denaro dei Caruana. Condannati all'ergastolo i tre fratelli Savi per i 49 delitti compiuti in Romagna dalla banda dell'Uno bianca. Ucciso in un'imboscata dalla polizia colombiana José Santacruz Londono, trafficante del cartello di Cali, evaso a gennaio dal carcere di massima sicurezza. Uccise a Recanati tre persone, forse per un regolamento di conti nell'ambiente degli spacciatori. Tra essi anche una donna incinta di otto mesi. | ||
| 7 Marzo 1996 | ||
| Scoperto a San Giuseppe Jato un altro arsenale nel covo di Giovanni Brusca. Sequestrati a Palermo al mafioso Nicolò Milano beni per 2 miliardi e 400 milioni intestati alla moglie Provvidenza Zappavigna. | ||
| 8 Marzo 1996 | ||
| A Caltanissetta tentato omicidio di un sedicenne da parte di un altro minorenne facente parte di una banda di piccoli criminali. Alla stessa banda apparteneva il minorenne che il 15 marzo del 1995 uccise il diciottenne Walter Maniscalco. Arrestato a Palermo il latitante Giuseppe Mazzara, esponente della cosca di Brancaccio. Preso anche Carlo Corona che aveva partecipato alla rapina miliardaria alle Poste centrali, compiuta il 20 ottobre '95. Tutti i rapinatori sono stati arrestati, ma del bottino della rapina, che doveva servire a finanziare la mafia, è stata recuperata una minima parte. Il 26 verrà arrestato l'agente di polizia postale Antonio Simonelli, accusato dal pentito Aurelio Neri di avere indicato come eludere il sistema di sicurezza dell'edificio. Rinviati a giudizio 62 arabi del Centro Islamico di Milano, accusati di aver costituito un'associazione di stampo mafioso finalizzata all'estorsione e al traffico d'armi. Gli aderenti al Centro hanno sempre difeso i soci arrestati, rivendicando il carattere pacifico della loro attività. In effetti in Italia non sono state trovate armi. | ||
| 9 Marzo 1996 | ||
| Continuano le rivelazioni del pentito Giuseppe Monticciolo. Tra l'altro ha detto che le armi trovate a San Giuseppe Jato dovevano servire anche per uccidere alcuni pentiti, primo fra tutti Balduccio Di Maggio, il pentito che ha fatto arrestare Riina, e che ad uccidere Giuseppe Di Matteo, il figlio tredicenne del pentito Santino Di Matteo, fu personalmente Giovanni Brusca che lo strangolò e poi gettò il corpo nell'acido. Il 12 verrà arrestato Salvatore Vitale, l'imprenditore proprietario del maneggio dove fu sequestrato Giuseppe Di Matteo. Ad Altofonte (Pa), paese di Di Matteo, il 13 verrà decisa dal Consiglio comunale una manifestazione cittadina e l'intitolazione della scuola media al piccolo Giuseppe. Emessi a Palermo 10 ordini di custodia cautelare per mafiosi esecutori e mandanti dell'assassinio di Armando Vinciguerra, un mafioso vicino alla cosca di Porta Nuova ucciso alla fine del '93 perché aveva messo in giro la voce che il killer Giuseppe Lucchese si stava pentendo. Tra i mafiosi che hanno avuto notificato il provvedimento in carcere c'è Vittorio Mangano, l'ex stalliere di Arcore che Bagarella aveva messo a capo della famiglia di Porta Nuova. Arrestati a Catania due affiliati del clan Cappello e sequestrato oltre mezzo chilo di eroina e cocaina per un valore di un miliardo. Arrestati a Cesena Francesco Leone, boss latitante del clan dei Cursoti, e a Roma Domenico Accardo, della famiglia di Alcamo. Sequestrati all'aeroporto di Pisa 4 chili di cocaina ad una donna originaria dell'America Latina, di cui non è stato dato il nome. Aggredita a pugni e calci a Regalbuto (En) Melina Romano, la proprietaria di un autosalone che aveva denunciato gli usurai. | ||
| 10 Marzo 1996 | ||
| Ucciso a Vittoria (Rg) Rosario Foresti, incensurato, e ferito un suo amico, Gianni Mattia. L'ucciso è fratello di Emanuele Foresti che secondo gli inquirenti è un mafioso del clan Dominante. | ||
| 11 Marzo 1996 | ||
| Eseguite 189 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di capi ed affiliati a clan camorristici operanti nel Napoletano e in altre località in Italia e all'estero, di esponenti di Cosa Nostra, della 'ndrangheta e di organizzazioni criminali internazionali. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso e camorristico, al traffico nazionale ed internazionale di droga e al traffico d'armi. L'indagine che ha portato agli arresti ha anche accertato la corruzione e collusione con i mafiosi di alcuni agenti penitenziari di Poggioreale, Cuneo e San Vittore, e il rapporto delle organizzazioni camorristiche con un ex dirigente amministrativo dell'ufficio esecuzione della Procura generale di Napoli, punto di riferimento abituale della famiglia Cozzolino di Ercolano. I boss Pietro e Simone Cozzolino, che da due anni stanno collaborando con la giustizia, hanno dichiarato che erano false le accuse, rivolte contro di loro, di avere fornito droga ad Enzo Tortora. Arrestate 36 persone nel Lazio, tra cui esponenti della mala romana. Catturata anche Fabiola Moretti, la donna della banda della Magliana, che al processo Pecorelli ha testimoniato contro Vitalone. E' accusata di traffico di droga, svolto in un periodo precedente alla sua collaborazione con la giustizia. Il Gip distrettuale di Reggio Calabria ha emesso 12 ordinanze di custodia cautelare per altrettanti mafiosi, di cui alcuni già in carcere e altri latitanti, componenti la commissione interprovinciale di Cosa Nostra, per l'omicidio del giudice Antonino Scopelliti. Per l'omicidio sono già sotto processo altri mafiosi, tra cui Riina, Pippo Calò, Pietro Aglieri e Bernardo Brusca. Nel processo d'appello a componenti della Loggia P2, accusati di attività cospirativa contro lo Stato, il sostituto procuratore Giorgio Santacroce ha chiesto l'assoluzione degli imputati, tra cui Umberto Ortolani, Gianadelio Maletti, Antonio Labruna, Pietro Musumeci, perché il fatto non sussiste. Già in primo grado erano stati assolti per non aver commesso il fatto. Licio Gelli, che per questa imputazione non è stato processato in quanto la Svizzera, che lo estradò in Italia, non prevede nel suo ordinamento questo tipo di reato, ha commentato che così i magistrati hanno ristabilito la verità, giudicando non sulla base di teoremi, ma su prove e fatti, e la verità è che non c'è mai stata alcuna cospirazione. | ||
| 12 Marzo 1996 | ||
| Arrestato per ordine del pool della Procura di Milano il capo dell'Ufficio dei gip di Roma, Renato Squillante. L'accusa è di avere preso regolarmente tangenti dall'avvocato Attilio Pacifico, legato a Cesare Previti, per indirizzare le inchieste, favorire fughe di notizie e compiere una serie di atti contrari al dovere di ufficio. Pacifico è stato anch'esso arrestato, Previti è sotto inchiesta. Avvisi di garanzia per favoreggiamento sono stati notificati al gip Raffaele De Luca Comandini, che verrà subito scagionato, e al pm Francesco Misiani. Viene reso noto che una testimone-chiave è Stefania Ariosto che è stata compagna per otto anni del capogruppo di Forza Italia e avvocato di Berlusconi, Vittorio Dotti, che non verrà ricandidato. Nell'ordinanza del pool si parla di un imprenditore milanese che usava fondi neri del suo gruppo per pagare i magistrati. Nelle testimonianze questo gruppo viene individuato nella Fininvest. L'indagine riguarda anche la sentenza della Corte d'appello di Roma che nel gennaio 1991 diede ragione alla Fininvest sulla questione del lodo arbitrale Mondadori e le inchieste sul piano frequenze e sulla telefonia, aperte a Milano nel 1992, passate a Roma e non ancora concluse. Il Tribunale della Libertà di Palermo ha accolto la richiesta di scarcerazione per l'ex presidente della Provincia Francesco Musotto, di Forza Italia. Accusato dalla Procura di concorso esterno in associazione mafiosa, per il Tribunale della Libertà si tratterebbe solo di favoreggiamento; il GIP deve ancora decidere se rinviarlo a giudizio. Sostituito il prefetto di Palermo Achille Serra, candidato per il Polo delle libertà alle prossime elezioni. Al suo posto nominato Luigi Damiano, proveniente da Caserta. Rinviate a giudizio a Potenza 82 persone affiliate a due associ azioni di tipo mafioso, una capeggiata da Marco Ripa e l'altra da Emanuele Scarcia. | ||
| 13 Marzo 1996 | ||
| Confiscati beni per 3 miliardi ai fratelli Graviano. Chiesto dalla Dda di Messina il rinvio a giudizio per 129 persone appartenenti ai clan mafiosi che dal 1988 al 1993 hanno dato vita ad una guerra di mafia con 71 omicidi. | ||
| 14 Marzo 1996 | ||
| Ucciso a Misterbianco (Ct) Alfio Grazioso, padre di 3 pentiti del clan di Pulvirenti. Il pentito Gioacchino Pennino al processo contro Pino Mandalari ha dichiarato di non conoscerlo, di avere sentito parlare di lui come un bravo commercialista, ma mai come mafioso o massone. | ||
| 15 Marzo 1996 | ||
| Viene data notizia che lunedì è stato arrestato il comandante delle guardie carcerarie di Caltagirone (Ct), Carmine Brienza, accusato da tre pentiti di avere concesso dei favori a boss reclusi che lo avrebbero ringraziato con regali di valore. La Procura di Roma rende noto che il sostituto procuratore Maria Cordova ha chiuso le indagini sul piano frequenze e sulla telefonia e richiederà il rinvio a giudizio per 120 persone. L'inchiesta sulla telefonia riguarda appalti assegnati in modo non trasparente e acquisti di materiale senza necessità. Tra le persone coinvolte Carlo De Benedetti. L'indagine sulle frequenze riguarda le tangenti pagate per spartirsi le frequenze nazionali dopo la legge Mammì sull'emittenza radiotelevisiva. Uno dei maggiori responsabili è Davide Giacalone, ex collaboratore del ministro delle Poste e consulente Fininvest. Tra gli altri indagati Gianni Letta, Adriano Galliani, responsabile tecnico della società delle reti tv della Fininvest, gli ex ministri Mammì e Vizzini e l'ex segretario del Pri Giorgio La Malfa. La Cordova, polemizzando con chi ha parlato di scippo alla Procura di Milano e di insabbiamento, ha replicato che probabilmente verrà fatto un esposto al Csm. | ||
| 16 Marzo 1996 | ||
| Arrestati a Napoli i genitori, di cui non viene detto il cognome, di un ragazzo di 10 anni che veniva utilizzato per spacciare hashish. Il 19 verrà arrestato il fornitore di un altro spacciatore di 12 anni. Denunciati a Paternò (Ct) 409 genitori che avrebbero indotto i figli ad abbandonare la scuola dell'obbligo. Un'indagine dei carabinieri ha svelato che nel centro del catanese sono 233 i ragazzi di età compresa tra i 10 e i 15 anni che hanno lasciato gli studi per dedicarsi al lavoro o ad attività illecite. I casi di minori dediti alla piccola criminalità sono aumentati negli ultimi anni. | ||
| 17 Marzo 1996 | ||
| Agguato a Cibali (Ct) contro un pregiudicato, Alfio Barbagallo che è rimasto ferito, e un amico che era il probabile obiettivo della sparatoria e che è riuscito a scappare. Arrestato a Castelvetrano l'imprenditore Giuseppe Clemente, indicato da vari pentiti come un pericoloso killer. | ||
| 18 Marzo 1996 | ||
| Aperta un'inchiesta dalla Procura di Palermo in seguito alle rivelazioni del pentito Tony Calvaruso su una talpa della mafia all'interno degli uffici della Motorizzazione. Manifestazione a San Giuseppe Jato (Pa), con la partecipazione degli studenti delle scuole e l'assenza degli adulti, per ricordare il piccolo Giuseppe Di Matteo. Nella notte era stata imbrattata con della vernice l'auto del sindaco Maria Maniscalco, già più volte fatta segno di intimidazioni, che aveva indetto la manifestazione e che ha proposto di porre una lapide commemorativa nell'aula consiliare. Rinviati a giudizio 15 affiliati alla mafia delle Madonie, capeggiata dal boss Peppino Farinella di San Mauro Castelverde (Pa). Nuova intimidazione mafiosa contro don Gino Sacchetti, cappellano del carcere di Termini Imerese (Pa) e responsabile dell'Opera Don Calabria per il recupero dei tossicodipendenti. | ||
| 19 Marzo 1996 | ||
| Arrestato a Palermo il bancario della Sicilcassa Salvo Cuccia, già imputato in un processo di mafia, con l'accusa di avere riciclato denaro per il clan dei Graviano. | ||
| 20 Marzo 1996 | ||
| Il pentito Pasquale Di Filippo ha detto che i fratelli Graviano potrebbero fare uccidere Giuseppe D'Agostino e Salvatore Spadaro, uomini di fiducia dei due boss, perché hanno permesso il loro arresto, non essendosi accorti di essere pedinati dagli investigatori. | ||
| 21 Marzo 1996 | ||
| Manifestazione ad Altofonte (Pa) indetta dal sindaco per ricordare il piccolo Giuseppe Di Matteo. I bambini della scuola media, assieme ai professori, ai genitori e a numerosi abitanti del paese hanno sfilato fino alla piazza intitolata a Falcone e Borsellino. Hanno aderito alla manifestazione sindaci dei paesi vicini, esponenti della sinistra palermitana, l'Associazione donne contro la mafia e il Centro Impastato. Manifestazione nazionale a Roma indetta da Libera per ricordare le vittime della violenza mafiosa. Per tutto il giorno in piazza Campidoglio sono stati letti i nomi delle vittime dal 1948 ad oggi. Condannati all'ergastolo mandanti ed esecutori dell'omicidio di Ludovico Ligato: Pasquale Condello (latitante), Paolo Serraino e Diego Rosmini, mandanti; Giuseppe Lombardo e Natale Rosmini (latitante), esecutori. Ligato sarebbe stato ucciso perché, dimessosi da presidente delle Ferrovie, stava rientrando nella politica e negli affari di Reggio Calabria, scontrandosi con il blocco politico-mafioso di cui facevano parte gli imputati. Si sarebbe costituito in Croazia l'ex deputato andreottiano della Regione siciliana Giuseppe Giammarinaro, imputato di associazione mafiosa, latitante da un anno. Nei giorni successivi la notizia viene smentita. | ||
| 22 Marzo 1996 | ||
| Minacce contro il magistrato Stefano Dambruoso, uno dei quattro pm impegnati nel processo contro le cosche di Stidda e Cosa Nostra della provincia di Agrigento. Gli è stata recapitata una busta contenente dei proiettili, ritagli di giornali con le fotografie della strage di via D'Amelio e una sua fotografia su cui erano disegnate due croci. Al processo per l'omicidio di padre Giuseppe Puglisi, l'ex viceparroco Gregorio Porcaro parla dell'impegno di padre Puglisi e delle sue denunce contro la mafia del quartiere, in particolare contro i Graviano. Trovato a Regalbuto (Enna) il cadavere di Antonio Russo, pluripregiudicato e accusato di associazione mafiosa. Prima di essere ucciso è stato selvaggiamente picchiato. | ||
| 23 Marzo 1996 | ||
| Sequestrati a Fiumicino 14 chili di cocaina purissima. Arrestati i due corrieri: Andrea Dionisi e Raffaello Achille. Si è costituito a Catania Francesco Ferlito, padre del boss Alfio Ferlito ucciso a Palermo nell'82 assieme a 3 carabinieri. Ferlito era ricercato da un anno per il tentato omicidio dell'ex maresciallo Giovanni Germanà. | ||
| 25 Marzo 1996 | ||
| I giudici della Corte d'appello di Roma hanno prosciolto Corrado Carnevale dall'accusa di aver pilotato un procedimento penale a carico di un gruppo della Sacra corona unita capeggiato da Salvatore Anacondia, ora pentito e accusatore del giudice. Continuano gli attentati contro amministratori progressisti e persone impegnate contro la mafia. A Racalmuto (Ag) distrutta con un incendio l'auto del sindaco della Rete Salvatore Petrotto. A San Giuseppe Jato (Pa), dopo le dimostrazioni dei giorni scorsi, tagliate le gomme al parroco Antonio Caruso che aveva lanciato un appello contro la mafia. Condannato a 3 anni e mezzo dal Tribunale di Palmi Giacomo Mancini, per concorso esterno in associazione mafiosa. | ||
| 26 Marzo 1996 | ||
| Ucciso ad Adriano (Ct) il pregiudicato Giuseppe Pruiti, indicato come appartenente alla cosca mafiosa di Santangelo. Ferita la sua convivente. Confiscati beni per 500 miliardi all'imprenditore Francesco Rea, accusato di riciclaggio del denaro di boss della camorra come Antonio Bardellino e Francesco Schiavone e di avere accumulato una fortuna con prestiti usurai. Sequestrati beni per 14 miliardi all'imprenditore edile palermitano Gaetano Gioè, sospettato di avere investito il denaro dei Graviano. | ||
| 27 Marzo 1996 | ||
| La seconda sezione della Corte d'assise d'appello di Roma conferma la sentenza di primo grado di assoluzione nei confronti di affiliati alla Loggia massonica P2, ribadendo che non ci fu cospirazione politica contro i poteri dello Stato. Licio Gelli, che non era processato per cospirazione, è stato condannato a 17 anni, 5 dei quali condonati, per altri reati come millantato credito e calunnia nei confronti di alcuni magistrati milanesi. 14 anni a Gianadelio Maletti, che da anni vive all'estero, per procacciamento di notizie riservate. Sparati 4 colpi di lupara contro l'auto dell'avvocato Attilio Scarlata, da quasi 40 anni militante prima del Pci e poi del Pds. L'avvocato stava tornando a Palermo da Camporeale (Pa), della cui giunta è consulente. Gli amministratori progressisti di Camporeale sono stati minacciati più volte. La Procura regionale della Corte dei conti per il Lazio ha chiamato Giovanni Goria, Ciriaco De Mita, Giulio Andreotti ed Elveno Pastorelli a rispondere di un danno erariale per complessivi 43 miliardi. Il danno sarebbe derivato da una ingiustificata, generica ed indeterminata convenzione con la società Italtecnasud per opere da eseguire in alcune zone degradate di Palermo e Catania, opere che non state realizzate. | ||
| 28 Marzo 1996 | ||
| Arrestate a Milano 15 persone appartenenti a clan legati a Giovanni Brusca. Gestivano un traffico di cocaina, utilizzando come centrale operativa una pescheria dove la droga arrivava dal Venezuela, nascosta nelle cassette di pesce. Non si escludono legami con il clan dei Caruana-Cuntrera operante in Sudamerica. Concluso il processo contro componenti della Stidda e di Cosa Nostra dell'Agrigentino responsabili della guerra di mafia che tra la fine degli anni ottanta e gli inizi del '90 provocò centinaia di morti. Sono stati inflitti 4 ergastoli e condanne a 66 imputati per complessivi 532 anni di carcere. Rinviato a giudizio dal Gip di Caltanissetta, per concorso in associazione mafiosa, l'ex magistrato, ora in pensione, Salvatore Sanfilippo, accusato da alcuni pentiti di avere favorito dei mafiosi. | ||
| 29 Marzo 1996 | ||
| Condannati dalla Corte d'assise di Agrigento gli stiddari Gaetano Puzzangaro e Diego Provenzani all'ergastolo e Ignazio Alotto e Gioacchino Di Rocco a 28 anni, per l'omicidio del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, avvenuto il 4 aprile del 1992. Arrestati in un blitz a San Giuseppe Jato i fratelli Reda, cugini di Giovanni Brusca, e Romualdo Agrigento, figlio di Giuseppe ritenuto il capomafia del paese e ora in carcere. Secondo gli investigatori Romualdo Agrigento avrebbe preso la guida della cosca dopo l'arresto del padre. Nuove informazioni sulle recenti attività del fondatore della comunità Saman per tossicodipendenti Francesco Cardella. Già nello scorso febbraio un settimanale aveva dato notizia che Cardella nel luglio del '95 era stato ospite di Craxi nella villa di Hammamet e che l'ex segretario del PSI sarebbe venuto clandestinamente in Italia con un bimotore pagato da società legate alla Saman. In seguito Cardella era partito per il Nicaragua, dove curava la campagna elettorale per Alvaro Robelo, ex ambasciatore in Italia, fondatore del movimento Arriba Nicaragua e candidato di destra alla Presidenza della Repubblica. Ora si viene a sapere che Cardella, subito dopo l'uscita dal carcere in Italia, si è recato in Nicaragua su invito di Robelo, ha aperto un conto corrente al Banco Europeo del Centro America (Beca), presieduto dall'ex craxiano e candidato di Forza Italia Gianfranco Saraga e di cui Robelo è vicepresidente, e si presentava come consulente della società Bielonic, una compagnia di navigazione presieduta da Robelo ma il cui titolare è Gabriele Pillitteri, fratello dell'ex sindaco di Milano. Robelo quando era ambasciatore in Italia ha nominato due rappresentanti diplomatici in Sicilia: uno era Roberto Russo, un piccolo imprenditore che è riuscito ad accaparrarsi grossi appalti nel messinese ed era in affari con i Cassina e con mons. Alfio Fisichella, indagato per operazioni finanziarie sospette come amministratore dell'Istituto per il sostentamento del clero. L'altro era Pietro Calacione, capo della loggia massonica Diaz che aveva sede a Palermo in via Roma, a cui sono stati sequestrati beni per 600 milioni nell'ambito di un'inchiesta per sperpero di denaro pubblico compiuto come capo ufficio tecnico dell'Ospedale Civico. Calacione aveva costituito a Palermo l'Associazione Nicaragua che aveva sede in via Monteverdi 38, sullo stesso piano dell'ufficio dell'imprenditore Salvatore Sbeglia, legato a Totò Riina e imputato per la strage di Capaci. Dopo l'arresto di Riina le autorità italiane negarono il gradimento ai due e la conseguente immunità diplomatica, ma l'ex viceministro degli esteri José Fallais (oggi segretario generale del Beca) si adoperò per insabbiare la pratica. Stando ad informazioni dei giorni successivi, Cardella controlla la Saman International di Malta, in Nicaragua ha il 51 per cento del casinò Josephin, ha comprato terreni nell'isola Corn Island. Luisa Fiorini, nuovo presidente della comunità Saman, ha dichiarato: Appena siamo subentrati nella gestione della comunità ci siamo accorti che Cardella aveva sottratto a Saman molti fondi con una gestione autoritaria e disonesta. Il 18 aprile Cardella verrà assolto a Managua dall'accusa di aver presentato una documentazione falsa per ottenere un passaporto del Nicaragua. | ||
| 30 Marzo 1996 | ||
| Arrestato a Palermo Vito Galatolo, figlio del boss Vincenzo, per le intimidazioni contro l'ex sindacalista e operaio del Cantiere navale Gioacchino Basile. I Galatolo sono accusati da un pentito di avere avuto forti interessi all'interno del Cantiere. | ||
| 31 Marzo 1996 | ||
| L'ex appuntato dei carabinieri Vincenzo La Colla, che faceva parte del servizio di scorta dell'ex ministro del Psdi Vincenza Bono Parrino, la accusa di avere intrattenuto rapporti con esponenti delle famiglie mafiose di Alcamo (Tp), paese della Bono Parrino, e Castellammare del Golfo. L'ex ministro ha denunciato La Colla per calunnia. A Napoli sono state inflitte misure di sorveglianza speciale a un bambino di 10 anni, già rapinatore a mano armata. E' la prima volta che vengono presi provvedimenti di questo tipo per un ragazzo della sua età. | ||