Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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1 Febbraio 1997
Arrestati per ordine della procura di Brescia gli ex sottufficiali dei carabinieri Felice Corticchia e Giovanni Strazzeri, accusati di calunnia aggravata e continuata contro Antonio Di Pietro: avevano presentato contro l'ex magistrato un dossier contenente, secondo gli inquirenti, accuse false riguardanti macchinazioni da parte dell'ex pm contro Silvio Berlusconi. Corticchia nel '96 avrebbe versato sul suo conto 250 milioni, somma non giustificabile con il suo stipendio, e avrebbe preso casa nel quartiere di Brera a Milano, dove gli affitti sono molto cari.
Viene data notizia che la moglie del pentito Pasquale Di Filippo, Giuseppina Spadaro, che dopo la decisione del marito di collaborare con la giustizia lo aveva rinnegato, ha avuto un ripensamento e ha deciso di vivere con lui. La Spadaro è figlia di Masino Spadaro, boss della Kalsa di Palermo.
Trovato nelle campagne di Ganzaria (Ct) il corpo carbonizzato del pregiudicato Filippo Milazzo, di Piazza Armerina (En).

2 Febbraio 1997
Arrestate, tra Piemonte e Liguria, 31 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti internazionali di droga. L'inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Torino. Secondo l'accusa, capo dell'organizzazione era l'incensurato Silvano Trivella di Cremona, anch'egli arrestato. Trivella, che è ritenuto uno dei maggiori trafficanti italiani e referente privilegiato di Cosa nostra in Sudamerica, si occupava anche del riciclaggio del denaro e del pagamento della droga che avveniva anche con armi. Ufficialmente nullatenente, è proprietario di una villa miliardaria a Cremona e di aziende agricole, immobili e alberghi nei dintorni di Bogotà.

3 Febbraio 1997
Inizia a Messina il terzo maxiprocesso a 79 appartenenti alle cosche mafiose del Messinese. Gli imputati, 23 dei quali sono collaboratori di giustizia, devono rispondere di 30 omicidi avvenuti tra l'88 e il '92.
Emessi dalla Procura di Napoli 54 ordini di custodia cautelare per altrettanti presunti affiliati a clan camorristici accusati di traffico internazionale di droga.

4 Febbraio 1997
Nell'udienza al processo bis per la strage di via D'Amelio, il pentito Giovan Battista Ferrante ha dichiarato che il regime del 41 bis all'Asinara e in altri penitenziari non viene applicato: in cella Ferrante si trovava con altri tre detenuti e nell'ora d'aria erano anche in 40.

5 Febbraio 1997
Nel corso di un'audizione davanti alla Commissione antimafia, il procuratore Gian Carlo Caselli denuncia la situazione di grave difficoltà in cui si trova la giustizia in Sicilia e in Calabria: alla Procura di Palermo mancano 12 sostituti e sono state accolte 4 domande di trasferimento. Il procuratore ha avvertito che è pericoloso ritenere che Cosa nostra sia un esercito in rotta e ha affermato che per la giustizia «serve una sorta di piano Marshall».
Annullato dalla Corte di Cassazione il giudizio d'appello per i commissari di polizia Giuseppe Russo e Giuseppe Sardo, per l'agente Angelo Belloni e per il dirigente della Squadra mobile di Palermo Francesco Pellegrino, condannati per omicidio preterintenzionale per l'uccisione di Salvatore Marino, arrestato dopo l'omicidio del commissario Beppe Montana e morto, in seguito a percosse, negli uffici della Squadra mobile di Palermo la notte del 2 agosto 1985. Il processo d'appello dovrà essere ricelebrato a Catania. Per l'omicidio erano stati condannati altri 8 poliziotti, con l'accusa di omicidio colposo.
Acquisite per il processo d'appello contro Bruno Contrada nuove rivelazioni del killer pentito Francesco Onorato e di altri collaboratori di giustizia, sui rapporti dell'ex capo della Squadra mobile di Palermo con i capimafia Rosario Riccobono e Stefano Bontate.

6 Febbraio 1997
Rivelato da Carmelo Papa, mafioso pentito del clan dei Cursoti, un piano per uccidere Santo Mazzei, boss del clan Santapaola. Papa doveva sparare contro Mazzei nell'aula bunker di Bicocca a Catania durante il processo denominato Cuspide. La pistola è stata trovata dai carabinieri assieme ai proiettili in un anfratto del muro in una cella del carcere di Bicocca. E' stato fermato l'agente di polizia penitenziaria Alessandro Giuffrida, accusato di aver introdotto nel carcere la pistola.
Arrestate per ordine del gip di Marsala (Tp) 40 persone accusate di traffico e spaccio di droga. Sequestrati 3 chili di eroina per un valore di 3 miliardi.
A Perugia, al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, Francesco Pazienza dichiara che Claudio Vitalone e i cugini Salvo si conoscevano e riporta un episodio avvenuto nel carcere di New York, dove è stato recluso per qualche tempo nell'85 e dove ha conosciuto Gaetano Badalamenti. Il boss volle incontrare l'avvocato di Pazienza, Maurizio Di Pietropaolo, emanazione, secondo Pazienza, di Andreotti e Vitalone negli ambienti giudiziari romani. Nell'incontro Badalamenti apostrofò molto duramente l'avvocato, accusando lui, Andreotti e Vitalone di avere lasciati soli i Salvo, dopo tutto il denaro che questi avevano sborsato.

7 Febbraio 1997
Acquisite agli atti del processo contro l'ex senatore democristiano Vincenzo Inzerillo, accusato di associazione mafiosa, le dichiarazioni del pentito Vincenzo Sinacori. Secondo il pentito, l'imputato nella seconda metà del '93, quando era ancora in carica, avrebbe partecipato ad un summit con il capomafia latitante Matteo Messina Denaro e con Leoluca Bagarella, in cui Inzerillo avrebbe cercato di persuadere i capiclan dell'inopportunità della strategia stragista.
Arrestato l'ex dirigente della Squadra mobile di Napoli, Sossio Costanzo, nell'ambito dell'inchiesta sulle collusioni tra poliziotti e clan camorristici. Costanzo è accusato di vari reati che vanno dalla calunnia al falso ideologico, alla cessione di armi. Lo accusano alcuni degli agenti arrestati, che hanno ammesso la complicità con il trafficante di droga Simone Cozzolino. Costanzo assieme ai suoi agenti avrebbe simulato ritrovamenti di droga ed armi, attribuendone il possesso ai nemici di Cozzolino.
Sequestrati, nel corso di un'operazione condotta dalla Criminalpol di Firenze, in collaborazione con varie polizie internazionali, 566 chili di cocaina proveniente dalla Colombia. 7 gli arrestati tra la Toscana e la Lombardia. Tre le organizzazioni coinvolte nel traffico, tra cui una legata alla camorra e facente capo al latitante Francesco Cavallo e un'altra legata alla cosca palermitana di Gaetano Fidanzati.
Viene data notizia dal quotidiano La Repubblica che in un rapporto dei carabinieri di Sciacca (Ag), datato agosto 1994, erano ipotizzate operazioni di riciclaggio di denaro di Cosa nostra da parte dell'avvocato Massimo Maria Berruti, ex ufficiale della Guardia di Finanza ed ora deputato di Forza Italia, imputato per favoreggiamento nel processo per corruzione a carico di Silvio Berlusconi. Berruti sarebbe interessato ad alcune società siciliane controllate da Cosa nostra e ad una finanziaria milanese rappresentata in Sicilia da Giovanni Lupo, un docente universitario sindaco di diverse società sospette e imparentato con il boss Salvatore Di Gangi.

8 Febbraio 1997
Viene data notizia dal quotidiano palermitano Il Mediterraneo che la Procura di Palermo ha richiesto il rinvio a giudizio per Gaetano Badalamenti, accusato di essere il mandante dell'omicidio di Giuseppe Impastato, ucciso il 9 maggio 1978 per la sua attività contro la mafia.
Uccisi in una cittadina mineraria degli Urali, dove si trovano miniere d'oro e di diamanti, 7 uomini, appartenenti ad una piccola banda di gangster, e 4 donne che erano con loro per festeggiare un colpo riuscito. Secondo gli inquirenti si è trattato di un regolamento di conti tra bande mafiose rivali.

9 Febbraio 1997
Arrestate a Biancavilla (Ct) 18 persone accusate di fare parte di una banda di estortori, collegata, secondo gli inquirenti, alla mafia locale, prima alleata con la cosca di Giuseppe Pulvirenti. L'inchiesta è nata dalle denunce dei commercianti taglieggiati.

10 Febbraio 1997
Comparse scritte con messaggi di morte per il procuratore Gian Carlo Caselli, sui muri lungo la statale Palermo-Trapani nei pressi di Cinisi. La famiglia di Giuseppe Impastato e il Centro a lui dedicato, nell'esprimere solidarietà al procuratore Caselli, notano che le scritte sono una risposta alla richiesta di rinvio a giudizio di Gaetano Badalamenti per l'omicidio di Impastato e provano che il capomafia gode ancora a Cinisi del sostegno di tanti. Anche i carabinieri mettono in relazione le scritte minacciose con la richiesta di rinvio a giudizio di Badalamenti.
Reso noto che tra le carte dell'ex Ufficio affari riservati del Viminale, trovate l'ottobre scorso abbandonate in un deposito del Ministero dell'Interno, ci sono 323 schede riguardanti magistrati, per la maggior parte di sinistra, di cui molti ancora in servizio o che ricoprono cariche istituzionali. Le informazioni si riferiscono agli anni dal 1950 al 1980.
Profanata la tomba di Ciro Zirpoli, figlio sedicenne del pentito Leonardo affiliato alla camorra di Ercolano (Na) ucciso il 26 gennaio scorso.

11 Febbraio 1997
Arrestate a Palermo, in seguito alle dichiarazioni del pentito Salvatore Cucuzza, 5 persone accusate di associazione mafiosa e favoreggiamento. Tra gli arrestati Domenico Cancelliere, già condannato al maxiprocesso e indicato come reggente della cosca di Porta nuova.
Arrestato a Marsala, con l'accusa di associazione mafiosa, Francesco Federico ex comandante degli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Marsala e già vice comandante all'Ucciardone di Palermo. Alcuni pentiti lo accusano di avere favorito i boss in carcere, permettendo contatti con l'esterno. Secondo i suoi legali l'accusa sarebbe una vendetta dei boss per l'inflessibilità dimostrata dall'ex comandante nello svolgimento del suo incarico.
Pubblicata su alcuni quotidiani la notizia che Giacoma Filippello, già convivente del capomafia Natale L'Ala e collaboratrice di giustizia, che con le sue rivelazioni diede un contributo notevole contro la mafia del Trapanese, si sarebbe messa in società con Riccardo Schicchi, manager delle pornostar, e avrebbe creato a Roma un club privato a luci rosse, molto costoso ed assai frequentato.
Presentato dalla Confcommercio il rapporto 1996-'97 sul ruolo delle organizzazioni criminali nell'economia italiana. Il patrimonio delle mafie viene valutato in almeno 350-400 mila miliardi; 3 strutture commerciali su 10 sono gestite da persone o società collegate alla mafia; il 20-25% dei movimenti bancari giornalieri hanno origine oscure. Il rapporto parla anche delle società finanziarie albanesi che hanno truffato un quarto della popolazione che da settimane manifesta contro il governo di Tirana, considerato responsabile e complice della truffa. Secondo la Confcommercio, dietro quelle società ci sarebbero anche organizzazioni criminali italiane. La notizia viene confermata dal procuratore nazionale antimafia, Pier Luigi Vigna, e dal direttore del servizio centrale operativo della polizia, Alessandro Pansa.

12 Febbraio 1997
A Palermo, all'udienza preliminare contro 33 imputati dell'omicidio di Giuseppe Di Matteo, il padre del ragazzo, il pentito Santo Di Matteo, e la madre, Franca Castellese, hanno presentato la richiesta di costituzione di parte civile. La madre, che aveva preso le distanze dal marito e durante il sequestro non si era rivolta alla polizia, ha dichiarato: «Speravo che quel mostro di Giovanni Brusca ce lo restituisse e invece non l'ha fatto».
Ferito gravemente alla testa con colpi di arma da fuoco Giulio Castellino, dirigente del Servizio d'igiene pubblica presso la Usl di Agrigento. Castellino è stato per oltre un decennio ufficiale sanitario a Palma di Montechiaro (Ag), dove abita. Nel novembre scorso, pochi giorni dopo la sua ordinanza di chiusura del mercato ortofrutticolo di Agrigento, furono sparati colpi di lupara contro il portone della sua abitazione. Castellino spirerà il 25 febbraio. Altri due medici di Palma di Montechiaro hanno subito intimidazioni negli ultimi tre mesi.
Sequestrati beni per 30 miliardi a 5 persone facenti parte, secondo gli inquirenti, delle cosche delle Madonie (Pa) e legate a Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Sono: Samuele Schittino e Antonio Maranto, che sono stati arrestati, e Antonino Crapa, Vincenzo Maranto e Salvatore Caccamisi.

13 Febbraio 1997
Emessi dalla Procura di Palermo ordini di custodia cautelare per 30 persone accusate di essere esecutori di 14 omicidi avvenuti tra il 1972 e il 1984. 17 ordini riguardano persone già in carcere, 8 sono i nuovi arrestati, 5 rimangono latitanti, tra cui Pietro Aglieri.
Arrestati a Napoli altri 5 poliziotti , tra cui una donna. Sono accusati di concussione perché avrebbero imposto tangenti alle ditte che con le autogrù prelevavano i mezzi sequestrati o danneggiati negli incidenti stradali.
Arrestati a Sassari una donna, Maria Antonia Roggio, e i suoi due figli minorenni, accusati di avere ucciso nell'agosto scorso Viktoria Danji, un'ungherese convivente di Michele Salvatore Nuvoli, marito della Roggio, in carcere per rapina. Sembra che la donna custodisse 200 milioni, metà della somma rapinata, e che volesse ritornare in Ungheria con il figlio avuto dalla relazione. I due minorenni, di cui uno figlio di Nuvoli, spinti dalla Roggio, avrebbero tentato di farsi dare il denaro e, non avendolo trovato, avrebbero seviziato, ucciso e decapitato la donna.
Arrestati, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Perugia sul finanziere Francesco Pacini Battaglia, il colonnello della Guardia di Finanza Giangiacomo Bausone, già rinviato a giudizio per corruzione, e l'imprenditore Mauro Angelini, titolare di una società elvetica con numerose sedi in Italia e amico di Pacini Battaglia. Bausone, che era stato presentato da Pacini Ba
ttaglia ad Angelini, prese da quest'ultimo una tangente per aiutarlo a risolvere alcuni problemi riguardanti la contabilità in nero della sua società.
Dopo l'arresto di Bausone, viene reso noto che le intercettazioni delle conversazioni del colonnello non erano state riportate nei verbali delle trascrizioni del Gico fiorentino, in cui sembra ci siano altre omissioni riguardanti le conversazioni di Pacini Battaglia riguardanti Di Pietro. Delle omissioni e del fatto che Bausone era stato chiamato al comando del reparto autonomo centrale di Roma, malgrado un arresto ed un rinvio a giudizio, dovranno rispondere il capo di Stato maggiore, Nicolò Pollari, il generale Osvaldo Cocuzza e il generale in pensione Cesare Toschi.

14 Febbraio 1997
Assolto dal tribunale di Termini Imerese, dall'accusa di voto di scambio, l'ex deputato regionale dc Nicolò Nicolosi. Nicolosi era coinvolto nel processo per le assunzioni pilotate alla Forestale di Palermo, assieme ad altri 35 imputati, di cui sono stati condannati soltanto 9 per abuso d'ufficio.
Inizia a Siracusa il processo a 84 imputati, accusati a vario titolo per reati di mafia.
Disposto dalla Corte d'assise di Caltanissetta, in accoglimento della richiesta della pubblica accusa, il blocco preventivo dei beni di 31 imputati della strage di Capaci, compresi i collaboratori di giustizia. Si tratta di beni per oltre 60 miliardi destinati a risarcire le parti civili.
Rinviati a giudizio dal gip di Palermo 33 imputati dell'omicidio di Giuseppe Di Matteo. Assieme a loro sono stati rinviati altre 13 persone accusate di associazione mafiosa. Il processo inizierà il 2 luglio. Altri 5 imputati, tra cui Giovanni Riina, hanno chiesto il rito abbreviato.
Condannati dal tribunale di Perugia a dieci mesi di carcere gli ex magistrati Filippo Verde e Fabio Mondello, accusati di aver preso tangenti in cambio dell'acquisto di apparecchiature per gli uffici giudiziari.

15 Febbraio 1997
Condannato a 4 anni e 8 mesi per associazione mafiosa Giovanni Riina, figlio del capomafia. Condannati anche Ignazio Traina, Antonino Primavera e Domenico Blando, per aver favorito la latitanza di Giovanni Brusca. Assolta Rosa Ballarò, fidanzata di Blando e proprietaria della villetta dove sono stati trovati Giovanni e Vincenzo Brusca.
Viene data notizia che la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sta svolgendo un'indagine per accertare la presenza di rifiuti tossici e nocivi nelle miniere di zolfo abbandonate del Nisseno, in seguito alle dichiarazioni del pentito Leonardo Messina sulla utilizzazione da parte della mafia delle miniere come deposito di scorie radioattive e a denunce su strani movimenti notturni attorno alla miniera di Pasquasia.
Ucciso a Napoli Ciro De Crescenzo, suocero del pentito della camorra Ciro Vollaro, che oltre ad accusare trafficanti di droga e confessare due omicidi, ha avuto un ruolo nell'inchiesta sulle collusioni di elementi della polizia.
Arrestati Francesco Nava e Franco Tomasello, affiliati alla 'ndrangheta e vicini al clan dei Morabito, con l'accusa di avere ucciso il pentito Antonio Fidelibus che aveva fatto arrestare 8 esponenti della 'ndrangheta per traffico di droga. I resti di Fidelibus, che era scomparso nel settembre del '95, sono stati trovati l'agosto scorso seppelliti in un bosco nei pressi del lago di Bracciano.

16 Febbraio 1997
Compiuti 4 omicidi nel Napoletano. A Napoli, nel quartiere Barra sono stati uccisi il pregiudicato Gennaro Autore e il suocero Michele Cirella, incensurato. Nello stesso quartiere viene ucciso il pregiudicato Raffaele Cuccaro, cugino del boss Michele Cuccaro temutissimo dai commercianti che, secondo gli investigatori, pagano il pizzo ma non fanno denunce. A Torre Annunziata è stato ucciso il pregiudicato Francesco Iannucci. In serata in un altro agguato è stato ferito il pregiudicato Pasquale Mosca. Dall'inizio dell'anno le vittime della camorra sono 23.
Al processo contro Giuseppe Mandalari, accusato di essere il commercialista dei capi di Cosa nostra, il pentito Francesco Di Carlo ha dichiarato che nei primi anni '80 il boss Bernardo Provenzano avrebbe detto di avere come consulente il docente universitario Giuseppe Provenzano, attuale presidente della Regione siciliana e deputato regionale di Forza Italia. Giuseppe Provenzano era stato arrestato nel 1984 con l'accusa di essere l'amministratore dei beni di una società gestita da Saveria Palazzolo, moglie del capomafia Bernardo Provenzano, ma era stato prosciolto.
Il presidente della Camera Luciano Violante, nel corso di un convegno giuridico sulle misure di prevenzione patrimoniali svoltosi a Bari, ha reso noto che soltanto lo 0,5 per mille del volume d'affari della criminalità organizzata, stimato intorno ai 500 mila miliardi di lire dall'82 ad oggi, è stato confiscato. I beni confiscati ammontano a circa 248 miliardi rispetto ai quasi 6.000 miliardi di beni sequestrati.

17 Febbraio 1997
In un'intervista il sindaco di Corleone (Pa), Pippo Cipriani, propone di sottrarre i figli alle famiglie mafiose per inserirli in realtà diverse. La proposta, che ha suscitato reazioni contrastanti, era già stata fatta nell'aprile del '96 dal magistrato Antonino Scarpulla, giudice tutelare a Palermo, durante il congresso nazionale dei giudici per minorenni.

18 Febbraio 1997
A Palermo, al processo per l'omicidio di Salvo Lima, il pentito Francesco Onorato ha detto che prima di essere un collaboratore di giustizia, pur non essendo sottoposto al regime di massima sorveglianza aveva contatti con i boss sottoposti al 41 bis, sia in carcere che nei trasferimenti o nella stessa aula bunker, e riceveva messaggi da comunicare all'esterno.
A Palermo, al processo contro Giulio Andreotti, l'ex brigatista Alberto Franceschini ha dichiarato che nel 1980, nel carcere di Nuoro, ci sarebbe stato un incontro tra l'avvocato Edoardo Formisano, emissario dei servizi segreti, e Francis Turatello, un noto personaggio del mondo criminale milanese, per verificare la possibilità di organizzare rivolte nelle carceri e approfittare dei disordini per eliminare i leader del terrorismo allora reclusi. Turatello avrebbe rifiutato e rivelato tutto a Franceschini. Formisano, citato come teste, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

19 Febbraio 1997
Arnaldo La Barbera, questore a Palermo da nove anni, viene nominato questore di Napoli, dopo gli arresti di poliziotti e dell'ex capo della Mobile accusati di collusione con la camorra. Al suo posto a Palermo andrà Antonio Manganelli, attualmente capo del Servizio centrale di protezione dei pentiti.
Inserite nell'ordinanza di custodia cautelare riguardante l'ex senatore di An Filiberto Scalone, accusato di concorso in associazione mafiosa, le dichiarazioni del pentito palermitano Salvatore Cucuzza sull'ospitalità datagli dall'ex segretario provinciale del Msi di Palermo Nicola Vozza. La circostanza è stata ammessa dallo stesso Vozza, agli arresti domiciliari per una truffa al Banco di Sicilia.
Al processo che si svolge a Palermo contro 16 persone dei paesi delle Madonie, accusati di associazione mafiosa, estorsioni ed omicidio, il collaboratore di giustizia Michele Capomaccio ha dichiarato che tutti gli imprenditori che ottenevano lavori nella zona pagavano tangenti ai mafiosi. Ha riferito inoltre che il mafioso Santino Pullarà, durante un periodo di latitanza, si nascondeva negli uffici della società Rgl con sede in pieno centro a Palermo, dove riceveva le visite dell'avvocato.
Arrestato in Messico il generale Jesus Gutiérrez Rebollo, capo dell'agenzia antidroga del paese. Secondo il ministro della Difesa, Rebollo appena insediatosi ha stabilito un contatto con il narcotrafficante Amado Fuentes, passando notizie utili ai trafficanti in cambio di milioni di dollari. Già due suoi predecessori erano stati accusati di legami con i narcos.

20 Febbraio 1997
Arrestate per ordine della Procura di Catania, con l'accusa di estorsione ed usura, 11 persone, di cui 8 considerate vicine ai clan Santapaola, Laudani e Di Mauro e 3 incensurati: l'ex bancario Augusto Failla ed i figli Salvatore, commercialista, e Sebastiano, assicuratore. L'inchiesta è nata dalle denunce di un imprenditore costretto a cedere un supermercato e tutto il suo patrimonio alla banda.
Due omicidi nel Catanese in 24 ore: a Catania è stato ucciso Giuseppe Russo, presunto affiliato al clan Laudani e coinvolto in inchieste per usura; a Lineri, frazione di Misterbianco, è stato ucciso l'incensurato Carmelo Puntillo.
Secondo una relazione del Tribunale dei minori di Caltanissetta inviata al Csm, nel Nisseno sarebbero centinaia i minorenni dediti allo spaccio di droga, allo scippo e altri reati. Alcuni sono anche accusati di omicidio. Uno, che ha appena compiuto 18 anni ed è diventato collaboratore di giustizia accusandosi di 13 omicidi, in questi giorni viene giudicato perché è stato uno dei killer della strage in una sala giochi di Gela, il 27 novembre 1989, in cui vennero uccise sette persone. Un altro è accusato di una strage avvenuta a Palma di Montechiaro (Ag), con tre morti e due feriti. Il terzo, Simon Iannì, ora ha 20 anni ed è figlio di Gaetano, uno dei capi della Stidda di Gela e adesso collaboratore di giustizia. Simon, convinto dal padre a collaborare, ha dichiarato di avere cominciato ad uccidere a 13 anni, che ha ucciso 20 uomini e che per ogni morto aggiungeva una tacca al cinturone.
Acquisite dalla Procura di Palermo nuove accuse contro Marcello Dell'Utri, rinviato a giudizio per concorso in associazione mafiosa. In una sorta di libro mastro trovato nell'abitazione di Salvatore Biondino ci sarebbe l'indicazione Can.5 accanto ad una somma di denaro: secondo il pentito Giovan Battista Ferrante si tratterebbe di un importo pagato dalla Fininvest. I pentiti Francesco Di Carlo e Salvatore Cucuzza hanno parlato di nuovi incontri tra Dell'Utri ed esponenti di Cosa nostra, mentre Francesco Onorato ha riferito di una valigia piena di soldi spedita negli anni '80 a Milano.
Al processo contro Giuseppe Ferone accusato degli omicidi di Carmela Minniti, moglie di Nitto Santapaola, di Santa Puglisi, figlia del boss Antonino, e del nipote di questa, Salvatore Botta, e contro altri 17 imputati, di cui alcuni accusati solo di associazione mafiosa, Ferone ha chiesto ai giudici di far proteggere la moglie e la figlia. La moglie qualche giorno dopo, in un'intervista televisiva, dichiarerà di temere per la vita sua e di sua figlia. Alla domanda se conoscesse l'attività del marito, risponde che sapeva che suo marito era affiliato ad una cosca mafiosa ma che non sapeva niente degli omicidi da lui commessi.
Rapita a Tortolì (Nu) Silvia Melis, figlia di un imprenditore. I banditi l'hanno prelevata davanti casa dalla sua auto, dove hanno lasciato il figlio di quattro anni che era addormentato. Nei giorni successivi nel paese verranno organizzate manifestazioni con la partecipazione di migliaia di persone.
Richiesti dalla Procura generale di Napoli quattro anni di soggiorno obbligato per il pentito Pasquale Galasso e il sequestro di tutti i suoi beni, per un valore di 20 miliardi. Secondo il procuratore Renato Golia, malgrado Galasso abbia dato un grosso contributo sui rapporti tra camorristi e politici, «non esiste la prova definitiva che escluda la sua pericolosità sociale».

21 Febbraio 1997
Al processo per la strage di Capaci che si svolge a Caltanissetta depongono i generali dei carabinieri Mario Mori, capo del Ros, e Francesco Delfino, comandante della regione Piemonte al tempo dell'arresto di Balduccio Di Maggio. Mori ha dichiarato che Giovanni Falcone pensava che il fallito attentato dell'Addaura fosse stato organizzato da «entità esterne a Cosa nostra», ma non fece nomi né parlò di servizi deviati. Delfino ha detto di aver raccolto le prime confessioni di Di Maggio, che avrebbe dichiarato di non conoscere Salvo Lima e Giulio Andreotti. Il giorno successivo sarà ascoltato il tenente dei carabinieri Carmelo Canale che dichiarerà che per l'attentato all'Addaura Falcone fece il nome di Bruno Contrada.
Reso noto il caso di Benedetto Labita, di Alcamo (Tp), che ha scontato 31 mesi di carcere preventivo con l'accusa di associazione mafiosa, ma è stato assolto in primo e secondo grado. Labita, che si è rivolto alla Commissione europea per i diritti dell'uomo per denunciare i maltrattamenti subiti nel carcere di Pianosa, chiede, oltre al risarcimento per ingiusta scarcerazione, che gli vengano restituiti i beni confiscati.
Depositata la sentenza del tribunale di Palermo per il processo Golden market a mafiosi, gregari e professionisti accusati di essere fiancheggiatori delle cosche.
Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il consigliere di Corte d'appello di Catania, Giovanni Barrile, rinviato a giudizio per corruzione in seguito alle accuse del pentito Salvatore Cancemi.

22 Febbraio 1997
Ucciso a Napoli, tra la folla di un mercatino rionale, Giovanni Spadaro, spacciatore di droga ritenuto legato al clan camorristico degli Stabile.
Arrestate a Palermo 3 persone accusate di aver trasformato pistole giocattolo in armi da fuoco.

23 Febbraio 1997
Secondo il New York Times i governatori degli stati messicani di Sonora e di Morales sarebbero legati ai narcotrafficanti. Particolarmente compromesso sarebbe il governatore di Sonora, Manlio Fabio Beltrones Rivera, che avrebbe partecipato ad incontri in cui i trafficanti avrebbero pagato tangenti a politici messicani. Intermediario tra i politici e i trafficanti sarebbe stato Raul Salinas de Gortari, fratello dell'ex presidente del Messico.

24 Febbraio 1997
A Catania, il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Amedeo Bertone, dichiara che i partiti di governo e di opposizione avrebbero stretto un patto contro i collaboratori di giustizia. Le dichiarazioni del procuratore vengono dopo che il pentito Maurizio Avola, che si è autoaccusato di 50 omicidi tra i quali quello di Pippo Fava, si era rifiutato di testimoniare al processo contro Santapaola ed altri perché sarebbero venute meno «misure di sicurezza basilari». Le dichiarazioni di Bertone suscitano durissime reazioni e l'avvio di provvedimenti disciplinari contro il procuratore da parte del ministro della Giustizia.
Al processo contro Giulio Andreotti che si svolge a Palermo, il senatore fa delle dichiarazioni spontanee sulla testimonianza resa due anni fa dall'ex autista di Salvo Lima, Francesco Filippazzo, secondo cui Andreotti avrebbe partecipato alle nozze della figlia dell'esattore Nino Salvo, il 29 agosto 1981. Il senatore ha dichiarato che il giorno delle nozze si trovava a Merano e che la circostanza era nota alla Dia, ma che di questo non c'è traccia nella relazione dei pubblici ministeri. Il 26 il procuratore Caselli affermerà che è infondata la «reiterata accusa di scorrettezza mossa dal senatore Andreotti alla Dia», perché il senatore è stato informato, tramite la difesa, che il 21 maggio 1996 la Dia ha depositato una nota nella quale si comunicava che il 29 agosto 1981 Andreotti si trovava a Merano. A sua volta, Francesco Filippazzo, nella sua deposizione, afferma di non aver mai visto assieme Andreotti e i cugini Nino e Ignazio Salvo, ritrattando quanto aveva dichiarato in istruttoria e rischiando un'incriminazione per calunnia.
Il giorno successivo Emilio Pellicani, ex collaboratore di Flavio Carboni, ha detto di aver portato nello studio dell'avvocato Vitalone 400 milioni, che erano una parte dei 25 miliardi che i fratelli Vitalone avrebbero chiesto a Roberto Calvi «con finalità di corruzione giudiziaria». Pellicani ha parlato anche di un incontro tra la moglie di Calvi ed Andreotti, finalizzato ad ottenere un intervento per il marito, in quel periodo detenuto.

25 Febbraio 1997
Evaso dall'aula bunker di Cosenza, Francesco Pezzulli, uno dei 118 imputati contro presunti affiliati della 'ndrangheta. Pezzulli, accusato di associazione mafiosa e omicidio, ha chiesto di andare in bagno ed è sparito.
Sfuggito alla cattura a Palermo il latitante Gaspare Spatuzza che era st
ato riconosciuto da alcuni poliziotti mentre era alla guida di un'auto, risultata intestata al commerciante Silvio Ardizzone, arrestato per favoreggiamento. I poliziotti che avevano inseguito Spatuzza, dopo venti minuti hanno trovato l'auto alla cui guida, però, non c'era il latitante ma l'incensurato Piero Collura, trovato con un etto di cocaina purissima. Collura ha dichiarato di non conoscere Spatuzza.

26 Febbraio 1997
A Catania 25 sostituti procuratori firmano un documento di solidarietà al sostituto Amedeo Bertone e di critica al ministro della Giustizia. I sostituti affermano di avere «da sempre segnalato gravi disfunzioni nella gestione dei pentiti agli organi istituzionali competenti» e che «molti collaboranti lamentano di non avere ancora il nome di copertura, il lavoro, l'assistenza sanitaria». Intanto è già polemica sulle prime indiscrezioni sul disegno di legge di riforma delle norme sui collaboratori di giustizia. La nuova legge prevederebbe, tra l'altro, una pena minima di 12 anni per il collaborante e si teme che tali disposizioni possano scoraggiare le collaborazioni.
Emessi a Messina 5 ordini di custodia cautelare per persone accusate di estorsione, lesioni, danneggiamento e porto di esplosivo. Tra di loro Rosario Sparacio, cugino del pentito Gino Sparacio che ha dato un contributo determinante all'inchiesta riguardante 12 anni di estorsioni e attentati.
Depone Sergio Tradati al processo che si svolge a Milano contro Bettino Craxi ed altri, tra cui Silvio Berlusconi, per un presunto finanziamento di 10 miliardi dalla Fininvest al Psi nel 1991, tramite la società All Iberian. Tradati, che ha ribadito di aver avuto sempre rapporti diretti con Craxi e di aver parlato soltanto una volta con il tesoriere del Psi, ora deceduto, Vincenzo Balzamo, oltre a parlare di altri movimenti di denaro in nero, ha detto che i miliardi della All Iberian arrivarono in uno dei conti aperti presso la Bankerstrust di Ginevra. Craxi gli disse che su quel conto sarebbero arrivati 10 miliardi che dovevano essere trasferiti in tranche di 2 miliardi sul conto della BIL del Lussemburgo. Tradati ha ricordato che arrivarono 5 miliardi in più, che Craxi disse di restituire.
Esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro l'auto del giudice di tribunale di Latina, Nicola Iansiti.
Arrestato in Perù Jorge Cardenas, uno dei narcotrafficanti più ricercati del paese.
Inizia a Palermo il processo contro il vescovo di Monreale, Salvatore Cassisa, accusato di avere preso tangenti per il restauro del Duomo. Cassisa non si presenta in aula.
Rinviati a giudizio dai giudici della corte d'appello di Roma, per tangenti per la realizzazione del centro Rai di Saxa Rubra, l'ex presidente della Stet Biagio Agnes, l'ex presidente dell'Italstat Ettore Bernabei e altri 3 dirigenti. Gli imputati erano stati prosciolti il 24 novembre 1995, ma i pm erano ricorsi in appello.

27 Febbraio 1997
Chiesta dalla Procura di Palermo l'archiviazione, per insufficienza degli elementi raccolti, dell'inchiesta contro i giudici di Cassazione Aldo Grassi, Paolino Dell'Anno e Stanislao Sibilia, accusati di abuso d'ufficio aggravato perche' sospettati di aver favorito Cosa nostra con alcune sentenze. Resta sotto inchiesta il giudice Corrado Carnevale, accusato di concorso in associazione mafiosa.
Estradato dalla Francia Calogero Pulci, ex assessore comunale ai Lavori pubblici a Sommatino (Cl), indicato da diversi pentiti come capo di Cosa nostra del paese.
180 agenti di polizia penitenziaria, in polemica con il nuovo direttore, Giovanni Rizza, chiedono il trasferimento dal carcere catanese di Bicocca. Il sindacato di categoria Sappe denuncia «la grave situazione delle carceri siciliane», provocata «da carenze di personale e strutture vecchie e poco funzionanti».
In una intervista pubblicata su Panorama, Maria Anna Imbronciano, moglie di Vittorio Mangano, il fattore di Arcore indagato per associazione mafiosa dalla Procura di Palermo, denuncia che il marito sarebbe sottoposto ad «abusi» ed accusa i magistrati di volere «a qualsiasi costo» che «lui testimoni contro Silvio Berlusconi». La Procura con un comunicato afferma che le dichiarazioni della Imbronciano «sono del tutto false e non meritano nulla di piu' di una radicale smentita».
Annullato dalla Corte di Cassazione l'ordine d'arresto per Nicolo' Lipari, accusato dalla Procura di Palermo di associazione mafiosa per aver favorito la latitanza dei fratelli Graviano. Secondo la Corte non ci sono prove che sia affiliato a Cosa nostra.

28 Febbraio 1997
Varato dal Governo il disegno di legge che modifica le norme sui collaboratori di giustizia. Chi decidera' di collaborare restera' in carcere o in una struttura protetta per sei mesi, durante i quali dovra' dire tutto quello che sa. I parenti in pericolo verranno protetti ma tenuti separati. Il collaboratore dovra' confessare tutti i suoi crimini, raccontare fatti non noti e utili per prevenire altri crimini, consegnare tutti i suoi proventi illeciti e indicare quelli di altri criminali e delle organizzazioni. Trascorsi i sei mesi il giudice decidera' se ammetterlo al programma di protezione e se fargli scontare un quarto di pena in carcere. Il pentito non sara' piu' stipendiato a vita, ma aiutato a impiantare un'attivita' economica, con una nuova identita' e in una localita' segreta.
A Perugia al processo per l'assassinio di Mino Pecorelli depone come teste Gaetano Sangiorgi, il medico genero di Nino Salvo, attualmente detenuto perche' accusato dalla Procura di Palermo di associazione mafiosa e di aver partecipato all'omicidio dello zio Ignazio Salvo. Sangiorgi dichiara che nel corso di un interrogatorio, il 21 luglio del '93, i procuratori di Palermo Lo Forte e Natoli gli avrebbero chiesto «in modo esplicito di dire qualcosa su Andreotti» assicurandogli che in tal modo «sarebbe tornato a casa a fare il medico». Sangiorgi avrebbe risposto: «Scriva tutto quello che vuole. Firmo tutto». Successivamente viene ascoltata Giuseppa Puma, vedova di Ignazio Salvo, che dichiara di non aver mai visto Andreotti a casa sua, o a feste di nozze o in altre occasioni e di non conoscere Toto' Riina e Balduccio di Maggio.
La Procura di Palermo in una nota afferma che le dichiarazioni di Sangiorgi sono false e assurde, che al momento dell'interrogatorio il medico non era inquisito (fu arrestato nel gennaio '94 in Francia, dove si era trasferito subito dopo l'interrogatorio del luglio '93) e che sui rapporti Salvo-Andreotti non aveva detto nulla di importante. I pm Natoli e Lo Forte presentano denuncia contro Sangiorgi per calunnia. Per Sangiorgi e altri 17 parenti dei Salvo, che avevano negato che Andreotti e i Salvo si conoscessero e che erano stati accusati di false dichiarazioni, la Procura di Palermo ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per contestare l'accusa in giudizio.
Emessa dalla Corte di Cassazione la sentenza definitiva di condanna all'ergastolo di Leoluca Bagarella per l'omicidio di Boris Giuliano.
Condannati dal Tribunale di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa 3 agenti di polizia, un carabiniere e un militare della Guardia di finanza. Sono accusati di avere ricevuto gioielli e denaro dal clan Santapaola-Pulvirenti in cambio di informazioni: in particolare avrebbero favorito piu' volte la fuga dei capimafia.

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