Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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2 Dicembre 2002
Trovato in un uliveto vicino al lago di Garda il corpo del giovane Pasquale Pappalardo di cui non si avevano notizie da tre giorni. A fare ritrovare il corpo sono stati i giovani Lorenzo Cominelli e Cristian Paletti (entrambi incensurati come la vittima) che erano stati subito sospettati dai carabinieri che seguivano la pista del piccolo spaccio e che hanno confessato l’omicidio, avvenuto per un loro debito di mille euro con Pappalardo.

Viene data notizia che la Questura di Napoli ha appreso da un confidente che un appartenente della Stidda di Gela (Cl) si sarebbe recato a Napoli per acquistare dieci chili di tritolo da utilizzare per un attentato contro dei magistrati. Secondo accertamenti, i magistrati da colpire sarebbero della Procura di Caltanissetta. Sembra che sia stata individuata la persona incaricata dell’acquisto. Dalla targa dell’auto dei gelesi gli investigatori sono risaliti al proprietario, il diciottenne Salvatore Cavallo di Gela, sfuggito al blitz di metà novembre. Cavallo verrà arrestato a Sannazzaro dei Burgundi (Pavia), dove abitano e lavorano numerosi gelesi. Con lui verranno arrestati per favoreggiamento i giovani gelesi Salvatore Cascino e Salvatore Ganci.


3 Dicembre 2002
La Procura di Palermo chiede di ascoltare il collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè nel processo a Marcello Dell’Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Giuffrè parla (riferendo circostanze rivelategli da altri) di contatti diretti di Cosa nostra con i vertici della Fininvest che stavano preparando l’ingresso di Silvio Berlusconi in politica e sostiene che Forza Italia si sarebbe impegnata a realizzare gli obiettivi che interessavano i mafiosi: allentamento del carcere duro, revisione dei processi, legge restrittiva sui pentiti. Ad avere rapporti con Berlusconi sarebbero stati i fratelli Graviano e il costruttore Gianni Ienna, loro prestanome. Come tramite tra Cosa nostra e Forza Italia Giuffrè fa anche il nome di Massimo Maria Berruti, ex finanziere e attualmente senatore di Forza Italia, di cui avevano parlato altri collaboratori di giustizia e indagato per mafia già dal 1994. Appartenenti a Forza Italia accusano la Procura di Palermo di mettere in atto «torbide manovre destinate ad inquinare la vita politica italiana».

Scarcerati per decorrenza dei termini, dopo una pronuncia della Cassazione che ha accolto il ricorso della difesa, Vincenzo Giammanco e i fratelli Leonardo e Nicolò Greco, di Bagheria (Pa), condannati in primo grado (Leonardo Greco a 5 anni, gli altri due a 10 anni) per associazione mafiosa e ritenuti vicini a Bernardo Provenzano. La Cassazione ha fissato in due anni il limite di custodia cautelare.

Chiesta dalla difesa del capocamorra Francesco Schiavone la sospensione del processo d’appello (che stava per concludersi) in applicazione della legge Cirami. Altri due capi della camorra, Antonio Bianco e Francesco Mollo, hanno fatta la stessa richiesta in due distinti processi.


6 Dicembre 2002
Muore a Firenze Antonino Caponnetto. Consigliere istruttore a Palermo dopo l’assassinio di Rocco Chinnici, ha costituito il pool antimafia che istruì il primo maxiprocesso; negli ultimi anni si era dedicato a un’intensa attività educativa, rivolta soprattutto ai giovani.

Emessi, su richiesta della Dda di Palermo, 44 ordini di custodia (19 eseguiti in carcere) in seguito ad un’indagine dei Ros, mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, i cui risultati hanno ricevuto conferma dalle dichiarazioni di Nino Giuffrè. Sono state colpite le famiglie mafiose di diversi quartieri palermitani e della provincia. Alcune conversazioni telefoniche tra Giuseppe Guttadauro, un medico chirurgo (attualmente in carcere), considerato reggente della cosca di Brancaccio, e Salvatore Drago Ferrante di Bagheria, riguardavano un progetto di importazione di circa 4.000 chili di cocaina dall’Argentina e dalla Colombia, per mezzo di un cartello formato da Cosa nostra e ’ndrangheta, per il quale Ferrante chiedeva a Guttadauro l’autorizzazione e il necessario apporto organizzativo e gestionale. Tra gli arrestati: Gisella Greco, la moglie di Guttadauro che avrebbe fatto da tramite tra i mafiosi e il marito; il figlio Francesco Guttadauro che avrebbe preso il posto del padre nella conduzione degli affari; Angela Morvillo, accusata di avere convinto il marito Fedele Battaglia a non collaborare con la giustizia. Il tribunale del riesame annullerà l’arresto della Morvillo con la motivazione che potrebbe avere agito per paura di una ritorsione di Cosa nostra sui figli.

Duplice omicidio ad Altofonte (Pa): appena fuori del paese vengono trovati uccisi Domenico Marfia, pregiudicato per traffico di droga, e l’incensurato Giuseppe Di Matteo. Sembra che si siano uccisi a vicenda.

Arrestati a Messina 8 appartenenti al clan Giostra, tra cui Giuseppe “Puccio” Gatto, considerato l’attuale reggente, e Angelo e Massimo Galli, fratelli del capomafia Luigi, condannato all’ergastolo e in carcere con il regime del 41 bis.

Condannati all’ergastolo, dalla Corte d’assise di Palermo, 11 mafiosi, tra cui Totò Riina, accusati dell’uccisione, avvenuta nel luglio del ‘91, dei fratelli Salvatore e Giuseppe Savoca (puniti perché avevano rubato dei tir senza l’autorizzazione della mafia) e del piccolo Andrea che si trovava con il padre Giuseppe.


9 Dicembre 2002
Scarcerati, per decorrenza dei termini di custodia, Simone Castello e Carlo Guttadauro, che erano stati condannati a 10 anni di carcere nel marzo scorso con l’accusa di essere fiancheggiatori di Bernardo Provenzano.


11 Dicembre 2002
Viene data notizia che è in attesa di un figlio Maria Cutaia, moglie di Giovanni Avarello, della Stidda di Canicattì (Ag), condannato all’ergastolo per l’uccisione del giudice Rosario Livatino, in carcere con il regime del 41 bis anche per altri 5 ergastoli. La Cutaia, a cui sarebbe stata praticata l’inseminazione artificiale, per Avarello ha rotto con la sua famiglia.

In un incontro a Gela (Cl) della cittadinanza con il commissario antiracket Rino Monaco, commercianti, artigiani e industriali hanno rilanciato il progetto di un’associazione antiracket.

Confermate dalla Corte d’appello di Palermo le condanne all’ergastolo per i capimafia imputati dell’uccisione, avvenuta nel ’91, dei fratelli imprenditori Giuseppe e Salvatore Sceusa. Il neo collaboratore di giustizia Antonino Giuffrè, che si è autoaccusato, ha avuto ridotta la condanna a 15 anni.

Emessi 80 ordini di custodia per appartenenti al clan camorristico dei Casalesi, accusati di estorsioni, riciclaggio di denaro sporco e omicidi.


12 Dicembre 2002
Annullata dalla Corte di Cassazione, con rinvio alla Corte d’appello, la sentenza di assoluzione per Bruno Contrada, che era stato condannato a dieci anni in primo grado per concorso in associazione mafiosa e assolto in appello.

Il ministro Roberto Castelli decide di non concedere proroghe ai magistrati per raccogliere le dichiarazioni di Nino Giuffrè.


13 Dicembre 2002
Arrestati due consiglieri della Provincia di Palermo, Nino D’Amico, di Bagheria (Pa), e Giovanni Tomasino, di Giuliana (Pa), entrambi dell’Udc , e gli imprenditori di Giuliana Pietro Tomasino e Silvestre Arcuri, la cui ditta si sarebbe aggiudicata, nel luglio 2000, l’appalto per una rete idrica con la complicità dei due consiglieri, allora componenti del consorzio di bonifica “Palermo 2” che aveva bandito l’appalto. L’indagine è iniziata a causa di denunce anonime, ma nel novembre scorso si è aggiunta una dichiarazione di Nino Giuffrè secondo cui «Pietro Tomasino è un imprenditore vicino a Bernardo Provenzano». I consiglieri provinciali Nino D’Amico e Giovanni Tomasino verranno rimessi in libertà per mancanza di esigenze cautelari.

Arrestato a Siracusa il minorenne D. C. accusato di avere ucciso, l’11 novembre 2001, il pregiudicato Carmelo Romeo. Nell’ambito di un’altra inchiesta è stato arrestato Giuseppe Guarino, di 19 anni, accusato di un duplice tentato omicidio e di estorsione. I due farebbero parte di una banda dedita ad estorsioni e spaccio di droga. Il 17 dicembre ad altri due ragazzi di 19 anni, Giuseppe Curcio e Giovanni Saccà, già in carcere, sono stati notificati due ordini di custodia per estorsione e omicidio. Secondo gli inquirenti i quattro farebbero parte, con posizione di rilievo, di una banda di giovanissimi.

Confermate in appello le condanne a sette capimafia componenti la cupola accusati dell’omicidio del giornalista Mario Francese, ucciso a Palermo nel 1979.


15 Dicembre 2002
Trovato a Vestone (Brescia) il corpo del giovane Antonio Madeo, di cui non si avevano notizie da tre giorni. Madeo è stato ucciso e bruciato. Il delitto sarebbe maturato negli ambienti dello spaccio di droga e sono già stati fermati due giovani della zona, Marco Vecchio e Manuel Mura.


16 Dicembre 2002
Depositati i verbali delle dichiarazioni di Nino Giuffrè nel processo, che si svolge a Palermo, a 15 imputati, tra cui lo stesso Giuffrè e il parlamentare di Forza Italia Gaspare Giudice accusato di concorso in associazione mafiosa. Giuffrè dice di non conoscere Giudice ma riferisce che altri mafiosi, come Pietro Aglieri e Giulio Gambino, «avevano fiducia» in lui e lo avevano appoggiato alle elezioni in cambio di «un impegno per l’alleggerimento del 41 bis, la revisione dei processi» e altri benefici. Giudice nega di conoscere Aglieri e gli altri mafiosi di cui parla Giuffrè.

Arrestati a Lamezia Terme (Cz) 56 appartenenti alla ’ndrangheta. Tra loro 10 donne, accusate di aver fatto da tramite tra i parenti in carcere e gli altri affiliati. Una di loro, Teresina Cerra, sorella di Nino Cerra capo del clan omonimo alleato di quello dei Torcasio, sembra abbia avuto un ruolo importante anche quando il fratello e i figli erano liberi e sia diventata la referente degli affiliati dopo il loro arresto.

Chiusa dalla Procura di Palermo l’inchiesta su alcuni mafiosi di Monreale (Pa), arrestati nel febbraio scorso. Risulta indagato per false dichiarazioni l’assessore regionale al territorio Bartolo Pellegrino, del quale l’opposizione aveva chiesto le dimissioni perché era stato reso noto il contenuto di una sua conversazione con uno degli arrestati in cui avrebbe detto: «Se qualche infame parla con gli sbirri...». Pellegrino, che allora venne difeso dalla maggioranza e dal presidente Salvatore Cuffaro, decide di autosospendersi dall’incarico di assessore in seguito alle pressioni dell’opposizione.


17 Dicembre 2002
Emessi su richiesta della Procura di Catania 47 ordini di custodia per appartenenti alla cosca mafiosa retta da Nino Santapaola, fratello del capomafia. Sono accusati di associazione mafiosa, rapine, estorsioni, omicidi e anche furti di medicinali che venivano venduti con notevoli guadagni.

Approvato dalla Camera il disegno di legge che stabilizza l’articolo 41 bis per i mafiosi e lo estende ai reati di terrorismo, eversione e traffico di esseri umani. Il testo verrà approvato definitivamente al Senato il 19 dicembre.

Arrestate in provincia di Lecce 46 persone accusate di appartenere alla Sacra corona unita, tra cui l’imprenditore Valerio Corigliano, presunto affiliato al clan del latitante Giuseppe Lezzi.


18 Dicembre 2002
Viene data notizia che è indagato (in un’inchiesta sui rapporti mafia-politica) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa l’assessore alla Sanità del Comune di Palermo, Domenico Miceli, primo dei non eletti per il Cdu all’Assemblea regionale siciliana. In alcune conversazioni (registrate) il medico Giuseppe Guttadauro (considerato reggente della cosca di Brancaccio e attualmente in carcere) avrebbe assicurato a Miceli l’appoggio alle elezioni regionali e avrebbe ricevuto da lui informazioni sulla politica della Regione e del Comune. In seguito alle proteste dell’opposizione, Miceli, che si dichiara estraneo ai fatti, il 20 dicembre deciderà di autosospendersi dall’incarico di assessore.


19 Dicembre 2002
Condannati all’ergastolo, dalla Corte d’assise di Napoli, Vincenzo Esposito e Nicola Mocerino accusati di avere ucciso, il 15 novembre 1995, il piccolo Gioacchino Costanzo che si trovava insieme allo zio, il contrabbandiere Giuseppe Averaimo, vero obbiettivo dell’agguato, anch’egli ammazzato.


20 Dicembre 2002
Assolti in appello, con formula ampia, Antonio Maria Marini, la madre Grazia Marine (vedova Marini) e Pasqualino Rubanu, che in primo grado erano stati condannati con l’accusa di essere stati i sequestratori di Silvia Melis. Il pm aveva chiesto la conferma delle condanne e 28 anni per Andrea Nieddu, assolto in primo grado.


22 Dicembre 2002
Allo stadio di Palermo viene esposto uno striscione con la scritta: «Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia». Gli agenti accorsi per sequestrarlo vengono aggrediti.


23 Dicembre 2002
Distrutto da un incendio doloso il magazzino, nell’area industriale di San Mauro alle porte di Torino, della casa editrice Umberto Allemandi, specializzata in libri d’arte. Il titolare, che afferma di non avere mai ricevuto minacce, ipotizza che chi ha appiccato l’incendio intendesse fare un’azione dimostrativa per avviare un racket.

Ucciso a Lecce in un agguato il giovane Giuseppe Guido. Secondo gli inquirenti potrebbe essere un delitto maturato nell’ambiente degli spacciatori, ma un’altra ipotesi è che l’ucciso possa essere stato scambiato per Damiano Caroppo (domiciliato nello stesso stabile) sfuggito il 15 maggio scorso ad un agguato in cui fu ucciso il fratello Mario.


26 Dicembre 2002
Ferito in un agguato a Rossano (Cs) Antonio Manzi, considerato un boss della ’ndrangheta dell’alto Jonio cosentino. Manzi era stato scarcerato il 16 dicembre scorso per decorrenza dei termini della carcerazione preventiva.


27 Dicembre 2002
Ucciso con diversi colpi di arma da fuoco, a Manfredonia (Fg), il pregiudicato Antonio Zingariello.

Arrestate a Trapani 12 persone accusate di spaccio di droga. A dirigere sarebbe stata una donna, Rosa Cordaro. Con lei sono stati arrestati il marito Pietro Cusenza e tre figli, di cui uno minorenne. L’indagine è nata dalla scomparsa (forse per lupara bianca) del giovane Michele Rizzo, che abitava nello stesso pianerottolo in cui si trova l’appartamento dei Cordaro e di cui non si sa più niente dal 1998.


28 Dicembre 2002
Confermati dalla Corte di Cassazione gli ergastoli per Francesco Madonia e Pietro Ribisi, accusati di essere, rispettivamente, mandante e esecutore dell’assassinio del giudice Antonino Saetta, ucciso assieme al figlio Stefano il 25 settembre 1988 sulla statale Caltanissetta-Agrigento.

Ucciso a San Cataldo (Lecce), a raffiche di mitra, il pregiudicato Antonio Stampete, considerato affiliato alla Sacra corona unita. Stampete, condannato a sette anni per traffico di droga, era un detenuto in semilibertà.


29 Dicembre 2002
Ferito gravemente a Casteldaccia (Pa), con un taglio di coltello alla gola, Vincenzo Domino, un autotrasportatore di Bagheria (Pa) rimasto coinvolto anni fa in un’indagine antimafia assieme a personaggi come Leonardo Greco e Carlo Guttadauro, ma scagionato successivamente per mancanza di indizi specifici.


30 Dicembre 2002
Ancora un agguato nelle campagne di Bagheria (Pa): ucciso, con un coltello che ne ha reciso la carotide, Giuseppe Ingoglia, un quarantenne incensurato.


31 Dicembre 2002
A Torino, nel quartiere di San Salvario, viene aggredito il giovane marocchino Faud Salih e gli viene quasi amputata una mano. L’ipotesi di una punizione per l’applicazione della legge coranica verrà subito esclusa per la testimonianza di alcuni giovani maghrebini che hanno riferito a Sued Benkhdim, il responsabile dell’associazione “Diafa al Maghreb” che si occupa degli immigrati, di punizioni inflitte dai trafficanti di droga a chi “sgarra” o vuole uscire dal giro. «Questa è solo una delle punizioni esemplari inflitte a chi si ribella. Per i minorenni ci sono gli sfregi e le bruciature con l’acido». Lo stesso Salih ammetterà di aver voluto lasciare il mondo dello spaccio (era appena uscito dal carcere dove era stato rinchiuso dall’8 luglio al 17 dicembre) e chiederà protezione perché minacciato di morte, ma con il silenzio sugli autori del ferimento rischia l’incriminazione per favoreggiamento.




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