Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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1 Dicembre 1998
Arrestato su richiesta della Procura di Napoli il vicequestore Gennaro D'Amico, attualmente dirigente della Digos di Campobasso, accusato di avere depistato alcune indagini per favorire il clan Vollaro (ricevendo in cambio da uno a tre milioni al mese) quando dirigeva il commissariato di San Giorgio a Cremano tra il 1992 e il 1994. L'inchiesta è nata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro Vollaro, ex capo del clan omonimo che operava a Portici, Ercolano e San Giorgio a Cremano, e Francesco Di Pierno, affiliato al clan. Sono state arrestate altre 24 persone, tra cui camorristi e diversi imprenditori. Tra gli indagati Leopoldo Spedaliere, sindaco di Portici per l'Ulivo, che avrebbe favorito le imprese del clan. Ciro Vollaro ha parlato anche dell'ex deputato Mimmo Pinto (leader dei disoccupati organizzati di Napoli quando militava in Lotta continua) che sarebbe stato amico di suo padre Luigi da cui avrebbe ricevuto in regalo cocaina.
Condannato a tre anni dal Tribunale di Roma Giovanni Brusca per aver calunniato il magistrato Libertino Alberto Russo, giudice a latere nell'appello del primo maxiprocesso. Brusca, deponendo il 30 luglio del '97 al processo a Giulio Andreotti, aveva fatto alcuni nomi di magistrati che sarebbero stati collusi, tra cui quello di Russo.
Arrestati tra la Sicilia e il Nord Italia, per ordine della Procura di Palermo, 10 presunti appartenenti alla Stidda, tutti originari di Campobello di Licata (Ag).

2 Dicembre 1998
Arrestate in provincia di Roma 8 persone accusate di importare dalla Bolivia e dall'Argentina cocaina che veniva pagata con preziosi rubati. Sono stati sequestrati 4 chili di cocaina e 10 chili di oggetti in oro.

3 Dicembre 1998
Inizia a Messina il processo "Mare nostrum" a 286 imputati di associazione mafiosa e di 45 omicidi, 7 agguati, 32 estorsioni, 5 attentati e 2 rapine. Tra gli imputati 17 collaboratori di giustizia. Hanno chiesto di costituirsi parte civile alcuni comuni del Messinese, il Ministero dell'Interno e le associazioni antiracket di Brolo, Capo d'Orlando, Patti e Sant'Agata di Militello.
Emessi dal gip di Palermo 14 ordini di custodia (12 per persone già detenute, tra cui Benedetto e Giuseppe Graviano, Gaspare Spatuzza, Antonino Mangano, Francesco Giuliano e Cosimo Lo Nigro) a conclusione di un'inchiesta nata dalle dichiarazioni del collaboratore Salvatore Grigoli su 10 omicidi, commessi tra l'87 e il '93, di cui è stato uno dei killer. I nuovi arrestati sono Angelo Arnone, uno degli esecutori di un omicidio, e Maria Intravaia, accusata di avere fatto uccidere il suo ex amante da un killer della mafia pagando 40 milioni.
Ucciso a Sciacca (Ag) il proprietario terriero Giuseppe Bono. Nel '93 era stato accusato da un collaboratore di giustizia di fare parte della mafia di Sciacca, ma era stato prosciolto nell'udienza preliminare.

4 Dicembre 1998
Arrestato a Riesi (Cl), nell'abitazione di due sposini che sono stati fermati per favoreggiamento, il latitante Pino Cammarata, accusato di associazione mafiosa ed omicidio. Due suoi fratelli, Vincenzo e Francesco, sono stati arrestati l'estate scorsa, la sorella Maria Catena è già stata condannata a sei anni per associazione mafiosa.
Arrestato in Germania il latitante Giuseppe Guglielmino, originario di Palagonia (Ct), affiliato alla cosca catanese dei Russo e condannato ad otto anni per associazione mafiosa e traffico di droga.
Sequestrati beni per 12 miliardi a Giuseppe Guastella, uomo di fiducia di Leoluca Bagarella e ritenuto affiliato alla cosca del rione palermitano San Lorenzo, arrestato il 24 maggio scorso con l'accusa di essere l'autore di alcuni omicidi avvenuti nel '95. I suoi beni sarebbero frutto delle estorsioni e del traffico di droga.
Ferito gravemente a Napoli con una coltellata il giovane Alberto Vincenti che aveva cercato di reagire al furto del suo motorino.
Agguato camorristico sulla strada tra Cancello Arnone e Villa Literno (Caserta) contro il giovane Antonio Ianuario che è riuscito a sfuggire ai killer che avevano sparato contro la sua auto. Durante la fuga Ianuario ha provocato un incidente, rimanendo ferito leggermente ma causando la morte del conducente dell'altra auto, l'agricoltore Tammaro Bocchino, e il ferimento del nipote.

5 Dicembre 1998
Uccisi a Bologna due giovani extracomunitari, Soel Rana del Bangladesh e Ataur Rahaman pakistano, dal pregiudicato calabrese Giuseppe Calabrò, evaso dagli arresti domiciliari dal maggio scorso. Calabrò, che è stato arrestato dopo un conflitto a fuoco con la polizia, avrebbe voluto vendicare lo stupro subito dalla sua ragazza un paio di anni fa ad opera di un immigrato.
Si suicida in carcere Giovanni Bellavia, un giovane di Favara che era stato arrestato due anni fa assieme ad altre 29 persone accusate da suo fratello Gioacchino di appartenere ad una organizzazione di trafficanti di droga. Giovanni Bellavia doveva scontare 27 anni di carcere per l'uccisione del compaesano Giuseppe Sutera.

6 Dicembre 1998
Trovato a Troina (En) il corpo del pastore Luciano Gagliano, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Il giovane, che aveva piccoli precedenti penali, era scomparso da dieci giorni.
Arrestati a Catania, con l'accusa di traffico di reperti archeologici, i professori universitari Giacomo Manganaro e Salvo Di Bella e gli imprenditori Morando Moretti e Alfio Attanasio; a Rimini l'antiquario Gianfranco Casolari e ad Enna il possidente Vincenzo Cammarata (la cui moglie è direttrice del carcere della città). Sono stati sequestrati reperti per decine di miliardi, la maggior parte in casa di Cammarata e Manganaro che hanno dichiarato che si tratta di materiale inventariato dalla Soprintendenza. In effetti soltanto una parte del materiale era stata inventariata alcuni anni fa. Cammarata è accusato anche di concorso in associazione mafiosa perché, secondo il pm, sarebbe in collegamento con la mafia ennese, responsabile del traffico italiano ed estero di reperti archeologici provenienti dalla provincia di Enna. Manganaro e Cammarata sono coinvolti nella vendita clandestina della "phiale", una coppa d'oro ellenistica, finemente cesellata, che era stata rinvenuta a Caltavuturo (Pa) e che, dopo essere stata esportata illegalmente in Svizzera, era stata acquistata da un collezionista americano che l'aveva rivenduta al Metropolitan Museum di New York. Essendo stata accertata l'illegittimità dell'esportazione, da anni la phiale è chiusa nel caveau della dogana di Manhattan. A novembre un giudice federale ha dato ragione all'Italia che ne rivendica la proprietà.

7 Dicembre 1998
In una intervista al quotidiano "La Repubblica" l'imprenditore Giovanni Salatiello (di origine sarda ma cresciuto a Palermo dove ha diretto per anni la "Keller spa", un'azienda, ora in crisi, per la produzione di materiale ferroviario, e deputato tra l'83 e l'87 come indipendente nelle liste del Pci) rivela che, quando nell'83 decise di impiantare uno stabilimento in Sardegna, altri imprenditori gli consigliarono di mettersi in contatto con il magistrato Luigi Lombardini per cautelarsi dal rischio di essere rapito. Salatiello incontrò Lombardini a cui pagò alcune somme di denaro che dovevano servire per un'organizzazione di informatori e per mediare con i potenziali sequestratori. Lombardini non gli assicurò la certezza di non essere rapito, ma Salatiello non ebbe mai fastidi. Secondo l'imprenditore le forze dell'ordine e i magistrati sapevano e «chiudevano un occhio». Alla domanda se non avesse mai pensato che in quel modo si scendeva a patti con l'Anonima sequestri, Salatiello risponde: «Ma cosa vuole che importi ad un imprenditore, l'importante è non essere sequestrato. E poi un'organizzazione così costava venti volte meno che la guerra all'Anonima». Nei primi anni '80 a Palermo Salatiello aveva denunciato una richiesta di estorsione, ricevendo la solidarietà dei lavoratori della Keller.
Concluso a Catania, con 5 ergastoli e 385 anni di reclusione per 42 imputati, il processo contro 53 presunti appartenenti alla cosca Santapaola-Ercolano, nato dalle operazioni denominate "Dafne", "Ciclope" e "Galatea". Tra i condannati all'ergastolo il capomafia Sebastiano Sciuto.
Sequestrati beni a Giuseppe e Antonio Piromalli (il primo latitante e il secondo detenuto), indicati come capi dell'omonimo clan.
Arrestato all'aeroporto di Toronto il latitante Antonino Erasmo Troia, originario di Capaci (Pa), accusato di associazione mafiosa e degli omicidi degli imprenditori di Cerda (Pa) Giuseppe e Salvatore Sceusa scomparsi il 19 giugno 1991.

8 Dicembre 1998
Ucciso con due colpi di pistola ad Acireale (Ct), da qualcuno che si trovava con lui in auto, l'infermiere incensurato Sergio Panebianco. Secondo gli inquirenti l'omicidio potrebbe essere avvenuto nell'ambiente del gioco d'azzardo.
Arrestato a Giugliano (Na) il latitante Stefano Ranucci, capo dell'omonimo clan della camorra operante a Sant'Antimo e accusato di tentato omicidio, sequestro di persona e traffico di droga.
Ucciso a Reggio Emilia il giovane di origine calabrese Giuseppe Gesualdo Abramo.

9 Dicembre 1998
Condannato all'ergastolo, dalla Corte d'assise di Catania, Marcello Incognito per l'uccisione del fratello Enrico, collaboratore di giustizia. L'omicidio era avvenuto il 24 marzo 1994 in casa di Enrico, alla presenza della madre e del padre, ed era stato registrato perché il collaboratore stava raccontando tutto quello che sapeva davanti alla telecamera di un amico.
Arrestate in provincia di Matera 49 persone, e una è rimasta latitante, con l'accusa di far parte di un'organizzazione di tipo mafioso capeggiata dal pregiudicato Pierdonato Zito (detenuto dal 1995). Secondo gli inquirenti l'organizzazione aveva progettato l'uccisione dell'avvocato Emilio Nicola Buccico, presidente del Consiglio nazionale forense, e dell'ex pm Vincenzo Autera e il sequestro di una figlia di Autera. Tra gli arrestati due avvocati di Matera, Pietro Damiano Mazzoccoli e Nicola Di Marzio, e due carabinieri, Giovanni Carlomagno e Giuseppe De Biasi.

10 Dicembre 1998
Rinviate a giudizio dal gip di Palermo 12 persone accusate dell'assassinio di Emanuele Piazza, collaboratore dei servizi segreti, scomparso nel marzo del 1990. Tra gli imputati, ritenuti appartenenti alla cosca del rione San Lorenzo, il collaboratore Francesco Onorato che ha ammesso di averlo attirato in una trappola e di averlo strozzato per ordine di Salvatore Biondino. Il processo inizierà il 10 maggio prossimo.
Indagato per associazione camorristica, truffa aggravata e frode fiscale l'ingegnere Corrado Ferlaino, presidente del Napoli, accusato da alcuni collaboratori di giustizia di aver pagato il clan camorristico di Casal di Principe per conservare un appalto.

11 Dicembre 1998
Concluso a Palermo il processo per le irregolarità nella gestione del Consorzio per il mercato agroalimentare di Catania. Assolti l'ex ministro Salvo Andò, «per non aver commesso il fatto», e l'ex assessore regionale alla Cooperazione Turi Lombardo perché l'abuso contestato è stato dichiarato prescritto essendo passati dieci anni dal fatto. Condannati a due anni di carcere Turi Leanza ex assessore regionale alla Cooperazione, Luigi Mazzei ex vicepresidente del Consorzio, Elio Rossitto consulente dell'ex presidente della Regione Rino Nicolosi, Domenico Cavallaro ex membro del consiglio di amministrazione. Il processo era nato dalle indagini svolte per l'omicidio del funzionario dell'assessorato alla Cooperazione Giovanni Bonsignore, ucciso dalla mafia il 9 maggio del 1990, che poco prima del delitto era stato trasferito dall'assessore Lombardo che non condivideva le obiezioni di Bonsignore al finanziamento del Consorzio.
Arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa Leo Pangallo, consigliere comunale di Reggio Calabria per i socialdemocratici.

12 Dicembre 1998
Diventato definitivo l'ergastolo inflitto dalla Corte d'assise di Caltanissetta a Bernardo Provenzano per la strage di Capaci, essendo scaduti i termini entro i quali l'imputato avrebbe potuto presentare ricorso. Altri 23 mafiosi condannati all'ergastolo sono ricorsi in appello. Al processo Provenzano era rappresentato da un difensore d'ufficio. Una delle ipotesi per spiegare il mancato ricorso è che Provenzano sia morto. Tale ipotesi viene esclusa dal suo legale di fiducia, Salvatore Traina, che da qualche tempo non segue più udienze a suo carico fuori Palermo perché i familiari di Provenzano hanno dichiarato di non essere più in grado di pagare le spese processuali.
Concluso a Catania, con 20 ergastoli e 244 anni di reclusione a 22 imputati, il processo "Ariete 2" a 49 presunti affiliati alla cosca di Giuseppe Pulvirenti. Sette gli assolti. Tra i condannati all'ergastolo Antonino Pulvirenti, figlio del capomafia adesso collaboratore di giustizia, accusato di otto omicidi. Condannati a due e tre anni i componenti l'équipe medica che aveva curato un affiliato alla cosca ferito dopo un conflitto a fuoco.
Attentato in un bar di Reggio Emilia abitualmente frequentato da calabresi: qualcuno ha lanciato all'interno una bomba a mano che ha provocato dieci feriti, di cui uno grave. Secondo gli inquirenti potrebbe essere un regolamento di conti legato all'omicidio del calabrese Giuseppe Gesualdo Abramo avvenuto l'8 dicembre.
Chiesta dalla Procura di Palermo l'archiviazione dell'indagine sulla "pista interna" alla comunità Saman per l'omicidio di Mauro Rostagno, che resta impunito. La richiesta riguarda Francesco Cardella, Chicca Roveri e Monica Serra, accusati di favoreggiamento, e i presunti killer Giuseppe Cammisa, Massimo Oldrini, Giuseppe Rallo e Giacomo Bonanno, operatori della comunità.
Arrestato l'imprenditore Giuseppe Sensale, indicato da alcuni collaboratori come appartenente alla famiglia mafiosa di Capaci (Pa) e accusato dal collaboratore Francesco Onorato di essere uno dei responsabili dell'uccisione dell'imprenditore Vincenzo D'Agostino, scomparso nel marzo del '91. L'imprenditore sarebbe stato attirato nella trappola proprio da Sensale che era un suo amico ed ucciso da Salvatore Biondino ed altri componenti della cosca del rione San Lorenzo di Palermo.
Condannati a 22 anni di carcere, dalla Corte d'assise di Torino, i giovani Piero Iavarone, Andrea Demartis, Paolo Trevisan e Fabio Montrucchio ritenuti responsabili dell'uccisione per annegamento nel Po dell'immigrato marocchino Abdellah Doumi, avvenuta il 19 luglio dell'anno scorso.

13 Dicembre 1998
Trovata uccisa a Forlì, nella sua casa, Albertina Biondi madre del pregiudicato Massimo Montanari.
Evasi dal carcere di Rebibbia, calandosi dalla finestra con dei lenzuoli annodati, i tre tossicodipendenti Fabrizio Ciappetta, Rocco Gallo e Marco De Angelis detenuti per scippi e rapine.

14 Dicembre 1998
Arrestato Angelo Angelotti, elemento di spicco della banda della Magliana, condannato a 30 anni per concorso in omicidio, associazione di stampo mafioso e traffico internazionale di droga. Era in attesa della sentenza della Corte di Cassazione prevista per gennaio, ma le forze dell'ordine avevano avuto notizia che stesse per scappare in Sud America.

15 Dicembre 1998
A Palermo udienza preliminare per il processo per l'omicidio di Giuseppe Impastato, per il quale la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio, come mandanti del delitto, del capomafia di Cinisi (Pa) Gaetano Badalamenti, detenuto negli Stati Uniti per traffico droga, e di Vito Palazzolo, agli arresti domiciliari. Presenti, per la richiesta di costituzione di parte civile, la madre Felicia Bartolotta e il fratello Giovanni, il presidente del centro Impastato, Umberto Santino, i rappresentanti di Rifondazione comunista, dell'Ordine dei giornalisti e del Comune di Cinisi. L'udienza preliminare, fissata solo per Palazzolo, è stata rinviata al 10 marzo del '99 in seguito alla richiesta del pm Franca Imbergamo di coinvolgere anche Badalamenti.
Inviato un avviso di garanzia alla segretaria della Camera del Lavoro di Tortolì (Nu), Maria Ausilia Piroddi di Barisardo (Nu), indagata per l'omicidio dei sindacalisti della Cgil Franco Pintus, ucciso il 14 aprile 1997, e Pier Paolo Demurtas, ucciso il 5 giugno 1996. La Piroddi nel '95 era sfuggita ad un agguato e qualcuno aveva tentato di far ricadere la responsabilità su Pintus, facendo ritrovare davanti casa sua un fucile dello stesso tipo usato dagli autori dell'agguato. Nel registro degli indagati ci sarebbero altre 4 persone sospettate a vario titolo di aver preso parte ad una vera e propria "guerra" all'interno del sindacato nella zona dell'Ogliastra (in provincia di Nuoro): l'imprenditore Adriano Pischedda, socio in un'impresa di pulizie della Piroddi, i fratelli Sebastiano e Salvatore Puggioni, tutti di Barisardo, e il pizzaiolo Mario Cabras di Tortolì.
Arrestati su richiesta della Procura di Palermo 7 imprenditori edili accusati di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa degli appalti pubblici. Uno di loro, Salvatore Geraci, è accusato anche di concorso in associazione mafiosa. L'inchiesta è nata dalle dichiarazioni di Giovanni Brusca e Angelo Siino sugli appalti pubblici banditi dal Comune di Pollina (Pa) tra il '95 e il '97.
Confiscati beni per 10 miliardi a Giuseppe Cosenza, di Palermo, indiziato mafioso e ritenuto prestanome dei fratelli Graviano.
Scarcerati per ordine della Cassazione i tre fratelli Bottani, gli imprenditori edili arrestati il 13 ottobre scorso per ordine della Procura di Milano con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulla lottizzazione dell'area ex Iso Rivolta a Bresso. Secondo la Cassazione la Procura di Milano «per un delirio di onnipotenza» pretenderebbe «non solo di esercitare la funzione giudiziaria, ma anche di interferire nell'attività amministrativa della Regione». Dal Polo viene chiesta anche la scarcerazione di Giovanni Terzi, attualmente consigliere al Comune di Milano per Forza Italia, accusato di aver preso 250 milioni di tangenti quando era assessore all'urbanistica a Bresso.

17 Dicembre 1998
Perquisita per ordine della Procura di Napoli la sede della Curia arcivescovile nell'ambito di un'indagine su presunte frodi fiscali. Oltre al cardinale Michele Giordano sono indagati l'attuale direttore della Caritas italiana don Elvio Damoli ed esponenti della "Deputazione di San Gennaro", la commissione di laici che si occupa della manutenzione della cappella dove è custodito il tesoro del santo e amministra il patrimonio formatosi con lasciti e donazioni.

18 Dicembre 1998
Concluso a Reggio Calabria il processo per l'uccisione del giudice Antonino Scopelliti, avvenuta nell'agosto del 1991. Condannati all'ergastolo, come mandanti, Bernardo Provenzano, Giuseppe e Filippo Graviano, Raffaele Ganci, Giuseppe Farinella, Francesco Giuffrè e Nitto Santapaola. Secondo l'accusa gli imputati avrebbero commissionato il delitto alla 'ndrangheta. Nel primo processo alla "cupola" palermitana erano stati condannati all'ergastolo in primo grado e assolti in appello Totò Riina, Pippo Calò e Pietro Aglieri.
Arrestate per ordine della Procura di Milano 43 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e rapine.
Condannate a Palermo, a pene che vanno da quindici a quattro anni di carcere, 7 persone accusate di estorsione. La pena più elevata a Girolamo Celesia, ritenuto uomo di fiducia del capomafia Gaspare Spatuzza.

19 Dicembre 1998
Emessi dalla Procura di Milano 11 ordini di custodia per persone ritenute appartenenti al clan della 'ndrangheta di Petilia Policastro (Catanzaro) e operanti in Lombardia. Tra i destinatari del provvedimento il capoclan Pasquale Liotti arrestato in Calabria e Franco Coco Trovato, detenuto ed ex capo del clan operante a Lecco.

20 Dicembre 1998
Sequestrati all'aeroporto di Genova tre chili di cocaina e arrestate due persone provenienti da Caracas.
Tentato omicidio a Gela (Cl) contro l'agricoltore incensurato Rocco D'Arma che è riuscito a sfuggire ai colpi di arma da fuoco nascondendosi dietro il suo trattore.
Ucciso a Cariati (Cosenza), con diversi colpi di arma da fuoco, il giovane Cataldo Mangone.
Viene reso noto che il duplice omicidio, avvenuto il 2 settembre scorso a Brandico nel Bresciano, dell'ex presidente dell'Azienda municipalizzata igiene urbana di Taranto, Alessio Magistro, e del suo avvocato Stefano Punzi anch'egli di Taranto, sarebbe legato alla rapina di 60 miliardi (in lire italiane) alle Poste centrali di Zurigo dell'autunno del '97. Nei loro abiti erano stati trovati i recapiti telefonici di tre uomini della banda, i cui componenti sono stati quasi tutti arrestati. Secondo gli investigatori l'omicidio sarebbe stato compiuto da un clan camorristico interessato alla parte del bottino (30 miliardi) che ancora non è stata recuperata dalla polizia. Per il duplice omicidio è stato arrestato Domenico Belforte, di Marcianise (Caserta), in soggiorno obbligato a Travagliato (Bs) e ritenuto appartenente al clan camorristico dei Mazzacane.

21 Dicembre 1998
Attentato incendiario nel cantiere della ditta impegnata nei lavori di costruzione dell'acquedotto di Gioiosa Marea (Me). L'intimidazione sembra una risposta alla richiesta fatta dai titolari, Nino, Pietro e Domenico Mollica, di costituirsi parte civile nel processo contro presunti appartenenti a cosche mafiose del Messinese accusati di omicidi ed estorsioni. I tre fratelli erano stati a loro volta accusati di associazione mafiosa ma nei giorni scorsi erano stati prosciolti da ogni accusa.
Sequestrati a Modena oltre dodici chili di eroina proveniente dall'Albania e arrestati 5 albanesi e 2 italiani.
Scarcerato l'ex questore Francesco Forleo perché, pur rimanendo indagato per omicidio volontario del contrabbandiere Vito Ferrarese, secondo il gip «la sua posizione può ritenersi marginale essendo indagato per un singolo episodio del tutto avulso dal contesto criminale che faceva capo alla consorteria del boss Francesco Trane».

22 Dicembre 1998
Al processo contro 6 presunti estortori per conto del capomafia palermitano Salvatore Cucuzza, ora collaboratore di giustizia, depone Antonino Istrice, ex titolare di un pub costretto a cedere l'attività per le estorsioni subìte e ora sotto protezione per avere denunciato i suoi taglieggiatori.
Arrestate a Cesa (Caserta) 4 persone, e una quinta è ricercata, dopo le denunce di estorsione da parte di un imprenditore di cui non sono state date le generalità.

23 Dicembre 1998
Uccisi a Udine, in un attentato contro un negozio con una bomba inserita tra la saracinesca e la porta, tre agenti di polizia, Giuseppe Zanier, Adriano Ruttar e Paolo Cragnolino, e feriti l'agente Paolo Alberto Bianco e il proprietario del negozio Paolo Albertini. Si sospetta che l'attentato sia opera del racket delle estorsioni, ma il proprietario nega di avere ricevuto richieste.
Il capomafia di Partinico Vito Vitale, interrogato dal pm (come previsto per tutti i genitori di minori sottoposti a procedimento penale) sul figlio minorenne accusato di associazione mafiosa, ha dichiarato: «Ho insegnato a mio figlio solo campagna e scuola. Ho paura di saperlo in carcere, perché fra tanti ragazzi c'è sempre quello soggetto a vizi. Mio figlio è oro e augurerei a tante famiglie di avere dei figli come i miei. Mio figlio non può avere le colpe di suo padre perché io debbo essere ancora giudicato. Non avrei mai coinvolto mio figlio in nulla, già bastano le tragedie che stiamo vivendo noi innocenti».
Distrutta da un attentato a Monreale (Pa) la villa dell'ispettore forestale Leonardo Gullo, suocero di Giovanni La Corte, collaboratore dell'amministrazione comunale. La notte di Natale verrà data alle fiamme l'auto del vicesindaco Claudio Burgio. Chiesto dal sindaco Salvino Pantuso l'intervento della Commissione antimafia perché questi attentati seguono a una serie di intimidazioni e aggressioni contro assessori e consiglieri comunali.

24 Dicembre 1998
Ucciso ad Orgosolo (Nu) il sacerdote Graziano Muntoni, viceparroco del paese. Si esclude ogni collegamento con i sequestri di persona. Don Muntoni, ordinato sacerdote in età matura, dopo aver lavorato come insegnante alle medie, era impegnato con i giovani e non si esclude che l'omicidio sia opera di qualche teppista. Un'altra ipotesi è che il sacerdote stesse per rivelare il nome del responsabile dell'omicidio del giovane Giorgio Manca, ucciso l'agosto scorso dopo una lite per futili motivi davanti a decine di coetanei. Il vescovo invita a parlare, ma gli interrogatori degli inquirenti non avrebbero dato nessun risultato.

25 Dicembre 1998
Trovato ad Agrigento, davanti l'ingresso di una discoteca, un ordigno confezionato con gelatina esplosiva e bulloni di ferro. E' l'ultimo di una serie di attentati del racket.

26 Dicembre 1998
A Vittoria (Rg) il collaboratore di giustizia Orazio Sciortino, ex appartenente alla cosca Dominante, tenta il suicidio. Sciortino era ritornato a Vittoria, da una residenza segreta, da venti giorni, assieme alla famiglia. Il 31 dicembre, dopo alcune minacce ricevute dal fratello, verrà di nuovo inserito nel programma di protezione.

27 Dicembre 1998
Trovato morto a colpi di spranga a Paola (Cosenza) l'operaio Francesco Guadagnoli, che era scomparso da casa il 25 dicembre.

28 Dicembre 1998
Condannati all'ergastolo, dalla Corte d'assise di Palermo, Gaspare Spatuzza, Luigi Giacalone, Cosimo Lo Nigro e Francesco Giuliano per l'omicidio, avvenuto cinque anni fa, di Diego Alaimo, un piccolo ladro di auto sospettato di essere confidente della polizia. Salvatore Grigoli, uno dei collaboratori che ha permesso di ricostruire l'omicidio e che si è autoaccusato, è stato condannato a quindici anni.
I genitori di Nico Querulo, il bambino catanese accecato da un proiettile in una sparatoria avvenuta il 7 aprile, dichiarano di non volere costituirsi parte civile nel processo contro i presunti responsabili. Affermano di essere delusi perché alcuni degli arrestati sono stati subito liberati e dicono di non volere risarcimenti dai responsabili del ferimento.

29 Dicembre 1998
Viene data notizia che si sono costituiti agli inizi di dicembre due latitanti autori degli attentati con autobombe commessi a Napoli il 17 aprile e il 2 ottobre. Si tratta di Pasquale Acciarino e Italo Gallo. Rimangono latitanti i mandanti: Ciro Armento e Pietro Licciardi.

30 Dicembre 1998
Arrestato a Firenze il latitante Ciro Piccirillo, originario di Napoli e considerato esponente della camorra della zona di Mergellina.
Rinviate a giudizio dal gip di Palermo 85 persone accusate di sessanta omicidi tra gli anni '70 e '80. Verranno processate assieme ad altre 40 già a giudizio da due anni nel processo denominato "Tempesta" che sta per ricominciare per il trasferimento ad altro ufficio del presidente della Corte d'assise. Tra gli omicidi contestati quello del capitano dei carabinieri Mario D'Aleo, ucciso il 13 giugno 1983 assieme all'appuntato Giuseppe Bommarito e al carabiniere Pietro Morici. Gli imputati sono tutti esponenti delle famiglie mafiose di Palermo. Tra loro 18 sono collaboratori di giustizia.

31 Dicembre 1998
Ucciso a Marcianise (Caserta) Vincenzo Argenziano, probabilmente assassinato perché nel ristorante di cui era titolare erano soliti ritrovarsi alcuni esponenti del clan camorristico dei Mazzacane-Belforte.


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