Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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1 Novembre 2005
Condannato all’ergastolo Leoluca Bagarella per l’uccisione del pregiudicato Gioacchino Rubino, di San Giuseppe Jato, ucciso nel 1979 perché sospettato di essere un confidente della polizia.


2 Novembre 2005
A Gela (Cl) atti intimidatori contro l’amministrazione comunale, commercianti e imprenditori, ma anche contro operai e cittadini. Oltre a incendi di automezzi, è stata danneggiata la casa di campagna di un imprenditore edile, sono stati manomessi i tombini dell’acqua potabile e sparati dei colpi di pistola contro l’abitazione di un commerciante. La giunta guidata dal sindaco Rosario Crocetta fin dall’insediamento ha stilato un protocollo per la legalità, ha già bandito gare di appalti pubblici per 160 milioni di euro in due anni e ha in preparazione gare per altri 30 milioni. E’ stata costituita un’associazione antiracket, con una ventina di iscritti, intitolata a Gaetano Giordano, il commerciante ucciso nel dicembre del 1992 perché non si era piegato alle richieste di pizzo.


3 Novembre 2005
Viene data notizia che il 14 ottobre è stato arrestato a Boston Giovanni Gambino, ricercato dalla Procura di Palermo dal 1990 perché accusato di traffico di droga. Gambino è considerato capo dell’omonima famiglia mafiosa italoamericana dopo l’uccisione di Paul Castellano, avvenuta nel 1985. Avrebbe trafficato in eroina assieme al fratello Giuseppe e in collaborazione con le cosche siciliane, in particolare con alcune famiglie mafiose di Palermo.

Accettata dal gup di Palermo la richiesta di costituzione di parte civile di Cna, Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Sos Impresa e Lega delle cooperative, in un processo contro 61 persone accusate di associazione mafiosa e estorsione.

Condannati i capimafia di Bagheria (Pa), Leonardo Greco e Nicolò Eucaliptus, rispettivamente a 14 e 12 anni, come fiancheggiatori di Bernardo Provenzano.


4 Novembre 2005
Arrestate a Trapani 9 spacciatori, in seguito ad un’inchiesta a cui ha contribuito una bambina che ha dato informazioni a una ispettrice di polizia durante un incontro a scuola.

Manifestazione contro la ’ndrangheta a Locri (RC) a cui hanno partecipato migliaia di studenti.


6 Novembre 2005
Inviato in Calabria il prefetto Luigi De Sena a cui il ministro dell’Interno ha affidato un «piano speciale per la Calabria». Secondo De Sena è prioritario modificare la legge-obiettivo sugli appalti perché «criminogena. Così come è favorisce di fatto le infiltrazioni mafiose».


7 Novembre 2005
Ucciso a Afragola (Na), in pieno centro, il pregiudicato Pasquale Tufano.

Viene data notizia che la Procura di Roma, che già ha aperto due filoni di indagini sul progetto di ponte sullo Stretto di Messina, uno che riguarda l’impatto ambientale e un altro sulle infiltrazioni mafiose, indagherà anche sulle presunte irregolarità legate all’assegnazione dell’appalto: in una intercettazione telefonica tra l’ex presidente dell’Impregilo (la società che ha vinto l’appalto) Paolo Savona e l’economista Carlo Pelanda, quest’ultimo avrebbe detto di sapere che avrebbe vinto l’Impregilo e che a informarlo sarebbe stato Marcello Dell’Utri.


8 Novembre 2005
Ucciso con sette colpi di pistola, a Frattamaggiore (Na), Antonio Orefice.

Emessi dalla Procura di Palermo 34 ordini di custodia per persone accusate di traffico di droga, in Sicilia, altre regioni d’Italia, Spagna e Venezuela. L’indagine era partita nel 2001 e alcuni degli indagati sono già in carcere. Tra loro Ignazio Fontana arrestato nell’operazione contro i fiancheggiatori di Bernardo Provenzano e vice di Nicola Mandalà, capo della famiglia mafiosa di Villabate (Pa).


9 Novembre 2005
Candidati dell’Unione alle primarie per le elezioni regionali siciliane del 2006, Rita Borsellino, candidata dalla società civile e da partiti dell’opposizione, con l’appoggio dei Ds, e Ferdinando Latteri, candidato dalla Margherita.


10 Novembre 2005
Arrestato a Bardonecchia (To) l’imprenditore libanese Nicolas Barghout, accusato di riciclaggio e di truffa ai danni della Banca Sella. In carcere anche il direttore dell’agenzia di Oulx (To), Roberto Sossello, che avrebbe “coperto” per mesi le operazioni finanziarie dell’imprenditore.


11 Novembre 2005
Confermati a Catania, nel processo d’appello “Orione”, 24 ergastoli per appartenenti alla cosca Santapaola accusati di 23 omicidi.


12 Novembre 2005
Liberato per decisione della Corte di Cassazione, perché sono scaduti i termini di custodia cautelare, Pietro Lo Iacono, in carcere con l’accusa di essere il rappresentante di Bernardo Provenzano a Bagheria (Pa) e per il quale la Procura aveva chiesto una condanna a 15 anni.

Arrestate 42 persone in un’operazione antidroga ad Asti. In carcere o agli arresti domiciliari molti appartenenti alla borghesia della città.


14 Novembre 2005
Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, sotto processo per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra, fa stampare manifesti e cartelloni con lo slogan: «La mafia fa schifo. Difendiamo le nostre libertà».


15 Novembre 2005
Arrestato a Marsala (Tp), con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, David Costa, deputato alla Regione siciliana per l’Udc e ex assessore della Giunta regionale. Già indagato e interrogato nell’aprile del 2004, a Costa viene contestato di avere detto il falso sul suo legame con alcuni appartenenti al clan di Marsala, in particolare con Davide Mannirà. In seguito alle indagini su politica e mafia a Marsala e agli ultimi arresti di uomini politici, 16 consiglieri comunali decidono di dimettersi provocando l’autoscioglimento del Consiglio. Il 19/11/2005 l’associazione Libera organizzerà una manifestazione.

Ucciso a Castelvenere (Benevento) il comandante dei vigili urbani, Giuseppe Coletta, che era stato sospeso dal servizio in seguito a un coinvolgimento in un’inchiesta della Dda di Napoli.

Arrestati a Locri 4 giovani ritenuti sicari del clan dei Cordì. Tra loro Antonio Dessì, fidanzato con la figlia di uno dei Cordì.


17 Novembre 2005
Al processo che si apre a Palermo contro 72 imputati di aver favorito Bernardo Provenzano, si costituiscono parte civile nove associazioni antiracket e di imprenditori, il Comune di Bagheria (Pa), la Provincia di Palermo e la Asl 6, danneggiata per avere dovuto affrontare le spese della doppia operazione cui è stato sottoposto Provenzano in Francia, dove si presentò con il falso nome di Gaspare Troia. Polemiche perché non si è costituita la Regione, che dopo qualche giorno trasmette all’Avvocatura distrettuale dello Stato il fascicolo per la richiesta di costituzione.

Concluso a Cosenza il processo nato dalle indagini su infiltrazioni mafiose nei lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Condannati 8 dei 49 imputati. Assolti funzionari e dirigenti dell’Anas.


18 Novembre 2005
Si suicida a Messina l’imprenditore Michelangelo Alfano, originario di Bagheria (Pa). Coinvolto in indagini sulla mafia della Procura di Messina, aveva avuto condanne con la sospensione della pena. La Cassazione ultimamente aveva annullato un provvedimento del Tribunale del riesame che dichiarava non eseguibile un ordine di custodia nei suoi confronti. In una lettera ai familiari dichiara di non poter sopportare di tornare in carcere.

Arrestata a Napoli Anna Mondariello, di 73 anni, che guidava una banda di spacciatori di cocaina collegata con il clan dei Di Lauro, con cui l’anziana era imparentata.


21 Novembre 2005
Arrestato a Misilmeri (Pa) Antonino Baiamonte, operaio della Fiat di Termini Imerese (Pa), accusato di aver favorito la latitanza dei capimafia Totino Sciarrabba e Benedetto Spera, di fare il “postino” per Bernardo Provenzano e di incassare il denaro della cosca.

Uccisi a Mazzarino (Cl) Luca Giordano e Salvatore La Leggia, netturbini incensurati, impiegati di un’azienda di Gela che ha in gestione il servizio rifiuti a Mazzarino. Il 4 ottobre scorso era stato ucciso il loro collega Liborio Ghianda, che negli anni Ottanta era scampato ad un agguato e che si pensa possa essere stato vicino alla Stidda.


22 Novembre 2005
Arrestate a Riesi (Cl) 42 persone in un’operazione, denominata “Odessa”, nata da un’inchiesta della Dda di Caltanissetta. In carcere componenti della cosca capeggiata dai fratelli Cammarata, da tempo dominante e legata ai “corleonesi”, e di quella dei Tabbì, cosiddetti “ribelli”. Grazie alle indagini sono stati sventati gli omicidi di Francesco Cammarata e di Francesco Tabbì, ritenuto il capo dei “ribelli” assieme a Giuseppe Tardanico. Tra gli arrestati Giuseppe Cammarata, che portava agli altri affiliati gli ordini del padre Pino, in carcere con il 41 bis assieme al fratello Vincenzo; Maria Catena Cammarata, già arrestata nel 1996 e condannata per associazione mafiosa, ora accusata di fare da tramite con i fratelli e di avere il compito di “cassiera” della cosca. Arrestati anche il presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Giannone, eletto nelle liste dell’Udc, e Giuseppe Giovanni Laurino, responsabile di una ditta di calcestruzzi. Tra le aziende taglieggiate c’è la Zonin, costretta, come altre società, ad assumere personale imposto dai mafiosi. In seguito all’arresto di Giannone, ma anche ai sospetti di infiltrazioni mafiose nel Consiglio comunale, si dimetteranno 17 consiglieri (su 20) .

Ucciso a Saviano (Na) il pregiudicato Felice Gaita.


24 Novembre 2005
Arrestato l’imprenditore edile Francesco Pace di Paceco (Tp) considerato il successore del capomafia Vincenzo Virga, arrestato nel 2001. Con lui sono stati arrestati gli imprenditori Antonino Birrittella e Tommaso Coppola che, con Pace, controllavano la gestione degli appalti pubblici e dei subappalti e imponevano estorsioni alle imprese, e inoltre Antonio Spezia, accusato di concorso in associazione mafiosa. Pace e Birrittella, dopo aver tentato di fare fallire l’impresa “Calcestruzzi ericina” (che era stata confiscata a Virga e era passata all’amministrazione controllata), costringendo le imprese edili a non acquistarne il prodotto, stavano per comprarla al prezzo di 400 mila euro, stima notevolmente al ribasso fatta da un funzionario per il Demanio compiacente.

Secondo il rapporto annuale dell’Agenzia europea per le droghe e le tossicodipendenze, è in aumento il consumo della cocaina: l’Italia è al terzo posto, dopo Gran Bretagna e Spagna.

Sciolti i consigli comunali di Torretta (Pa), per infiltrazione mafiosa, e di Nettuno (Roma), per infiltrazioni della ’ndrangheta.


25 Novembre 2005
Confermate dalla Cassazione le condanne all’ergastolo per il capomafia Tommaso Spadaro, come mandante, e per Giuseppe Lucchese, come esecutore dell’assassinio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella, ucciso il 10 settembre 1981 a Palermo.

Intimidazione mafiosa contro il sindaco di Buccinasco (Mi), Maurizio Carbonera, e contro due funzionari dell’ufficio tecnico: nel parco comunale sono state poste tre croci e in municipio qualcuno ha inviato una lettera con minacce. Nei giorni scorsi era già stata bruciata due volte l’auto del sindaco e una settimana fa, quando erano stati appesi da tutti i partiti degli striscioni con la scritta “No intimidazioni, sì legalità”, nella notte la scritta era stata sostituita con “Sì intimidazioni, no legalità”. Nel paese è forte la presenza della ’ndrangheta originaria di Platì (RC).


26 Novembre 2005
Pubblicata sul “Giornale di Sicilia” una lunga intervista del presidente della sezione siciliana della Confindustria, l’imprenditore Giuseppe Costanzo, che proporrà alla convention degli imprenditori italiana che si aprirà a Taormina (Me) il 28 prossimo un documento sulla questione morale nella politica siciliana .


28 Novembre 2005
Condannato a 18 anni di reclusione Luigi Pesce, reo confesso degli omicidi dei giovani Luigi Sequino e Paolo Castaldi, uccisi per errore a Napoli l’11 agosto del 2000 perché scambiati per guardaspalle del capocamorra Rosario Marra.


29 Novembre 2005
La Corte d’appello di Palermo cancella l’ergastolo per Francesco Nangano, accusato di aver partecipato ad un omicidio nel 1985. Nangano nel 2001 era stato assolto dall’accusa di essere legato alla cosca del rione Brancaccio.


30 Novembre 2005
Arrestato a Rosarno Salvatore Pesce, ritenuto capo dell’omonima famiglia della ’ndrangheta. Latitante da un anno, si nascondeva in un bunker ricavato in un terreno di proprietà della madre.

Confiscati beni per 2.000 milioni di euro (poco meno di 4.000 miliardi di lire) al costruttore palermitano Vincenzo Piazza, condannato negli anni Novanta per associazione mafiosa perché ritenuto prestanome di capimafia, con cui sarebbe stato in affari sin dagli anni Sessanta.




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