Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

Homepage . Ricerca

Precedente Successivo

1 Novembre 2003
Ucciso a Sanicandro Garganico (Foggia) Antonio Tarantino. Due suoi fratelli, Carmine e Luigi, erano stati uccisi rispettivamente il 5 dicembre 2002 e il 3 settembre scorso. Sono 33 gli omicidi in provincia di Foggia dall’inizio dell’anno e Antonio Tarantino è la quarta vittima del 2003 della faida, che dura da un ventennio, tra le famiglie di allevatori Tarantino e Ciaravella.


2 Novembre 2003
Ucciso a San Felice a Cancello (Caserta) il sorvegliato speciale Luigi Villanova, ritenuto appartenente ad uno dei clan della zona.


3 Novembre 2003
Sequestrati a Gioia Tauro (RC) 350 chili di cocaina colombiana, nascosta in bidoni di succo di ananas che si trovavano su un mercantile proveniente dalla Costarica.


4 Novembre 2003
Ucciso in un agguato a Rosarno (RC) il palermitano incensurato Marcello Maria e ferito un altro palermitano, Luca Mascari. Gli inquirenti pensano ad un regolamento di conti tra trafficanti di droga.

Arrestato a Mussomeli (Cl) l’imprenditore edile Vincenzo Frangiamore, ritenuto esponente della cosca mafiosa del paese.

Sequestrati beni per circa 4 milioni di euro a presunti prestanome del capomafia di Partinico (Pa) Vito Vitale.


5 Novembre 2003
Arrestati, su richiesta della Dda di Palermo, l’imprenditore di Bagheria Michele Aiello, titolare di aziende edili e di una modernissima clinica, dove si sospetta sia stato ricoverato per un certo periodo Bernardo Provenzano; il maresciallo della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro, distaccato presso l’ufficio del pm Antonio Ingroia, e il maresciallo dei carabinieri del Ros Giorgio Riolo. Su Aiello la Procura aveva cominciato ad indagare già alla fine degli anni novanta quando un collaboratore di giustizia lo aveva indicato come favoreggiatore di Provenzano. Le indagini sono riprese dopo le dichiarazioni dell’ex capomafia di Caccamo Nino Giuffrè, nel cui nascondiglio sono stati trovati alcuni biglietti scritti da Provenzano in cui si fa riferimento a appalti gestiti da Aiello. Ma l’imprenditore avrebbe avuto rapporti anche con altri capimafia, come i fratelli Rinella di Trabia (Pa) e Nicolò Eucaliptus, di Bagheria, in libertà per decorrenza dei termini ma sotto processo per omicidio. Inoltre tra i più fidati collaboratori di Aiello c’è Paola Mesi, amministratore unico di una società riconducibile all’imprenditore e sorella di Maria e Francesco Mesi, entrambi condannati per favoreggiamento nei riguardi del capomafia latitante del Trapanese Matteo Messina Denaro. I fratelli Mesi sono stati dipendenti di una società di Carlo Guttadauro, ritenuto esponente della cosca del quartiere Brancaccio di Palermo e fratello del medico e capomafia di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, attualmente in carcere, coinvolto in un’inchiesta su mafia e politica che ha portato all’arresto dell’ex assessore comunale alla Sanità e esponente dell’Udc, Domenico Miceli, e in cui è indagato il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro. I marescialli Ciuro e Riolo sono accusati di avere informato Aiello delle indagini in corso. L’inchiesta su di loro si intreccia con quella sulla “talpa” che fece sapere a Guttadauro e Miceli che le loro conversazioni erano intercettate.

Rinviati a giudizio 26 appartenenti ai clan catanesi di Nitto Santapaola e Alfio Pulvirenti, accusati di una serie di omicidi compiuti tra il 1987 e il 1995.


7 Novembre 2003
Emessi 51 ordini di custodia cautelare per appartenenti al clan mafioso catanese dei “cursoti” di Santo Mazzei. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsione e tentato omicidio. Tra gli arrestati la moglie di Mazzei, Rosa Morace, accusata di avere fatto da tramite tra il marito, in carcere con il regime del 41 bis, e gli altri mafiosi.

Confiscati beni per circa 13 milioni di euro al capomafia di Palermo Tommaso Spadaro e a suoi prestanomi, tra cui i fratelli Tarantino che, secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Pasquale Di Filippo, genero di Spadaro, tra l’83 e il ’94 avrebbero ripulito 50 miliardi di vecchie lire, frutto del contrabbando di sigarette. Spadaro, che deve scontare una pena definitiva a trent’anni, si vantava di essere “l’Agnelli di Palermo” perché con il contrabbando avrebbe dato lavoro a oltre mille famiglie.


9 Novembre 2003
Emessi, su richiesta della Procura di Reggio Calabria, 23 ordini di custodia per trafficanti di eroina proveniente dalla Turchia. Gli arrestati facevano riferimento al clan Pesce di Rosarno (RC).

Ferita gravemente a Foggia Giuseppina Ferrante, moglie del pregiudicato attualmente in carcere Antonio Tedesco, fratello del boss Nicola ucciso nel settembre scorso.


11 Novembre 2003
Emessi ordini di custodia cautelare per 4 donne parenti del capomafia di Noto (Sr) Michele Crapula, indicato come appartenente al clan di Antonio Trigila. Si tratta della moglie di Crapula, Venera Magro, delle sue sorelle Angela e Barbara e della loro madre Vincenza Spugnetti, accusate di avere riciclato i proventi delle attività illecite. Il patrimonio, stimato in circa 3 milioni di euro, è stato sottoposto a sequestro nel luglio scorso.


13 Novembre 2003
Approvato dal Consiglio dei ministri il progetto di legge sulla droga presentato da Gianfranco Fini. Secondo la nuova normativa cade la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti; è considerato reato anche il semplice consumo di qualsiasi tipo di droga; viene ripristinata la “dose minima giornaliera” al di sotto della quale le sanzioni sono solo amministrative e per i possessori sono previsti programmi di recupero presso strutture pubbliche o private; le pene detentive per chi viene trovato in possesso di dosi maggiori prevedono da uno a sei anni di reclusione, ma possono arrivare anche a 20 anni.

Emessi, su richiesta della Dda di Reggio Calabria, 125 ordini di custodia cautelare, di cui 102 eseguiti, per persone ritenute appartenenti o vicine ai clan della ’ndrangheta di Platì. Tra gli arrestati ci sono due ex sindaci, tre ex segretari comunali, 13 ex consiglieri comunali, il comandante dei vigili urbani e 13 donne che assistevano i latitanti e partecipavano agli affari dei clan. Secondo il procuratore Nicola Gratteri «a Platì la ’ndrangheta controllava anche il respiro». Le indagini dei carabinieri hanno portato alla scoperta di una vera e propria città sotterranea che rendeva possibile la fuga dei latitanti. Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria revocherà 65 ordini di custodia su 93 presi in esame.

La Procura di Brescia chiede l’archiviazione dell’indagine per abuso d’ufficio sui pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo, perché non è stato rinvenuto nessun illecito. L’indagine era stata avviata in seguito ad un esposto presentato nel luglio scorso dal “Comitato per la giustizia”, un’associazione presieduta dall’avvocato Giacomo Borrione di Perugia, responsabile giustizia per Forza Italia in Umbria.


14 Novembre 2003
Arrestato in Senegal e estradato il capomafia di Partinico (Pa) Giovanni Bonomo, latitante dal 1996, condannato a nove anni per associazione mafiosa e accusato di due omicidi. Nel 2001 gli sono stati confiscati beni per circa 45 miliardi di lire. Rimane latitante il genero, Giuseppe Gelardi, condannato a sei anni per associazione mafiosa.


15 Novembre 2003
Ucciso a Valenzano (Ba) il giovane Danilo Abiuso, ritenuto affiliato al clan Strisciuglio.


16 Novembre 2003
Arrestati dalla polizia di Bergamo due trafficanti di origine pugliese trovati in possesso di due chili e mezzo di cocaina.


17 Novembre 2003
Bocciata dalla Corte di Cassazione la richiesta di trasferimento ad altra sede del processo Sme, avanzata dai legali di Cesare Previti in base alla legge Cirami.


19 Novembre 2003
Arrestate a Roma 19 persone con l’accusa di traffico di droga e sfruttamento della prostituzione. Gli arrestati sono attori, imprenditori, politici, uomini d’affari e i pregiudicati Giuseppe e Marco Martello che sarebbero stati i fornitori di cocaina. Il provvedimento riguarda anche due guardie di finanza appartenenti alla scorta del senatore a vita Emilio Colombo, il quale dichiarerà al magistrato che da qualche anno assume cocaina a scopo terapeutico e che i due finanzieri si limitavano a eseguire le sue istruzioni.


20 Novembre 2003
Arrestato a Caracas, dalla polizia venezuelana con la collaborazione dei carabinieri italiani, il latitante Vincenzo Spezia, originario di Campobello di Mazara (Tp), figlio del capomafia Nunzio attualmente in carcere per una condanna all’ergastolo per omicidio. La presenza a Caracas di Vincenzo Spezia, che deve scontare una condanna a 14 anni per associazione mafiosa, era stata segnalata un anno fa. Il suo arresto è avvenuto qualche giorno dopo un sequestro ai danni di un imprenditore, che Spezia avrebbe compiuto assieme ad un complice e con il favoreggiamento di due donne. Sembra che in Venezuela si nascondano diversi mafiosi siciliani provenienti dal Trapanese.

Concluso a Palermo il processo d’appello denominato “Tempesta” per mafiosi accusati di oltre cento omicidi compiuti negli anni ’70 e ’80: 68 gli ergastoli, nove in più del primo grado, e 27 condanne (dai 30 agli otto anni).


21 Novembre 2003
Condannati a sei anni per associazione mafiosa i fratelli Francesco e Placido Pravatà, di Roccapalumba (Pa), accusati di avere aiutato Nino Giuffrè durante la latitanza e di essere vicini a Bernardo Provenzano, che avrebbero ospitato per un certo periodo.

Ucciso a Borgetto (Pa) il pregiudicato Pietro Di Simone, che si trovava nel paese in libertà vigilata dopo avere scontato 25 anni per un sequestro di persona compiuto in Toscana.


22 Novembre 2003
Si conclude a Milano il processo Sme - Lodo Mondadori. Per il processo Sme vengono assolti tutti gli imputati «perché il fatto non sussiste». Per il processo per corruzione per il Lodo Mondadori vengono condannati: Cesare Previti a cinque anni, Attilio Pacifico a quattro anni, Renato Squillante a otto anni, assolti Filippo Verde e gli altri imputati.

Arrestato a Palermo il professore, radiologo al Policlinico, Aldo Carcione, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato, il 5 novembre scorso, all’arresto dell’imprenditore di Bagheria Michele Aiello, accusato di associazione mafiosa. Carcione, che è cugino e socio di Aiello e che era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è accusato di avergli fornito notizie segrete sull’indagine, notizie che avrebbe ottenuto da una “talpa”, di cui ancora non si conosce l’identità.


23 Novembre 2003
Arrestate a Bari due persone che stavano trasportando con una barca 8 chili di eroina.


24 Novembre 2003
Depositate le motivazioni della sentenza con cui la Corte di Cassazione ha assolto Giulio Andreotti nel processo per l’omicidio di Mino Pecorelli. Secondo la Cassazione il caso doveva chiudersi già in primo grado con l’assoluzione di Andreotti, quando i giudici avevano «fatto corretta applicazione della garanzia estrema dell’oltre ogni ragionevole dubbio». Viene escluso il rinvio che «non potrebbe in alcun modo colmare la situazione di vuoto probatorio storicamente accertata» essendo le dichiarazioni di Tommaso Buscetta «rimaste prive di elementi esterni idonei a corroborarle, essendo esse l’unica fonte di prova e non delineandosi la possibilità di rinvenire ed utilizzare ulteriori emergenze processuali».


26 Novembre 2003
Arrestati a Palermo 16 bengalesi che avevano creato un’organizzazione, strutturata sul modello di Cosa nostra e taglieggiavano i loro connazionali, usando pestaggi e minacce di morte per intimidirli.


27 Novembre 2003
Arrestate a Palermo 10 persone accusate di traffico di droga dalla Turchia. Tra loro Francesco Paolo Bontade, studente universitario, figlio incensurato del capomafia Stefano Bontade ucciso nell’81 all’inizio della guerra di mafia.


28 Novembre 2003
Ucciso a San Sebastiano al Vesuvio (Na) in un agguato l’anziano Luigi Di Trino.


29 Novembre 2003
Arrestati su richiesta della Procura di Messina 38 presunti appartenenti alla mafia dei paesi dei Nebrodi, accusati di associazione mafiosa, omicidi, estorsione, favoreggiamento di latitanti. L’inchiesta si è avvalsa anche delle accuse di un imprenditore di Brolo (Me) taglieggiato e delle rivelazioni di collaboratori di giustizia palermitani. La mafia dei Nebrodi, infatti, avrebbe avuto collegamenti con mafiosi del Palermitano, attraverso Sebastiano Rampulla, capomafia di Mistretta (Me), fratello di Piero, l’uomo che avrebbe fornito ai “corleonesi” la carica di tritolo per la strage di Capaci.


30 Novembre 2003
Ferito gravemente a Boscoreale (Na), in un agguato, l’incensurato Francesco Nappi. Il figlio dodicenne che si trovava con lui è stato ferito di striscio.




Precedente Successivo

Foot

Copyright © 2008  Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato", Via Villa Sperlinga 15, I-90144 Palermo, Italia. TF 0916259789, Fax 0917301490
E-mail: csdgi@tin.it  Web: http:// www.centroimpastato.it/
  Documento modificato il: 01/02/2008
Questo sito web è stato realizzato grazie alla collaborazione di Renè Seindal, Nicola Alessi, Pippo Buzzetta e Pietro Santino
Questo sito è stato progettato per essere visitato con Internet Explorer 5.xx e 6.xx