Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

Cronologia
Fonti: 'Giornale di Sicilia', 'la Repubblica', 'Corriere della Sera', 'La Stampa'.

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2 Novembre 1998
Depositata la sentenza della Corte costituzionale sulla legge di modifica dell'articolo 513 del codice di procedura penale riguardante le dichiarazioni dei testimoni imputati di reato connesso. Secondo la riforma approvata nel luglio del '97, non potevano essere utilizzate le dichiarazioni che non fossero ripetute durante il dibattimento, a meno che non ci fosse l'accordo delle due parti. La Consulta ora sancisce che basterà l'iniziativa di una parte soltanto, solitamente il pm, per fare acquisire nel fascicolo del processo le dichiarazioni che però dovranno essere sottoposte al contraddittorio tra accusa e difesa. La sentenza riceve consensi nell'ambito della magistratura ma critiche da esponenti politici. Gli avvocati penalisti decidono una settimana di sciopero e una manifestazione a Roma il 13 novembre, iniziative che verranno duramente criticate dal Presidente Scalfaro suscitando aspre reazioni da parte del Polo.
Al processo a Marcello Dell'Utri che si svolge a Palermo il collaboratore di giustizia catanese Maurizio Avola, oltre a confermare dichiarazioni già rese su incontri tra l'imputato e Nitto Santapaola, rivela che Pier Francesco Pacini Battaglia nel settembre del '92 avrebbe incontrato a Roma uomini di Cosa nostra a cui avrebbe chiesto di uccidere Antonio Di Pietro. Il banchiere annuncia querela nei confronti di Avola affermando che a quell'epoca lui non era indagato e non sapeva neanche chi fosse Di Pietro.
Intimidazione a Giuseppina Ignaccolo, consig
liera comunale di Pachino (Sr) per Rifondazione. La polizia ritiene che il messaggio possa essere collegato all'attività della Ignaccolo nell'associazione antiracket del paese.
Rinviato a giudizio per associazione mafiosa Giovanni Vitale, il figlio sedicenne del capomafia di Partinico (Pa) Vito Vitale. Il processo inizierà il 30 novembre.
Depositata agli atti del processo All Iberian, contro l'ex giudice Renato Squillante, Cesare Previti e Silvio Berlusconi, la documentazione riguardante il denaro (17 miliardi) depositato nei conti cifrati svizzeri All Iberian e Polifemo. Secondo quanto dichiarato da un "cambista" di Lugano, il denaro in contanti sarebbe stato trasportato da "spalloni" in pacchi da 490 milioni alla volta.

3 Novembre 1998
Uccisi a Gugliano (Na), con diversi colpi di arma da fuoco, l'ex collaboratore di giustizia Sabatino Martino e un suo cugino omonimo anch'esso pregiudicato.
Emessi ordini di custodia per 10 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti di droga di Priolo, in provincia di Siracusa.
Feriti durante una sparatoria nel rione Pianura di Napoli il pregiudicato Alfonso Cerbone e un suo nipote quattordicenne.
A Palermo la Corte d'assise d'appello del processo contro alcuni mafiosi accusati di traffico d'armi tra la Sicilia e la Jugoslavia riduce la pena, da 21 a 12 anni, a Giovanni Brusca di cui i giudici hanno valutato positivamente il contributo nel dibattimento. Condannato a quattro anni Giuseppe Maniscalco che era stato assolto in primo grado ma che successivamente aveva collaborato autoaccusandosi e facendo trovare un arsenale di armi a San Giuseppe Jato.
Bocciata alla Camera la proposta di costituzione di una Commissione d'inchiesta sul fenomeno della corruzione.

4 Novembre 1998
Al processo per l'omicidio di Mino Pecorelli, il capo della polizia Fernando Masone depone a favore di Claudio Vitalone affermando di avere risolto assieme a lui molti casi relativi alla criminalità organizzata a Roma.
Arrestato il latitante Sebastiano Gaddone, accusato di aver fatto parte della banda responsabile del sequestro dell'imprenditore Ferruccio Checchi. Tutti gli altri componenti sono già detenuti.

5 Novembre 1998
Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per Raffaele Ganci, Nino Madonia, Antonio Rotolo, Pietro Salerno, Giuseppe Lucchese, Vincenzo Galatolo e i collaboratori Calogero Ganci e Francesco Paolo Anzelmo, accusati di essere i killer del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all'agente Domenico Russo. Secondo i collaboratori di giustizia, che scagionano i mafiosi catanesi, ad uccidere Dalla Chiesa furono soltanto killer palermitani scelti in modo da rappresentare le famiglie mafiose della città.
Arrestato a Rabat, in Marocco, il latitante palermitano Salvatore Graziano, presunto capomafia della cosca del quartiere San Lorenzo, accusato di associazione mafiosa, omicidi ed estorsioni.
Chiesto da Silvio Berlusconi al sostituto di Milano Pier Camillo Davigo un risarcimento di 5 miliardi per «l'inaudita gravità dell'aggressione al suo onore, alla sua immagine e alla sua reputazione» che avrebbe subìto a causa dell'intervista rilasciata dal magistrato ad "America oggi", già oggetto di una richiesta di procedimento disciplinare da parte dell'ex ministro Giovanni Maria Flick. Davigo nell'intervista aveva dichiarato che Silvio Berlusconi, il 21 novembre del 1994, giorno in cui gli era stato notificato l'avviso di garanzia durante la Conferenza internazionale sulla criminalità, era già stato condannato per falso in bilancio, mentre Berlusconi a quella data non aveva subìto alcuna condanna.
Ucciso in prigione in Colombia l'ex narcotrafficante Helmer Herrera, da un altro detenuto che gli ha sparato alla testa durante l'ora d'aria. Herrera aveva testimoniato contro 35 narcotrafficanti per ottenere una riduzione di pena.

6 Novembre 1998
Trovati al Cantiere navale di Palermo dei volantini, firmati «l'amici», contenenti intimidazioni e minacce nei riguardi di Gioacchino Basile, dell'operaio in pensione Sebastiano Saiola e dell'impiegato Gaspare Miraglia.
Arrestate a Palermo 10 persone appartenenti ad un'organizzazione di trafficanti di eroina , di cui alcune vicine a Cosa nostra. Uno di loro, Michele Vitale, è un paraplegico utilizzato come corriere perché ritenuto insospettabile. Nei suoi spostamenti Vitale era accompagnato da una ragazza, Antonella Milione, anch'essa arrestata.
A Prato liberati dai poliziotti un uomo e una donna che erano stati rapiti in Turchia, secondo gli inquirenti, dalla mafia cinese che aveva chiesto un riscatto alle famiglie. Arrestati 4 emissari della banda. In Italia sarebbero presenti tre famiglie della Triade cinese, a Milano, Roma e Firenze, con succursali in Versilia, a Prato ed Empoli. Le attività principali sono il traffico dei clandestini, il gioco d'azzardo, le estorsioni e il riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di droga.

7 Novembre 1998
Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per il tenente dei carabinieri Carmelo Canale, stretto collaboratore di Paolo Borsellino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Le indagini su Canale erano iniziate dopo che alcuni collaboratori avevano parlato di lui come una delle "talpe" di Cosa nostra all'interno dell'Arma dei carabinieri. A queste dichiarazioni Canale aveva risposto ipotizzando un complotto per screditare lui e suo cognato, il maresciallo Antonino Lombardo, suicidatasi dopo le accuse fatte contro di lui, durante una trasmissione televisiva, dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando e dal sindaco di Terrasini Manlio Mele. Oltre che per Canale è stato chiesto il rinvio a giudizio, con la stessa accusa, per il primario del pronto soccorso di Marsala Giuseppe Pandolfo e, con l'accusa di associazione mafiosa, per il collaboratore di giustizia Vincenzo Sinacori e per un presunto mafioso di Salemi, Gaspare Casciolo. Pandolfo, Sinacori e Casciolo sarebbero stati gli intermediari tra Canale e le cosche di Marsala e Salemi.
Ucciso a Villaseta (frazione di Agrigento) il giovane pregiudicato Antonio Lombardo.

8 Novembre 1998
Ucciso a Borgetto (Pa) Vito Giambrone, indiziato mafioso e ritenuto legato alla cosca del capomafia di Partinico, Vito Vitale. Un fratello dell'ucciso, Giuseppe, è stato arrestato assieme a Vitale lo scorso aprile. Secondo gli inquirenti l'omicidio potrebbe essere stato ordinato dal mafioso Filippo Anania (che è stato arrestato due settimane fa per degli omicidi di mafia) ex alleato di Nenè Geraci, il vecchio capomafia di Partinico eliminato da Vitale.
Manifestazione con tremila persone a Caccamo (Pa) a un mese dall'assassinio del sindacalista dell'Uil ed ex consigliere provinciale Mico Geraci, a cui è stata intitolata la sede dell'Uil del paese.
Ferita gravemente a Perugia con un colpo di pistola, Rosalba Mellace originaria di Crotone, pregiudicata per reati contro il patrimonio e per spaccio di droga, che morirà il giorno dopo. Viene sospettato dell'omicidio e fermato il pregiudicato di Mazara del Vallo Vincenzo Cucchiara che nell'87 era stato arrestato per un omicidio e due tentati omicidi.
Nelle campagne di Salemi (Tp) trovato ucciso a colpi di pietra il bracciante incensurato Benedetto Ganci.

9 Novembre 1998
Depositata la sentenza di condanna per Silvio Berlusconi nel processo "All Iberian" per i finanziamenti occulti al Psi.
Trovato morto a Trabia (Pa), colpito con diversi colpi di pistola, il giovane Filippo Lo Coco che era scomparso da alcuni giorni.
Arrestato a Milano l'urbanista Roberto Almagioni, consulente del gruppo dei Ds alla Regione Lombardia, con l'accusa di avere preso 50 milioni per la lottizzazione dell'area ex Iso Rivolta a Bresso, per la quale il 15 ottobre era stato arrestato l'assessore di Forza Italia Giovanni Terzi.

10 Novembre 1998
Arrestate nelle province di Palermo, Caltanissetta, Messina e Catania 39 persone ritenute appartenenti alla cosca di Bernardo Provenzano o a cosche alleate. L\'operazione, denominata \"Grande Oriente\", conclude un\'inchiesta nata nel \'95 dalle dichiarazioni di un confidente dei carabinieri, Luigi Ilardo, cugino di Giuseppe \"Piddu\" Madonia, ucciso il 10 maggio del \'96 un\'ora dopo un incontro a Catania con l\'ufficiale del Ros Michele Riccio. Tra gliarrestati Leonardo Greco, ritenuto il capofamiglia di Bagheria (Pa), e il fratello Nicolò; il costruttore Vincenzo Giammanco, nipote del senatore Ignazio Mineo, ucciso nell\'84, e del presunto capomafia di Bagheria Antonino Mineo, ucciso nell\'aprile dell\'89; Gaetano e Vincenzo Cavallotti, di Belmonte Mezzagno (Pa), titolari di aziende specializzate in lavori di metanizzazione ancora in attività in diversi centri della Sicilia (verranno assolti dalla Corte d\'assise di Palermo il 21 marzo 2001); nel Nisseno diversi appartenenti alla cosca di \"Piddu\" Madonia, tra cui Giovanna Santoro e Maria Stella Madonia, moglie e sorella del capomafia, che, secondo gli inquirenti, avrebbero gestito gli affari della cosca dopo il suo arresto. L\'ordinanza riguarda pure Bernardo Provenzano e Salvatore Ferro di Canicattì che sono rimasti latitanti e 10 persone già in carcere appartenenti alla cosca catanese di Santo Mazzei, alleata a quella di Vito Vitale. Tra le carte acquisite dagli inquirenti ci sono alcune lettere tra Ilardo e Provenzano. Alcune si riferiscono ad una richiesta di protezione da parte della direzione dell\'acciaieria Megara di Catania, i cui dirigenti hanno smentito di avere subìto estorsioni. Ma gli inquirenti sospettano che Ilardo possa essere stato ucciso per una somma che il confidente avrebbe estorto alla Megara senza consegnarla alla cosca. Nelle lettere si parla anche di appalti di imprese che stanno eseguendo lavori per la metanizzazione nell\'Isola e di estorsioni.
Trovato morto nelle campagne tra Marsala e Mazara del Vallo (Tp) il latitante Francesco Gangitano, accusato di essere affiliato alla cosca di Vincenzo Sinacori.
Feriti gravemente a Trapani il giovane commerciante Angelo Clavo e il nipote diciassettenne Ciro, entrambi originari di Ercolano (Na). Sono rispettivamente fratello e figlio di Gerardo Clavo ucciso nel \'96 e ritenuto affiliato al clan Ascione. Il ragazzo è in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti.
Arrestata a Roma Giacchina Costa, moglie di Benedetto Spadaro, uno dei principali capimafia di Siracusa che sta scontando 20 anni per traffico internazionale di droga. Anche la donna è accusata di traffico di droga e deve scontare una condanna a 3 anni.

11 Novembre 1998
Chiesta dal ministro della Giustizia Oliviero Di Liberto l'approvazione alla Camera della legge che abolisce l'ergastolo, già approvata al Senato.
Arrestato a Palermo il giovane incensurato Francesco Levantino di Caltanissetta, trovato con un chilo di eroina.

12 Novembre 1998
Chiesto dal pm veneziano Carlo Nordio il rinvio a giudizio per 98 dirigenti del Pci-Pds e delle Coop accusati a vario titolo di corruzione, falso in bilancio, bancarotta e sottrazione di fondi pubblici. Nordio ha chiesto l'archiviazione per Achille Occhetto, Massimo D'Alema e Bettino Craxi non avendo trovato prove per concludere che, come segretari di partito, non potevano non essere a conoscenza dei finanziamenti illeciti.
Arrestate per ordine della Procura di Napoli 40 persone tra cui esponenti della camorra, della 'ndrangheta, della banda della Magliana, titolari di esercizi commerciali, intermediari d'affari, un funzionario di banca, un ispettore di polizia e un ex maresciallo dei carabinieri. Le accuse vanno dal traffico e spaccio di droga all'associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione di banconote, certificati di deposito e titoli di credito.
Arrestato a Catanzaro l'ex collaboratore di giustizia Salvatore Catrambone, accusato di traffico di droga.

13 Novembre 1998
Inseriti nei verbali del processo d'appello in corso a Caltanissetta contro Pietro Scotto, Vincenzo Orofino e Salvatore Profeta, condannati all'ergastolo con l'accusa di aver partecipato alla strage di via D'Amelio, alcuni appunti scritti a mano, riguardanti la strage, che erano in possesso dell'ex collaboratore Vincenzo Scarantino. Secondo il legale che li ha depositati sarebbero la prova che c'è stato «un suggeritore» per le dichiarazioni rese da Scarantino durante l'inchiesta.
Ferito a colpi di fucile ad Acate (Rg) l'incensurato Carmelo Città. Secondo gli inquirenti l'agguato sarebbe maturato nell'ambiente delle corse clandestine dei cavalli.
Resa nota una lettera di Salvatore Grigoli, killer di padre Pino Puglisi, con cui chiede «perdono a Palermo per i suoi errori».

14 Novembre 1998
Ucciso a colpi di arma da fuoco a Castellammare del Golfo (Tp) l'ambulante incensurato Pietro Sclafani.

15 Novembre 1998
Reso noto che tra le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia utilizzate nell'inchiesta che ha portato all'operazione "Grande Oriente" contro la cosca di Bernardo Provenzano, alcune riguardano progetti di riciclaggio di denaro con investimenti nei Paesi dell'Europa dell'Est.

16 Novembre 1998
Al processo in corso a Catania contro Giuseppe Meli, Salvatore e Maurizio Infuso, accusati di avere compiuto estorsioni ai danni di Salvatore Frazzetto, il gioielliere di Niscemi (Cl) ucciso assieme al figlio Giacomo il 17 ottobre 1996, Chiara Frazzetto ha ribadito le accuse già fatte dalla madre, Agata Azzolina, suicidatasi il 22 marzo dell'anno scorso. La Azzolina aveva indicato nei due fratelli Infuso gli autori del duplice omicidio.

17 Novembre 1998
Emessi su richiesta della Procura di Palermo ordini di custodia cautelare per Bernardo Provenzano, Totò Riina, Pippo Calò, Francesco Madonia, Giuseppe Farinella, Bernardo Brusca, Antonino Geraci, Michele Greco e Matteo Motisi ritenuti responsabili dell'omicidio di Mario Francese, il giornalista del "Giornale di Sicilia" ucciso il 26 gennaio 1979. Secondo la Procura l'omicidio venne deciso dai "corleonesi" perché il giornalista era ritenuto troppo pericoloso per le sue inchieste, specialmente quella che riguardava la costruzione della diga Garcia e l'omicidio del colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, ucciso assieme al suo amico Filippo Costa il 20 agosto 1977. Nella richiesta si fa riferimento a dichiarazioni di collaboratori di giustizia su presunti rapporti di amicizia o conoscenza di Federico Ardizzone, per anni consigliere delegato o presidente del consiglio di amministrazione del quotidiano, con Michele Greco, Tommaso Spadaro e Stefano Bontate, del giornalista Pippo Montaperto con Stefano Bontate e Mimmo Teresi, e del giornalista Giuseppe Sottile con i cugini Salvo. L'Associazione siciliana della stampa decide di costituirsi parte civile.
Al processo per mafia contro Giulio Andreotti, il senatore ha ammesso di essersi incontrato con Michele Sindona, ma che furono tutti incontri «istituzionali», avvenuti alla fine degli anni '50, quando il finanziere gli venne presentato dalla Camera di Commercio di Milano «in termini fortemente positivi»; di aver conosc
iuto Licio Gelli come direttore di una fabbrica di materassi e di averlo incontrato poi a Buenos Aires, scoprendo che era diventato intermediario del governo argentino per i rapporti con l'Italia.
Ucciso a Palma di Montechiaro (Ag) con nove colpi di pistola l'agente penitenziario Antonio Condello. Di recente aveva prestato servizio nel padiglione del carcere di Agrigento in cui sono rinchiusi mafiosi sottoposti al regime del 41 bis.
Gambizzato a Reggio Calabria il medico Carlo Colella della direzione nazionale dei Socialisti democratici italiani.

18 Novembre 1998
Denunciata a Piedimonte San Germano (Fr), dalla madre Rosa Forlini, la scomparsa del figlio Mauro di undici anni. La donna, separata dal marito Francesco Iavarone (trasferitosi da tempo per lavoro in Germania), era stata arrestata l'estate scorsa assieme ad altre 11 persone accusate di estorsione per conto di un clan camorristico del Casertano, e rilasciata un mese fa. Tra le ipotesi degli inquirenti la possibilità che il piccolo sia stato rapito per un atto di ritorsione verso la madre (ma si pensa anche ad un caso di pedofilia). Il cadavere del bambino verrà ritrovato il 21 novembre a venti chilometri dal paese. Successivamente verranno arrestati i due fratelli nomadi Denis e Fardi Bogdan e i due minorenni Claudio T. ed Erik Schertzberger, dopo la confessione di quest'ultimo che dichiarerà in un primo momento che Mauro è stato ucciso perché parlava troppo e successivamente perché il ragazzo non aveva consegnato una somma di denaro ottenuta spacciando droga. La madre nega che il figlio fosse uno spacciatore.

19 Novembre 1998
Trovati imbrattati con della vernice nera alcuni mosaici della villa romana del Casale a Piazza Armerina (En). E' il terzo atto vandalico dopo quelli del settembre '95 e del maggio '98. Una delle ipotesi è che sia una vendetta delle organizzazioni criminali interessate al commercio di reperti archeologici. Successivamente si viene a sapere che c'è stato un tentativo di incendio nella casa di campagna del caposervizio della vigilanza del parco archeologico, presumibilmente avvenuto tra martedì e mercoledì, e che sono stati tagliati cinquanta alberi da frutto.
Trovate vicino al Cantiere navale di Palermo due auto rubate nel cui interno c'erano delle lettere anonime indirizzate al Procuratore Gian Carlo Caselli e al capo della Squadra mobile Guido Marino. In una c'era una "richiesta d'aiuto" contro i sindacati: «Fate presto, siamo in pericolo, vittime dei sindacati e della Fincantieri»; nell'altra un elenco di nomi di sindacalisti e dirigenti dello stabilimento indicati come «collusi».
Al processo contro Calogero Mannino, accusato di concorso in associazione mafiosa, Giovanni Brusca, imputato di reato connesso, dichiara che nel febbraio del '92 gli fu dato l'incarico da Salvatore Biondino, per conto di Totò Riina, di eliminare l'ex ministro. Sul perché di quella decisione, poi rientrata dopo la strage di Capaci, Brusca dichiara: «Penso che Mannino era una di quelle persone che prendevano tangenti, gestivano lavori e le loro clientele e poi parlavano male di noi ai giornali e alla televisione. Non so dire invece quali e se ci fossero dei rapporti tra Mannino e Cosa nostra di Sciacca. Siino mi diceva che Mannino era il collegamento con l'Agrigentino».
Emessi a Palermo 4 ordini di custodia, in seguito alle accuse di estorsione fatte da alcuni imprenditori e commercianti, per Vito e Carlo Biondino, fratelli del mafioso Salvatore arrestato assieme a Totò Riina, Giuseppe Lo Verde e Carmelo Biondo ritenuti appartenenti alla cosca del rione San Lorenzo e già in carcere perché coinvolte in un'operazione antiracket del luglio scorso.
Ucciso a San Marcellino (Caserta) il cittadino albanese Krenardo File Saleimani, pregiudicato per ricettazione di reperti archeologici.
Presentata a Palermo una petizione, accompagnata da 427 firme, perché venga tolta la zona rimozione in una strada dove abitano il pm Vittorio Teresi e il componente del Csm ed ex pm Gioacchino Natoli. Il divieto di sosta viene definito «una calamità» per le attività dei negozi e di una palestra della zona. Successivamente i firmatari dichiareranno di aver voluto evidenziare il problema pur nel rispetto per il lavoro svolto dai due magistrati.

20 Novembre 1998
Emessi dal gip di Catania, con l'accusa di traffico di droga, estorsioni, omicidio e tentato omicidio, 19 ordini di custodia (12 per persone già detenute) per presunti appartenenti alla cosca dei "cursoti" operante a Milano e, secondo gli inquirenti, ancora diretta da Jimmi Miano malgrado sia in carcere col regime del 41 bis.
Trovati nelle campagne vicino Catania i resti di Massimiliano Vinciguerra, il reggente del clan Mazzei scomparso nell'aprile scorso.
Arrestato nella repubblica di Santo Domingo il latitante Vincenzo Lubrano ritenuto il mandante dell'omicidio, avvenuto nell'83, di Francesco Imposimato, il sindacalista fratello dell'ex magistrato Ferdinando a quell'epoca impegnato nelle indagini sulla banda della Magliana.
Viene data notizia che ha deciso di collaborare con la giustizia il mafioso catanese Natale Di Raimondo, ritenuto uno dei "fedelissimi" di Nitto Santapaola.
Trovati allentati i bulloni di una ruota dell'auto dei vigili urbani di Palermo che scortavano Gioacchino Basile, il quale si dice sicuro che si tratti di una «manomissione» ai suoi danni.
Uccisa a San Pietroburgo, con diversi colpi di mitra, la deputata liberale Galina Starovojtova, molto vicina a Eltsin e mai sospettata di corruzione. Il suo assistente Ruslan Linkov è stato gravemente ferito. Si pensa ad una matrice prettamente politica, anche se non viene esclusa la responsabilità della criminalità organizzata, notevolmente cresciuta nella città negli ultimi anni. Successivamente viene data notizia che la deputata aveva chiesto la concessione dell'asilo politico per il leader del PKK (Partito comunista curdo) Abdullah Ocalan, che il 14 novembre era stato arrestato al suo ingresso in Italia.

21 Novembre 1998
Arrestate dal Gico, su richiesta della Dda di Roma, 6 persone in un'operazione, denominata "Omnia", contro un'organizzazione operante tra Roma e la Lombardia, composta da elementi legati alla banda della Magliana e alla 'ndrangheta calabrese. Altre 40 sono state denunciate
Confermata dalla Cassazione la sentenza della Corte d'assise di Caltanissetta, emessa il 16 luglio del 1994, a conclusione del processo contro 37 imputati accusati a vario titolo di 17 omicidi e 21 tentati omicidi a Gela (Cl) e in altri paesi del Nisseno e del Ragusano tra la fine degli anni ottanta e i primi dei novanta. Tra i condannati all'ergastolo i capimafia Carmelo Rapisarda, Emanuele Antonuccio, Aurelio Cavallo, Orazio Paolello, di Gela, e Carmelo Dominante di Vittoria.
Arrestato a Palermo, con l'accusa di concorso in associazione mafiosa e riciclaggio del denaro della mafia, il costruttore Pietro Lo Sicco, zio dell'imprenditore Innocenzo Lo Sicco, ora sotto protezione per avere denunciato i suoi estortori. A Pietro Lo Sicco sono stati sequestrati beni per 200 miliardi.
Recuperati in una banca di Chiasso altri 2 miliardi del sequestro Soffiantini che erano stati versati il 12 agosto e sarebbero dovuti pervenire in Australia a Giovanni Farina. Lo stesso giorno era stata depositata al Credit Suisse di Lugano un'altra parte del riscatto, anche questa recuperata, dall'avvocato Antonio Mannironi e da Biagio Zizi che sono stati arrestati per riciclaggio.

22 Novembre 1998
Ucciso a Bogotà l'agente statunitense della Dea (Drug Enforcement Adiministration) Frank Arnold Moreno. Secondo il comunicato ufficiale della Dea, che conta in Colombia circa duecento "consiglieri" per la lotta al traffico di cocaina, Moreno sarebbe stato ucciso durante una banale lite al bar.
Ferito gravemente a fucilate ad Avola (Sr) il bracciante agricolo incensurato Antonio Bruni.

23 Novembre 1998
Arrestato il questore di Milano, Francesco Forleo, accusato di omicidio e falso per l'uccisione del contrabbandiere Vito Ferrarese avvenuta durante un'operazione di polizia nel giugno del 1995, quando Forleo era questore a Brindisi. Ad accusare Forleo, che è stato il fondatore del sindacato di polizia Siulp e deputato per due legislature come indipendente nelle liste del Pci e del Pds, è Giorgio Oliva all'epoca capo della squadra catturandi. Contro il motoscafo furono lanciate bombe a mano e sparati diversi colpi. Poiché dall'autopsia emerse che il colpo mortale era venuto dalla pistola di Forleo, il capo della squadra mobile, Pietro Antonacci che aveva preso parte all'operazione, avrebbe chiesto a Oliva di prendersi la responsabilità dell'uccisione dichiarando di avere usato la pistola di Forleo dopo aver scaricato la sua. Inoltre, per giustificare l'uccisione di Ferrarese, gli ispettori Pasquale Filomena e Emanuele Carbone, su richiesta di Antonacci, avrebbero messo sul motoscafo una mitraglietta. L'inchiesta sull'omicidio è stata riaperta quando, nel marzo scorso, su richiesta della Dda di Lecce sono state arrestate una trentina di persone con l'accusa di associazione a delinquere, al termine di un'indagine che ha visto coinvolti diversi poliziotti, tra cui Filomena e Carbone, accusati di collusione con uomini della Sacra corona unita. Sembra, tra l'altro, che alcuni uomini della squadra mobile di Brindisi abbiano protetto la latitanza dei capi clan Benedetto Stano (poi catturato il 10 novembre del '96 e diventato collaboratore di giustizia) utilizzando le sue "soffiate" per operazioni di polizia, e Santo Vantaggiato, ucciso in un agguato il 16 settembre '98 a Bar (nel Montenegro).
Uccisi con diversi colpi di fucile a Raffadali (Ag) Salvatore Tuttolomondo, titolare di un'autoscuola e coinvolto qualche anno fa in un'inchiesta su tangenti per la concessione di patenti, e il suo amico Giovanni Alaimo.
Rinviato a giudizio dal gip di Perugia il banchiere Pier Francesco Pacini Battaglia, accusato di corruzione nell'ambito di uno dei tronconi dell'inchiesta "Tangentopoli due".

24 Novembre 1998
Inizia a Catania il processo "Ficodindia" a 117 imputati accusati di appartenere alla cosca dei Laudani e, a vario titolo, di venti omicidi, quattro tentati omicidi, rapine ed estorsioni e dell'attentato dinamitardo alla caserma dei carabinieri di Gravina avvenuto il 17 settembre del '93.
Inizia a Siracusa il processo "Piazza pulita" a 99 presunti affiliati al clan "Dominante" di Vittoria (Rg).

25 Novembre 1998
Si suicida nella sua cella nel carcere della Dogaia a Prato il collaboratore di giustizia Vincenzo Ricci di Napoli.

26 Novembre 1998
Inizia a Caltanissetta un nuovo processo per l'omicidio del consigliere istruttore di Palermo Rocco Chinnici, ucciso con un'autobomba il 29 luglio 1983 assieme al maresciallo Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Imputati tutti i componenti della cupola mafiosa, il dichiarante Giovanni Brusca e i collaboratori di giustizia Francesco Paolo Anzelmo, Calogero Ganci e Giovan Battista Ferrante.

27 Novembre 1998
Annullata dalla Cassazione per un vizio di forma, con rinvio alla Corte d'appello, la sentenza di condanna nel processo per le tangenti pagate dall'Enimont, per Bettino Craxi, accusato di avere preso sette miliardi e condannato a quattro anni, e Claudio Martelli, accusato di avere preso 500 milioni. La loro posizione era stata stralciata, mentre per gli altri imputati la sentenza è diventata definitiva.
Arrestate tra le province di Trapani e di Palermo, su richiesta del sostituto procuratore della Dda Marcello Viola, 21 persone accusate di fare parte della cosca dei Messina Denaro. Tra gli arrestati, di cui soltanto 6 con precedenti penali, l'impiegato di banca Salvatore Messina Denaro, che avrebbe assunto la direzione della cosca al posto del padre Francesco e del fratello Matteo latitanti. L'operazione, denominata "Progetto Belice", è stata anticipata perché gli inquirenti sono riusciti a sapere che la cosca stava preparando un omicidio e alcuni attentati dinamitardi.
Sequestrati a Giovanni Brusca beni immobili e terreni edificabili per circa 30 miliardi. I beni erano intestati ad una decina di prestanomi, ora sotto inchiesta per favoreggiamento e riciclaggio. Gli inquirenti hanno impiegato quasi due anni per riuscire ad individuare i beni e i prestanome, perché Brusca nelle sue dichiarazioni, adducendo vuoti di memoria, ha fornito soltanto i soprannomi dei suoi complici, tutti incensurati, e notizie poco precise su dove fossero le sue proprietà e quanto fossero estese.
Chiesto dalla Procura di Palermo il rinvio a giudizio per associazione mafiosa per il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice e per altre 19 persone, ritenute vicine alla cosca di Caccamo e accusate a vario titolo di associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione, traffico di droga e turbativa d'asta. Tra loro il presunto capomafia Giuseppe Panzeca, il medico Giorgio Ciaccio, Rosalia Stanfa moglie del capomafia latitante Nino Giuffrè, e Carlo Greco vice di Pietro Aglieri.
Trovato a Casandrino (Na) il cadavere di un uomo, non ancora identificato, che si trovava in una vettura data alle fiamme.
Al processo che si svolge a Palermo all'ex deputato di An Filiberto Scavone, accusato di concorso in associazione mafiosa, il collaboratore Tony Calvaruso dichiara che Leoluca Bagarella aveva deciso di uccidere Scavone perché, dopo essersi impegnato a fare "aggiustare " un processo, non ne aveva fatto niente e non aveva restituito il denaro che già aveva preso.

28 Novembre 1998
Arrestate a Roma 7 persone accusate di essere i referenti italiani della cosca Caruana-Cuntrera e di avere favorito la fuga e la latitanza di Pasquale Cuntrera. Tra gli arrestati, accusati anche di traffico di droga, i fratelli Vito e Vincenzo Triassi, originari di Siculiana (Ag) (il paese di origine dei Caruana e dei Cuntrera) ma residenti ad Ostia, sposati con le figlie del latitante Santo Caldarella condannato per associazione mafiosa assieme a Pasquale Cuntrera e Alfonso Caruana.
Sequestrati a Catania, nel quartiere considerato regno della cosca dei Piacenti "Ceusi", 100 chili di marijuana per un valore di oltre un miliardo di lire.
Arrestate a Bari 12 persone accusate di far parte dei clan Laraspata, Montani e Cardinale. Tra loro 5 donne.
Intimidazioni mafiose a Canicattì (Ag) dove sono state inviate lettere contenenti un proiettile al deputato della Rete Giuseppe Scozzari, al sindaco Antonio Scrimali, all'ex presidente del Consorzio idrico Marco Notarstefano e al direttore amministrativo della Usl di Agrigento Aldo Manganaro. Nei giorni precedenti era stata incendiata l'auto dell'assessore regionale Vincenzo Lo Giudice e inviate lettere di minacce ad altri uomini politici e al cronista del "Giornale di Sicilia" Pino Barbara.
Condannate dal Tribunale di Palermo 10 persone accusate di avere abusato di una cinquantina di minori del quartiere Albergheria. L'inchiesta era nata due anni fa dalle denunce dei sacerdoti e dei volontari del Centro sociale Santa Chiara. Condannati a vent'anni gli anziani Giuseppe Mercurio e Salvatore Maniscotti ritenuti responsabili delle violenze, a dieci la figlia di Maniscotti, Rosalia, e il marito Gaetano La Vecchia accusati di avere ceduto i propri figli, a diciotto anni Leonardo Runfolo accusato di avere filmato i rapporti sessuali e avere venduto le cassette, a diciotto e dodici anni Rosario e Giovanni Firemi anche loro accusati di avere fatto da operatori. I sacerdoti di Santa Chiara indicono una veglia di preghiera che viene disertata dagli abitanti del quartiere.

29 Novembre 1998
Trovato morto nel parco della Favorita a Palermo, ucciso con un colpo di pistola, l'anziano Giuseppe Guttilla, di cui era stata denunciata la scomparsa il 19 novembre.

30 Novembre 1998
Trovato morto nelle campagne di Castelvetrano (Tp), il latitante Francesco Messina Denaro, di cui l'autopsia rivelerà la morte naturale. L'anziano capomafia era malato da temp
o e, secondo quanto dichiarato da alcuni collaboratori, era curato dal medico Vincenzo Pandolfo anch'egli latitante. A segnalare al commissariato del paese il cadavere, che è stato trovato composto come per essere riposto nella bara, è stato il cognato Giovanni Santangelo. Evidentemente i familiari hanno utilizzato lo stratagemma del ritrovamento per potere celebrare i funerali e seppellirlo.
Trovata ucciso con un colpo di pistola alla bocca a Marianopoli (Cl) la guardia forestale Mario Giambra.
Ucciso dalla polizia ad Altopascio (Lu), durante un inseguimento, l'anzianoAchille Leonardini che non si era fermato all'alt dei poliziotti che avevano accertato che l'auto su cui si trovava era rubata. Il suo complice, che è stato identificato, è riuscito a scappare.


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