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Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - OnlusCronologia
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| 1 Gennaio 1998 | ||
| Danneggiata a San Giuseppe Jato (Pa), per un incendio doloso, la casa del collaboratore di giustizia Giuseppe Maniscalco, ex affiliato alla cosca di Balduccio Di Maggio. | ||
| 2 Gennaio 1998 | ||
| Arrestate ad Agrigento 39 persone, tra funzionari della motorizzazione e titolari di autoscuole, accusati di avere "venduto" nel periodo 1989-96 certificati per il rilascio di patenti con un giro di tangenti di circa 7 miliardi. Tutti gli arrestati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso materiale ed ideologico e truffa continuata. Altre 28 persone sono state denunciate a piede libero. | ||
| 3 Gennaio 1998 | ||
| Uccisi a Cinquefrondi (RC) due ragazzi, Davide Ladini di 17 anni e Saverio Ieraci di 13, e ferito Orazio Ieraci di 12 anni. Il delitto è avvenuto all'uscita da una sala giochi ad opera di killer arrivati con un'auto che è ripartita immediatamente. Il ragazzo ferito afferma di non avere visto gli assassini e di non sapere nulla. Al funerale il padre di Davide Ladini dirà che il figlio è morto «per una ragazzata» e che una ragazzata era stata pure la sparatoria in cui era rimasto coinvolto qualche anno fa il figlio più grande. Il giorno 6 gennaio circa 4.000 persone parteciperanno ad una manifestazione promossa dal sindaco, a cui hanno preso parte il vescovo della diocesi e alcuni sindaci di paesi vicini. Rinviate a giudizio dal gip di Palermo 20 persone, tra affiliati a Cosa nostra e alla 'ndrangheta, accusate di associazione mafiosa, traffico di armi e droga: ci sarebbe stato uno scambio tra consistenti partite di armi cedute dai calabresi in cambio di eroina e cocaina fornite dai siciliani. Aperto a Reggio Calabria il nuovo processo per l'omicidio del giudice Cesare Terranova e del maresciallo Lenin Mancuso, avvenuto il 25 settembre 1979. Imputati i componenti la cupola mafiosa. Precedentemente era stato giudicato ed assolto Luciano Liggio. Prosciolta dall'accusa di calunnia Rosetta Cerminara, la testimone dell'omicidio del sovrintendente di polizia Salvatore Aversa, ucciso assieme alla moglie, Lucia Precenzano, il 4 gennaio del 1992 a Lamezia Terme. La Cerminara era stata iscritta nel registro degli indagati perché alcuni collaboratori avevano accusato del delitto persone diverse da quelle riconosciute e accusate da lei. | ||
| 4 Gennaio 1998 | ||
| Ucciso a colpi di kalashnikov, in un bar di Marcianise (Caserta) Luigi Merola, ritenuto legato al clan camorristico dei Piccolo. | ||
| 5 Gennaio 1998 | ||
| Ucciso nel suo bar a Marcianise (Caserta) Raffaele Porfidia, incensurato ma ritenuto vicino al clan dei "mazzacane" che fa capo a Domenico Belforte, nemico storico dei Piccolo. Il prefetto di Caserta, Goffredo Sottile, ordina la chiusura serale dei locali pubblici di Marcianise fino al 26 gennaio. Ucciso a Milena (Cl), con un colpo di pistola alla testa, il giovane Salvatore Randazzo, figlio di Francesco che il collaboratore Leonardo Messina ha definito affiliato alla cosca di Milena e di Bompensiere. Trovato ucciso con due colpi di fucile, nelle campagne di Militello (Ct), il pastore incensurato Nunzio Merendino. Si pensa ad una faida tra pastori. | ||
| 6 Gennaio 1998 | ||
| Feriti lievemente nelle campagne di Gela (Cl) da alcuni colpi di fucile Maria Azzarelli, sorella di Emanuela più volte arrestata e nota per avere costituito qualche anno fa una banda di ragazzini, e il marito Giuseppe Alfieri imparentato con esponenti della criminalità locale. Il Ministero dell'Interno conferisce la medaglia d'oro alla memoria all'agente di polizia penitenziaria Giuseppe Montalto, ucciso a Trapani il 27 dicembre 1995. Arrestato negli Stati Uniti il latitante di Villabate (Pa) Antonino Vitale, ricercato dal marzo del '95 per associazione mafiosa e omicidio. A Partinico (Pa) attentato incendiario contro la villa di Elio Chimenti, ex senatore dc e segretario organizzativo regionale del Ppi. Denunciata la scomparsa a Barcellona (Me) del pregiudicato Sebastiano Mazzeo, indagato per reati di mafia. | ||
| 7 Gennaio 1998 | ||
| Rivelato dai collaboratori di giustizia Nicola Lazio e Michelangelo Camarda, ex appartenenti alla cosca di Balduccio Di Maggio, un progetto di attentato, con un'autobomba parcheggiata nel posteggio di fronte al palazzo di giustizia di Palermo, che doveva essere messo in atto nella primavera del '97 allo scopo di allontanare l'attenzione dalle attività criminali riprese da Di Maggio mentre era ancora considerato un collaboratore di giustizia. | ||
| 8 Gennaio 1998 | ||
| Uccisi nelle campagne di Poggioreale, un paese vicino a San Giuseppe Jato (Pa), Salvatore Prestigiacomo e il figlio Giuseppe, rispettivamente zio e cugino di Balduccio Di Maggio, ma anche suocero e cognato del collaborante Giuseppe La Rosa. Secondo gli investigatori il delitto potrebbe essere stato compiuto dai killer di Vito Vitale, capomafia latitante di Partinico. Ucciso a colpi di pistola a Somma Vesuviana (Na) l'artigiano Ugo Granato e ferito un suo amico, Alfonso D'Alessandro, da un giovane che, dopo aver compiuto uno scippo, voleva rubare la loro auto per scappare. Il giorno 16 il responsabile dell'omicidio, Sabato Auriemma, si suiciderà sotto gli occhi dei carabinieri andati ad arrestarlo a casa sua ad Avella in Irpinia. Auriemma era un piccolo pregiudicato per furto, rapina e atti di libidine. | ||
| 9 Gennaio 1998 | ||
| Viene data notizia che sono stati scarcerati, perché «la loro collaborazione è stata di alto valore», i collaboratori di giustizia Calogero Ganci e Giovan Battista Ferrante, autori confessi di decine di omicidi. La scarcerazione suscita reazioni tra i familiari di vittime di mafia. Arrestato nel porto di San Vito Lo Capo (Tp) il tedesco Klaus Christof Hohn, che con la sua barca a vela stava trasportando 4 quintali di marijuana, che sono stati sequestrati. L'arrestato trasportava la droga per conto di un'organizzazione di trafficanti con ramificazioni in Italia e altri paesi europei. Arrestati a Partinico (Pa) l'imprenditore Francesco Coppola, considerato prestanome del capomafia latitante Giovanni Bonomo, e l'ex funzionario della Sicilcassa ed ex presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa vinicola "Paladino", Benedetto Ferrara, fratello del sindaco di Alcamo. I due sono accusati di avere provocato il fallimento della cooperativa, successivamente rilevata da Coppola che è accusato anche di concorso in associazione mafiosa. Ucciso a Valderice (Tp) Michele Mancuso, forse per un regolamento di conti tra spacciatori. | ||
| 10 Gennaio 1998 | ||
| Nel discorso di apertura dell'anno giudiziario, il procuratore generale della Corte di Cassazione, Ferdinando Galli Fonseca, parlando della diffusione della droga che «risulta in espansione», afferma che «bisogna considerare con grande attenzione le nuove impostazioni criminologiche e terapeutiche condotte in alcuni paesi, mediante iniziative non di liberalizzazione ma di somministrazione controllata delle droghe, sulla base di prescrizioni mediche inserite in programmi di assistenza e di reinserimento dei tossicomani. Si può dire, infatti, che la delinquenza dei tossicomani, che tanto preoccupa la popolazione, è più conseguenza del regime proibitivo che degli effetti psichici prodotti dal consumo degli stupefacenti». La proposta provoca polemiche sia nel Polo che nell'Ulivo. Arrestato a Livorno il pregiudicato Raffaele Ferrara del clan camorristico dei Casalesi e latitante da due anni. Trovati nove proiettili di pistola davanti all'abitazione del sindaco di Partinico (Pa), Gigia Cannizzo, riconfermata alle elezioni di novembre e già più volte oggetto di intimidazioni. Per motivi di sicurezza la Cannizzo viene trasferita per qualche giorno in località segreta. | ||
| 11 Gennaio 1998 | ||
| Arrestati a Villasmundo (Sr) 3 immigrati clandestini che nascondevano in un casolare alcune armi e 120 chili di marijuana. Trovata l'auto del pastore di Riesi (Cl), Gaetano Carmelo Pirrello, scomparso da casa da tre giorni. Si pensa ad un caso di lupara bianca. Fermato a Roma Hashi Omar Hassan, uno dei somali, presunti vittime di militari italiani, venuti in Italia per testimoniare. Hassan è stato riconosciuto come l'autista del commando che uccise Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Dopo quattro anni riprende corpo l'ipotesi che a volere l'uccisione dei due giornalisti siano stati responsabili di un traffico d'armi. | ||
| 12 Gennaio 1998 | ||
| Respinta dalla giunta di Montecitorio per le autorizzazioni a procedere, con 10 voti contrari, 8 a favore e 2 astenzioni, la richiesta di arresto per Cesare Previti. Trovato ucciso a Mazzarino (Cl) con colpi di arma da fuoco il pregiudicato Eraldo D'Auria. Ferito a Palma di Montechiaro (Ag) il contadino Matteo Montana, che dichiara di essere rimasto colpito dallo scoppio di un ordigno trovato mentre zappava. Dopo due giorni gli inquirenti invece arresteranno lo "stiddaro" Giuseppe Chiazza, già denunciato per associazione mafiosa, che avrebbe sparato alla vittima con un fucile. | ||
| 13 Gennaio 1998 | ||
| Al processo per mafia contro Giulio Andreotti, l'imprenditore Benny D'Agostino, recentemente arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, riferisce di aver saputo che Andreotti e Michele Greco usavano incontrarsi a Roma, in un albergo dove visionavano film in anteprima. Il capomafia negherà di avere mai conosciuto Andreotti. Al processo che si svolge a Palermo per la vicenda delle tangenti per la costruzione del Consorzio agroalimentare di Catania, il collaboratore Angelo Siino parla di due riunioni, a cui partecipò anche Nitto Santapaola, per decidere la gestione degli appalti. Ad una avrebbe partecipato l'ex consigliere d'amministrazione del Consorzio Domenico Cavallaro, rappresentante della Federmercati. Al processo che si svolge a Firenze per le stragi del '93, Giovanni Brusca dichiara di essere stato contrario alla strategia stragista e che il suo programma era di fare azioni dimostrative, come spargere sulle spiagge siringhe infette dal virus dell'Hiv oppure avvelenare le merendine in vendita nei supermercati. Ucciso a Favara (Ag), con diversi colpi di pistola, l'operaio Antonino Quaranta, incensurato. Feriti gravemente a Vittoria (Rg) i giovani Salvatore D'Agosta, pregiudicato, e Roberto Noto, incensurato. Dopo mezz'ora due persone armate di mitraglietta sparano contro i portoni delle abitazioni di due pregiudicati della zona, probabilmente sospettati di essere gli autori del duplice tentato omicidio. | ||
| 14 Gennaio 1998 | ||
| Pubblicata una dichiarazione di Maria Rosa Di Lorenzo, moglie del latitante Calogero Brusca, cugino di Giovanni Brusca. Secondo la Di Lorenzo, il marito nel giugno del '93, avendo appreso dalla televisione che era ricercato per mafia, aveva deciso di costituirsi. Per questo era andato a parlare con il padre Mariuccio, detenuto nel carcere di Sollicciano. «Ma - dichiara la donna - mio marito vide in che condizioni erano trattati i familiari dei detenuti e gli stessi detenuti. Così ha preferito non farsi arrestare per difendersi la libertà. Calogero è innocente, non ha mai ammazzato una mosca». Calogero Brusca è stato condannato in primo grado all'ergastolo nel processo "Agrigento + 61". Arrestato a Napoli il latitante Angelo Pirrone, incensurato ma ricercato per concorso in associazione mafiosa e perché sospettato di essere stato uno dei killer agli ordini di Balduccio Di Maggio. Chiesta dal questore di Palermo l'obbligo di firma per Antonio Ciaravello di Corleone, fidanzato di Maria Concetta Riina. Nella proposta si dice che Ciaravello è «indicato come elemento di fiducia della famiglia mafiosa dei corleonesi». Il difensore si dice convinto che la richiesta sia dovuta soltanto al fatto che il giovane è fidanzato con la figlia di Riina. Il padre del giovane nel 1962 era stato "diffidato". Ciaravello, sospettato, tra l'altro, di essere l'autore dello sfregio alla lapide alla memoria di Falcone e Borsellino, dice: «Fanno questo a me per fare uno sgarbo a mio suocero. Ma lui è un vero signore, non si pentirà mai perché non ha nulla di che pentirsi». Ucciso a Catania nel suo negozio di ottico l'incensurato Francesco Miano. Arrestati a Castellammare di Stabia (Na) 28 presunti affiliati ai clan D'Alessandro e Imparato, in lotta tra loro da anni. In carcere anche 7 ex collaboratori a cui era già stato revocato il programma di protezione. Al processo per mafia contro Giulio Andreotti depone Nando Dalla Chiesa, che respinge le dichiarazioni fatte dal maresciallo Angelo Incandela sul generale Dalla Chiesa: «Non è vero che mio padre aveva il chiodo fisso di Andreotti, che tramava contro di lui, che voleva incastrarlo. Un atteggiamento così spregiudicato era fuori della sua etica istituzionale. Incandela ha detto persino che mio padre avrebbe fabbricato prove false contro Andreotti, spiegando che per servire la patria bisogna anche compiere azioni illegali. No, mio padre non era così». E sul memoriale trovato in via Montenevoso, di cui il generale avrebbe tenuta per sé una parte per avere uno strumento di ricatto nei confronti di Andreotti, Nando Dalla Chiesa afferma di averne chiesto ai colleghi del padre e anche a magistrati e tutti hanno escluso che il fatto fosse vero. Al processo d'appello contro Gioacchino Basile, l'operaio che aveva denunciato le infiltrazioni mafiose al Cantiere navale di Palermo ed era stato licenziato e querelato dalla Fincantieri per diffamazione a mezzo stampa, l'ex direttore del Cant iere, Antonino Cipponeri, ritira la querela. Basile aveva denunciato responsabilità della Fincantieri nell'affidamento di subappalti ad imprese ritenute vicine alla famiglia mafiosa dell'Acquasanta. La Fincantieri ha sempre sostenuto di non essere a conoscenza della presenza di mafiosi nel Cantiere. | ||
| 15 Gennaio 1998 | ||
| Ucciso a Messina il dottor Matteo Bottari, primario al Policlinico dell'Università e sposato con la figlia dell'ex rettore Stagno D'Alcontres. La vittima, che si trovava sulla sua auto, è stata uccisa con un colpo di fucile a lupara. L'assassinio viene ritenuto inspiegabile dalle persone vicine all'ucciso che escludono qualsiasi suo coinvolgimento in affari poco chiari. L'Università di Messina è stata teatro negli ultimi anni di una serie di delitti ed intimidazioni: esami venduti, agguati a studenti e docenti (di cui alcuni gambizzati), vandalizzazioni di istituti. La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera esprime parere contrario alla richiesta di arresto per Giancarlo Cito, accusato di concussione per aver chiesto, quando era sindaco di Taranto, 720 milioni di tangenti alla Dirav International per l'approvazione di un progetto di realizzazione di un porto turistico nella città. Manifestazione di bambini a Palermo contro ogni forma di abuso e di violenza, promossa da alcuni centri sociali, tra cui il centro Santa Chiara operante nei rioni Ballarò e Albergheria dove, nel giugno del '96, vennero arrestate alcune persone accusate di avere abusato di bambini. Circa 5.000 bambini hanno percorso alcune vie del centro storico e hanno deposto fiori sulla lapide che ricorda la piccola Maricò, uccisa dal padre nel giugno di undici anni fa. | ||
| 16 Gennaio 1998 | ||
| Rinviati a giudizio dal gip di Roma Cesare Romiti e l'ex responsabile della sede romana della Fiat, Umberto Beliazzi, accusati di corruzione per aver pagato oltre 3 miliardi di tangenti per l'aggiudicazione degli appalti per la realizzazione del prolungamento della metropolitana di Roma. Concluso a Siracusa il processo contro 102 persone accusate di appartenere alla cosca Dominante di Vittoria (Rg). Inflitti 18 ergastoli e condanne per 620 anni complessivi di carcere. 36 le assoluzioni. Emessi 43 ordini di custodia, in parte per persone già in carcere, per presunti esponenti dei clan camorristici Contini, Lago e Grimaldi, in seguito alle indagini su estorsioni ed omicidi commessi nel rione di Fuorigrotta a Napoli. Si consegna alla polizia di Gioia Tauro il responsabile della sparatoria, avvenuta a Cinquefrondi (RC) il 3 gennaio scorso, in cui hanno perso la vita due ragazzi e un terzo è rimasto ferito: si tratta di un ragazzo di diciassette anni che confessa di avere sparato perché i tre, dopo aver bruciato dei cartoni che lui aveva raccolto per venderli, alle sue rimostranze avevano risposto aggredendolo. Il 18 si terrà nella chiesa di San Michele Arcangelo, una giornata di riflessione «dalla violenza alla pace», voluta dalla diocesi e dall'associazione Riferimenti, con la partecipazione dei genitori delle vittime e del ragazzo autore dell'omicidio. | ||
| 17 Gennaio 1998 | ||
| Arrestato il maresciallo dei carabinieri Mario Quero, accusato di favoreggiamento nei riguardi del boss del Crotonese, Quirino Iona, ricercato per associazione mafiosa, omicidio ed estorsione. Nel luglio scorso Iona riuscì a sfuggire ad un'operazione che portò in carcere 100 persone, presunte affiliate alla 'ndrangheta. Secondo l'accusa, Iona era stato avvisato dal maresciallo Quero. Trovato ucciso, con la testa fracassata, nel box della sua casa in montagna vicino Roma, lo steward Giancarlo Carmassi che, secondo il racconto di un testimone, il falegname rumeno Dorino Stoyka, sarebbe stato prelevato il 6 dicembre scorso da quattro persone. Ma l'autopsia rivelerà che Carmassi è stato ucciso forse lo stesso giorno del presunto sequestro. | ||
| 18 Gennaio 1998 | ||
| Viene reso noto che l'avvocato palermitano di Gaetano Badalamenti, Paolo Gullo, ha consigliato al suo assistito di non venire in Italia e di non parlare più con i magistrati. Badalamenti era stato citato dai pm del processo per mafia contro Giulio Andreotti e aveva accettato il confronto con Buscetta per il processo Pecorelli. La decisione potrebbe influire sulla trasferta negli Stati Uniti del gip Renato Grillo per interrogare il capomafia sull'omicidio di Giuseppe Impastato. | ||
| 19 Gennaio 1998 | ||
| Nella relazione per l'apertura dell'anno giudiziario il procuratore generale della Corte dei Conti Francesco Garri sostiene che la corruzione continua «con regolarità» e ci sono ancora «zone di impunità». Al processo per le stragi mafiose del '93 Giovanni Brusca, durante la sua testimonianza, coglie l'occasione per esprimere sospetti sulla gestione dell'arresto di Totò Riina da parte dei carabinieri, ipotizzando che ci siano stati contatti tra Riina e l'Arma, nella persona del colonnello Mario Mori, tramite il figlio di Vito Ciancimino. Dice Brusca: «Di Maggio aveva tutte le informazioni possibili per fare arrestare Riina a casa mentre dormiva, per questo pensammo che ci avessero pilotati. Perché l'arresto avvenne per strada e non nella sua abitazione, così da permettere che dalla casa venissero fatti sparire documenti». Però poi aggiunge: «Si tratta di riflessioni personali dopo aver letto i giornali». Le parole di Brusca suscitano proteste da parte di rappresentanti di tutte le forze politiche. Il procuratore Pier Luigi Vigna, esprimendo «stima nei confronti dell'Arma», afferma che «i collaboratori debbono riferire solo fatti vissuti, e quindi compiuti, che potranno avere valore soltanto se poi saranno riscontrati. E' quindi del tutto improprio che un dichiarante faccia affermazioni suppositive». Sequestrati beni per circa 10 miliardi al pregiudicato Ernesto Mazzaferro di Marina di Gioiosa Jonica (RC) e a suoi prestanome. Mazzaferro viene indicato come esponente della omonima cosca della 'ndrangheta. | ||
| 20 Gennaio 1998 | ||
| Respinta dalla Camera, con 341 voti contrari, 248 a favore e 21 astenuti, la richiesta d'arresto per Cesare Previti. Determinante il voto dei deputati della Lega che affermano di avere votato «contro i magistrati italiani», ma contro l'arresto hanno votato anche 29 deputati del Ppi. Emessi a Palermo 19 ordini di custodia, 4 per persone già in carcere, contro presunti appartenenti ad una organizzazione mafiosa operante nel quartiere di Brancaccio e dedita ad estorsioni, traffico di droga, rapine ed altri reati. L'organizzazione sarebbe stata diretta, dal carcere, dal capomafia Gaspare Spatuzza attraverso il suo braccio destro Girolamo Celesia, anch'esso arrestato. Tra gli arrestati Vincenzo Adelfio, appartenente a una nota famiglia mafiosa e uno dei protagonisti dell'allontanamento, con spintoni e minacce, dei giornalisti dalla chiesa dove padre Mario Frittitta stava celebrando la messa dopo il suo ritorno. Arrestati a Reggio Calabria 10 presunti affiliati alla cosca dei Ficara e il poliziotto Santo Merulla accusato di avere fornito un supporto logistico alle attività dell'organizzazione. I provvedimenti vengono in seguito alle dichiarazioni di un componente della cosca, di cui non è stato fatto il nome, diventato collaboratore dopo che si è innamorato di una donna che gli avevano ordinato di uccidere perché, essendo vicina alla "famiglia", era venuta a conoscenza di molti fatti e perciò era diventata pericolosa. Ferito a Reggio Calabria un ragazzo di 15 anni con un colpo di pistola all'inguine. Il ragazzo sostiene di essersi ferito accidentalmente. Viene data notizia che il governo svizzero in una lettera al ministero della Giustizia italiano ha annunciato che tutte le rogatorie pendenti con il pool di Milano sono bloccate. Solo per il caso Squillante-Previti sono tuttora pendenti 200 rogatorie. Le decisione è scaturita da un accertamento fiscale a carico di Squillante, non consentito dall'ordinamento elvetico. | ||
| 21 Gennaio 1998 | ||
| Reso noto il testo dell'audizione, del 10 febbraio '93, del capitano Giuseppe De Donno alla Commissione antimafia. Si tratta delle indagini sul sistema mafioso di spartizione degli appalti, al centro del rapporto del Ros presentato alla Procura di Palermo nel 1991. Le dichiarazioni di De Donno riguardano anche gli appalti, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle fogne, assegnati dal Comune di Palermo alle aziende Cosi e Sico, dietro cui c'era Vito Ciancimino. Emessi a Catania ordini di custodia per Giuseppe Ferlito, Salvatore Troina e Marcello Salvatore Catti, presunti affiliati al clan Laudani e già in carcere per altri reati, accusati di essere i killer dell'imprenditore di Giardini-Naxos, Venerando Scavo, ucciso nell'aprile del '95 per ordine dell'ex boss del clan, Alfio Giuffrida, che ha confessato di essere il mandante. Emessi dalla Procura di Palermo 9 ordini di custodia per mafiosi, di cui 7 già in carcere, implicati in un traffico internazionale di droga, tra cui Totò Riina e Michelangelo La Barbera. E' stato arrestato Giuseppe Sansone, mentre è sfuggito alla cattura Salvatore Priolo, fratello del genero del collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi le cui accuse, riscontrate con quelle del collaboratore Salvatore Scrima, hanno permesso l'avvio delle indagini. Sansone verrà scarcerato l'11 febbraio dal Tribunale del riesame per mancanza di indizi. Reso noto il contenuto delle dichiarazioni rese da Balduccio Di Maggio alla Procura di Palermo a fine ottobre '97, qualche giorno dopo il suo arresto per il ritorno a San Giuseppe Jato e la ripresa delle attività criminali, riguardanti le presunte pressioni per fargli ritrattare le rivelazioni sull'incontro, con bacio, tra Giulio Andreotti e Totò Riina: l'avvocato Vito Ganci lo avrebbe fatto incontrare con due uomini, forse dei servizi segreti, che gli avrebbero promesso 6 miliardi. Il 27 gennaio Di Maggio ripeterà le dichiarazioni nell'aula del processo ad Andreotti e confermerà l'episodio del bacio. | ||
| 22 Gennaio 1998 | ||
| Arrestati l'imprenditore catanese Luigi Rendo e Francesco Pacini Battaglia in seguito ad una nuova inchiesta della Procura di Milano su tangenti pagate per la realizzazione di opere ferroviarie. Coinvolti anche Lorenzo Necci e Vincenzo Lodigiani e iscritte nel registro degli indagati altre 25 persone. Successivamente verrà arrestato il magistrato romano Giorgio Castellucci, accusato di avere archiviato, dietro compenso, l'indagine sull'Alta velocità. Condannato all'ergastolo, per un duplice omicidio dell'87, Salvatore Cancemi, a cui i giudici non hanno concesso le attenuanti come collaboratore, perché in un primo memento aveva negato di aver partecipato al delitto, ammettendo la sua colpevolezza soltanto dopo le testimonianze di altri collaboratori. Durante il processo "Bagarella + 65" che si svolge a Palermo per una serie di delitti avvenuti nel '95, tra cui l'omicidio del piccolo Di Matteo, Leoluca Bagarella insulta il collaborante Tony Calvaruso, suo ex autista, e lancia minacce contro suo figlio. Calvaruso, testimoniando in aula, aveva parlato di Vincenzina Marchese, la moglie del capomafia forse morta suicida dopo l'ennesimo aborto, riferendo che Bagarella, davanti al cadavere della donna, ripetè quello che lei gli aveva detto: «Tu ammazzi i bambini e per questo il Signore non ce ne manda». | ||
| 23 Gennaio 1998 | ||
| Depositati, agli atti del processo che si svolge a Firenze per le stragi del '93, i verbali delle deposizioni del capitano Giuseppe De Donno e del colonnello Mario Mori sui contatti presi, alla fine del '92, dai vertici del Ros con Vito Ciancimino, a cui fu chiesto di collaborare per permettere la cattura di Totò Riina. Dopo qualche incertezza Ciancimino aveva dato la sua disponibilità, ma non potè far nulla perché poco dopo fu arrestato. Assolti in appello, perché «vittime di un ricatto», gli stilisti milanesi che in primo grado erano stati condannati per aver pagato tangenti alla Guardia di Finanza. | ||
| 24 Gennaio 1998 | ||
| Ucciso a San Vito dei Normanni (Brindisi) il pregiudicato Vincenzo D'Agnano dal commerciante Cosimo Cantanna che subito dopo si è costituito. L'omicida aveva più volte tentato inutilmente di far cessare l'amicizia di suo figlio diciassettenne con il D'Agnano. A San Giuseppe Jato (Pa) cerimonia di consegna a Libera di un terreno dove si trova la casa che è stata la prigione di Giuseppe Di Matteo e dove sorgerà un giardino «luogo della memoria e dell'impegno». Trovato, nel bagagliaio di un'auto ancora in fiamme nelle campagne di Belpasso (Ct), paese della cosca di Giuseppe Pulvirenti, il cadavere carbonizzato di un uomo ucciso con alcuni colpi di pistola alla testa. Arrestato a San Giuseppe Jato il meccanico incensurato Ciro Gino Fecarotta, accusato da numerosi collaboratori di avere fornito a Balduccio Di Maggio l'acido per sciogliere i corpi degli uccisi e di essere adesso fiancheggiatore del capomafia latitante Vito Vitale. | ||
| 25 Gennaio 1998 | ||
| Ucciso ad Aidone (En), con numerosi colpi di pistola, il pregiudicato Giovanni Minacapilli. Inviato dai rapitori di Giuseppe Soffiantini il lembo di un orecchio e un appello del rapito ai figli. L'imprenditore verrà rilasciato il 9 febbraio, dopo il pagamento di un riscatto di 5 miliardi. | ||
| 26 Gennaio 1998 | ||
| Arrestate ad Africo (RC) due persone affiliate ad un clan della 'ndrangheta, accusate di avere sequestrato e torturato un giovane gay, reo di avere avuto una relazione con il padre di uno di loro. I nomi della vittima e degli aggressori non sono stati resi noti. | ||
| 27 Gennaio 1998 | ||
| Sequestrati a Giovanni Brusca beni per qualche centinaio di milioni. Chiesto dai rapitori di Alessandra Sgarella un riscatto di 50 miliardi. | ||
| 28 Gennaio 1998 | ||
| Emessi dalla Procura di Palermo 43 ordini di custodia (32 per persone già in carcere) a conclusioni delle indagini su 25 omicidi compiuti tra l'84 e l'89, tra cui quello di Salvatore Graffagnino, che sarebbe stato ucciso da Cosa nostra per punirlo dell'omicidio del piccolo Claudio Domino. Secondo i collaboratori di giustizia, il bambino sarebbe stato ucciso non perché aveva assistito ad uno scambio di una partita di droga, come si era detto subito dopo l'omicidio, ma perché aveva visto la madre assieme a Graffagnino, che in quel periodo sarebbe stato amante della donna. Sdegnata reazione della signora che smentisce categoricamente. Accolta dai giudici della sezione misure di prevenzione di Palermo la richiesta di soggiorno obbligato per Tony Ciaravello, fidanzato di Maria Concetta Riina, figlia del capomafia, con la motivazione di «essersi spinto ben al di là dei semplici rapporti parentali, posto che lo stesso Riina Giovanni (fratello di Maria Concetta) lo ha utilizzato per portare messaggi ad altri personaggi inseriti nella consorteria criminale». | ||
| 29 Gennaio 1998 | ||
| Emessi dalla Procura di Palermo 14 ordini di custodia contro persone di Castellammare (Tp), Partinico (Pa) e Alcamo (Tp), commercianti, agricoltori e operai, tra cui alcuni giovanissimi, presunti appartenenti alla cosca del latitante Vito Vitale di Partinico. Al processo per le stragi del '93 depone, su sua richiesta, Leoluca Bagarella. Il capomafia nega che Tony Calvaruso (il collaboratore che lo ha fatto arrestare) sia mai stato suo autista; puntualizza che nell'87, anno in cui sarebbe avvenuto l'incontro tra Totò Riina e Giulio Andreotti a cui, secondo Calvaruso, sarebbe stato presente anche Bagarella, lui si trovava in carcere e sostiene di non avere mai avuto rapporti con Giovanni Brusca perché lo considerava uno spione. Uccisi in un agguato mafioso, alla periferia di Catania, Lorenzo Vaccaro, di Campofranco (Cl), fratello del presunto capomafia nisseno Domenico ora al soggiorno obbligato a Terni, e il suo autista Francesco Carrubba. Lorenzo Vaccaro era stato assolto dall'accusa di associazione mafiosa nel novembre del '92, al termine del processo "Leopardo", ma gli inquirenti lo indicavano come il successore di Giuseppe "Piddu" Madonia. | ||
| 31 Gennaio 1998 | ||
| Trovato a Biancavilla (Ct), dietro segnalazione anonima, il cadavere di Carmelo Ventura, indicato come affiliato alla cosca mafiosa Gurgone-Toscano. Emessi 8 ordini di custodia, 5 per persone già in carcere, per presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Acireale guidata da Sebastiano Sciuto e affiliata al clan Ercolano-Santapaola. Tutti sono accusati di associazione mafiosa e di altri reati, tra cui estorsioni anche ai danni della squadra di calcio locale. | ||