Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" - Onlus

La Memoria e il Progetto

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LA MEMORIA E IL PROGETTO

Per la creazione di un "Memoriale-Laboratorio" della lotta alla mafia


Negli ultimi anni più volte alcune associazioni operanti a Palermo hanno proposto la creazione di una Casa delle associazioni, uno spazio comune che ospiti sede varie realtà attualmente prive di sede o con sedi precarie e inadeguate.
Intendiamo rilanciare quella proposta ma pensiamo non solo a uno spazio-contenitore, in cui possano operare più agevolmente centri studi e associazioni, ma a qualcosa di più ampio e maggiormente rispondente a una richiesta che proviene da vari settori, in particolare dalla scuola e dalla società civile.
Un esempio: il Centro frequentemente riceve richieste di visite di scolaresche che non possiamo esaudire per l'esiguità degli spazi dell'attuale sede ma le richieste riguardano più che una visita a locali ingombri di materiali (libri, periodici, atti giudiziari ecc.) la possibilità di percorrere un itinerario che illustri la realtà della mafia e della lotta contro di essa.
Per venire incontro a questa esigenza, sempre più avvertita e diffusa, riteniamo sia necessario creare uno spazio polivalente che sia insieme: mostra permanente, attraverso l'esposizione-fruizione di materiali vari (filmati, fotografie, documenti, libri, giornali ecc.) che illustrino la storia del fenomeno mafioso e della società in cui esso si è sviluppato, e contestualmente offrano un percorso delle lotte contro di esso, dal movimento contadino a oggi; biblioteca-emeroteca e raccolta di atti giudiziari e di altri materiali di documentazione; casa delle associazioni antimafia; laboratorio per la progettazione di nuove iniziative.
Per avviare questo progetto proponiamo di allestire una mostra sulla mafia e sulla lotta alla mafia, che rielabori e integri le mostre fotografiche "Mafia oggi" e "Mafia dalla terra alla droga", curate dal Centro, che sono state esposte in varie regioni d'Italia e in altri Paesi. La mostra dovrebbe essere un primo passo per la creazione di una struttura permanente.
Per la realizzazione della proposta, che doterebbe Palermo di un nuovo spazio che dovrebbe inserirsi in una riprogettazione del patrimonio museografico e culturale della città (per fare un esempio, manca finora un Museo della città), occorre individuare un edificio-contenitore, possibilmente confiscato alla mafia e nel centro storico (si è parlato di Villa Pantelleria come sede di una Biblioteca della legalità, ma i tempi per il restauro rischiano di essere troppo lunghi e forse sarebbe più conveniente restituirla alla sua vecchia destinazione di laboratorio musicale), che risponda alle esigenze già accennate.
Palermo e la Sicilia hanno bisogno di recuperare la loro identità e la loro storia, che non è fatta solo delle stragi e dei crimini della mafia ma anche delle lotte che l'hanno contrastata e hanno cercato di costruire una realtà diversa e che, in certi periodi, come per esempio con le lotte contadine, a cui si affiancavano le lotte degli operai del Cantiere navale, hanno generato mobilitazioni di massa tra le più grandi e significative d'Europa. E le mobilitazioni degli anni '80 e '90 e degli ultimi anni, il lavoro nelle scuole, l'uso sociale dei beni confiscati fanno parte di una storia che merita di essere documentata adeguatamente e rilanciata.
In altre città sono sorti spazi della memoria, come i Memoriali della Resistenza, e riteniamo che Palermo debba dotarsi di uno spazio adeguato, insieme memoria storica della sua Resistenza al dominio mafioso e progettazione di un presente e futuro di Liberazione.
In parecchi punti della città negli ultimi anni sono state apposte delle lapidi che ricordano alcuni caduti nella lotta alla mafia: un ricordo doveroso che dovrebbe estendersi e scavare nel passato meno recente. Abbiamo più volte proposto che vengano ricordati altri caduti, come Giovanni Orcel, il segretario dei metalmeccanici assassinato il 14 ottobre del 1920 nel Corso Vittorio Emanuele, all'angolo con Via Collegio Giusino, e che venga apposta una lapide in Via Alloro dove, al numero 97, non più esistente, il 21 e 22 maggio del 1893 si tenne il congresso dei delegati dei Fasci siciliani. Ma i Fasci meriterebbero qualcosa di più: una strada, una piazza, un monumento, per ricordare una stagione di lotte finita purtroppo nel sangue e nell'emigrazione. In ogni caso lapidi, monumenti, celebrazioni di anniversari da soli non bastano: la memoria richiede immagini, volti, documenti, ricerche, ricostruzioni di luoghi e di storie, itinerari percorribili e spazi frequentabili agevolmente.
Il Centro, fin dalla sua costituzione, con il convegno "Portella della Ginestra: una strage per il centrismo", è impegnato in questa direzione e ultimamente ha collaborato con l'Associazione nazionale magistrati per la realizzazione del progetto "Le date della memoria" e la redazione del volume La memoria ritrovata, ha rivisto l'elenco dei caduti nella lotta alla mafia e delle vittime innocenti, i cui nomi sono letti il 21 marzo di ogni anno, e ha proposto all'Associazione nazionale Libera la pubblicazione di un'Agenda dell'Italia civile, con le schede sui caduti, utilizzando i materiali già pubblicati nell'opuscolo Sicilia 102.
Il Centro invita associazioni, scuole, istituti universitari, realtà culturali, forze politiche e sindacali, cittadini interessati, a un impegno comune per mettere a punto la proposta del "Memoriale-Laboratorio" e presentarsi alle Istituzioni con un progetto definito o almeno tratteggiato nelle grandi linee e con qualche indicazione relativa a spazi utilizzabili.

Nel frattempo il Centro espone una sua esigenza: l'attuale sede è inadeguata, e per la mole dei materiali accumulati in quasi trent'anni di attività e per l'impossibilità di fruizione di buona parte di essi, in particolare dei materiali dell'emeroteca. Si pone con urgenza il reperimento di altri locali, quanto meno per ospitare l'emeroteca, per conservare un patrimonio che rischia il deperimento e la distruzione e per consentirne la fruizione.
Proponiamo pertanto che i materiali dell'emeroteca vengano sistemati adeguatamente per il tempo occorrente per la realizzazione del progetto più ampio e invitiamo quanti dispongono dello spazio necessario, o possono darci indicazioni utili, a prendere contatti con il Centro.

Palermo, 30 giugno 2005
Umberto Santino
Presidente del Centro Impastato



La Memoria e il Progetto



Campagna della memoria: Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia. Ricordare Orcel e altre iniziative - Conferenza stampa.

Giovedì 13 ottobre 2005, alle ore 10,30, nei locali del Centro Impastato, via Villa Sperlinga 15, si svolgerà una conferenza stampa per la presentazione della proposta:

Campagna della memoria
La memoria e il progetto
Per la creazione di un memoriale-laboratorio
della lotta alla mafia.

Ricordare Orcel e altre iniziative.


La conferenza è promossa dal Centro Impastato; partecipano: Libera, l'Arci e la Cooperativa Lavoratori del Cinema e del Teatro (CLCT).

Il Centro Impastato, in continuità con la sua attività avviata nel 1977 con il convegno nazionale: "Portella della Ginestra: una strage per il centrismo", proseguita con le sue ricerche, con la pubblicazione del volume Storia del movimento antimafia, con la collaborazione con l'Associazione nazionale Libera per la redazione dell'elenco dei caduti nella lotta contro la mafia, i cui nomi vengono letti il 21 marzo e la proposta di pubblicazione di un'Agenda dell'Italia civile, e con l'Associazione nazionale magistrati per la pubblicazione di un calendario e il concorso nelle scuole che ha prodotto il volume La memoria ritrovata, promuove una campagna della memoria, programmando le seguenti iniziative:

1) creazione di un Memoriale-Laboratorio della lotta alla mafia. La proposta ha già incontrato un certo interesse e alcuni consiglieri comunali hanno presentato una mozione con l'indicazione di uno spazio per la realizzazione di una struttura polivalente, che sia insieme: mostra permanente sulla storia della mafia, della lotta contro di essa e del contesto sociale, biblioteca-emeroteca, casa delle associazioni antimafia, laboratorio per la progettazione di nuove iniziative.

2) Ricordare i caduti nelle lotte contro la mafia. Iniziative in programma: ricordare Giovanni Orcel dirigente sindacale assassinato il 14 ottobre 1920. Lapide sul luogo dell'assassinio: Corso Vittorio Emanuele - angolo con via Collegio del Giusino; pubblicazione di un libro (autore Giovanni Abbagnato), preparazione di un video, con CLCT (Cooperativa Lavoratori del Cinema e del Teatro).
Ricordare i Fasci siciliani: lapide in via Alloro 97, dove nel maggio del 1893 si tenne il congresso regionale dei Fasci siciliani. Lapidi nei paesi in cui avvennero i massacri ai tempi dei Fasci e iniziative di studio e riflessione nelle scuole e in altri luoghi.

3) Raccolta di testimonianze dei protagonisti delle lotte contadine.

Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato




Una proposta del Centro Impastato: un "Memoriale-Laboratorio" della lotta alla mafia

Qualche tempo fa il Centro Impastato aveva lanciato la proposta della creazione a Palermo di un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia. La proposta nasceva da una duplice esigenza: offrire un percorso storico dell'evoluzione del fenomeno mafioso, dalle origini ai nostri giorni, e soprattutto delle lotte contro di esso, dal movimento contadino a oggi; creare una casa delle associazioni che ospitasse le varie realtà operanti nella città, che spesso non hanno una sede o hanno sedi precarie e inadeguate. E per avviare la realizzazione del progetto il Centro proponeva che si cominciasse con l'allestimento di una mostra fotografico-documentaria, che riprendesse e integrasse le mostre curate dallo stesso Centro nella sua trentennale attività.
La proposta mirava a una riprogettazione del patrimonio museografico della città, mettendo finalmente in cantiere la creazione di un Museo storico di Palermo e della Sicilia. In altre città sono sorti negli ultimi anni luoghi della memoria, come per esempio i Memoriali della Resistenza. Palermo e la Sicilia hanno vissuto la lotta alla mafia come una Resistenza permanente, che ancora non è finita e che per alimentarsi ha bisogno di recuperare la memoria, ricostruendone la trama in moda da renderla fruibile da tutti i cittadini, come pure da visitatori non frettolosi, e di trovare uno spazio comune di riflessione e di programmazione, per avviare iniziative unitarie, nel rispetto della storia e dell'identità di ciascuno.
Non so che fine abbia fatto la mozione presentata nel luglio del 2005 da alcuni consiglieri comunali, con la proposta di utilizzare Palazzo Tarallo, in via delle Pergole, come sede del Memoriale; come si ricorderà, la proposta di utilizzare Villa Pantelleria, confiscata ai mafiosi, come Biblioteca della legalità, non si è potuta realizzare, per la pretesa dell'amministrazione comunale che le associazioni coinvolte in quel progetto (il Centro Impastato, il Centro Terranova, la Fondazione Costa, il Centro Pio La Torre) affrontassero le spese di restauro. Ma questo non vuol dire che non si possano trovare altre strade, individuando un altro bene confiscato alla mafia o coinvolgendo nell'iniziativa l'Università, che in questi anni è riuscita ad avviare il restauro di immobili prestigiosi, per lungo tempo condannati all'incuria e all'abbandono, come dimostrano le recenti iniziative di aprire i cantieri di restauro ai cittadini.
Credo che le associazioni più seriamente impegnate, le scuole che da anni svolgono iniziative di educazione a una legalità non solo formale, gli istituti universitari, l'Università nel suo complesso possano essere disponibili per portare a compimento un progetto che qualificherebbe il patrimonio culturale cittadino e regionale e possano insieme contribuire a rinnovare le politiche istituzionali, ben note per la disinvoltura con cui si sprecano milioni di euro in iniziative che di culturale hanno soltanto il nome.
Qualche parola, infine, sui sindacati, in particolare sulla Cgil. L'anno scorso, in seguito a una mia richiesta, i dirigenti della Camera del lavoro avevano assicurato che avrebbero posto quanto prima una lapide per ricordare Giovanni Orcel, il segretario dei metalmeccanici ucciso dalla mafia il 14 ottobre 1920, sul luogo dell'assassinio, all'angolo tra Corso Vittorio Emanuele e via Collegio Giusino. La lapide ancora non si è vista e nell'aprile scorso avevo proposto al segretario regionale che la mostra di cui parlavo prima venisse inserita tra le iniziative per il centenario della Cgil. La proposta finora è stata lasciata cadere e nella mostra dal titolo "I costruttori" ospitata all'Albergo delle povere la Sicilia era quasi completamente assente. E dire che il ruolo del sindacato nella lotta contro la mafia è stato fondamentale e il suo tributo di sangue altissimo. Spiace che la memoria di quella storia non trovi l'accoglienza che meriterebbe tra gli eredi dei suoi protagonisti.

Umberto Santino, Presidente del Centro Impastato

"La Repubblica - Palermo", 31 ottobre 2006

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